Paleopatologia: infezioni aspecifiche e tubercolosi, Appunti

Documento da Goodnotes su Paleopatologia 23/24. Il Pdf esplora la paleopatologia, le infezioni aspecifiche e la tubercolosi, analizzando cause e diffusione delle malattie infettive nella storia umana, con manifestazioni osteoarcheologiche della tubercolosi per studenti universitari di Biologia.

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PALEOPATOLOGIA 23/24
GIUFFRA
VITTORI
VALENTINA
3/06 esame
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3. LE INFEZIONI ASPECIFICHE
1. INTRODUZIONE
2. LA REAZIONE PERIOSTALE
3. EPIDEMIOLOGIA
4. OSTEOMIELITE
1.INTRODUZIONE
Le infezioni da batteri e virus, nell’era pre-antibiotico, costituivano per le popolazioni antiche
la principale causa di morte.
Nel corso della storia dell’uomo, si individuano alcuni periodi nei quali si è verificato un
aumento dell’incidenza delle malattie infettive:
Neolitico antico VO: adozione dell’AGRICOLTURA come metodo di sussistenza;
intervennero infatti alcune condizioni che favorirono la diffusione di malattie infettive già
presenti nella patocenosi umana: sedentarizzazione, promiscuità con animali da
allevamento e, non da ultimo, una maggiore densità abitativa.
Età classica e medievale: il fenomeno dell’urbanizzazione, comportando la
concentrazione di un gran numero di persone in ristrette aree abitative, ha favorito il
diffondersi di massicce epidemie infettive.
XX sec. diffusione antibiotici ha eliminato o almeno notevolmente ridotto il numero di
molte malattie infettive.
XXI sec. l’antibiotico-resistenza sviluppata a seguito di un uso spesso improprio delle
molecole costituisce una sfida per la medicina moderna per il ripresentarsi di malattie
infettive che si consideravano oramai sconfitte.
NB: le malattie infettive acute RARAMENTE lasciano tracce sullo scheletro ed è difficile
stabilirne la presenza e l’incidenza in una popolazione antica e la loro evoluzione nei secoli.
-Per fortuna, i progressi della PALEOBIOLOGIA MOLECOLARE (aDNA) e della
bioinformatica hanno permesso la ricostruzione di interi genomi di agenti patogeni antichi—>
PESTE.
Solo le malattie infettive sub-acute e croniche possono comportare un coinvolgimento a

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PALEOPATOLOGIA 23/24

VITTORI
VALENTINA
3/06 esame
GIUFFRA
Goodnotes
Made with3. LE INFEZIONI ASPECIFICHE
1.
INTRODUZIONE
2. LA REAZIONE PERIOSTALE
3.
EPIDEMIOLOGIA
4.
OSTEOMIELITE

INTRODUZIONE

Le infezioni da batteri e virus, nell'era pre-antibiotico, costituivano per le popolazioni antiche
la principale causa di morte.
Nel corso della storia dell'uomo, si individuano alcuni periodi nei quali si è verificato un
aumento dell'incidenza delle malattie infettive:

  • Neolitico antico VO: adozione dell'AGRICOLTURA come metodo di sussistenza;
    intervennero infatti alcune condizioni che favorirono la diffusione di malattie infettive già
    presenti nella patocenosi umana: sedentarizzazione, promiscuità con animali da
    allevamento e, non da ultimo, una maggiore densità abitativa.
  • Età classica e medievale: il fenomeno dell'urbanizzazione, comportando la
    concentrazione di un gran numero di persone in ristrette aree abitative, ha favorito il
    diffondersi di massicce epidemie infettive.
  • XX sec. diffusione antibiotici ha eliminato o almeno notevolmente ridotto il numero di
    molte malattie infettive.
  • XXI sec. l'antibiotico-resistenza sviluppata a seguito di un uso spesso improprio delle
    molecole costituisce una sfida per la medicina moderna per il ripresentarsi di malattie
    infettive che si consideravano oramai sconfitte.

NB: le malattie infettive acute RARAMENTE lasciano tracce sullo scheletro ed è difficile
stabilirne la presenza e l'incidenza in una popolazione antica e la loro evoluzione nei secoli.
-Per fortuna, i progressi della PALEOBIOLOGIA MOLECOLARE (aDNA) e della
bioinformatica hanno permesso la ricostruzione di interi genomi di agenti patogeni antichi->
PESTE.
Solo le malattie infettive sub-acute e croniche possono comportare un coinvolgimento a
Made with
Goodnoteslivello scheletrico.
IL CONCETTO DI INFEZIONI ASPECIFICHE in paleopatologia è legato all'impossibilità,
attraverso la sola analisi macroscopica delle lesioni, di determinare il preciso agente
patogeno causa della patologia infettiva e quindi di formulare una diagnosi precisa, spesso
risulta impossibile anche determinare la sede primaria dell'infezione.
I processi infettivi cronici sono spesso associati a fenomeni infiammatori a carico dell'osso
nelle sue diverse componenti.
Si distingue, perciò, in:

  • Periostite: quando viene coinvolta solo la parte più esterna dell'osso
  • Osteite: quando l'infezione colpisce l'osso compatto
  • Osteomielite: quando è stata raggiunta anche la cavità midollare

NB: osteite viene utilizzato spesso in senso più generico a indicare un'infiammazione
dell'osso ed è individuabile solo attraverso RX.
Periostite (reazione periostale): può essere causata da differenti stimoli:

  • processi infettivi;
  • traumi;
  • malattie tumorali;
  • malattie metaboliche.

