Documento dall'Università sull'introduzione ai media digitali: tecnologia e approcci sociologici. Il Pdf, di Informatica, esplora il rapporto tra tecnologia e società, analizzando concetti come il determinismo tecnologico e la costruzione sociale delle tecnologie, con un focus sui meme internet.
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Prima settimana
20.03.2023
Introduzione ai media digitali: tecnologia e approcci sociologici
I media sono degli strumenti che permettono la comunicazione. Le società contemporanee
sono caratterizzate dall'onnipresenza e pervasività crescenti dei media nelle vite quotidiane
degli individui. Al mondo esistono miliardi di microprocessori, e oltre alla sfera comunicativa i
media digitali influenzano quella sociale, economica, del lavoro e politica.
La società dell'informazione e della conoscenza in cui viviamo è permeata dai media digitali
e quindi si trova di fronte alla necessità di ripensare in profondità il significato di parole come
"libertà", "democrazia", "partecipazione", "proprietà" e "potere" alla luce delle trasformazioni
che queste tecnologie rendono possibili o di cui sono l'espressione.
Quando si parla di media bisogna tenere conto di due livelli, sviluppati da Lisa Gitelman:
Questi due livelli si concentrano principalmente sul sistema d'uso e sulle modalità del
cambiamento di un medium.
Il contenuto di un medium può modificarsi, il suo pubblico può cambiare e il suo status può
elevarsi o abbassarsi, ma una volta che un medium soddisfa una domanda fondamentale
per qualche essere umano, continua ad assolvere la sua funzione all'interno di un sistema
più ampio.
21.03.2023
Approcci al rapporto tecnologie/società
Le scienze sociali, come la sociologia o l'antropologia, si occupano da tempo delle
tecnologie. Da questo interesse sono sorte teorie che permettono di analizzare in profondità
il legame tra tecnologie, media e società e di sviluppare uno sguardo critico sul ruolo e sullo
sviluppo dei media digitali.
Determinismo
tecnologico
Questo pensiero deriva dal pensiero di Marx che affermava che le
tecnologie hanno il potere di strutturare i rapporti di produzione.
Le tecnologie sono in grado di determinare lo sviluppo delle
società umane, ovvero che la società si sviluppa in una
determinata maniera. In questa prospettiva, le caratteristiche dei
media digitali determinano i modi in cui gli individui interagiscono
fra loro, dando vita a forme particolari di organizzazione sociale, o
sono responsabili di cambiamenti nella struttura economica e
politica di una società. La prospettiva determinista resta uno dei
principali nodi per interpretare la dimensione sociale ed
economica dei media digitali.
Critiche: le società hanno poca voce in capitolo; visione
mono-dimensionale, non prende in considerazione il fatto che gli
individui e i gruppi sociali possono piegare l'uso delle tecnologie a
loro favore.
1Costruzione sociale
delle tecnologie
La struttura e il successo di una tecnologia dipendono dalla forza,
dai bisogni e dai valori del gruppo sociale che la promuove. La
metafora della costruzione indica che l'evoluzione delle tecnologie
è qualcosa a cui le persone partecipano attivamente. Inoltre, chi
utilizza i media digitali può farne usi non previsti o diversi da quelli
immaginati da chi li ha progettati.
Secondo questa prospettiva l'architettura aperta e distribuita di
internet non è "naturale", ma dovuta ai valori e alle scelte degli
scienziati che ne hanno progettato la struttura a rete, alle scelte
politiche dei programmatori e degli hacker appartenenti alle
controculture.
Tecnologie
politiche
Più che una teoria, è il modo in cui si pensa.
Secondo Langdon Winner (1980), le tecnologie hanno una
"politica", cioè il modo in cui sono progettate, oppure la decisione
di adottarle o meno, possono ribadire una forma di potere o di
autorità. Esempio twitter, siccome non nasce per uno scopo
politico ma oggi senza di essa potrebbe avere poco successo.
