Documento dall'Università sulla Dinastia Ming (1368-1644). Il Pdf, utile per lo studio della Storia, esplora l'ascesa e il declino delle dinastie Ming e Qing, le spedizioni di Zheng He, l'influenza occidentale e le guerre dell'oppio, coprendo il periodo dal 1368 al 1911.
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LA DINASTIA MING 明 朝 (1368-1644) La dinastia Ming fu un periodo di grande splendore per la Cina imperiale, caratterizzato da una fioritura di commerci, arti e apertura verso l'Occidente. L'epoca Ming vide un'espansione navale significativa, con una potente flotta e un esercito di terra ben organizzato, accanto alla produzione di rinomate porcellane e ceramiche.
Nel 1368, Zhu Yuanzhang, di etnia Han, rovesciò la dinastia Yuan e si proclamò imperatore, assumendo il titolo di Hongwu. La sua capitale fu stabilita a Nanchino. Durante il suo regno, consolidò il potere imperiale e stabilì solide fondamenta per l'amministrazione Ming, compresa la creazione di un esercito forte e una burocrazia basata sul sistema degli esami confuciani. Uno dei suoi successori, Zhu Di, conosciuto come l'imperatore Yongle, ascese al trono e decise di spostare la capitale da Nanchino a Pechino nel 1421. Yongle commissionò la costruzione del grandioso Palazzo Imperiale e del Tempio del Cielo, simboli della maestosità del potere Ming.
Durante il regno di Yongle, la Cina intraprese una serie di spedizioni navali senza precedenti, guidate dal famoso ammiraglio musulmano Zheng He. Tra il 1405 e il 1433, Zheng He condusse sette spedizioni navali nel Sud-est asiatico e nell'Oceano Indiano. Le sue flotte trasportavano non solo soldati, ma anche beni di lusso come seta e porcellane, scambiati con spezie e altri beni esotici provenienti dai paesi stranieri. Queste spedizioni avevano un importante valore economico, ma il loro significato era soprattutto politico: miravano a rafforzare l'influenza cinese e a stabilire nuovi stati tributari che riconoscessero la supremazia dei Ming. Zheng He riuscì a consolidare la reputazione della Cina come potenza dominante nell'Asia marittima.
Nel tardo periodo Ming, si verificò un contatto sempre più stretto tra la Cina e l'Europa. Una figura centrale in questo scambio culturale fu il gesuita italiano Matteo Ricci (1552-1610), noto in cinese come Li Madou ( 利 玛 窦 ). Arrivato in Cina nel 1583, Ricci porto con se la conoscenza scientifica e la fede cristiana, basando la sua opera di evangelizzazione sul rispetto per i valori locali. Ricci cercò di penetrare la classe colta cinese, introducendo concetti scientifici europei. Tra le sue opere più rilevanti vi è la traduzione degli Elementi di Euclide in cinese, che permise alla Cina di accedere per la prima volta alle teorie geometriche occidentali. Inoltre, Ricci realizzò un atlante mondiale in cinese, favorendo una visione più ampia e accurata del mondo al di fuori dei confini cinesi.
Nel corso del XVI secolo, la dinastia Ming cominciò a mostrare segni di disfacimento politico e militare. La corruzione e la paralisi dell'amministrazione statale furono tra le cause principali di questa crisi. Si sviluppò un forte antagonismo tra il potere centrale e la gentry locale, composta da mercanti e proprietari terrieri, che indebolì ulteriormente l'autorità imperiale. In aggiunta, la difesa delle frontiere divenne un problema sempre più pressante per i Ming, particolarmente contro i popoli nomadi del nord, come i Mancesi. La situazione fu aggravata da una grave crisi finanziaria e da una serie di carestie, che alimentarono rivolte contadine in tutto l'impero.
Una delle rivolte più devastanti fu quella di Li Zicheng (1606-1645), un ex funzionario Ming che, in seguito a disordini e carestie, radunò un esercito di contadini ribelli nella Cina settentrionale. Li Zicheng riuscì a sconfiggere le forze imperiali e occupò Pechino nel 1644, segnando la caduta formale della dinastia Ming. Tuttavia, la fine dei Ming non fu immediata. Il generale Wu Sangui (1621-1678), che comandava le truppe imperiali nel nord-est, si trovò in una situazione disperata e decise di allearsi con i Mancesi, che avevano già costituito una propria dinastia al nord. Con l'aiuto dei Mancesi, Wu sconfisse Li Zicheng e le sue forze, ma questa alleanza portò i Mancesi a occupare Pechino, fondando così la dinastia Qing. I Qing, di origine manciù, avrebbero governato la Cina fino al 1912, succedendo alla dinastia Ming e portando alla fine dell'era imperiale della Cina.