NB: reazioni periostali sono comuni nel caso di osso in accrescimento: nell'area metafisaria
si verifica il rimodellamento osseo dovuto alla crescita, le zone di porosità sono pertanto
FISIOLOGICHE e non si devono confondere con procesis patologici.
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LA REAZIONE PERIOSTALE

In paleopatologia, per indicare una reazione del periostio con conseguente neoformazione
ossea si utilizza generalmente "periostite", MA, questo termine dovrebbe riferirsi solo a
un'infiammazione dovuta a un'infezione, mentre sono diversi gli stimoli che possono una
neoformazione ossea: tumori, traumi, ulcere emorragiche o croniche ... in questo caso
sarebbe più corretto "periostosi" come suggerisce Buikstra o "reazione periostale" che indica
appunto una reazione dell'osso a processi patologici.
Come avviene la reazione periostale?
Inizialmente, viene stimolata la formazione di osso a fibre intrecciate che poi
successivamente viene incorporato nella sottostante corticale dando origine a osso lamellare.
L'osso a fibre intrecciate ha una superficie POROSA, cosparsa da minutissime perforazioni,
l'osso appare di colore diverso da quello sottostante-> questo aspetto è dovuto a:

  • massiccia vascolarizzazione dell'area;
  • irregolare deposizione e orientamento delle fibre di collagene MINERALIZZATO.

PERCIÒ: la presenza di porosità nell'area della reazione periostale sta ad indicare una FASE
ATTIVA, mentre osso più liscio e compatto, senza porosità (osso a fibre intrecciate->Osso
lamellare) sta a indicare una fase di GUARIGIONE.

VARIANTI MORFOLOGICHE DELLA REAZIONE PERIOSTALE

  • Nel caso in cui gli strati di osso si depositino ai margini di un focolaio attivo di formazione
    ossea, che abbia provocati il sollevamento del periostio, si formano degli strati
    TRIANGOLARI che danno origine al cd "TRIANGOLO DI CODMAN"
  • Formazione di uno spesso strato di osso con superficie irregolare e presenza di lunghe e
    sottili spicole perpendicolari alla corticale sottostante.

In generale, la superficie dell'osso appare irregolare e di spessore variabile.
DIFFERENZA TRA REAZIONE PERIOSTALE E OSTEOMIELITE: nella seconda è coinvolta
la cavità midollare con presenza di involucro, cloache e lesioni.
REAZIONE PERIOSTALE PRIMARIA: entità patologica a se stante.
Made with
GoodnotesREAZIONE PERIOSTALE SECONDARIA: processo secondario a un determinato evento
patologico.
NB: in paleopatologia non sempre è possibile discernere le une dalle altre, poiché spesso
non è possibile una diagnosi certa che chiarisca l'eziologia di una lesione periostale.
Le lesioni periostali secondarie sono comunemente associate a malattie infettive; mentre le
lesioni primarie possono risultare da due principali condizioni patologiche:

  1. TRAUMI, sia acuti che cronici-> il periostio viene attivato non solo da fratture, ma anche
    da contusioni ed ematomi;
  2. INFEZIONI aspecifiche-> il periostio può reagire all'infezione da germi comuni in seguito
    a traumi localizzati o per estensione di focolai remoti.

ES: estese ulcere croniche cutanee (come quelle da stasi venosa) possono indurre una
reazione periostale ossificante, con conseguente formazione di una placca ossea che ricalca
i contorni dell'ulcera.
ES1: XIX sec. individui esposti a vapori di fosforo giallo per tempi prolungati->
presentavano massiccia reazione periostale con vistosa neoproduzione ossea a livello della
mandibola.
ES2: reazione periostale a livello della superficie viscerale delle coste, nel caso di infezioni
delle basse vie respiratorie (polmoni), per estensione diretta del focolaio attivo: in
osteoarcheologia evidenza TBC= presenza di reazione periostale sulla superficie viscerale
delle coste; ma anche le PLEURITI possono esitare in questo tipo di reazione a livello della
sup. viscerale delle coste. Nel caso in cui l'infezione sia a carico delle alte vie respiratorie, è
possibile apprezzare una reazione periostale a livello dei seni mascellari -- > sinusiti,
esposizione continuata a smog e fumi industriali o agenti patogeni di origine dentaria.
ES3: superficie endocranica-> reazione periostale in questo distratto veniva messa in
relazione a meningiti, ma è difficile immaginare una sopravvivenza all'infezione tale da
permettere la reazione periostale. Eziologia MULTIFATTORIALE.
NB: una delle localizzazioni più frequenti di reazione periostale nei resti umani antichi è
Made with
Goodnotesquella a livello della cresta tibiale. Le cause? distretto molto vicino alla superficie cutanea,
quindi più esposto a traumi diretti; le creste tibiali anteriori sono più "fredde" rispetto ad altre
aree, essendo circondate da uno strato più sottile di tessuti molli, sono scarsamente
vascolarizzate e quindi più fredde e più suscettibili ad infezioni; forza di gravità-> il flusso
sanguigno negli arti inferiori è più lento, favorendo così la colonizzazione batterica.

