Storia della presa diretta cinematografica e l'evoluzione del sonoro

Documento sulla storia della presa diretta cinematografica. Il Pdf esplora l'evoluzione del sonoro nel cinema, dalle prime invenzioni come il kinetoscopio di Edison ai fratelli Lumière, analizzando la sincronizzazione audio-video e il passaggio dal muto al sonoro, utile per studenti universitari.

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55 pagine

PDC 17 giugno p1.m4a
Visto c'erano delle cosette da risolvere. Mi presento, sono Simone Costantino,
sono un fonico di presa diretta. Penso che con alcuni di voi ci siamo visti,
esatto, alcuni eventi organizzati con l'Associazione Italiana Tecnici del Suono,
di cui sono il vicepresidente. Le nostre lezioni, questo corso, riguarderà una
materia abbastanza specialistica, cioè la presa diretta cinematografica,
ovvero uno dei tanti campi di applicazione per il sonoro e in particolar modo
quel campo di applicazione che riguarda l'acquisizione del suono sui set, sia
cinematografici che televisivi. Questi primi due giorni saranno basati sulla
teoria, ma la settimana prossima metteremo mano alle macchine dal vero. Vi
porterò un setup reale per la presa diretta e impareremo alcune tecniche
base. Fortunatamente siamo già a una parte avanzata del vostro corso, quindi
ci sono alcune cose che io posso dare abbastanza per scontate, ovvero che
voi sappiate cosa sia un segnale, sappiate come funziona un microfono,
sappiate come funzioni una catena di registrazione, lo sapete.
Quindi, guarderemo cosa di queste informazioni di queste nozioni servono per
l'ambiente cinematografico e in cosa si differenziano sia dal punto di vista
delle tecnologie che si vengono utilizzate che nella metodologia. Quindi
dicevo, la settimana prossima un po' ci divertiremo, impareremo a utilizzare
un'asta di un boom, impareremo a usare un registratore da campo,
impareremo a microfonare un attore, quindi proveremo a vedere delle
tecniche d'albero. Ora, per quanto riguarda invece la lezione di oggi, partiamo
con un po' di storia. Giusto per capire un attimino, per entrare all'interno
dell'argomento. Probabilmente tanti di voi avranno sentito nominare i fratelli
Lumière. Avranno probabilmente sentito dire che loro sono gli inventori del
cinema. Per cinema, io intendo il prodotto cinema, ovvero un elemento
audiovisivo.
Così, ma perché ovviamente quel tipo di sviluppo che ha portato all'evento
che tutti ricordiamo del 28 dicembre 1895, ovvero la prima proiezione
pubblica di un elemento audiovisivo, fatta effettivamente alle Fratelli Lumière,
è in realtà l'ultimo passo di un processo tecnologico che ha portato l'essere
umano a capire come fare a registrare un elemento video fondamentalmente
e a farlo muovere più che altro perché a registrarlo in lo sapevamo già da
tempo a farlo muovere che c'era la differenza. L'evento di cui parliamo
appunto, questa prima proiezione pubblica, avviene al Café de Boulevard de
Paris, un caffè, un bar e questo già ci dovrebbe dare una prima idea di come
quel percorso sia estremamente lungo e complesso. Non esistevano i
cinema, non esisteva alcun ambiente nel quale un essere umano potesse
andare a vedere un prodotto audiovisivo, perché non c'era il prodotto
audiovisivo, semplicemente.
La proiezione andò anche abbastanza male. Stiamo parlando ovviamente di
un video di circa un minuto e mezzo, poco più di un minuto e mezzo. Tanto
che andò male che quando i fratelli uscirono dall'evento uno dei due disse
all'altro: 'Il cinema non avrà futuro'. Sbagliava la grande, ovviamente. Chi si
accorse per primo che questo ragionamento era erroneo fu un americano che
noi conosciamo per tutt'altro motivo, che è Thomas Edison. Thomas Edison
comprendeva quanto in realtà quel mezzo espressivo poteva diventare,
sarebbe diventato una forza, una settima arte; lo aveva già capito alcuni anni
prima, tant'è vero che nel 1889 lui inventò, brevettò, quello che chiamerà
kinetoscopio. Inutile dirvi, se volete potete prendere appunti, ma tutto ciò che
vi dico ve lo darò in formato PDF, tutto.
Quindi non dovrete comprare libri, io vi darò tutto quello che vi serve per
arrivare all'esame. Il kinetoscopio era l'antesignano della macchina da presa,
della nostra cinepresa odierna, ovviamente non immaginatela come qualcosa
di moderno. Era un macchinario enorme e poco funzionale ma da questo
punto di vista ha fatto il suo. Distinguiamo però molto pesantemente
l'acquisizione del video dal fatto di metterlo insieme col sonoro. Sono due
percorsi diversi e che hanno richiesto tempi diversi e problematiche tecniche
diverse. L'essere umano non ci prova da ieri a registrare il sonoro. Uno dei
primi esperimenti di acquisizione del sonoro è del 1861. La macchina che
vedete qui dietro è stata inventata da, non lo possiamo più chiamare
ingegnere perché nel 1600 non è che possiamo parlare di ingegneria, un
inventore.
Inglese, Robert Hooke, il quale si accorge di una cosa molto semplice. Se io

