Il dopoguerra nel mondo e l'ascesa del fascismo in Italia

Documento di Università sul dopoguerra nel mondo e l'ascesa del fascismo in Italia. Il Pdf analizza il periodo post-bellico in Europa, la dissoluzione degli imperi e l'emergere del fascismo, con focus sulla Repubblica di Weimar e le politiche di Stresemann, utile per lo studio della Storia.

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54 pagine

Il dopoguerra nel mondo e l’ascesa del fascismo in
Italia
La Guerra portò la disgregazione di tre imperi: quello turco-ottomano, austroungarico e quello zarista.
-> L’Impero austroungarico cessò di esistere: l’Austria divenne una Repubblica democratica in cui la forza
politica maggiore era il Partito socialdemocratico.
-> In Ungheria, invece, si instaurò una repubblica sovietica sotto la guida di Béla Kun, che venne rapidamente
rovesciata da un colpo di stato guidato dall’ammiraglio Horthy.
-> La Germania uscì dal conflitto sconvolta nelle sue istituzioni. Fuggito l’Imperatore, il 9 novembre 1918 venne
proclamata la Repubblica, guidata dal socialdemocratico Ebert. La sinistra tedesca era, però, attraversata da
profondi contrasti tra il programma riformista del Partito socialdemocratico e l’ipotesi rivoluzionaria
dell’estrema sinistra spartachista (comunista). L’insurrezione comunista del gennaio 1919 venne repressa nel
sangue dall’esercito e dalla destra rivoluzionaria. La nuova Repubblica si diede una Costituzione approvata a
Weimar, che trasformava la Germania in uno stato parlamentare federale.
-> La Francia e la Gran Bretagna riuscirono a superare nel giro di qualche anno la crisi economica del
dopoguerra, caratterizzata da aspri conflitti sociali. Tuttavia, la Gran Bretagna perse il suo primato
economico e politico. In particolare, le esportazioni incontrarono crescenti difficoltà ad affermarsi. Nel
frattempo, il governo ridusse la quantità di moneta circolante e aumentò le imposte, per contenere i consumi.
Il dopoguerra nell’Europa centrale

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Anteprima

La Repubblica di Weimar e il dopoguerra nell'Europa centrale

La Guerra portò la disgregazione di tre imperi: quello turco-ottomano, austroungarico e quello zarista.

  • L'Impero austroungarico cessò di esistere: l'Austria divenne una Repubblica democratica in cui la forza politica maggiore era il Partito socialdemocratico.
  • In Ungheria, invece, si instaurò una repubblica sovietica sotto la guida di Béla Kun, che venne rapidamente rovesciata da un colpo di stato guidato dall'ammiraglio Horthy.
  • La Germania uscì dal conflitto sconvolta nelle sue istituzioni. Fuggito l'Imperatore, il 9 novembre 1918 venne proclamata la Repubblica, guidata dal socialdemocratico Ebert. La sinistra tedesca era, però, attraversata da profondi contrasti tra il programma riformista del Partito socialdemocratico e l'ipotesi rivoluzionaria dell'estrema sinistra spartachista (comunista). L'insurrezione comunista del gennaio 1919 venne repressa nel sangue dall'esercito e dalla destra rivoluzionaria. La nuova Repubblica si diede una Costituzione approvata a Weimar, che trasformava la Germania in uno stato parlamentare federale.
  • La Francia e la Gran Bretagna riuscirono a superare nel giro di qualche anno la crisi economica del dopoguerra, caratterizzata da aspri conflitti sociali. Tuttavia, la Gran Bretagna perse il suo primato economico e politico. In particolare, le esportazioni incontrarono crescenti difficoltà ad affermarsi. Nel frattempo, il governo ridusse la quantità di moneta circolante e aumentò le imposte, per contenere i consumi.=> ci fu un aumento della disoccupazione e una riduzione dei salari.

La Gran Bretagna: la questione irlandese

La questione irlandese era un'espressione usata per descrivere il nazionalismo irlandese e le richieste per l'indipendenza da parte dell'Irlanda.

Nel 1914 ->il governo inglese aveva arginato il problema approvando la Home Rule, una legge che concedeva autonomia all'Irlanda, che avrebbe avuto un governo e parlamento propri, pur continuando a fare parte del Regno Unito.

Tuttavia, la legge non entrò in vigore per l'opposizione dei conservatori a causa della guerra e questa fu l'occasione per fare sì che dopo la guerra il movimento riemerse.

