Documento dall'Università della Calabria su Il Novecento Viola. Il Pdf esplora eventi chiave della storia moderna, come la Prima Guerra Mondiale, la Guerra Fredda e la caduta del Muro di Berlino. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Storia, analizza nazionalismo, imperialismo e trasformazioni politiche del XX secolo, includendo l'autogenocidio cambogiano e la rivoluzione iraniana.
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La grande guerra non si potrebbe spiegare senza spiegare anche la profonda trasformazione nel decennio che precede la guerra. La fine dell'800 aveva visto il trionfo della Nazionalità e degli Stati Nazione, Benedetto Croce chiama la seconda metà dell'800 "La primavera dei popoli", parla del loro risveglio, ovvero della conquista delle libertà di tipo politico non intaccando quelle degli altri popoli, una sorta di "democrazia internazionale". Avvicinandosi al IX sec. La nazionalità inizia a connotarsi di valori che tendono a costruire l'idea di una supremazia di alcuni popoli su altri. Si accentua una condizione illiberale della nazionalità, diventa Nazionalismo, ovvero la costruzione di una politica di potenza, quindi una visione nazionalistica, di supremazia di alcuni popoli rispetto ad altri. Le ragioni profonde possiamo trovarle proprio nelle tensioni nazionali irrisolte, nei conflitti fra i vari imperialismi e nell'incapacità dei sistemi politici di comporre conflitti sociali. Il risultato più importante sarà la fine del ruolo dirigente dell'Europa nel mondo, a vantaggio di Stati Uniti, Giappone e Russia, in secondo luogo la fine del modello politico delle monarchie, ed infine l'avvento di nuovi modelli politici nati dal fallimento del liberalismo: fascismo e comunismo. Dunque possiamo definirla come spartiacque sulla storia del mondo.
Il 28 Giugno a Sarajevo lo studente serbo Gravilo Princip uccise l'Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d'Austria. Non aveva fatto nulla di diverso dagli altri rivoluzionari anarchici o da altri patrioti nazionalisti, la differenza era nella situazione internazionale. Più di ogni altra cosa a differenza di trent'anni prima, quando si era svolto il congresso di Berlino nel 1878, e si credeva nel "Concerto Europeo" (che da l'idea di un'armonia che tutti gli strumenti concorrono a formare senza cercare la prevalenza sugli altri), le grandi potenze cominciano a prepararsi alla guerra, soprattutto stringendo alleanze, in quanto si ha la sensazione che la diplomazia stia per cedere. Se si arriva a questo è anche perché si è creato un meccanismo di trasformazione all'interno dell'opinione pubblica. L'Austria avviò così un'inchiesta e in poche settimane arrivò a porre un ultimatum alla Serbia, al quale il paese rispose si positivamente, ma non per quanto riguardava la partecipazione della polizia Austriaca all'inchiesta. La Serbia poteva contare sulla protezione Russa che dal canto suo aveva un'alleanza militare con Francia e Inghilterra. La Russia diede un avvertimento all'ambasciatore tedesco, ovvero, se l'Austria avesse occupato la Serbia sarebbe stata guerra. Comunque l'esercito serbo era stato mobilitato, così come quello Austriaco, Tedesco e Russo. Vienna considerando insufficiente la risposta all'ultimatum il 28 Luglio dichiarò guerra alla Serbia, bombardando Belgrado. Il 1 Agosto la Germania dichiarò guerra alla Russia e il 3 alla Francia, mentre l'Italia rimaneva neutrale. Il 4 Agosto le truppe tedesche entravano in Belgio per aggirare le difese Francesi provocando l'intervento inglese. Nei mesi successivi sarebbero entrati in guerra gli altri paesi. I due schieramenti sono la TRIPLICE INTESA composta da Russia, Francia e Inghilterra che successivamente verrà affiancata da Giappone, Italia e in ultimo dagli Stati Uniti, e la TRIPLICE ALLEANZA composta da Germania Austria-Ungheria e successivamente dalla Turchia.
