Documento sui moti rivoluzionari dal 1820 al 1848, analizzando le cause e le conseguenze delle rivolte in Europa e nelle colonie spagnole. Il Pdf, utile per la materia Storia della Scuola superiore, tratta i principi di nazionalità e indipendenza, il ruolo delle società segrete e il Risorgimento italiano, con un focus su Giuseppe Mazzini.
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Dopo il congresso di Vienna si verificarono numerose rivolte contro la restaurazione. I moti rivoluzionari sancirono i principi di nazionalità e indipendenza dei popoli. I moti trassero ispirazione dalla rivoluzione francese. Si posero tre tendenze principale dell'opposizione dopo il 1815:
La restaurazione suscitò le prime resistenze nei domini coloniali della Spagna del Portogallo. Le iìIndie spagnole erano organizzate in quattro Vicereame i quali i capi erano inviati dalla madrepatria. Erano i credi ad avere il potere e si ribellarono al sistema spagnolo alleandosi con il Regno Unito nei traffici commerciali. I britannici finanziarono l'attività massonica. In Spagna si formarono governi autonomi pronti a battersi per la libertà.
Quando Ferdinando VII si propose di restaurare nelle colonie la propria autorità, la guerra divampò, i primi a proclamare l'indipendenza furono i coloni dell'Argentina, poi quelli del Cile. Bolívar promosse Un'insurrezione che portò alla creazione della grande Colombia e alla rivoluzione del Messico. Nel 1824 l'impero crollò e fu proclamata la Repubblica messicana.
Il Brasile era una colonia portoghese, sotto l'aspetto economico sotto le mani del Regno Unito. Il Brasile si staccò dal Portogallo. L'alto Perù si rese indipendente con la creazione della Repubblica di Bolivia nel 1825.
Gli USA e il Regno Unito si schieravano a favore delle nuove repubbliche per interessi economici; decidendo quindi di proteggerle. Gli USA miravano ad avere un ruolo preminente, ma l'idea di confederazione con il centro e sud america fallì.
I moti rivoluzionari di inizio ottocento che dilagarono in Spagna, Italia, Grecia e Portogallo furono portati avanti da società segrete come:
Ma la scarsa coordinazione e coinvolgimento popolare furono l'origine del fallimento.
I primi moti rivoluzionari si verificarono in Spagna nel 1813 fu abolita la costituzione di Cadice e le società e i ceti si ribellarono. Il 1 gennaio del 1820 si formò una giunta militare e rivoluzionaria, Ferdinando VII fu costretto a riconcedere la carta di Cadice.La santa alleanza nel 1823 si affianca alla Francia per restaurare l'assolutismo in Spagna. Nel regno delle due Sicilie nel 1820 nasce la società segreta della carboneria. A Napoli ci furono molte adesioni e il re Ferdinando I fu costretto a promulgare la costituzione spagnola e si formò un governo liberale moderato. Palermo nel 1820 rivendicò la sua autonomia e Napoli inviò l'esercito per restaurare l'ordine. Gli austriaci convinsero le potenze della Santa alleanza ad intervenire, a Rieti le truppe di Pepe furono battute e così cadde il governo costituzionale spagnolo a Napoli, dove gli austriaci rimasero fino al 1827.
Le varie società segrete, cercarono di coordinarsi; nel regno di Sardegna si distinsero i federati che speravano nell'espansione dei Savoia, per costruire un regno dell'Italia settentrionale indipendente da potenze straniere. Nel 1821 scoppiò il moto liberale in Piemonte, dove gli insorti reclamavano la costituzione di Cadice e contavano sull'appoggio di Carlo Alberto di Savoia Carignano. Vittorio Emanuele I abdicò e il trono passò nelle mani di Carlo Alberto, che concesse la costituzione, ma gli astri si insorsero e occuparono Piemonte fino al 1823.
L'impero ottomano si stava disgregando e nasce un sentimento nazionale. Il movimento per indipendenza prende un carattere nazionale popolare. A guidare il movimento fu la filiki Eteria un'associazione segreta creata nel 1814, in contatto con la Russia. L'insurrezione iniziò nel 1821 organizzando una rivolta nell'area danubiana confidando nel sostegno militare russo che però non arrivò. La reazione dell'impero romano fu molto feroce. Fu proclamata l'indipendenza della Grecia nonostante le difficoltà e fu costruito un governo provvisorio che vedeva due fazioni: quella aristocratica e quella federalista. Dalla parte dei greci si schierò l'opinione pubblica europea liberale e romantica. Si formarono comitati filellenici, e furono inviati ai padroni greci soccorsi incoraggiamenti. Tra il 18241825 l'impero ottomano riacquista Creta e lo Zar si schierò con gli insorti. Con il trattato di Londra fu riconosciuto lo Stato autonomo greco nel 1827. La pace di Adrianopoli, concesse il passaggio della Russia negli stretti e l'autonomia dei principati di Serbia, Moldavia e Valacchia. Nel 1832 la Grecia divenne una monarchia costituzionale retta da un sovrano straniero e cattolico accrescendo così l'affluenza russa.