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Anteprima

Introduzione alla Presa Diretta Cinematografica

Visto c'erano delle cosette da risolvere. Mi presento, sono Simone Costantino, sono un fonico di presa diretta. Penso che con alcuni di voi ci siamo visti, esatto, alcuni eventi organizzati con l'Associazione Italiana Tecnici del Suono, di cui sono il vicepresidente. Le nostre lezioni, questo corso, riguarderà una materia abbastanza specialistica, cioè la presa diretta cinematografica, ovvero uno dei tanti campi di applicazione per il sonoro e in particolar modo quel campo di applicazione che riguarda l'acquisizione del suono sui set, sia cinematografici che televisivi. Questi primi due giorni saranno basati sulla teoria, ma la settimana prossima metteremo mano alle macchine dal vero. Vi porterò un setup reale per la presa diretta e impareremo alcune tecniche base. Fortunatamente siamo già a una parte avanzata del vostro corso, quindi ci sono alcune cose che io posso dare abbastanza per scontate, ovvero che voi sappiate cosa sia un segnale, sappiate come funziona un microfono, sappiate come funzioni una catena di registrazione, lo sapete.

Quindi, guarderemo cosa di queste informazioni di queste nozioni servono per l'ambiente cinematografico e in cosa si differenziano sia dal punto di vista delle tecnologie che si vengono utilizzate che nella metodologia. Quindi dicevo, la settimana prossima un po' ci divertiremo, impareremo a utilizzare un'asta di un boom, impareremo a usare un registratore da campo, impareremo a microfonare un attore, quindi proveremo a vedere delle tecniche d'albero. Ora, per quanto riguarda invece la lezione di oggi, partiamo con un po' di storia. Giusto per capire un attimino, per entrare all'interno dell'argomento.

Le Origini del Cinema e l'Evento dei Fratelli Lumière

Probabilmente tanti di voi avranno sentito nominare i fratelli Lumière. Avranno probabilmente sentito dire che loro sono gli inventori del cinema. Per cinema, io intendo il prodotto cinema, ovvero un elemento audiovisivo.

Così, ma perché ovviamente quel tipo di sviluppo che ha portato all'evento che tutti ricordiamo del 28 dicembre 1895, ovvero la prima proiezione pubblica di un elemento audiovisivo, fatta effettivamente alle Fratelli Lumière, è in realtà l'ultimo passo di un processo tecnologico che ha portato l'essereumano a capire come fare a registrare un elemento video fondamentalmente e a farlo muovere più che altro perché a registrarlo in sé lo sapevamo già da tempo a farlo muovere che c'era la differenza. L'evento di cui parliamo appunto, questa prima proiezione pubblica, avviene al Café de Boulevard de Paris, un caffè, un bar e questo già ci dovrebbe dare una prima idea di come quel percorso sia estremamente lungo e complesso. Non esistevano i cinema, non esisteva alcun ambiente nel quale un essere umano potesse andare a vedere un prodotto audiovisivo, perché non c'era il prodotto audiovisivo, semplicemente.

Il Kinetoscopio di Thomas Edison

La proiezione andò anche abbastanza male. Stiamo parlando ovviamente di un video di circa un minuto e mezzo, poco più di un minuto e mezzo. Tanto che andò male che quando i fratelli uscirono dall'evento uno dei due disse all'altro: 'Il cinema non avrà futuro'. Sbagliava la grande, ovviamente. Chi si accorse per primo che questo ragionamento era erroneo fu un americano che noi conosciamo per tutt'altro motivo, che è Thomas Edison. Thomas Edison comprendeva quanto in realtà quel mezzo espressivo poteva diventare, sarebbe diventato una forza, una settima arte; lo aveva già capito alcuni anni prima, tant'è vero che nel 1889 lui inventò, brevetto, quello che chiamerà kinetoscopio. Inutile dirvi, se volete potete prendere appunti, ma tutto ciò che vi dico ve lo darò in formato PDF, tutto.

