Neuroanatomia #2: Occhio e retina, morfologia e vasi retinici

Documento di Neuroanatomia #2 - Occhio. Il Pdf descrive l'anatomia dell'occhio e della retina, inclusi i fotorecettori e le cellule gangliari, con diagrammi dettagliati. Questi appunti universitari di Biologia sono utili per lo studio autonomo.

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53 pagine

Neuroanatomia #2
Occhio
Prof. Cremona 02/03/2023 Autore: Paola Chiofalo, Giovanni Corcillo
Piccola precisazione sullesame (scritto): la parte del professor Cremona interesserà 5/6 domande su 66
domande totali, tuttavia, il professore precisa che la parte da lui trattata è importante da conoscere per
lesame di oculistica. Inoltre, tutta la parte dellocchio che va dalla retina alla corteccia visiva verrà
eseguita dal prof. Saverino.
MORFOLOGIA DELLOCCHIO
La morfologia dellocchio è caratterizzata da molteplici dettagli, ciascuno dei quali definisce
in modo specifico determinate patologie.
PALPEBRA
La palpebra è caratterizzata da una serie di strutture peculiari.
Le 2 porzioni periferiche, a livello delle
quali la palpebra superiore si unisce alla
palpebra inferiore, sono chiamate
commessure palpebrali (una mediale,
laltra laterale). Tra la commessura
palpebrale e il bulbo oculare esiste
un’area definita canto (da cantus), e
chiameremo canto mediale larea più
vicina al piano mediano e canto distale
larea posizionata distalmente rispetto al
piano sagittale mediano. In America
queste due parti prendono il nome di
lake (lago), termine talvolta utilizzato
anche nella lingua italiana come lago
mediale” e lago lacrimale”.
La palpebra superiore e quella inferiore presentano delle
differenze: la rima palpebrale superiore, ovvero il limite
inferiore della palpebra superiore, copre una parte di iride.
Per questo motivo in caso di incisione sulliride questa non
si noterà, dato che liride é coperta. La palpebra inferiore
invece lascia liride completamente scoperta.
Facendo riferimento alla foto a destra, il professore
specifica che le misure presenti sono da conoscere.
Neuroanatomia #2 Cremona Occhio Pag. 2 a 8
Setto orbitale
La palpebra presenta un setto fibroso che prende il nome di setto orbitale.
Il setto orbitale è una lamina
fibrosa di tessuto connettivo
fibroso denso che parte dal
periostio del margine inferiore
dellosso frontale e va a
connettersi col derma reticolare
della cute che riveste le palpebra
superiore e inferiore in prossimità
della rima palpebrale. Il setto
orbitale costituisce lo scheletro
della palpebra sia superiore che
inferiore.
Posteriormente e anteriormente al setto troviamo tessuto adiposo.
Il tessuto adiposo che troviamo posteriormente al setto continua nel grasso orbitario che
costituisce lorbita, la quale è infatti costituita per la maggior parte da tessuto adiposo.
È bene specificare che il setto orbitario rappresenta una porzione del tessuto sottocutaneo
chiamata fascia profonda, mentre il grasso presettale (che troviamo anteriormente al setto)
costituisce il tessuto sottocutaneo profondo. La fascia superficiale del volto o SMAS
(superficial muscular aponeurotic system) invece è uno spazio fasciale o setto fibroso che
contiene il muscolo orbicolare dellocchio, insieme a tutti gli altri muscoli mimici del volto.
A livello della palpebra superiore, la quantità di grasso
presettale e la posizione del setto orbitale definiscono la
morfologia degli occhi, tutto il resto è identico negli occhi
di soggetti diversi.
La morfologia dellocchio può cambiare visibilmente in
soggetti di etnie diverse: negli asiatici langolo che si crea
tra il setto orbitale e il tarso (struttura approfondita in
seguito) è un angolo acuto, mentre negli occidentali è un
angolo retto. Detto questo, basta allungare o accorciare il
setto per far cambiare forma alla palpebra, in Cina
vengono eseguiti interventi per definire la forma degli
occhi e renderla il più simile possibile a quella europea.
Muscolo elevatore della palpebra superiore
Posteriormente al grasso orbitario si trova il muscolo elevatore della palpebra superiore
(levator palpibris superioris), il quale ha 2 tendini anteriori: uno superiore e uno inferiore.
Quello inferiore viene chiamato muscolo di Müller, contiene fibre striate scheletriche e prende
attacco su una lamina di connettivo denso chiamato tarso palpebrale (nulla a che fare con le
ossa tarsali del piede). Superiormente al muscolo di Müller si trova laponeurosi del muscolo
elevatore della palpebra superiore.