Questo approccio porta a chiedersi perché una certa tecnologia
abbia assunto una certa forma piuttosto che un'altra, e quali siano
gli attori che hanno concorso al suo sviluppo e alla sua
evoluzione, oppure perché sia stata scelta in alternativa ad altre.
Co-produzione di
tecnologie e
società
Queste teorie ibride invitano a non focalizzarsi su un solo legame
di causa/effetto: non è la società a plasmare le tecnologie e non
sono le tecnologie a determinare la società, ma piuttosto società e
tecnologie si influenzano e modificano a vicenda, in un processo
di co-evoluzione in cui i cambiamenti dell'una producono le altre e
viceversa.
Nuovi media o media digitali?
I media digitali sono un insieme di mezzi di comunicazione basati su tecnologie digitali e che
hanno caratteristiche comuni che li differenziano dai mezzi di comunicazione che li hanno
preceduti.
Con la definizione "nuovi media" vengono identificate in modo onnicomprensivo le tecnologie
di comunicazione basate sui computer e sulle reti che si sono diffuse a partire dagli ultimi
decenni del XX secolo affiancando e poi integrandosi con i mass media tradizionali, come
televisione, giornali e radio.
Eppure, è una definizione problematica in quanto i nuovi media sono costituiti da tecnologie
eterogenee e molto diverse tra loro, inoltre i media basati sui computer sono ormai diffusi da
diversi decenni e sono diventati gli strumenti predominanti del panorama dei media, fino a
interagire con tutti quelli precedenti, caratteristiche che rendono impreciso chiamarli
semplicemente "nuovi".
Studiare i nuovi media non significa solo studiare i nuovi media di oggi, ma il momento in cui
una nuova tecnologia emerge e si afferma in un preciso contesto storico. La stampa è
certamente una tecnologia datata, ma al momento della sua introduzione ha avuto un ruolo
importante nell'evoluzione delle società moderne.
Il termine "nuovo" implica anche una visione lineare dell'evoluzione dei media, che porta le
persone a trascurare il contesto in cui sono emersi e a pensare che essi siano in qualche
modo migliori di quelli "vecchi". Al contrario, altri ritengono che i vecchi media siano migliori
di quelli più recenti, dato che le tecnologie mediatiche precedenti sono spesso rappresentate
2come più autentiche. Per esempio, molti lettori sostengono di avere una relazione più
profonda con il contenuto e la tecnologia del libro a stampa rispetto all'ebook.
Infine, i media basati su tecnologie molto recenti conservano similitudini e analogie con i
media precedenti. Come avviene spesso quando un nuovo media viene introdotto, esso non
sostituisce i "vecchi" media ma piuttosto li integra o li modifica senza per questo condannarli
all'esistenza.
In sintesi:
Meglio parlare quindi di media digitali, cioè i mezzi di comunicazione basati su tecnologie
digitali, con caratteristiche comuni che li differenziano dai mezzi di comunicazione che li
hanno preceduti e che sono cruciali per comprendere il loro legame con le dinamiche sociali,
economiche e politiche con le quali interagiscono (in generale, cartacei o analogici).
Con il termine analogico si intende la tipologia di rappresentazione dell'informazione
attraverso segnale continuo, non analizzabile entro un insieme finito di elementi, per
esempio il vecchio segnale televisivo che aveva solamente una decina di frequenza, quindi
era un numero finito (broadcasting). Crea scarsità di contenuti.
Mentre con il termine digitale si intende la tipologia di rappresentazione dell'informazione
attraverso codice binario, cioè sistema numerico discreto (quindi infinito) che contiene solo 0
e 1.
Le tecnologie digitali possono trasportare molto rapidamente grandi quantità di informazione.
I media digitali possono trasformare codici analogici in digitali e viceversa. Ad esempio, una
fotocamera digitale trasforma un segnale analogico (la luce che entra nell'obiettivo) in un
codice digitale (il file in cui l'immagine viene stoccata all'interno della fotocamera). Le
tecnologie digitali non sono composte solo da hardware, cioè dalle componenti fisiche come
microchip, schermi o dischi, ma anche da software, cioè da programmi e codici costituiti da
informazione.
