Riassunto sulla storia del lavoro in Italia, appunti universitari

Documento di Università su Riassunto sulla storia del lavoro. Il Pdf, utile per lo studio della Storia a livello universitario, esplora l'evoluzione del lavoro, la legislazione sociale e il movimento sindacale in Italia.

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53 pagine

RIASSUNTO
INTRODUZIONE ALLA STORIA DEL LAVORO
La storia del lavoro à si occupa di analizzare l'evoluzione del concetto di lavoro nel corso del tempo, con
particolare attenzione all'Italia contemporanea.
• Marc Bloch à storia è la "scienza degli uomini nel tempo"
o altre scienze sociali: si occupano della società in generale,
o storia si concentra sull'uomo e sulle sue trasformazioni nel corso del tempo.
Studiare la storia del lavoro in modo scientifico, è necessario seguire un metodo preciso à metodo storico si basa
su tre passaggi fondamentali:
1. la ricerca delle fontià biblioteca e archivi
• primarie: prodotte in un determinato periodo
• secondarie: opere basate su un lavoro condotto su fonti primarie e/o altre fonti secondarie
2. l'analisi delle fonti (critica delle fonti) à lettura e analisi
• Critica esterna (forma): evitare uso di fonti false à capire se il documento e falso o meno
• Critica interna (contenuto): studiare credibilità del contenuto
3. il racconto e l'interpretazione
• racconto di una vicenda del passato ma con non basta e serve anche interpretazione
• interpretazione (perché) à quali sono le cause ed effetti.
Metodo storico: l'insieme delle procedure utilizzate dagli storici per indagare su eventi passati con fonti primarie
e altre prove.
Periodizzazione:
• si usa per raccontare un fatto storico
• si prende un periodo di tempo e lo si trasforma con: inizio, fine, e una durata à prendere un tempo e dotarlo
di un senso
• 3 tipi di ripartizione
o Politica classica
o Economica
o Unione delle prime due
1861-1900
1901-1922
1922-1945
1945-1973
1973-1922
1993-oggi
Economica
Paese
agricolo
Riv. industriale:
paese agricolo
industriale
Paese
agricolo-
industriale
Boom
economico e
la società
industriale
Paese post-
industriale
La società dei
servizi e
l’economia dei
“lavoroettii”
Politica
Italia liberale
Italia giolittiana
Fascismo
Repubblica
(1): nazione e
svilyppo
Repubblica
(2): nazione e
crisi
Seconda (e
terza)
repubblica
Il lavoro nella Costituzione italiana
La Costituzione italiana, nata il 1° giugno 1946, sancisce il lavoro come uno dei principi fondamentali della
Repubblica.
§ L'articolo 1 afferma che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro
o Comma 2: sovranità appartiene al popolo
§ l'articolo 4 riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e sottolinea il dovere di svolgerlo.
o Comoma 2: ogni cittadino ha il dovere di svolgere
Questi articoli evidenziano l'importanza del lavoro come strumento di esercizio della sovranità popolare. Infatti, secondo
la Costituzione, il popolo è sovrano e può esercitare la sua sovranità solo se ha la possibilità di lavorare in modo
libero e dignitoso. In questo modo, il diritto al lavoro diventa un diritto fondamentale per la piena cittadinanza.
Inoltre, la Costituzione italiana sancisce il principio di uguaglianza, che si applica anche al lavoro.
§ L'articolo 3 afferma che la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni, sottolineando
l'importanza di garantire pari opportunità a tutti i cittadini.
Tuttavia, è importante sottolineare che il lavoro ha un'ambivalenza naturale, ovvero un duplice significato.
§ Da un lato, il lavoro è visto come fatica e sfruttamento, come dimostra l'origine della parola "labor" dal latino
"labor" che significa appunto fatica.
§ Dall'altro lato, il lavoro può essere anche un'opportunità di emancipazione e realizzazione personale.
In conclusione, la storia del lavoro e la Costituzione italiana ci insegnano che il lavoro è un elemento fondamentale
per la società e per l'esercizio della cittadinanza. Tuttavia, è importante essere consapevoli delle sue ambivalenze e
lavorare per garantire un'uguaglianza di opportunità per tutti i cittadini.
Rivoluzione francese
La Rivoluzione francese del 1789 ha segnato un momento fondamentale nella storia del lavoro. Con la
Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, si è stabilito che tutti gli uomini nascono uguali e devono rimanere
