Filosofia della Religione: distinzione tra filosofia prima e seconda

Documento di Filosofia della Religione di Ceglie. Il Pdf, utile per lo studio universitario della materia, esplora la natura della religione, le prospettive su fede e ragione, e le forme di conoscenza secondo Locke, con un focus sui metodi di studio e il ruolo della fede nel contesto filosofico.

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54 pagine

FILOSOFIA DELLA RELIGIONE : DI CEGLIE
(pw testi sulla cattedra: tommaso)
Chiamata disciplina seconda.
La filosofia prima: è LA FILOSOFIA, cioè quella che studia l’intero dell’esperienza →
si applica bene alla filosofia classica del suo insieme, cioè la filosofia è la riflessione
ragionata, ma sistematica (non tralascia alcun aspetto) e rigorosa (viene da rigido,
quindi sta a delle regole ben precise) sull’intero dell’esperienza → la filosofia
riguarda tutto. Aristotele quando parla di filosofia prima parla di metafisica → l’intero
dell’esperienza lo si vuole spiegare a partire dai fondamenti, non fisici.
La filosofia seconda è una dicitura moderna e si indirizza per dire quelle applicazioni
della filosofia, in quanto tale, ha ambiti di esperienza, in questo caso della religione
→ è quindi quella riflessione filosofica che si concentra su un aspetto
dell’aspetto dell’esperienza.
Che cos’è la religione? (dire cos’è una cosa è una domanda metafisica →
per conoscere una cosa mi servono le cause: ciò che spiega l’essere di una
cosa → Aristotele parla di 4 cause, con esse cogliamo l’essenza dell’oggetto,
così facendo capiamo che cos’è quella cosa lì, non comprendere gli aspetti →
io dò la definizione della cosa, ossia metto i limiti per distinguerla da tutte le
altre cose, LA RENDO UNICA)
Studiamo perciò l’essenza della religione.
Le religioni sono tante e hanno in comune ben poco → Mircea Eliade, grande
storico delle religioni, grande fenomenologo delle religioni, studiava le
religioni, le comparava… diceva che proprio lui che si occupava di ciò tutto il
giorno, aveva solo appena una discreta conoscenza delle tre religioni
monoteistiche e di qualcos’altro.
Per un cristiano il cuore della religione: Gesù Cristo → per un cristiano
religione vuol dire Gesù Cristo! Tutto ciò che è religione per un cristiano
assume un suo senso lì → è una modalità in cui la religione viene plasmata
in una maniera unica, è un modo unico, peculiare.
Per gli ebrei è diverso, è la più vicina a noi, però anche lì sorge una differenza
radicale → per un cristiano è ciò che assume significato alla luce di Gesù
Cristo, per un ebreo è tutt’altra cosa → LA VERA ESSENZA NON E’ IN CIO’
CHE E’ COMUNE, MA E’ CIO’ CHE COSTITUISCE QUELLA COSA LI’ → per
un cristiano la religione la costituisce l’esperienza, il messaggio, il sacrificio, la
redenzione di Nostro Signore: è il centro, il cuore!
Le religioni non sono tutte sullo stesso piano, ognuno ha la propria
autonomia.
La filosofia della religione non la si fa confrontando le religioni → distinzione
tra filosofia della religione e la storia delle religioni o la fenomenologia delle
religioni, è la descrizione delle religioni, è la conoscenza delle religioni (quello
che faceva Mircea Eliade: descrivere le religioni)
La filosofia della religione non descrive le religioni, vuol sapere cos’è la
religione.
METODO PER LO STUDIO:
Italo Mancini diceva che dinanzi al problema dello studio della religione abbiamo 2
possibilità : UN’ERMENEUTICA DELLA TRADIZIONE E UN’ERMENEUTICA
NELLA TRADIZIONE (una è il contrario dell’altra)
ERMENEUTICA: l’interpretazione → da Ermes, il dio dell’interpretazione →
FILOSOFIA DELLA RELIGIONE VISTA COME UN’INTERPRETAZIONE,
UN’ERMENEUTICA DEL DATO RIVELATO (secondo Mancini).
1) Della tradizione: il punto di vista è esterno → uno da fuori vede l’oggetto come
lo vede dall’esterno
2) Nella tradizione: ci sei dentro quella tradizione → da dentro vedi alcune cose
ma non vedi tutto
Entrambi i metodi sono limitati → quello che sta da fuori ha una pretesa in più, è
molto rigoroso e scientifico: non ha pregiudizi → garanzia di imparzialità, di neutralità
(concetto fondamentale nelle scienze, non prende parte, è esterno → guardo
dall’esterno) → si pensa che questa ermeneutica della tradizione è il modello ideale
delle scienze.
Nell’età moderna si è andato imponendo un metodo di studio, di riflessione storica
sulla religione che vuole guardare la religione dall’esterno → prima viene la filosofia,
il metodo filosofico (costituito in base a criteri che sono unicamente filosofici,
razionali, che vanno bene per tutti), poi bisognerà vedere se la religione si adegua
oppure no a questo metodo oppure no. Forse questo metodo dall’esterno non è
tanto valido quando va a toccare la religione, poiché è troppo generico.
Un’altra modalità è quella di guardare dall’interno di una tradizione. I filosofi e i
teologi medievali, che riflettono sulla religione, sono tutti credenti, vivono la fede,
sono addentrati nella vita che hanno scelto (pensiamo a San Tommaso d’Aquino) →
vivono veramente all’interno dell’esperienza e si pensa che siano limitati, sono di
parte, quindi fanno più una teologia che una filosofia. Tommaso in realtà elaborerà
un pensiero che è molto filosofico, non solo teologico, molto razionale, ma si adegua
comunque a quell’unicità, a quella specificità, a quella particolarità dell’esperienza di
fede → è particolare, non può essere sottoposta a uno studio affrontato con un
metodo universale. Quando si parla di religione, è diversa rispetto all’esperienza
umana che riguarda altri oggetti.
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L’essenza della religione

