Documento sul monitoraggio in Terapia Intensiva. Il Pdf approfondisce il monitoraggio in terapia intensiva, esaminando parametri emodinamici, criteri di morte cerebrale e gestione del danno renale acuto, utile per studenti universitari.
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Il monitoraggio in terapia intensiva si esegue attraverso una serie di step, che vanno dalla semplice osservazione del paziente, alla rilevazione dei PV, alla messa in atto di indagini diagnostiche non invasive ed invasive.
I metodi non invasivi (quindi con minor complicanze) sono: Analisi del contorno del polso, sistema che richiede l'utilizzo di un catetere arterioso per la misurazione continua della pressione arteriosa (radiale). La misurazione dell'area attesa alla curva sistolica dell'onda della PA se divisa per l'impedenza aortica (impendenza è la resistenza che l'organismo oppone al passaggio di una corrente elettrica) determina lo stroke volume. Questa è una misurazione continua della stroke volume. Sistema PICCO, metodo mini invasivo che comprende l'analisi del contorno del polso (con utilizzo di catetere arterioso in zona radiale per la rilevazione in continuo della pressione arteriosa e la termodiluizione a freddo detta transpolmonare, per l'iniezione di un bolo di SF freddo e determina una differenza di temperatura analizzata dal termistore nella parte distale del cvc e si analizza l'area attesa all'onda. Si usa come calibrazione del sistema, questa permette di determinare il volume di acqua extrapolmonare < 6 ml/kg, e permette anche di determinare gli indici di precario in termini di volume ematico intratoracico e volume telediastolico globale. inspirazione Metodo PRAM, monitoraggio che utilizza un catetere arterioso in zona radiale, a differenza del sistema PiCCO è continuo e non ha bisogno di calibrazione, non necessita dell'utilizzo di dati del pz come sesso, età, altezza e peso e valuta la CO tramite l'analisi della curva sottesa alla PA. Metodo LiDCO, metodo uguale al sistema PiCCO ma utilizza un bolo di litio per la diluizione transpolmonare. Ecografia trans-esofagea: si inserisce un catetere di 6 mm che viene fatto passare in esofago attraverso la nasofaringe e posizionato dietro il cuore. Una sonda doppler alla sua estremità consente il monitoraggio continuo della gittata cardiaca e del volume di eiezione. A differenza del catetere arterioso polmonare invasivo, il monitoraggio doppler transesofageo non causa pneumotorace, aritmie o infezioni. Il monitoraggio doppler transesofageo potrebbe in realtà essere più accurato del catetere arterioso polmonare nei pazienti con lesioni cardiache valvolari, difetti settali, aritmie, o ipertensione polmonare. Tuttavia, può perdere il suo tracciato a causa di un lieve cambiamento di posizione e determinare letture ridotte e inaccurate. Ecografia trans-cranica
Il danno renale acuto è definito come un calo drastico nell'arco delle 48h clinicamente significativo della funzione renale. Criteri diagnostici: Incremento della creatinina sierica >0,3 mg/dl nell'arco delle 48h Incremento della creatinina sierica >50% nell'arco delle 48h
Sono dei metodi artificiali di eliminazione dei soluti. Ci sono varie metodiche, tra cui l'emodialisi e l'emofiltrazione.