Nella Pasqua 1916 i nazionalisti organizzarono a Dublino una insurrezione che fu repressa nel sangue dall'esercito inglese.

  • Nel 1919 si formò il Parlamento Irlandese che proclamò l'indipendenza e la Repubblica di Irlanda. A questo punto di aprì lo scontro tra l' esercito inglese e l' esercito rivoluzionario irlandese (l'IRA- Irish Republican Army). Nel 1921 si giunse ad un compromesso : mentre l'Ulster rimaneva parte del Regno Unito, nel resto del paese nasceva lo Stato liberale di Irlanda. Tuttavia, questa soluzione continuò ad alimentare instabilità politica e malcontenti tra la popolazione indipendentista.

Economia, società e politica nell'Europa del dopoguerra

  • Dopo la guerra la crisi e l'inflazione -> caratterizzarono tutti i paesi europei. Gli Stati si erano indebitati molto durante la guerra perché dovevano acquistare armi e mantenere gli uomini al fronte. Iniziarono a coniare nuova carta moneta => le conseguenze furono un calo del valore del denaro -> inflazione e un innalzamento dei prezzi. = > IL COSTO DELLA VITA CRESCE. = > crebbero in tutti i paesi europei i movimenti operai e contadini, sotto il modello della rivoluzione comunista avvenuta in Russia.
  • INTERVENTISMO STATALE Lo Stato interviene a sostenere le fabbriche nella loro riconversione industriale e a sostenere le famiglie in cui vi sono stati mutilati o decaduti di guerra. Gli Stati introducono di nuovo dei dazi doganali -> si continua con il protezionismo, con il fine di proteggere l'industria interna del paese. In questo modo, venne disatteso ciò che aveva affermato Wilson nei 14 punti, ovvero la necessità di abbattere il protezionismo e favorire il libero scambio di merci).
  • ci fu lo sviluppo del mercato nero: commercio illegale da parte di chi comprava i beni e li rivendeva a prezzo più elevati-> IL "CAPITALISMO ORGANIZZATO"

Tuttavia, l'impatto della guerra sulle economie sviluppate non si ridusse solo a questi elementi negativi. Al contrario, nel medio periodo la guerra fu un importante fattore di sviluppo economico e di modernizzazione dei sistemi industriali. Già alla fine dell'Ottocento, infatti, era nato un capitalismo organizzato, ovvero un capitalismo caratterizzato dalla presenza di grandi imprese e da un intreccio sempre più stretto tra industria, finanza e sistema politico. La guerra, infatti, stimolò:

  • La crescita delle grandi imprese;
  • L'innovazione tecnologica.
  • = > aumento della domanda e lo sviluppo della produzione di massa.

In particolare, in quegli anni ci fu lo sviluppo dell'industria automobilistica e della radio, che fu un importante strumento culturale e politico.

Taylorismo e Fordismo

Con la diffusione dei beni di consumo di massa, nacque la necessità di aumentare la produttività industriale. Negli Stati Uniti si svilupparono due sistemi innovativi: Taylorismo e Fordismo.

Il Taylorismo, ideato da Frederick Taylor, applicava un metodo scientifico al lavoro operaio, ottimizzando i tempi e migliorando il rapporto tra tecnologia e manodopera, senza aumentare l'orario di lavoro.

Il Fordismo, introdotto da Henry Ford, rivoluzionò l'industria automobilistica con la catena di montaggio, permettendo la produzione in serie e riducendo tempi e costi di produzione. Ford, inoltre, promosse il programma "Five dollars a day", grazie a cui la paga degli operai passò da 2,34 a 5 e successivamente 6 dollari al giorno.

L'entrata delle masse in politica: donne e diritti

  • rivendicazione dei diritti da parte dei ceti subalterni (contadini, operai). In tutti i paesi europei, il movimento operaio e contadino si intensificò.

Durante la guerra mutò anche la società. Al fronte andavano gli uomini, ed in particolare i contadini, perchè gli operai si occupavano principalmente della produzione di beni per favorire il proseguimento della guerra. Nelle campagne rimasero principalmente le donne, i bambini ed i vecchi. Le donne divennero, dunque, la guida della produzione agricola e la spina dorsale del fronte interno. In questo modo, iniziano a rendersi conto dell'importanza del loro ruolo. = > NUOVO MODO DI CONSIDERARE LA DONNA.