Tutti avevano previsto una guerra breve, e tutti in effetti sbagliarono. La novità fu l'enorme aumento della potenza di fuoco. La Germania pensò di aggirare le difese Francesi invadendo il Belgio neutrale, per puntare su Parigi, provocando così l'intervento inglese, ma essendo comunque convinti di poterli battere sul tempo. L'Intesa aveva comunque previsto qualche vittoria iniziale tedesca, puntando sulla Russia che aveva grandi risorse umane. Ma questi piani fallirono in quanto i Francesi bloccarono i Tedeschi nella battaglia di Marna del Settembre del 1914 salvando Parigi e permettendo così agli inglesi di schierarsi, e i Tedeschi fermarono i Russi nelle battaglie di Tannemberg e dei laghi Masuri. La Germania restava così ferma a cento Km da Parigi e la Russia era riuscita a penetrare nella Galizia austro-ungarica. La guerra divenne mondiale in quanto ci fu l'esigenza di cercare altri alleati in quanto le difese erano più potenti degli attacchi. La triplice Intesa aveva riserve maggiori: aveva grandi imperi coloniali, con risorse annesse, e poteva contare sulla supremazia britannica sui mari. Gli imperi centrali non riuscirono a far entrare in guerra l'Italia in quanto la Triplice Alleanza era un'alleanza difensiva, e che quindi impegnava i paesi ad aiutarsi in caso di aggressione. Dal canto suo l'Italia sondava il territorio per capire quale dei due campi avrebbe promesso di più in caso di vittoria. Germania e Austria riuscirono a coinvolgere la Turchia e più tardi la Bulgaria; così circondata la Serbia si arrese nel 1915 e fu occupata. L'Intesa riuscì a portare dalla sua parte oltre all'Italia anche la Grecia e la Romania, anche se quest'ultima fu subito sconfitta. I tedeschi investirono molte energie anche nella guerra sottomarina, nel corso della guerra infatti costruì più di 300 sottomarini, con i quali affondò decine di navi nemiche, e soprattutto navi mercantili. Il commercio mondiale fu così danneggiato, ma non in maniera decisiva perché la flotta britannica riuscì a proteggerlo.
Nessuna guerra può comunque essere combattuta senza un sostegno popolare, e questo fu massiccio per la prima fase della guerra. La socialdemocrazia tedesca votò unita per la concessione dei crediti speciali. Il governo presentava la guerra come rivolta contro il regime zarista e per questo ottenne la "pace civile". In Russia fu proclamata quasi come guerra santa in difesa delle radici slave e ortodosse. In Francia si chiamò "unione sacra" la politica che chiesa alla nazione uno sforzo per liberare il territorio nazionale e quindi l'Alsazia e la Lorena. In tutti i paesi comunque ci fuono grandi problemi di gestione, i governi dovettero richiamare alle armi soldati congedati e armare e fornire eserciti non predisposti comunque per una guerra lunga. Bisognava quindi pianificare ogni cosa, dalle forniture, ai trasporti, ai prezzi, bisognava trovare lavoratori che sostituissero quelli partiti per i fronti. La Germania fece ricorso al lavoro obbligatorio, dovunque si fece ricorso alla manodopera femminile. In tutti i paesi lo Stato finì per dirigere l'intera economia. La Germania istituì per prima un "Ufficio di guerra" con poteri dittatoriali competente per tutto quello che riguardava la fabbricazione di armi, l'intero commercio estero e il controllo dei prezzi. La direzione dell'economia provocò un aumento del debito pubblico, e in questo il vantaggio era dell'Intesa che disponeva dei crediti degli Stati Uniti. Questi anche se neutrali decisero di puntare sulla vittoria dell'Intesa e per questo la finanziavano. Venne anche istituito un sistema generale di razionamento, il potere pubblico entrava così in tutte le case.