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Anteprima

Morfologia dell'occhio

La morfologia dell'occhio è caratterizzata da molteplici dettagli, ciascuno dei quali definisce in modo specifico determinate patologie.

Palpebra

La palpebra è caratterizzata da una serie di strutture peculiari.

Le 2 porzioni periferiche, a livello delle quali la palpebra superiore si unisce alla palpebra inferiore, sono chiamate commessure palpebrali (una mediale, l'altra laterale). Tra la commessura palpebrale e il bulbo oculare esiste un'area definita canto (da cantus), e chiameremo canto mediale l'area più vicina al piano mediano e canto distale l'area posizionata distalmente rispetto al piano sagittale mediano. In America queste due parti prendono il nome di lake (lago), termine talvolta utilizzato anche nella lingua italiana come "lago mediale" e "lago lacrimale".

La palpebra superiore e quella inferiore presentano delle differenze: la rima palpebrale superiore, ovvero il limite inferiore della palpebra superiore, copre una parte di iride. Per questo motivo in caso di incisione sull'iride questa non si noterà, dato che l'iride é coperta. La palpebra inferiore invece lascia l'iride completamente scoperta.

Facendo riferimento alla foto a destra, il professore specifica che le misure presenti sono da conoscere.

Setto orbitale

La palpebra presenta un setto fibroso che prende il nome di setto orbitale.

Il setto orbitale è una lamina fibrosa di tessuto connettivo fibroso denso che parte dal periostio del margine inferiore dell'osso frontale e va a connettersi col derma reticolare della cute che riveste le palpebra superiore e inferiore in prossimità della rima palpebrale. Il setto orbitale costituisce lo scheletro della palpebra sia superiore che inferiore.

Posteriormente e anteriormente al setto troviamo tessuto adiposo.

Il tessuto adiposo che troviamo posteriormente al setto continua nel grasso orbitario che costituisce l'orbita, la quale è infatti costituita per la maggior parte da tessuto adiposo.

È bene specificare che il setto orbitario rappresenta una porzione del tessuto sottocutaneo chiamata fascia profonda, mentre il grasso presettale (che troviamo anteriormente al setto) costituisce il tessuto sottocutaneo profondo. La fascia superficiale del volto o SMAS (superficial muscular aponeurotic system) invece è uno spazio fasciale o setto fibroso che contiene il muscolo orbicolare dell'occhio, insieme a tutti gli altri muscoli mimici del volto.

A livello della palpebra superiore, la quantità di grasso presettale e la posizione del setto orbitale definiscono la morfologia degli occhi, tutto il resto è identico negli occhi di soggetti diversi.

La morfologia dell'occhio può cambiare visibilmente in soggetti di etnie diverse: negli asiatici l'angolo che si crea tra il setto orbitale e il tarso (struttura approfondita in seguito) è un angolo acuto, mentre negli occidentali è un angolo retto. Detto questo, basta allungare o accorciare il setto per far cambiare forma alla palpebra, in Cina vengono eseguiti interventi per definire la forma degli occhi e renderla il più simile possibile a quella europea.

Muscolo elevatore della palpebra superiore

Posteriormente al grasso orbitario si trova il muscolo elevatore della palpebra superiore (levator palpibris superioris), il quale ha 2 tendini anteriori: uno superiore e uno inferiore. Quello inferiore viene chiamato muscolo di Müller, contiene fibre striate scheletriche e prende attacco su una lamina di connettivo denso chiamato tarso palpebrale (nulla a che fare con le ossa tarsali del piede). Superiormente al muscolo di Müller si trova l'aponeurosi del muscolo elevatore della palpebra superiore.