tali, sancendo così l’uguaglianza di diritti e doveri per ogni individuo.
• Diritti universali e intangibili della persona umana àPersone no suddite ma cittadini.
• Potere non assoluto ma costituzionale à il potere viene sperato tra: esecutivo, legislativo e giudiziario
• Lavoro diventa libero à non c’è più la schiavitù /servitù à persone libere di recarsi nel mercato del lavoro, in
cambio di tempo e sforzo c’è una retribuzione
o Disoccupazione è involontaria
Il lavoro viene generato dall’incontro tra domanda (chi cerca lavoro) e offerta (chi cerca lavoratori) à se non c’è incontro
= disoccupazione.
3 tipologie di lavoro:
1. mercificato e subordinato/dipendente
• Dopo riv inglese lavoro salariato = lavoro per eccellenza
• Nasce teoria marxista à lavoro come merce di scambio senza dimenticarsi del fatto che i lavoratori
hanno dei diritti inalienabili
• Lavoro libero oche passando per il mercato del lavoro diventa
o mercificato à soldi in cambio di prestazioni
§ guadagnado si diventa una persona emancipata e libera
o subordinato à libertà viene limitata
§ sottratto a determinate richieste
2. autonomo: lavoratore che non dipende da nessuno (piccoli imprenditori/ avvocati)
3. para subordinato o para autonomo
• sono collaboratori à organizzazione autonoma
• dipendentià sottostanno ad un committente che assegna una mansione
• no vicoli di orario o subordinazione à para subordinato
Storia del lavoro
La storia del lavoro nasce tra anni 60 e 70 e si concentra sull’analisi dei lavoratori subordinati e dipendenti, sia
direttamente che indirettamente. Si parte dalle fasce più basse della società fino ad arrivare a quelle più alte,
fermandosi quando si parla di lavoratori che non lavorano per sopravvivere ma per altri motivi. La storia del lavoro si
articola in sei ambiti di approfondimento:
§ il mercato del lavoro: corrisponde alla domanda;
§ l’organizzazione del lavoro: paghe, orario, turni, salute, licenziamento;
§ la socialità dei lavoratori: tempo libero;
§ la rappresentanza del lavoro: lavoratori uniti per difendere i loro diritti/interessi à sindacati e scioperi
§ le istituzioni del lavoro: regole del lavoro
o due norme di istituzioni del lavoro che disciplinano il rapporto di lavoro
§ norme stabilite tra due soggetti privati à contratto collettivo
§ nome stabilite da istituzione pubblica à legge sul lavoro
§ le rappresentazioni del lavoro: come si comunica il lavoro
o rappresentazione/ narrazione à stampa, teatro, canzoni
o immagini à pittura, fotografia
PARTE 1- L’ITALIA LIBERALE (1861-1900)
CAPITOLO PRIMO – Il Regno d’Italia e gli anni della Destra storica (1861-1876)
1. «Agli italiani, e specialmente agli operai italiani»: lavoro e nazione
Il primo giornale in italiano sul lavoro, "Apostolato Popolare", diretto da Giuseppe Mazzini a Londra nel 1840, fu un
catalizzatore della riflessione politica risorgimentale, collegando nazione e lavoro. Mazzini si interessò alle condizioni
dei lavoratori durante l'esilio in Inghilterra e collaborò con "The Northern Star" durante la rivoluzione industriale. Le sue
parole chiave erano libertà, eguaglianza, umanità, riflettendo i principi della Rivoluzione Francese. Mazzini promosse
l'unità tra lavoratori e l'istruzione per contrastare lo sfruttamento.
La stampa, soprattutto quella politica, divenne un potente strumento di formazione dell'opinione pubblica.
Dopo il 1848, l'espansione della stampa in Italia favorì l'evoluzione del giornalismo politico. I giornali mazziniani,
come "La Giovine Italia", furono precursori di questo cambiamento. Mazzini considerava la stampa periodica una
potenza intellettuale fondamentale. Anche i liberali cominciarono a interessarsi alla questione sociale. L'Atto di
fratellanza delle Società Operaie italiane fu una pietra miliare nel movimento operaio italiano che ne sancì la nascita.
Tuttavia, Mazzini e Karl Marx entrarono in contrasto riguardo alla direzione del movimento operaio
• Marx che proponeva una collaborazione tra borghesia e proletariato. La Comune di Parigi del 1871 segnò
l'acuirsi delle divergenze tra i due.
• Mazzini respinse il socialismo radicale e promosse un Patto di Fratellanza come alternativa.
Mazzini morì nel 1872, ma le sue idee continuarono a influenzare i lavoratori, anche se emersero giornali operai che
si distanziavano da lui.