Nella Russia zarista nonostante l'arretratezza e il dispotismo, sorgono delle società segrete di ispirazione illuministica: la società del Nord e la società del Sud, entrambe puntavano ad abolire la schiavitù e abbatte l'autocrazia della dinastia dei Romanow. La rete cospirativa si è estesa all'esercito e questo fu definito moto decabrista, che rappresentò il primo atto dell'opposizione dell'assolutismo zarista.
La seconda ondata rivoluzionaria degli anni 30 in Francia vede coinvolto il ceto medio. Il sovrano concesse la costituzione detta carta ottriata. Questa costituzione prevedeva la creazione di un parlamento e veniva mantenuta una parte della legislazione civile penale dell'età napoleonica. Al re Luigi XVIII successe Carlo X che promosse il ritorno dell'assolutismo. I moti criticavano la politica del re, che per distrarre l'opinione pubblica tentò una spedizione in Algeria. Le elezioni consegnarono la maggioranza alle forze liberali e dopo la maggioranza liberale il re tentò un colpo di Stato il 26 luglio del 1830. A Parigi dopo queste leggi reazionarie insorsero anche le masse popolari e fu dichiarata decaduta la dinastia borbonica e Carlo X fuggì nel Regno Unito. Fu proprio la massiccia partecipazione popolare a determinare il trionfo della rivoluzione di luglio. La borghesia e i liberali guidavano una rivoluzione proclamarono il re dei francesi Luigi Filippo d'Orleans. La prima iniziativa del nuovo re fu la revisione della carta costituzionale che assumeva criteri liberali. La revisione della carta costituzionale fu votata dal parlamento, i francesi non erano più sudditi, ma cittadini. La nuova costituzione completava: l'allargamento del corpo elettorale, il riconoscimento del cattolicesimo come religione della maggioranza, il ripristino della guardia nazionale (affidato a La Fayette). La carta sancì il trionfo del liberismo moderato, espresso dalla formula di monarchia borghese. Si adotto il tricolore rivoluzionario e si affermò il principio di sovranità popolare.
La rivoluzione di luglio ebbe vaste ripercussioni. In Belgio insorsero i cattolici e i liberali, contro la dinastia degli Orange Nassau. Il Belgio fu dichiarato un nuovo Stato neutrale da una conferenza internazionale a Londra. Il trono fu affidato a un tedesco che adottò una costituzione liberale. Nasce la rivoluzione nel novembre del 1830 in Polonia. Varsavia cade nel settembre del 1831 sotto lo Zar russo. Le confederazioni tedesche dovettero concedere la costituzione. Nel 1834 ci fu una nuova iniziativa della Prussia con un'area di libero scambio, che facilita la circolazione delle merci e rafforzava la coscienza nazionale unitaria delle popolazioni germaniche. Nel 1831 l'insurrezione attaccò anche altri ducati italiani, che cercavano fiducia sul Duca D'Este e sulle ambizioni del Regno d'Italia del centro-nord. La rivolta dilagò e il Duca D'Este fuggì e le truppe austriache sconfissero gli insorti, i principi restaurati usarono la forza contro i responsabili delle rivolte.
Nel Regno Unito le rivolte non sfociarono in moti rivoluzionari, grazie alla politica liberale e furono introdotte alcune riforme tra il 1822 e il 1830.
I Troies furono sostituiti dai Winghs che formarono un sistema elettorale con il Great Reform Act nel 1832:
La riforma elettorale fece nascere due partiti:
I governi britannici abolirono la schiavitù nelle colonie, fu attuata una normativa a tutela del lavoro minorile. Nel 1835 fu allargato il suffragio a tutti fuorché i nullatenenti, ci fu la riforma dei dazi, che liberalizzò il commercio e la giornata lavorativa fu ridotta a 10 ore e 30 minuti.
Tra il 1846 e il 1848 l'Europa attraversata da una forte crisi economica, che vede l'Irlanda in carestia. Il calo della domanda, porta alla disoccupazione. Le masse popolari insorsero nelle piazze, mostrando l'insofferenza verso le politiche della restaurazione. Le rivolte si trasformarono in guerre di indipendenza, che portarono:
Lo sviluppo industriale francese provocò crescenti contrasti, che Luigi Filippo non fu capace di mediare. Data la crisi ci furono numerosi scioperi che diedero vita a sconti sommosse. L'inquietudine sociale portò alla diffusione di idee socialiste che si manifestò anche nelle campagne. A scatenare la rivolta non furono i ceti popolari, ma l'alta borghesia, che era stata colpita dalle misure restrittive adottate dal governo, per risanare il deficit statale. La rottura della maggioranza parlamentare, che si espresse con scioperi e campagne di banchetti. La proclamazione di un banchetto nel 1848 spinse una manifestazione molto violenta. Democratici e socialisti, la piccola e medio borghesia, si trovavano uniti nelle stesse rivendicazioni.