Pdf dall'Università Cusano su Voci del passato, echi del futuro: tracciare le riflessioni sull'identità di genere nel corso del tempo attraverso sfide, cambiamenti e prospettive per un'avvenire di inclusione. Il Materiale, una tesi di laurea in Psicologia, analizza l'interconnessione tra sesso e genere, l'influenza degli stereotipi e il ruolo della socializzazione familiare e scolastica, proponendo strategie pedagogiche per l'inclusione.
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Questo elaborato nasce dalla volontà di analizzare la costruzione dell'identità di genere nel corso degli anni, esporre le controversie a cui è stata sottoposta per renderla "libera" andando ad esplorare le considerazioni di autori importanti per la loro epoca e la nostra; le varie domande che mi sono posta sono: cos'è l'identità di genere? Quali sono le barriere e gli ostacoli a cui, tutt'ora, è vittima l'identità? Quali potrebbero essere le eventuali soluzioni perun futuro libero ed inclusivo?
Le motivazioni che mi hanno spinta ad affrontare questo argomento, così tanto attuale (ma non del tutto) e variegato, sono date dall'interesse personale per queste tematiche a cui ha contributo anche la mia esperienza di educatrice nei servizi territoriali pomeridiani che mi hanno permesso di venire a contatto con numerose famiglie. All'intemo di quest'ultime ho potuto così osservare come i genitori promuovevano o no, lo sviluppo di determinate caratteristiche individuali, di come permanevano ancora stereotipi e pregiudizi sul ruolo della donna e dell'uomo, convinzioni trasmesse poi anche ai figli più piccoli. Queste ideologie non costruiscono soltanto l'identità del futuro ragazzo, ma anche il suo atteggiamento verso gli altri: a seconda delle definizioni che gli vengono affibbiate ed insegnate, il bambino tenderà ad agire e pensare in modo differente.
Inoltre, il fattore principale che mi ha spinto a fare una tesi sull'identità di genere è stata la nascita di mia figlia: durante la gravidanza molte persone hanno iniziato a delucidare perché un sesso sia migliore dell'altro, con i corrispondenti pro e contro. In questo periodo mi sono resa conto che queste parole dette con leggerezza ad una futura mamma e ad un futuro papà, avrebbero potuto minare la concezione del loro figlio e di conseguenza la sua identità.
La meta finale della mia tesi è quella di evidenziare come l'identità di genere abbia riscontrato barriere nel passato, nonostante molti autori abbiano portato alla luce le numerose sfaccettature del genere andando contro le mentalità dell'epoca, e barriere che sussistono anche nel presente, presentando le possibili soluzioni per una società inclusiva e rispettosa delle diversità. L'elaborato sarà suddiviso in tre capitoli, di cui nel primo si esaminerà il termine "identità di genere" utilizzato anche da autori famosi del passato e del presente, poi si andrà a distinguere la parola "sesso" dal "genere", termini spesso utilizzati erroneamente. Poi analizzerò che cosa si intende con stereotipi e pregiudizi, affiancandoli ad alcune teorie di importanti filosofi e pedagogisti, come Judith Butler, Simon de Beauvoire, Michael Kimmel. Il secondo capitolo sarà in centrato sulla socializzazione al genere, nello specifico all'interno delle due istituzioni primarie: la scuola e la famiglia che sono fondamentali per favorire lo sviluppo propositivo dell'identità e del rispetto delle diversità individuali. Andrò a concludere la mia tesi con un capitolo dedicato alla pedagogia e il suo ruolo nell'educazione alla parità di genere, alla trasmissione dei saperi e alla formazione di un buon insegnante che possa accompagnare i giovani nella libera formazione di una loro identità e rispettare le diversità che ci rendono unici.
Con il termine "identità di genere" si intende «il senso intimo, profondo e soggettivo di appartenenza alle categorie sociali e culturali "maschio/femmina", ovvero il riconoscimento soggettivo e profondo di appartenere ad un sesso e di non appartenere all'altro»1. Questo processo di identificazione inizia alla nascita e si protrae fino alla maggiore età. Robert Stoller (1968)2 teorizzò per primo il concetto di identità di genere, ritenendo che entro il primo anno e mezzo di vita i fanciulli sono già consapevoli della loro femminilità o mascolinità. Tale processo multifattoriale è il risultato di solide reciprocità tra fattori biologici, religiosi, attitudini genitoriali, educazione ricevuta e contesto socioculturale. In alcuni casi, però, l'appartenenza ai due sessi non risulta così scontata: ci posso essere delle situazioni dove l'individuo non si sente rappresentato né in una categoria, né nell'altra. Il rispetto dell'identità è fondamentale per creare ambienti inclusivi e rispettosi delle persone, indipendentemente dalla loro appartenenza. La società sta diventando sempre più consapevole della diversità e molte persone e organizzazioni stanno lavorando per promuovere l'accettazione e l'uguaglianza per tutti, indipendentemente dall'identità di genere.