Colossus, nato nel 1943, fu il primo computer programmabile per poter decifrare i messaggi
nazisti. Siccome i codici cambiano costantemente doveva essere in grado di recapitare i
messaggi in modo corretto, quindi era in continuo aggiornamento.
Arpanet, 1969 (Internet) -> dopo la seconda guerra mondiale si continua a studiare i media.
Verso i media digitali pervasivi
La storia dei calcolatori e delle società dell'informazione inizia secoli fa, mentre quella dei
computer elettronici e delle reti telematiche ha avuto origine ormai da diversi decenni.
Nel 1971, Ray Tomlinson (che lavora nella società BBN) inventa il sistema di posta
elettronica. Questo sistema veniva usato maggiormente dalle aziende, dai governi e dai
militari.
Negli anni '80 si definiscono dei protocolli su cui si basa la Rete sono TCP/IP; il TCP
(Transmission Control Protocol) controlla la trasmissione dei dati, mentre IP (Internet
Protocol) è l'indirizzamento e l'instradamento fra sotto-reti eterogenee - sono la "lingua
comune" con cui i computer connessi a Internet comunicano tra loro. Inoltre, sempre negli
anni 80', vi è la messa in commercio di personal computer basati su microprocessori a
3basso prezzo, con interfaccia grafica di facile uso e pensati per un mercato di massa.
Pubblicità del 1984 durante il SuperBowl con il titolo "1984" (ispirato al libro di George
Orwell) nel quale si pubblicizza il primo personal computer della Apple, il quale vuole
mandare il messaggi di liberarsi dalla sorveglianza e iniziare a essere liberi.
Nel 1991, Tim Berners Lee, introduce il World Wide Web (www), un sistema informatico
accessibile, attraverso internet, in cui documenti e risorse sono identificati attraverso URL
(che traduce i codici facilmente accessibili) e ipertesti (poter navigare da una pagina
all'altra) pubblicati tramite server e accessibili tramite browser (finestra di Internet attraverso
un doppio click). La Rete diventa accessibile e usabile e arriva nelle case e nelle imprese
dei Paesi avanzati.
Negli anni 2000 emerge il "Web collaborativo", cioè software e piattaforme che permettono
agli utenti di produrre e distribuire contenuti in prima persona; e tecnologie mobili (come
smartphone e tablet) che trasformano l'esperienza della Rete da domestica a pervasiva.
Oggi la pervasività dei media digitali è tale che nella maggior parte delle società pressoché
nessuna attività umana è esentata dai cambiamenti che essi portano con sé o dalle sfide e
opportunità che essi aprono. In Italia ormai più del 60% della popolazione accede
regolarmente a internet, e più della metà possiede un telefono che consente di navigare in
rete. A livello globale, gli utenti della rete hanno superato i tre miliardi e rappresentano ormai
il 50% della popolazione mondiale. Dal 2000 al 20015 gli utenti della rete sono aumentati
dell'800%, e l'esplosione dell'uso della rete e la diffusione di smartphone nei paesi
emergenti come Cina, India e paesi sudamericani hanno cambiato la geografia della società
dell'informazione, rimettendo in discussione alcune assunzioni sullo sviluppo e sul ruolo
globale di alcuni paesi e aree del mondo.
La teoria del Piccolo Mondo -> tutte le reti complesse presenti in natura sono tali che due
qualunque nodi possono essere collegati da un percorso costituito da un numero
relativamente piccolo di collegamenti. Cioè i 6 gradi di separazione a chiunque nell'universo,
appunto un piccolo mondo che può arrivare a chiunque.
Internet è un sistema di comunicazione che non si basa su un unico centro da cui vengono
emanate le informazioni, come una stazione televisiva, ma su un sistema composto da una
serie di nodi intercomunicanti.
Le caratteristiche base di Internet sono:
Ogni sito web ha un "indirizzo" a cui può essere raggiunto, cioè un codice
alfanumerico che identifica il sito e permette agli utenti di arrivare ai server. Questi
codici si chiamano domini che sono gestiti e assegnati da una struttura
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