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Anteprima

Filosofia della Religione: Introduzione

FILOSOFIA DELLA RELIGIONE : DI CEGLIE (pw testi sulla cattedra: tommaso) Chiamata disciplina seconda. La filosofia prima: è LA FILOSOFIA, cioè quella che studia l'intero dell'esperienza -> si applica bene alla filosofia classica del suo insieme, cioè la filosofia è la riflessione ragionata, ma sistematica (non tralascia alcun aspetto) e rigorosa (viene da rigido, quindi sta a delle regole ben precise) sull'intero dell'esperienza -> la filosofia riguarda tutto. Aristotele quando parla di filosofia prima parla di metafisica -> l'intero dell'esperienza lo si vuole spiegare a partire dai fondamenti, non fisici. La filosofia seconda è una dicitura moderna e si indirizza per dire quelle applicazioni della filosofia, in quanto tale, ha ambiti di esperienza, in questo caso della religione -> è quindi quella riflessione filosofica che si concentra su un aspetto dell'aspetto dell'esperienza.

L'Essenza della Religione

  • Che cos'è la religione? (dire cos'è una cosa è una domanda metafisica -> per conoscere una cosa mi servono le cause: ciò che spiega l'essere di una cosa -> Aristotele parla di 4 cause, con esse cogliamo l'essenza dell'oggetto, così facendo capiamo che cos'è quella cosa lì, non comprendere gli aspetti -> io dò la definizione della cosa, ossia metto i limiti per distinguerla da tutte le altre cose, LA RENDO UNICA)
  • Studiamo perciò l'essenza della religione.
  • Le religioni sono tante e hanno in comune ben poco -> Mircea Eliade, grande storico delle religioni, grande fenomenologo delle religioni, studiava le religioni, le comparava ... diceva che proprio lui che si occupava di ciò tutto il giorno, aveva solo appena una discreta conoscenza delle tre religioni monoteistiche e di qualcos'altro.
  • Per un cristiano il cuore della religione: Gesù Cristo -> per un cristiano religione vuol dire Gesù Cristo! Tutto ciò che è religione per un cristiano assume un suo senso lì -> è una modalità in cui la religione viene plasmata in una maniera unica, è un modo unico, peculiare.
  • Per gli ebrei è diverso, è la più vicina a noi, però anche lì sorge una differenza radicale -> per un cristiano è ciò che assume significato alla luce di Gesù Cristo, per un ebreo è tutt'altra cosa -> LA VERA ESSENZA NON E' IN CIO' CHE E' COMUNE, MA E' CIO' CHE COSTITUISCE QUELLA COSA LI' -> per un cristiano la religione la costituisce l'esperienza, il messaggio, il sacrificio, la redenzione di Nostro Signore: è il centro, il cuore!
  • Le religioni non sono tutte sullo stesso piano, ognuno ha la propria autonomia.
  • La filosofia della religione non la si fa confrontando le religioni -> distinzione tra filosofia della religione e la storia delle religioni o la fenomenologia delle religioni, è la descrizione delle religioni, è la conoscenza delle religioni (quello che faceva Mircea Eliade: descrivere le religioni)

La filosofia della religione non descrive le religioni, vuol sapere cos'è la religione.