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INTRODUZIONE ALLA STORIA DEL LAVORO

La storia del lavoro > si occupa di analizzare l'evoluzione del concetto di lavoro nel corso del tempo, con particolare attenzione all'Italia contemporanea.

Marc Bloch > storia e la "scienza degli uomini nel tempo"

  • o altre scienze sociali: si occupano della società in generale,
  • o storia si concentra sull'uomo e sulle sue trasformazioni nel corso del tempo.

Metodo storico per lo studio del lavoro

Studiare la storia del lavoro in modo scientifico, è necessario seguire un metodo preciso > metodo storico si basa su tre passaggi fondamentali:

  1. la ricerca delle fonti-> biblioteca e archivi
    • primarie: prodotte in un determinato periodo
    • secondarie: opere basate su un lavoro condotto su fonti primarie e/o altre fonti secondarie
  2. l'analisi delle fonti (critica delle fonti) > lettura e analisi
    • Critica esterna (forma): evitare uso di fonti false > capire se il documento e falso o meno
    • Critica interna (contenuto): studiare credibilità del contenuto
  3. il racconto e l'interpretazione
    • racconto di una vicenda del passato ma con non basta e serve anche interpretazione
    • interpretazione (perché) > quali sono le cause ed effetti.

Metodo storico: l'insieme delle procedure utilizzate dagli storici per indagare su eventi passati con fonti primarie e altre prove.

Periodizzazione storica

Periodizzazione:

  • si usa per raccontare un fatto storico
  • si prende un periodo di tempo e lo si trasforma con: inizio, fine, e una durata -> prendere un tempo e dotarlo di un senso
  • 3 tipi di ripartizione
    • o Politica classica
    • o Economica
    • o Unione delle prime due

1861-1900 1901-1922 1922-1945 1945-1973 1973-1922 1993-oggi

Economica Paese agricolo Riv. industriale: paese agricolo industriale Paese agricolo- industriale Boom economico e la società industriale Paese post- industriale La società dei servizi e l'economia dei "lavoroettii'

Politica Italia liberale Italia giolittiana Fascismo Repubblica (1): nazione e svilyppo Repubblica (2): nazione e crisi Seconda terza) repubblica (e

Il lavoro nella Costituzione italiana

La Costituzione italiana, nata il 1º giugno 1946, sancisce il lavoro come uno dei principi fondamentali della Repubblica.

  • § L'articolo 1 afferma che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro
    • o Comma 2: sovranità appartiene al popolo
  • l'articolo 4 riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e sottolinea il dovere di svolgerlo.
    • o Comoma 2: ogni cittadino ha il dovere di svolgere

Questi articoli evidenziano l'importanza del lavoro come strumento di esercizio della sovranità popolare. Infatti, secondo la Costituzione, il popolo è sovrano e può esercitare la sua sovranità solo se ha la possibilità di lavorare in modo libero e dignitoso. In questo modo, il diritto al lavoro diventa un diritto fondamentale per la piena cittadinanza.

Inoltre, la Costituzione italiana sancisce il principio di uguaglianza, che si applica anche al lavoro.

  • § L'articolo 3 afferma che la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni, sottolineando l'importanza di garantire pari opportunità a tutti i cittadini.

Ambiguità del lavoro

Tuttavia, è importante sottolineare che il lavoro ha un'ambivalenza naturale, ovvero un duplice significato.

  • § Da un lato, il lavoro e visto come fatica e sfruttamento, come dimostra l'origine della parola "labor" dal latino "labor" che significa appunto fatica.
  • § Dall'altro lato, il lavoro può essere anche un'opportunità di emancipazione e realizzazione personale.

In conclusione, la storia del lavoro e la Costituzione italiana ci insegnano che il lavoro è un elemento fondamentale per la società e per l'esercizio della cittadinanza. Tuttavia, è importante essere consapevoli delle sue ambivalenze e lavorare per garantire un'uguaglianza di opportunità per tutti i cittadini.