Come introduce il titolo del mio primo capitolo, andrò ad analizzare alcune considerazioni degli autori più in auge degli ultimi tre secoli: già all'inizio del XVIII secolo, alcuni filosofi e pedagogisti hanno introdotto nelle loro opere il tema dell'identità di genere: Friedrich Fröbel, fondatore del movimento Kindergarten, nella sua opera "Padagogik des 1 P. VALERIO, Che cos'è l'identità di genere, conferenza «Prevenzione: informare- educare-curare», Università di napoli Federico II, ottobre 2016, p.11. 2 R. STOLLER, Sex and Gender: On the Development of Masculinity and Femininity, Science House, New York City, 1968. Kindergartens"3 ha sottolineato l'importanza dell'educazione precoce e ha sviluppato approcci pedagogici che consideravano il gioco e l'espressione creativa importanti per lo sviluppo infantile. Anche se non ha affrontato direttamente l'identità di genere, il suo approccio all'educazione potrebbe essere considerato influenzato da una visione più aperta e inclusiva dei ruoli di genere.
John Stuart Mill, fu un filosofo e sostenitore dei diritti delle donne. Nel suo saggio "La schiavitù delle donne" (The Subjection of Women), scritto nel 1869 con la moglie Harriet Taylor Mill, Mill affronta temi di emancipazione femminile e sostiene l'uguaglianza di genere4.
Maria Montessori, sebbene attiva soprattutto nel XX secolo, ha sviluppato un approccio educativo noto come il "metodo Montessori": il suo approccio all'educazione enfatizzava l'autoapprendimento e l'individualità dei bambini, senza distinzioni di genere.5 I principi fondamentali della pedagogia montessoriana promuovevano l'uguaglianza, la libertà e il rispetto per l'individualità di ciascun bambino. Montessori sosteneva che ogni bambino dovrebbe essere trattato come individuo unico, indipendentemente dal genere, e che dovrebbe avere accesso a opportunità di apprendimento che rispecchiano i propri interessi e abilità.
Nel libro "La questione femminile e il Congresso di Londra"6 del 1929, Montessori affronta la questione della condiziona della donna, della sua educazione, del suo ruolo all'interno della società: tutte queste 3 F. W. A. FRÖBEL, Padagogik des Kindergartens, Gedanken Friedrich Fröbels über das Spiel und die Spielgegenstände des Kindes, 1984. 4 J. S. MILL, The Subjection of Women, Cechia, Passerino, 2022, p. 112. 5 M. MONTESSORI, La scoperta del bambino, Garzanti, Milano, 1950. 6 M. MONTESSORI, La questione femminile e il Congresso di Londra, in "L'Italia Femminile", anno I, n. 38, 1º ottobre 1899, pp. 298-299 e n. 39, 8 ottobre 1899, pp. 306-307 tematiche vengono riassunte nel concetto di "questione femminile", ovvero a una serie di problematiche legate alla posizione sociale, all'istruzione e ai diritti delle donne. Montessori avvalorava l'idea che l'educazione potesse contribuire a emancipare le donne, consentendo loro di sviluppare appieno le proprie potenzialità e partecipare attivamente alla società, ampliando la loro autostima, l'indipendenza e l'auto-sufficienza, sfidando i ruoli di genere tradizionali. Montessori ha partecipato a questo congresso e ha presentato le sue idee sull'educazione come chiave per affrontare le questioni femminili. Ha cercato di influenzare il dibattito sul ruolo delle donne nella società e di promuovere l'idea che l'istruzione delle donne fosse essenziale per il progresso sociale e l'affermazione di una loro identità.
Charlotte Perkins Gilman, anche se attiva principalmente all'inizio del XX secolo, ha influenzato significamente con le sue idee: nel suo romanzo "L'erba cattiva" ("Herland")7 e all'interno del saggio "L'economia domestica" ("The Home: Its Work and Influence")8 Gilman esplora questioni legate al genere, all'educazione e al ruolo delle donne nella società. Un punto cruciale sulla quale si dibatté molto Gilman, era la consapevolezza che l'ambiente domestico opprimesse le donne a causa delle idee patriarcali e maschiliste su cui si fondava la società dell'epoca: per scappare da tutto ciò la donna doveva combattere per l'indipendenza economica, unica soluzione che avrebbe potuto realmente portarle alla libertà, rendendole uguali agli uomini. Gilman era favorevole alla libertà delle donne nel cercare un lavoro fuori dalle mure domestiche, presumendo che la maternità non doveva ostacolare questa possibilità.
7 C. PERKINS GILMAN, Herland (1915) NOVEL by: Charlotte Perkins Gilman. (n.p.): CreateSpace Independent Publishing Platform, 2016. 8 C. PERKINS GILMANC, The Home: Its Work and Influence, trad. "L'economia domestica", New York: McClure, Phillips, & Co., 1903.