=> Le donne iniziano a rivendicare il loro diritto di voto. Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 già c'era stato il movimento delle suffragette in Inghilterra, che chiedevano il diritto di voto.

1918: diritto di voto alle donne in Inghilterra; 1919: diritto di voto alle donne in Germania; 1920: diritto di voto alle donne negli Stati Uniti.

In Italia -> solo nel 1946.

  • Difficoltà nel superare l'esperienza collettiva della morte -> fu fatta un'opera collettiva e pubblica di elaborazione del lutto e partire dal 1919 furono istituiti diversi monumenti ai caduti;
  • La Rivoluzione dell'inconscio (Freud, Pirandello): attenzione all'interiorità dell'uomo, alla sua psiche, all'inconscio e ai sogni come potenzialmente rivelatrici di significati latenti nel soggetto.

I "ruggenti anni venti" degli Stati Uniti

Dopo la Prima Guerra Mondiale, gli Stati Uniti emersero come prima potenza economica mondiale, avendo beneficiato della guerra dal punto di vista industriale e finanziario. In particolare, gli anni dopo la guerra furono caratterizzati da una crescita economica e prosperità (1920s - "Ruggenti Anni Venti"):

  • Gli USA diventarono i principali creditori del mondo, finanziando la ricostruzione europea.
  • Boom industriale e tecnologico (beni di consumo durevoli: automobili, elettricità, radio, cinema) -> fu introdotta la vendita rateale, che mise in condizione tutta la popolazione di accedere a beni in precedenza inavvicinabili; diffusione del cinema e del jazz.
  • fu concessa la possibilità alle donne di votare (1920).
  • gli americani della classe media, complice la crescita dei consumi, iniziarono a vendere quote (parti) di proprietà della propria azienda a banche e risparmiatori per aumentare ancora di più la produzione. Di conseguenza, se l'azienda aumentava le vendite, anche gli azionisti (proprietari di azioni) si arricchivano.

Questa nuova potenza, però, sembravano non voler assumere la responsabilità di questo nuovo ruolo. Si ricordi che dopo la Prima Guerra Mondiale Wilson promosse la nascita della Società delle Nazioni ma gli Stati Uniti non vi entrarono. Dopo il presidente Wilson gli Stati Uniti furono governati da repubblicani, che vinsero a discapito dei democratici (si susseguirono Harding, Coolidge e Hoover). I repubblicani adottarono sempre più una politica isolazionista e protezionista: non volevano intromettersi negli affari europei e, al contempo, decisero di proteggere l'economia interna del paese, bloccando le frontiere e ponendo limiti sia all'immigrazione e sia all'entrata di merci.

Questa situazione di crescita economica, però, contribuì a migliorare le condizioni di vita solo di una piccola parte della popolazione, ovvero della borghesia benestante e portò ad un atteggiamento di progressiva chiusura verso tuto ciò che non fosse integralmente americano e verso le classi sociali più disagiate. Furono, così, introdotte misure restrittive per l'immigrazione: nel 1921 il Congresso votò una legge, il Johnson Act, che riduceva drasticamente l'ammissione degli immigrati. Nacque un' organizzazione razzista e suprematista bianca, chiamata Ku Klux Klan (KKK) organizzazione suprematista bianca nata negli Stati Uniti, famosa per la sua ideologia razzista e le sue azioni violente soprattutto nei confronti dei neri, ma anche degli immigrati e degli ebrei.

  • Nel 1919 il governo americano intraprese la lotta all'alcolismo, ritenuto una delle piaghe della società e proibì la produzione, il consumo e la vendita di bevande alcoliche, considerate un vizio degli immigrati, dei neri e dei poveri e fonte di violenza e di disordine sociale. = > Tali misure, però, favorirono lo sviluppo di un mercato clandestino gestito dalla criminalità organizzata.

La crisi del '29

La crescita economica si interruppe bruscamente alla fine degli anni 120, quando ci fu una crisi economica che passò sotto il nome di Great Depression, dovuta ad una crisi di sovrapproduzione: si produceva di più rispetto a quanto si riusciva a vendere. Subito dopo la guerra, infatti, la popolazione europea a causa della crisi generale aveva iniziato a comprare dagli Stati Uniti. Nel frattempo, però, l'industria economica europea si era risollevata, complice anche l'avvenuta riconversione dell'industria bellica. = > Di conseguenza le esportazioni americane diminuirono e le vendite interne calarono.

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