EPIDEMIOLOGIA

Lesioni periostali-> importante marker dello stato di salute delle popolazioni archeologiche,
in quanto incidenza di queste lesioni in serie numerose è un efficace indicatore del ruolo che
vari tipi di stress possono giocare all'interno d una popolazione,
Fattori di rischio associati a un generale declino dello stato di salute: alti livelli di densità
abitativa, elevata urbanizzazione, malnutrizione, scarsa igiene e alti tassi di malattie infettive
e parassitosi -- > alta prevalenza di reazioni periostali in contesti con queste caratteristiche.

STUDI COMPARATIVI

Stesso gruppo umano, passaggio da economia basata su caccia e raccolta a economia
basata su agricoltura semi-intensiva; gruppi umani diversi con diversi stili di vita: cacciatori/
raccoglitori e agricoltori.
In generale: aumento infezioni ossee e reazioni periostali in quei gruppi umani che siano
passati da caccia/raccolta ad agricoltura semi-intensiva o intensiva -- > distretto osseo >
colpito= tibia.
ES: sito degli Indiani del Golfo della Georgia-> 4 periodi a confronto

  1. Cacciatori-raccoglitori preistorici (prima del 1150 d.C) ->9,5% di periostiti tibiali
    (abitazioni sparse, gruppi molto mobili);
  2. Agricoltori del mais preistorici (1150-1550 d.C)-> 19,8% (grandi villaggi densamente
    abitati);
  3. Prime missioni (1607-1680 d.C.)->15, 4% (villaggi raccolti intorno alle missioni);
  4. Missioni più tarde (1686-1702 d.C)->59,3% (agricoltura intensiva del mais).

Tra 1 e 2: peggioramento delle qualità nutrizionali della dieta, con conseguente
abbassamento del livello di efficienza del sistema immunitario; 4: aumenta concentrazione di
Made with
Goodnotespopolazioni native intorno alle missioni, con diffusione più sistematica ed estesa di agenti
patogeni e introduzione di nuove patologie portate dagli Europei.

IN BASE AL SESSO

Si registra una certa eterogeneità-> in alcuni siti sono i maschi a presentare un'incidenza
più alta di lesioni rispetto alle femmine: differenza imputabile allo svolgimento da parte dei
primi di attività fisicamente più impegnative e rischiose; in altri siti sono le femmine a
presentare >incidenza di lesioni: femmine verosimilmente, per loro ruolo di cura e per
condizioni sub-ottimali di vita, più esposte ad agenti patogeni rispetto ai maschi.

ANALISI LESIONI PERIOSTALI IN COMBO CON ALTRI INDICATORI DI STRESS

ES: studio su popolazione cimiteriale non-adulti St. Mary Spital a Londra tra 1120 e 1540
circa.
Frequenza di 4 lesioni: cribra orbitalia, iperostosi porotica, ipoplasia lineare dello smalto e
neoformazione ossea periostale, per verificare il rapporto tra questi indicatori ed episodi di
carestia.
Risultati: SOLO ipoplasia dello smalto sembra mostrare un'associazione significativa con
episodi di carestia; gli altri indicatori mostrano > relazione rispetto all'età-> Iperostosi
porotica, lesioni periostali e cribra orbitalia sono maggiormente presenti in bambini di età
maggiore e negli adolescenti. Ne consegue che, sia in condizioni di carestia, che non, gli
individui più fragili morivano prima che si potessero manifestare lesioni a livello dello
scheletro; mentre loro coetanei meno fragili sopravvivevano a diversi insulti fisiologici prima di
morire in età più avanzata.

CONCETTO DI PARADOSSO OSTEOLOGICO

proposto da Wood et al. (1992), ha chiarito che il rilevamento di indicatori di stress, come ad
esempio le lesioni periostali, può indicare anche una minore fraglità e persino un buono stato
di salute! In quanto possono indicare la capacità di reagire e superare l'evento di stress o
rivelare anche una risposta immunitaria più forte.
In poche parole: cautela nell'interpretazione degli indicatori di stress come segno di fragiità,
perché possono anche indicare una resilienza dell'individuo più forte -- > gli individui più
deboli, al contrario, possono essere deceduti più velocemente soccombendo all'evento
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