Malattie dell'occhio

Le due malattie più comuni dell'occhio sono:

  • Calazzo, riguarda sia la palpebra superiore che l'inferiore, in inglese prende il nome di "chalazion" ed è una malattia infiammatoria non infettiva;
  • Orzaiolo_in inglese "stye", anche raramente de "hordeolum". È una malattia infettiva che pr infiammazione. Qualunque ghiandola APOCRINA

Orzaiolo e Calazzo sono due patologie diverse che si curano in diverso ma sono entrambe collegate alle ghiandole annesse all

Ghiandole palpebrali

La palpebra presenta un grande numero di ghiandole.

Tra le ghiandole sebacee apocrine ci sono:

  • Ghiandole di Zeis: ghiandole pilosebacee annesse ai follicoli piliferi delle ciglia:
  • di Moll: piccole ghiandole posizionate tra le ghiandole tarsali e le ghiandole di Zeis, si aprono all'esterno senza essere associate a un pelo, quindi non servono a secernere sebo lubrificante all'interno del follicolo pilifero, bensì a livello della rima palpebrale:
  • tarsali di Meiboimio: si trovano all'interno del tarso e sono le più grandi ghiandole sebacee del nostro organismo.

Sono poi presenti ghiandole a secrezione sierosa, dette di Krause, associate alla palpebra e che rilasciano il loro contenuto all'interno del fornice palpebrale superiore cioè dove la palpebra finisce.

Altre ghiandole si trovano lungo la congiuntiva che riveste l'interno della palpebra, queste prendono il nome di ghiandole accessorie palpebrali o ghiandole di Wolfring.

Tornando alle 2 malattie descritte precedentemente:

  • Il calazzo è una malattia infiammatoria non infettiva che solitamente è legata alle ghiandole del Meibomian, insorge nel caso in cui una ghiandola sia ostruita e conseguentemente si gonfi. La cura per il Calazzo non implica interventi chirurgici;
  • L'orzaiolo è invece una malattia infiammatoria infettiva che può riguardare qualunque ghiandola apocrina sebacea. Essendo una malattia infettiva la cura implica antibiotici.

Distinzione tra epidermide e congiuntiva

Come si distingue in una sezione di palpebra in EE l'epidermide dalla congiuntiva?

Guardando i follicoli piliferi è possibile distinguere l'epidermide che riveste la palpebra dalla congiuntiva cheratinizzata presente al suo interno. L'epidermide che riveste la palpebra (sia superiore che inferiore) presenta follicoli piliferi atrofici e corti con ghiandole sebacee associate di vario tipo a livello della rima palpebrale. La cute della palpebra è molto sottile, in particolare la palpebra superiore è la zona corporea con la cute più sottile in assoluto. La congiuntiva invece è un tessuto epiteliale pluristratificato squamoso non cheratinizzato, molto più spessa dell'epidermide, la quale per altro è anche cheratinizzata.

Sistema lacrimale

Il sistema lacrimale è formato da 2 vie lacrimali, una superiore e una inferiore, che si chiamano canali o canalicoli lacrimali. I canalicoli raccolgono le lacrime (secreto sieroso, chiamato anche liquido lacrimale) dal lago interno o mediale.

Le porzioni che raccolgono il liquido lacrimale si chiamano punti dei canalicoli lacrimali: la lacrima entra dai punti, decorre i 2 canalicoli lacrimali per poi sboccare nel sacco lacrimale. Il sacco lacrimale restringendosi forma il dotto nasolacrimale che si aprirà nel meato nasale inferiore, presente sulla parete laterale delle cavità nasali.

La dacriocistite o "Dacryocystitis" è una patologia con fenotipo simile a quello dell'orzaiolo, legata a un processo infiammatorio su base infettiva, che può colpire varie zone delle vie lacrimali, quali il sacco lacrimale, il dotto nasolacrimale e i canalicoli.

Nel caso in cui il processo infiammatorio riguardi il sacco lacrimale la patologia può sembrare un orzaiolo della palpebra inferiore, se invece ad essere colpiti sono i canalicoli, il processo interesserà sia la palpebra superiore che quella inferiore che conseguentemente si gonfieranno notevolmente. Infine, nel caso in cui la patologia colpisca il dotto nasolacrimale, ciò a cui si assiste è una rinorrea.

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