Quindi non dovrete comprare libri, io vi darò tutto quello che vi serve per arrivare all'esame. Il kinetoscopio era l'antesignano della macchina da presa, della nostra cinepresa odierna, ovviamente non immaginatela come qualcosa di moderno. Era un macchinario enorme e poco funzionale ma da questo punto di vista ha fatto il suo.

L'Acquisizione del Suono: Primi Esperimenti

Distinguiamo però molto pesantemente l'acquisizione del video dal fatto di metterlo insieme col sonoro. Sono due percorsi diversi e che hanno richiesto tempi diversi e problematiche tecniche diverse. L'essere umano non ci prova da ieri a registrare il sonoro. Uno dei primi esperimenti di acquisizione del sonoro è del 1861. La macchina che vedete qui dietro è stata inventata da, non lo possiamo più chiamare ingegnere perché nel 1600 non è che possiamo parlare di ingegneria, un inventore.

Inglese, Robert Hooke, il quale si accorge di una cosa molto semplice. Se ioparlo verso un oggetto e questo oggetto è sufficientemente morbido, mobile, io posso metterlo in movimento. Posso cioè scrivere visivamente quella che noi oggi chiamiamo forma d'onda. Quindi con questo macchinario, legname, nupoke fir, e il nero fumo, cioè in parole povere la polvere di carbone, lui scopre che può trascrivere una forma d'onda parlando in un imbuto, con una puntina simile a quella dei giradischi moderni, per intenderci. Chiaramente stiamo parlando di un esperimento che ha avuto un riscontro di poco e niente, perché fondamentalmente sì, la puoi vedere quella forma d'onda, ma non ci puoi fare niente. Non la puoi conservare, non la puoi riprodurre, non ci puoi fare una mazza. Però, tecnicamente, lui dimostra che è fattibile. Il primo passo.

Il Fonautografo di Scott de Martinville

Il secondo passo, cioè quello che ci permette finalmente di far diventare quel sistema, fra virgolette, utile, lo fa quest'altro inventore. Nel 1857, quindi sono passati quasi due secoli, lui si chiama Edward Leonhard Scott de Martinville, il quale finalmente risolve quel problema che era tecnologicamente impossibile risolvere nel 1600 e cioè trovare un supporto fisico resistente, cioè che potesse essere conservato. Lui non solo ci riesce, ma noi oggi possiamo ascoltare quello che lui ha registrato. Vediamo un po'. Dove stai? No, qui no, qui no. L'altro blu? Master c'è? Non c'è. Ok. Dove stai? Ah, ok, perché non lo porta tutta dall'HDMI. Questo.

Ecco, risentiamolo da capo. O meglio, risentiamolo perché non abbiamo sentito niente.

Questa è la prima registrazione che un essere umano fa di un evento sonoro. È una bambina che canta. C'erano fantasie, però sì, è la figlia di Leon Scott de Martinville che canta. Il supporto era sufficientemente stabile da permetterci di riprodurlo oggi, per quanto faccia cagare, ma funziona. In realtà pare che fosse un disco di ottone e lui aveva trovato il modo di far rimanere quell'incisione sufficientemente profonda da rimanere stabile su quel disco di ottone. No, lui in realtà non gli dà un nome, è un'evoluzione, all'epoca veniva chiamata Fonautografo, che poi ovviamente sarà il nome che Edison utilizzerà per la sua macchina, ma qui stiamo parlando ancora di puramente un'idea sperimentativa, non c'era alcuna intenzione di farlo diventare un brevetto o qualche cosa di utilizzabile, ci vuole un americano per fare questecose.

Il Fonografo di Edison

Poi c'è Facehord, in parole povere. Edison proprio dall'idea di Leon Scott de Martinville migliora la macchina di Martinville e crea il suo fonografo lo fa diventare una macchina vendibile e registra questo nel 1877.

Questa è proprio la voce di Edison. Molto più chiaro, ovviamente ha migliorato quella macchina, l'ha fatta diventare, l'incisione diventa più stabile, il supporto molto più facilmente riproducibile, è lui che canta Mary and the Little Lamb, Mary ha un agnellino, una filastrocca, è proprio la sua voce. Da lì potremmo immaginare un veloce passaggio all'unione del visivo con il sonoro. Sbagliato. Ci vorrà ancora una vita perché questa cosa funzioni realmente. Quello che però Edison comprende è effettivamente la forza economica di una situazione di questo genere. E infatti da buon americano crea la Edison Company e crea insieme a un ingegnere, questa volta un ingegnere con le palle quadrate, che si chiamava Dixon, La prima macchina vendibile, ovvero noi fino a, forse voi manco vi ricordate, ma noi avevamo al bar, mettevamo la monetina e sentivamo le canzoni.

