Documento di Università su Storia Medievale. Il Pdf, adatto per lo studio universitario di Storia, riassume gli eventi chiave della storia medievale, con un focus sui Normanni e le Crociate, descrivendo le loro conquiste e i rapporti con il Papato e l'Impero.
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La presenza normanna nel Mediterraneo è graduale: giungono piccoli gruppi di mercenari che si inseriscono nel composito quadro politico e militare del sud Italia (leggenda: nel 1016 un gruppo di Normanni di ritorno dalla Terrasanta è assediato a Salerno dai Saraceni; giungono in forze gruppi militari normanni per liberarli). Dalla Normandia provengono i primi cavalieri, appartenenti a rami cadetti di grandi famiglie feudali in cerca di ricchezze e di terre.
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ROBERTO GUISCARDO INCORONATO DUCA DA NICCOLÒ II (ILL. DALLA NUOVA CRONICA DI GIOVANNI VILLANI) phtemp Ego Robertus Dei gratia et sancti Petri dux Apulie et Calabrie et utroque subveniente futurus Sicilie, ab hac hora et deinceps ero fidelis sancte Romane ecclesie et apostolice sedi et tibi domino meo Nicholao pape (Le Liber censuum de l'Église Romaine, edd. P. Fabre, L. Duchesne, I, Paris 1889, CLXIII, p. 422)
Nel 1098 con al bolla di Urbano II si conferiva il controllo amministrativo delle diocesi siciliane a Ruggero I (ma si tratta di un compromesso e di una concessione dello status di legato papale al solo Granconte). Ruggero I aveva cercato l'appoggio della chiesa bizantina di Sicilia in questa fase di riconquista dell'isola.
Alla morte senza eredi del duca di Puglia e di Calabria Guglielmo (1127), Ruggero, conte di Sicilia, succeduto al padre Ruggero il Granconte, estende il suo potere sull'Italia meridionale. Il papa Onorio II si oppone a Ruggero (e lo scomunica), cercando di limitare la formazione di un suo dominio egemone sulle regioni meridionali della penisola. Alla fine Onorio II cede e nel 1128 concede l'investitura a Ruggero del Ducato di Puglia, Calabria e Sicilia. Ruggero in seguito si schiera a favore dell'antipapa Anacleto II, da cui ottiene il titolo di re di Sicilia (regnum esistito sino al 1816) nel 1130 (bolla di Anacleto II emanata a Benevento, città che diventa un'enclave pontificia all'interno del regnum Siciliae). Scontro con l'imperatore Lotario II di Supplimburgo, Pisa, Genova e il basileus Giovanni II Comneno che dura nove anni e dopo la vittoria di Galluccio (vicino il Garigliano), complice la ritirata dell'imperatore, Ruggero II vede definitivamente confermato il suo titolo regale.
r. 0 TABULA ROGERIANA DI AL IDRISI (PLANISFERO PER RUGGERO II, 1154)
I Bizantini, già con il basileus Alessio I Comneno (1081-1118) avevano avversato il potere normanno nel sud Italia, che minava la sicurezza dei possedimenti imperiali.
Il movimento per la pace di Dio nacque nel sud della Francia (in Aquitania, intorno al 989-990), a difesa dell'ordine pubblico e soprattutto degli ecclesiastici e degli strati più deboli della società. I promotori di tale movimento furono i vescovi e, nella fase di avvio, gli abati dei grandi monasteri, in primo luogo Odilone abbate di Cluny in Borgogna. Essi avevano l'appoggio dei nobili, legittimati così ad intervenire contro i loro vassalli ribelli allo scopo di ripristinare la pace e difendere dai loro assalti gli enti ecclesiastici.
Pellegrinaggi devozionali e penitenziali verso i luoghi di culto principali (Roma, Gerusalemme, Tours ecc ... ).
Nel XII secolo si definiscono i contorni della figura del cavaliere (che si professava protettore dei deboli, inermes, difensore della verità, in perenne lotta contro coloro che venivano giudicati malvagi ed oppressori).
Miles Christi: cavaliere al servizio di Dio nella lotta per la fede, da cui deriverà in breve tempo la figura del crociato.
Bernardo di Chiaravalle, monaco cistercense (seconda crociata): Liber ad milites Templi de laude novae militiae, opera dedicata Ugo di Payns, Maestro dell'Ordine dei Templari (ordine religioso-militare nato nel 1119 a Gerusalemme, Templum Salomonis), morto nel 1136; si usa il termine "malicidio": i milites Christi non possono commettere omicidio (quinto comandamento), ma essi, secondo Bernardo, possono "uccidere il male nell'infedele" (è così giustificato il peccato di cui i crociati si rendevano colpevoli).
Bernardo criticava le violenze della cavalleria laica, alla quale contrapponeva i "monaci guerrieri" templari, legati a precisi vincoli di castità, obbedienza e povertà.