Metodo per lo Studio della Religione

Italo Mancini diceva che dinanzi al problema dello studio della religione abbiamo 2 possibilità : UN'ERMENEUTICA DELLA TRADIZIONE E UN'ERMENEUTICA NELLA TRADIZIONE (una è il contrario dell'altra) ERMENEUTICA: l'interpretazione -> da Ermes, il dio dell'interpretazione -> FILOSOFIA DELLA RELIGIONE VISTA COME UN'INTERPRETAZIONE, UN'ERMENEUTICA DEL DATO RIVELATO (secondo Mancini).

  1. Della tradizione: il punto di vista è esterno -> uno da fuori vede l'oggetto come lo vede dall'esterno
  2. Nella tradizione: ci sei dentro quella tradizione -> da dentro vedi alcune cose ma non vedi tutto

Entrambi i metodi sono limitati -> quello che sta da fuori ha una pretesa in più, è molto rigoroso e scientifico: non ha pregiudizi -> garanzia di imparzialità, di neutralità (concetto fondamentale nelle scienze, non prende parte, è esterno -> guardo dall'esterno) -> si pensa che questa ermeneutica della tradizione è il modello ideale delle scienze. Nell'età moderna si è andato imponendo un metodo di studio, di riflessione storica sulla religione che vuole guardare la religione dall'esterno -> prima viene la filosofia, il metodo filosofico (costituito in base a criteri che sono unicamente filosofici, razionali, che vanno bene per tutti), poi bisognerà vedere se la religione si adegua oppure no a questo metodo oppure no. Forse questo metodo dall'esterno non è tanto valido quando va a toccare la religione, poiché è troppo generico. Un'altra modalità è quella di guardare dall'interno di una tradizione. I filosofi e i teologi medievali, che riflettono sulla religione, sono tutti credenti, vivono la fede, sono addentrati nella vita che hanno scelto (pensiamo a San Tommaso d'Aquino) -> vivono veramente all'interno dell'esperienza e si pensa che siano limitati, sono di parte, quindi fanno più una teologia che una filosofia. Tommaso in realtà elaborerà un pensiero che è molto filosofico, non solo teologico, molto razionale, ma si adegua comunque a quell'unicità, a quella specificità, a quella particolarità dell'esperienza di fede -> è particolare, non può essere sottoposta a uno studio affrontato con un metodo universale. Quando si parla di religione, è diversa rispetto all'esperienza umana che riguarda altri oggetti.

L'Essenza della Religione e le Cause Aristoteliche

Di solito si pensa che l'essenza è ciò che di comune si può trovare tra cose simili, quelle che noi consideriamo essere delle occorrenze di una certa cosa -> se si trova ciò che è comune ad esse, allora abbiamo l'essenza. E' possibile fare ciò con le religioni? No, perché la religione potrebbe avere in sé qualcosa che si distingue dalle altre religioni e che dà senso, così profondamente, a tutto ciò che in quel caso è religione -> allora l'essenza della religione non può essere qualcosa che non includa quell'aspetto così particolare (es. per un cristiano, Gesù Cristo è talmente fondamentale che un cristiano non può credere che la sua religione possa fare a meno di gesù Cristo: poichè l'essenza della religione è ciò che realizza pienamente la religione -> per un cristiano è Gesù Cristo, non è semplicemente avere dei comandamenti o avere un libro o credere in un Dio con delle caratteristiche più o meno anonime).