In Italia intanto le forze che volevano la guerra nonostante la caduta di Crispi non si erano date per vinte. Approfittando della crisi Balcanica che aveva messo in difficoltà l'impero ottomano l'Italia dichiarò guerra alla Turchia e occupò la Libia, Rodi e le isole Dodecaneso nel 1915. C'era stata una grande opposizione alla guerra in Libia formata da uno schieramento di liberali e di socialisti che credevano nella pace. Giolitti in realtà non si era opposto all'impresa, ma non l'aveva neanche fomentata; mentre i socialisti si erano opposti e anche Mussolini, ovvero l'ala rivoluzionaria del partito. Gli interventisti avevano una ragione in più, cioè riunire alla madrepatria le terre irridenti. Capo del governo era Salandra alla guida di una coalizione di destra il cui leader politico era Sonnino. Questi proclamarono la neutralità, ma nel frattempo sondavano il terreno preparandosi per un ingresso in guerra. Al loro fianco i nazionalisti, i repubblicani Mazziniani, i socialisti riformisti, radicali come Salvemini, e Benito Mussolini espulso dal partito socialista. Salandra e Sonnino avviarono contatti diplomatici per negoziare l'entrata in guerra. Gli Imperi centrali erano disposti a concedere all'Italia Trentino, Friuli, esclusa Gorizia e Trieste e un protettorato sull'Albania. L'intesa invece offriva di più: anche il Tirolo meridionale fino al Brennero, la Venezia- Giulia e la Dalmazia e avrebbe avuto mano libera per un'espansione in Africa. Le trattative si conclusero con gli accordi di Londra nella primavera del 1915 che garantivano l'entrata in guerra dell'Italia da lì ad un mese a fianco dell'Intesa. Questi accordi erano segreti e il Parlamento Italiano era all'oscuro di tutto. Sonnino non voleva comunque procedere senza il consenso popolare, e per questo nel mese che precedette l'entrata in guerra non solo venne mobilitato l'esercito, ma le piazza furono infuocate di delirio nazionalista. Il 24 Maggio 1915 l'Italia dichiarava guerra all'Austria e il suo esercito attraversava il Piave attaccando gli austriaci in direzione del Carso e di Trieste. Non riuscì a sfondare e il fronte rimase fermo per un paio d'anni. La guerra aveva comunque grandi conseguenze sulla struttura industriale italiana. L'Italia fu costretta a saltare le tappe e ad accelerare i tempi necessari a raggiungere le altre potenze, ma anche a degenerazione politica e morale. Praticamente l'esatto contrario: anziché ripulirsi dalla corruzione borghese, l'Italia in guerra si corrompeva sempre più.
L'unico mezzo per difendersi dalla potenza di fuoco nemica erano le trincee, i soldati vivevano praticamente nei fossati. Mai nella storia l'umanità aveva distrutto se stessa in simili proporzioni, in tempi così brevi e con l'impiego di mezzi potenti. Per la prima volta la civiltà industriale fu rivolta a distruggere le risorse e ad uccidere le persone, con lo stesso meccanismo organizzativo con il quale si era impegnata a produrre sviluppo. Un'altra differenza era nel carattere sociale della guerra, che colpiva tutte le classi sociali. Anche lontano dal fronte la società civile faceva un grande sforzo: si faceva ricorso alla manodopera femminile, venne imposto il razionamento alimentare, la denutrizione unita alla carenza di disinfettanti e saponi favoriva le epidemie.
Nel 1917 l'adesione dell'opinione pubblica comincia venir meno. Prima di tutto quella dei soldati ormai sfiniti, si sentivano traditi dalla propria classe dirigente. Ci furono casi di diserzioni e ammutinamenti, si uccidevano anche tra di loro. Ma anche la società civile cominciava a dare segni di stanchezza. Tutti cominciarono a chiedere una pace generale senza vincitori né vinti. Soprattutto in Russia l'opposizione alla guerra prese il sopravvento: la borghesia dei cadetti cercò di prendere il controllo della Duma, all'inizio del 1917 gli operai scesero in sciopero e si unirono anche i soldati, e lo zar fu così costretto ad abdicare. La Russia era ormai fuori dalla guerra, presa