Il Kinetofono e la Sincronia Audio-Video

All'epoca loro lui mise insieme due dei suoi brevetti, il kinetoscopio che aveva già fatto in precedenza e il fonautografo, creò una macchina unificata che chiamò kinetofono. Era una macchina da bar. Ci mettevi la monetina, guardavi in un visore, ti mettevi un tubo all'orecchio e vedevi dei video. A pagamento. I video duravano anch'essi 60 secondi, 90 secondi, nel migliore delle ipotesi due minuti. E il motivo era un problema tecnico, non risolto e che si risolverà diversi decenni dopo, e cioè la sincronia audio-video. La sincronia audio-video, mettere insieme cioè due supporti separati, uno visivo e uno uditivo, non è un elemento così semplice come qualcuno può pensare. Lungo la riproduzione tendono a perdersi e quindi non mantengono quello che noi chiamiamo oggi il sync.

Il Cinema Muto: Una Realtà Sonora

Il cinema muto, fondamentalmente. Che lo chiamiamo così, ma che muto non era affatto. Anzi, in realtà, tanto per cominciare, dovete immaginare che queste proiezioni, soprattutto all'inizio, non avvenivano in luoghi adatti alla visione. Erano bar, erano locali. Solo secondariamente si comincerà a utilizzare dei vecchi teatri, per esempio, a riadattare dei vecchi teatri per questo tipo di visioni. E dovete immaginare questi luoghi che erano nati per il musicale, per le opere, fondamentalmente. C'era la buca, no? Cioè dove simettono i musicisti per suonare. E quella buca veniva ancora utilizzata durante i film muti, perché le musiche erano fatte dal vivo. C'era l'orchestra che suonava. Non c'erano le musiche come nei nostri film, la musica veniva fatta dal vero. Altro, c'erano i rumoristi, erano presenti sul palco.

I rumori di alcuni eventi visivi venivano fatti dal vero, da dei rumoristi, quelli che noi oggi chiamiamo rumoristi. Ancora, alcuni attori erano doppiati in tempo reale, cioè c'erano persone dietro allo schermo che dicevano alcune delle frasi. Non presenti nelle interlinee. Cioè, le interlinee erano quei sottotitoli che voi vedete nei film muti che spiegano cosa sta accadendo. Alcune battute venivano recitate da dei doppiatori dietro lo schermo. Quindi, chiamarlo muto è improprio. E poi dobbiamo immaginare un luogo in cui la gente era andata, soprattutto all'inizio, per altro, a mangiare, a bere.

Partecipavano molto attivamente a ciò che vedevano. Ridevano, si incazzavano, li prendevano a male parole. C'era una partecipazione, diciamo, che noi oggi non possiamo immaginare. Noi paghiamo il biglietto, stiamo zitti, tutto al più mangiamo i pop-corn. Là no.

Era una forma partecipativa molto più attiva di come la immaginiamo. Di come la possiamo immaginare, quindi chiamarlo muto è abbastanza improprio.

Il Cantante di Jazz e la Svolta del Sonoro

Esiste un evento filmico che viene considerato spartiacque rispetto a ecco questo era il kinetofono, la macchinetta dove tu ventivi e ti vedevi i video e li trovavi nei bar 6 ottobre 1927, una casa di produzione che all'epoca era disperata, stava per chiudere, la Universal, decide di provare l'ultima spiaggia, creare un film che avesse anche il sonoro, direttamente stampato all'interno. E crea questo film di Alan Crossland che si chiama Il cantante di jazz. È un lungometraggio, un film che dura un paio d'ore, di cui ci sono forse 15 minuti di parlato, il resto è tutta musica. Ma non è il primo film sonoro, non è vero, non è così.

È il primo lungometraggio correttamente sincronizzato. Quindi, in parole povere, la Warner Bros, scusatemi, non la Universal, la Warner Bros ci mette un anno di tempo e tutte le sue ultime risorse per risolvere il problema della sincronia. E ci riesce. Fu la svolta. Perché il pubblico gli piace. Al pubblico piace. Quel tipo di spettacolo piace. Piace talmente tanto che cominciano a preferire quel tipo di cinema al cinema muto. E qui c'è la guerra. Non dovete

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