LA DINASTIA QING ( 清 朝 )(1644-1911)- PRIMA PARTE La dinastia Qing fu l'ultima dinastia imperiale cinese, fondata dai mancesi, popolo discendente dai Nüzhen (H), che già nel XII secolo avevano creato l'Impero Jin, costringendo la dinastia Song a ritirarsi a Sud. I Mancesi abitavano la Manciuria e parlavano una lingua appartenente al gruppo altaico. Dopo la caduta della dinastia Jin, le tribù Nüzhen erano state soggette ai domini degli Yuan e dei Ming, e tra i gruppi mancesi quello più progredito era quello degli Jianzhou.
Durante la dinastia Ming, i Mancesi avevano intensificato i rapporti con l'impero, soprattutto a livello militare. Scambi commerciali con mongoli, coreani e cinesi rafforzarono la loro influenza, ma sotto l'imperatore Yongle, la dipendenza dei Mancesi dai Ming crebbe. Con la morte di Yongle, tuttavia, i rapporti si deteriorarono. Nel 1583, Nurhaci (1559-1626) divenne capo del gruppo Jianzhou e intraprese una politica espansionistica, unificando le altre tribù mancesi sotto la sua guida. Nel 1616, si proclamò gran Khan dei Jin (2) e implementò il sistema delle Bandiere, un'organizzazione militare e sociale che ridusse il potere dei clan tradizionali. Questo sistema portò alla costituzione di uno stato centralizzato, con la registrazione della popolazione civile, l'adozione di una scrittura per la lingua mancese e la promulgazione di leggi. Nel 1618, Nurhaci avviò una campagna militare contro i Ming, conquistando Shenyang (Mukden) nel 1625, che divenne la capitale del nuovo impero. Alla sua morte, il figlio Abahai (Huang Taiji) (1627-1643) proseguì l'espansione e nel 1636 si proclamò imperatore della dinastia Qing (?).
Fu durante il regno del nuovo imperatore Shunzhi (1644-1661) che avvenne la svolta decisiva: il generale Ming Wu Sangui, nel tentativo di fermare la rivolta contadina di Li Zicheng, si alleò con i Mancesi, permettendo loro di entrare a Pechino e conquistare la Cina settentrionale.
Il successo dell'invasione mancese fu facilitato da vari fattori:
I Qing perseguirono una politica di pacificazione e favorirono una struttura plurinazionale. Un funzionarato misto sino-mancese fu istituito, pur mantenendo una prevalenza manciù nelle alte cariche. Tuttavia, i Qing dovettero dipendere da generali come Wu Sangui per sottomettere completamente la Cina.
Nel sud della Cina, gruppi di lealisti Ming continuarono a opporre resistenza armata. Wu Sangui fu cruciale per la sottomissione del sud, e nel 1661 l'ultimo baluardo Ming cadde. Con la sua sconfitta, la Cina fu completamente sotto il controllo Qing.
Tre imperatori Qing sono ricordati come "sovrani illuminati" per il loro contributo alla stabilità e prosperità della Cina: Kangxi (1662-1722), Yongzheng (1723-1735) e Qianlong (1735-1796).
Nonostante il grande potere raggiunto sotto i tre sovrani illuminati, il declino iniziò già sotto il regno di Qianlong, quando la corruzione dilagante, personificata dal potente funzionario Heshen, indebolì le istituzioni Qing, insieme alla pressione demografica che iniziò a superare le risorse disponibili. Lo squilibrio sociale e i problemi interni prepararono il terreno per le future rivolte e l'inevitabile fine della dinastia nel 1911.
Il Settecento fu un secolo di trasformazioni profonde a livello globale, segnando il passaggio da un mondo "tradizionale" a un mondo "moderno". Questo periodo vide l'inizio della prima globalizzazione: gli scambi commerciali tra Europa occidentale, il mondo atlantico e l'Asia si intensificarono, proiettando il continente europeo in una dimensione globale. L'Europa occidentale, in particolare, iniziò ad emergere come la regione più ricca e potente del pianeta, in quello che viene chiamato il processo della "grande divergenza". Al contempo, altri imperi in tutto il continente euroasiatico, come quello Qing, Moghul, Ottomano e Safavide, così come il Sultanato di Mataram, giocavano ruoli chiave nelle dinamiche geopolitiche del tempo. Espansione Europea in Asia