Documento di Neuroanatomia #2 - Occhio. Il Pdf descrive l'anatomia dell'occhio e della retina, inclusi i fotorecettori e le cellule gangliari, con diagrammi dettagliati. Questi appunti universitari di Biologia sono utili per lo studio autonomo.
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La morfologia dell'occhio è caratterizzata da molteplici dettagli, ciascuno dei quali definisce in modo specifico determinate patologie.
La palpebra è caratterizzata da una serie di strutture peculiari.
Le 2 porzioni periferiche, a livello delle quali la palpebra superiore si unisce alla palpebra inferiore, sono chiamate commessure palpebrali (una mediale, l'altra laterale). Tra la commessura palpebrale e il bulbo oculare esiste un'area definita canto (da cantus), e chiameremo canto mediale l'area più vicina al piano mediano e canto distale l'area posizionata distalmente rispetto al piano sagittale mediano. In America queste due parti prendono il nome di lake (lago), termine talvolta utilizzato anche nella lingua italiana come "lago mediale" e "lago lacrimale".
La palpebra superiore e quella inferiore presentano delle differenze: la rima palpebrale superiore, ovvero il limite inferiore della palpebra superiore, copre una parte di iride. Per questo motivo in caso di incisione sull'iride questa non si noterà, dato che l'iride é coperta. La palpebra inferiore invece lascia l'iride completamente scoperta.
Facendo riferimento alla foto a destra, il professore specifica che le misure presenti sono da conoscere.
La palpebra presenta un setto fibroso che prende il nome di setto orbitale.
Il setto orbitale è una lamina fibrosa di tessuto connettivo fibroso denso che parte dal periostio del margine inferiore dell'osso frontale e va a connettersi col derma reticolare della cute che riveste le palpebra superiore e inferiore in prossimità della rima palpebrale. Il setto orbitale costituisce lo scheletro della palpebra sia superiore che inferiore.
Posteriormente e anteriormente al setto troviamo tessuto adiposo.
Il tessuto adiposo che troviamo posteriormente al setto continua nel grasso orbitario che costituisce l'orbita, la quale è infatti costituita per la maggior parte da tessuto adiposo.
È bene specificare che il setto orbitario rappresenta una porzione del tessuto sottocutaneo chiamata fascia profonda, mentre il grasso presettale (che troviamo anteriormente al setto) costituisce il tessuto sottocutaneo profondo. La fascia superficiale del volto o SMAS (superficial muscular aponeurotic system) invece è uno spazio fasciale o setto fibroso che contiene il muscolo orbicolare dell'occhio, insieme a tutti gli altri muscoli mimici del volto.
A livello della palpebra superiore, la quantità di grasso presettale e la posizione del setto orbitale definiscono la morfologia degli occhi, tutto il resto è identico negli occhi di soggetti diversi.
La morfologia dell'occhio può cambiare visibilmente in soggetti di etnie diverse: negli asiatici l'angolo che si crea tra il setto orbitale e il tarso (struttura approfondita in seguito) è un angolo acuto, mentre negli occidentali è un angolo retto. Detto questo, basta allungare o accorciare il setto per far cambiare forma alla palpebra, in Cina vengono eseguiti interventi per definire la forma degli occhi e renderla il più simile possibile a quella europea.
Posteriormente al grasso orbitario si trova il muscolo elevatore della palpebra superiore (levator palpibris superioris), il quale ha 2 tendini anteriori: uno superiore e uno inferiore. Quello inferiore viene chiamato muscolo di Müller, contiene fibre striate scheletriche e prende attacco su una lamina di connettivo denso chiamato tarso palpebrale (nulla a che fare con le ossa tarsali del piede). Superiormente al muscolo di Müller si trova l'aponeurosi del muscolo elevatore della palpebra superiore.
Le due malattie più comuni dell'occhio sono:
Orzaiolo e Calazzo sono due patologie diverse che si curano in diverso ma sono entrambe collegate alle ghiandole annesse all
La palpebra presenta un grande numero di ghiandole.
Tra le ghiandole sebacee apocrine ci sono:
Sono poi presenti ghiandole a secrezione sierosa, dette di Krause, associate alla palpebra e che rilasciano il loro contenuto all'interno del fornice palpebrale superiore cioè dove la palpebra finisce.
Altre ghiandole si trovano lungo la congiuntiva che riveste l'interno della palpebra, queste prendono il nome di ghiandole accessorie palpebrali o ghiandole di Wolfring.
Tornando alle 2 malattie descritte precedentemente:
Come si distingue in una sezione di palpebra in EE l'epidermide dalla congiuntiva?
Guardando i follicoli piliferi è possibile distinguere l'epidermide che riveste la palpebra dalla congiuntiva cheratinizzata presente al suo interno. L'epidermide che riveste la palpebra (sia superiore che inferiore) presenta follicoli piliferi atrofici e corti con ghiandole sebacee associate di vario tipo a livello della rima palpebrale. La cute della palpebra è molto sottile, in particolare la palpebra superiore è la zona corporea con la cute più sottile in assoluto. La congiuntiva invece è un tessuto epiteliale pluristratificato squamoso non cheratinizzato, molto più spessa dell'epidermide, la quale per altro è anche cheratinizzata.
Il sistema lacrimale è formato da 2 vie lacrimali, una superiore e una inferiore, che si chiamano canali o canalicoli lacrimali. I canalicoli raccolgono le lacrime (secreto sieroso, chiamato anche liquido lacrimale) dal lago interno o mediale.
Le porzioni che raccolgono il liquido lacrimale si chiamano punti dei canalicoli lacrimali: la lacrima entra dai punti, decorre i 2 canalicoli lacrimali per poi sboccare nel sacco lacrimale. Il sacco lacrimale restringendosi forma il dotto nasolacrimale che si aprirà nel meato nasale inferiore, presente sulla parete laterale delle cavità nasali.
La dacriocistite o "Dacryocystitis" è una patologia con fenotipo simile a quello dell'orzaiolo, legata a un processo infiammatorio su base infettiva, che può colpire varie zone delle vie lacrimali, quali il sacco lacrimale, il dotto nasolacrimale e i canalicoli.
Nel caso in cui il processo infiammatorio riguardi il sacco lacrimale la patologia può sembrare un orzaiolo della palpebra inferiore, se invece ad essere colpiti sono i canalicoli, il processo interesserà sia la palpebra superiore che quella inferiore che conseguentemente si gonfieranno notevolmente. Infine, nel caso in cui la patologia colpisca il dotto nasolacrimale, ciò a cui si assiste è una rinorrea.