La Rivoluzione francese e il lavoro

La Rivoluzione francese del 1789 ha segnato un momento fondamentale nella storia del lavoro. Con la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, si è stabilito che tutti gli uomini nascono uguali e devono rimanere tali, sancendo così l'uguaglianza di diritti e doveri per ogni individuo.

  • §· Diritti universali e intangibili della persona umana >Persone no suddite ma cittadini.
  • · Potere non assoluto ma costituzionale > il potere viene sperato tra: esecutivo, legislativo e giudiziario
  • · Lavoro diventa libero > non c'è più la schiavitù /servitù > persone libere di recarsi nel mercato del lavoro, in cambio di tempo e sforzo c'è una retribuzione
    • o Disoccupazione è involontaria

Il lavoro viene generato dall'incontro tra domanda (chi cerca lavoro) e offerta (chi cerca lavoratori) -> se non c'è incontro = disoccupazione.

Tipologie di lavoro

3 tipologie di lavoro:

  1. mercificato e subordinato/dipendente
    • Dopo riv inglese lavoro salariato = lavoro per eccellenza
    • Nasce teoria marxista > lavoro come merce di scambio senza dimenticarsi del fatto che i lavoratori hanno dei diritti inalienabili
    • Lavoro libero oche passando per il mercato del lavoro diventa
      • o mercificato > soldi in cambio di prestazioni
        • § guadagnado si diventa una persona emancipata e libera
      • o subordinato > libertà viene limitata
        • § sottratto a determinate richieste
  2. autonomo: lavoratore che non dipende da nessuno (piccoli imprenditori/ avvocati)
  3. para subordinato o para autonomo
    • sono collaboratori > organizzazione autonoma
    • dipendenti-> sottostanno ad un committente che assegna una mansione
    • no vicoli di orario o subordinazione > para subordinato

Storia del lavoro: ambiti di approfondimento

La storia del lavoro nasce tra anni 60 e 70 e si concentra sull'analisi dei lavoratori subordinati e dipendenti, sia direttamente che indirettamente. Si parte dalle fasce più basse della società fino ad arrivare a quelle più alte, fermandosi quando si parla di lavoratori che non lavorano per sopravvivere ma per altri motivi. La storia del lavoro si articola in sei ambiti di approfondimento:

  • il mercato del lavoro: corrisponde alla domanda;
  • l'organizzazione del lavoro: paghe, orario, turni, salute, licenziamento;
  • la socialità dei lavoratori: tempo libero;
  • la rappresentanza del lavoro: lavoratori uniti per difendere i loro diritti/interessi -> sindacati e scioperi
  • § le istituzioni del lavoro: regole del lavoro
    • o due norme di istituzioni del lavoro che disciplinano il rapporto di lavoro
      • § norme stabilite tra due soggetti privati > contratto collettivo
      • nome stabilite da istituzione pubblica > legge sul lavoro
  • le rappresentazioni del lavoro: come si comunica il lavoro
    • o rappresentazione/ narrazione > stampa, teatro, canzoni
    • o immagini > pittura, fotografia

PARTE 1- L'ITALIA LIBERALE (1861-1900)

CAPITOLO PRIMO - Il Regno d'Italia e gli anni della Destra storica (1861-1876)

«Agli italiani, e specialmente agli operai italiani»: lavoro e nazione

Il primo giornale in italiano sul lavoro, "Apostolato Popolare", diretto da Giuseppe Mazzini a Londra nel 1840, fu un catalizzatore della riflessione politica risorgimentollegando nazione e lavoro. Mazzini si interessò alle condizioni dei lavoratori durante l'esilio in Inghilterra e collaborò con "The Northern Star" durante la rivoluzione industriale. Le sue parole chiave erano libertà, eguaglianza, umanità, riflettendo i principi della Rivoluzione Francese. Mazzini promosse l'unità tra lavoratori e l'istruzione per contrastare lo sfruttamento.

La stampa, soprattutto quella politica, divenne un potente strumento di formazione dell'opinione pubblica. Dopo il 1848, l'espansione della stampa in Italia favorì l'evoluzione del giornalismo politico. I giornali mazziniani, come "La Giovine Italia", furono precursori di questo cambiamento. Mazzini considerava la stampa periodica una potenza intellettuale fondamentale. Anche i liberali cominciarono a interessarsi alla questione sociale. L'Atto di fratellanza delle Società Operaie italiane fu una pietra miliare nel movimento operaio italiano che ne sancì la nascita.