  • L'opera umana ha delle caratteristiche che possono venir fuori se consideriamo le 4 cause Aristoteliche: materiale, formale, efficiente e formale -> la causa è ciò che spiega l'essere -> le 4 cause spiegano l'essere di una cosa. Quando si tratta di un'opera umana (es. la guida, la religione), San Tommaso insegna che la forma coincide con il fine, perché la forma è ciò che dà l'essere a una cosa -> può esistere qualcosa priva di forme? Cioè che non è definita? Tutto ciò che è, per essere deve avere una forma, poichè, appunto, la forma è ciò che dà l'essere. Un'azione umana c'è in quanto ha un fine -> tutto ciò che fanno gli umani ha un fine, il fine quindi dà l'essere all'agire, dunque il fine coincide con la forma -> è il fine che è essenziale quando parliamo di azioni umane, ci dice che cosa stiamo facendo. Se la religione è quindi opera umana e la sua forma deriva dal suo fine, allora si tratta di capire qual è il fine della religione. Qual è il senso? Qual è l'utilità della religione? Perchè essere religiosi? Perchè dover praticare la religione? Se parliamo in termini filosofici dovremmo innanzitutto capire che cos'è l'uomo, studiare la natura umana -> non finiremo più! Se è un'opera umana, bisogna capire in che modo risponde alla natura umana, ma allora dobbiamo comprendere la natura umana, però, quest'ultima, un non credente la vede in un modo e un credente la vede in un altro modo, nonostante la filosofia da sé può dirci tante cose sulla natura umana, però se un messaggio religioso ci dice che il nostro compimento è in Dio, la religione dice ciò (cristianesimo): nell'eternità, nella beatitudine eterna con Dio, nel vedere Dio, nell'essere unito a Lui -> questa è un'idea di natura umana, mi fa capire a cosa l'uomo dovrebbe tendere e come la sua vita dovrebbe svolgersi -> altra idea è se invece uno ritiene che la vita umana derivi da un accidente non conoscibile, che l'essere umano e la vita in genere siano un prodotto di un qualcosa puramente casuale, accidentale, non comprensibile, non spiegabile non c'è nessun progetto, nessuna logica dietro e quando noi moriamo finiamo semplicemente sotto terra e basta -> è un'altranatura umana che si prospetta davanti a noi, molto più difficile recuperare aspetti della vita che noi tendenzialmente vorremmo esaltare, es. l'amore, il sacrificio, il donare la vita per un altro ... La natura umana pare diversa e se è così allora anche ciò che c'è per poter realizzare la natura umana sarà diverso, avrò un fine diverso. Siamo all'interno allora di un circolo vizioso, perché per capire la religione dovrei capire la natura umana, ma per capire la natura umana devo prima vedere quale scelta fare, se essere religioso oppure no -> la religione mi mette immediatamente nella condizione di comprendere qualcosa di decisivo su che cosa mi realizzi -> cos'è che realizza l'essere umano, cos'è che risponde alla sua natura? - > la religione mi dice già un sacco di cose, capirlo da me risponde al rischio di non arrivarci mai, potrei anche non capirlo mai. Più avanti vedremo Kant e la questione del postulato, di ciò che necessariamente uno deve credere, che non può fare a meno di credere, capiremo che per l'uomo è importante anche questa dimensione, cioè ci sono cose che noi non possiamo che credere. NOI ABBIAMO BISOGNO DI CREDERE, NON POSSIAMO NON CREDERE. POSTULATO= qualcosa che si ritiene essere una necessità -> non perché uno ha la prova, però sente, avverte, che non è possibile farne a meno. La religione ci aiuta molto in questo.

Filosofia e Teologia: Distinzioni Moderne

Cosa distingue la filosofia dalla teologia? La teologia parte da qualcosa di già detto, che ha già delle risposte e che solo alcuni sanno, cioè quelli che accolgono il messaggio rivelato; mentre la filosofia fa emergere delle domande che partono da ciò che tutti sanno, da quelle verità comuni a tutti: che esistiamo, che esiste la morale ... Ciò diventa un problema nell'età moderna, ossia quando nasce la filosofia della religione, lo si vedrà con lo studio di Locke, Spinoza ... Nell'età moderna succedono una serie di cose: rivoluzione scientifica, il mondo visto in termini matematici -> e la filosofia (pensiamo a Cartesio) vuole prendere una strada che vuole essere autonoma dal sapere rivelato, mentre in precedenza la filosofia e teologia andavano insieme -> Victor Cousin giunge a dire che la filosofia c'è stata in Grecia, poi niente per 15 secoli e poi è ripartita con De Cart -> quella non era filosofia era solo teologia. In età moderna, perciò, la filosofia vuole essere autonoma, non vuole più considerare quello che potrebbe essere un supporto, un aiuto, da parte della rivelazione -> come invece Tommaso d'Aquino ritiene: egli dice la rivelazione può essere di enorme aiuto per la ricerca filosofica. La filosofia, per molti, era solo un voler partire da ciò che è comune a tutti. Cosa facciamo con la religione? Dobbiamo partire da ciò che è comune a tutti, non dal dato rivelato:

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