Tuttavia, Mazzini e Karl Marx entrarono in contrasto riguardo alla direzione del movimento operaio

  • Marx che proponeva una collaborazione tra borghesia e proletariato. La Comune di Parigi del 1871 segnò l'acuirsi delle divergenze tra i due.
  • Mazzini respinse il socialismo radicale e promosse un Patto di Fratellanza come alternativa.

Mazzini morì nel 1872, ma le sue idee continuarono a influenzare i lavoratori, anche se emersero giornali operai che si distanziavano da lui.La Prima Internazionale con la «sezione centrale provvisoria> e giornali come "L'Eguaglianza" e "La Plebe" a Napoli e Milano, rispettivamente, dimostrarono un crescente interesse per il socialismo evoluzionista e l'anticlericalismo.

Il giornale "La Plebe" divenne un punto di riferimento per i lavoratori, con una chiara inclinazione verso il socialismo. L'attenzione si spostò dalla questione del lavoro all'opposizione al sistema sociale e politico esistente, soprattutto dopo gli eventi della Comune di Parigi. Il giornale diventò simbolo del preludio al socialismo, attrattivo per giovani intellettuali delusi dalle idee religiose e patriottiche di Mazzini.

Un «volgo disperso»: i sistemi agricoli italiani

Agricoltura:maggiore fonte di ricchezza > poco meno della metà del valore aggiunto dell'economia nazionale grazie ai braccianti

Settori agricoli in Italia

Settori agricoli in Italia

  1. Aree padane:
    • Aziende agricole moderne di medie/grandi dimensioni
    • Imprenditori
    • Affidamento su lavoratori salariati
    • Conduzione agricola sul modello della cascina (azienda + dimora familiare)
  2. Italia centrale e nord-orientale
    • suddivisione per poderi a conduzione familiare raramente diretta -> mediata da contratti di affitto/mezzadrili
  3. Territori meridionali
    • Modello organizzativo del grande latifondo di proprietà delle antiche casate o di nuovi ceti borghesi e gestiti da amministratori
    • Insieme di terreni a conduzione diretta o affitto
    • Proprietà fondiaria > a capo delle aree amministrative
      • o Controllo dell'uso della violenza
      • o Responsabilità della pace sociale
      • o Cura degli affari economici
      • o Mediazione politico-clientelare

In forma diversa avveniva anche l'auto consumo familiare con la vendita dei prodotti verso l'esterno

  • 4. Zone montane
    • connesse funzionalmente con fabbisogni lavorativi delle agricolture di collina e pianura
    • squadre di uomini/donne partivano periodicamente per svolgere operazioni stagionali

Sistemi agricoli italiani e lavoratori terrieri

Sistemi agricoli italiani

  • risultato di secoli di intensi rapporti tra società e ambiente > modifiche e aggiustamenti
    • o adeguarli ai bisogni familiari
    • o rapporti con i mercati
  • molto ingegnosi nel costruire la pianura irrigua lombarda

elementi tipici:

  • coordinazione funzionale degli insediamenti nei campi,
  • l'aderenza dei luoghi dell'abitare a quelli del lavoro,
  • connessione profonda tra gli spazi della vita quotidiana e quelli della produzione agricola.

lavoratori terrieri

  • cultura legata alla terra
  • conoscenza delle qualità biochimiche della terra e cambiamenti metereologici
    • o ritmo alle operazioni agricole
    • o bagaglio di credenze religiose
  • bassi costi della mano d'opera rispetto al costo della terra > scarsa propensione all'innovazione e sviluppo dell'agricoltura da parte degli imprenditori italiani

stagionalità

mesi estivi:

  • raccoglierle rapidamente per non rovinare i raccolti
  • mesi più impegnativi
  • tutti partecipavano (bambini ad anziani)

manodopera avventizia

  • famiglie di piccoli proprietari terrieri
  • lavoro nei campi era meno faticoso > persone potevano aiutare i contadini con lavori più duri che possedevano grandi appezzamenti di terra
  • lavoratori + fidati per conto dei proprietari terrieri cercano nuova mano d'opera per l'anno seguente

mobilità

  • uomo si spostava per lavorare
  • donna rimaneva a casa (patriarcato)
  • Emilia e Romagna: reggitore e reggitrice che gestiva le parti parte dei beni e prendeva decisioni sull'organizzazione dei lavori.

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