Cos'è il Cinema: linguaggio filmico, origini e composizione del film

Documento da Università su Cos'è il Cinema. Il Pdf esplora il linguaggio filmico, le fasi di composizione del film e la focalizzazione narrativa, con un focus sulle origini del cinema e i suoi padri fondatori, i fratelli Lumière e Méliès.

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63 pagine

COS’È IL CINEMA
Il cinema è un linguaggio con le sue regole e le sue tecniche
espressive à è l'insieme dei film.
Il film è un “testo trascritto" (impressionato) su pellicola / digitale.
Intendiamo per "testo" un qualsiasi mezzo comunicativo di senso
compiuto.
Mentre l’immagine fotografica è data da un solo scatto in un dato
istante, l’immagine cinematografica si forma dalla successione di
istanti (24 scatti al secondo).
François Truffaut definì il Cinema come “La vita ripresa a ventiquattro
fotogrammi per secondo.”
Mediante il film è dunque possibile "trascrivere il fluire del tempo",
sia esso reale che ricomposto.
Dallanalisi del linguaggio filmico, tutto il cinema è una trascrizione
soggettiva, in modo audiovisivo, del pensiero di chi manovra la
macchina da presa.
La mdp trascrive in maniera visivo-auditiva le idee di chi la manovra,
collocandola in un certo modo, e inquadrando quello che ritiene
opportuno riprendere, per esprimere il suo pensiero.
Anche quelli che chiamiamo cinema verità - candid camera - cronaca
televisiva, non sono una realtà oggettiva, ma il modo di vedere la
realtà di coloro che l'hanno trascritta in pellicola.
IL LINGUAGGIO DEL CINEMA
II film è composto di fotogrammi e inquadrature: il fotogramma è
equiparabile alla singola fotografia e l'inquadratura è ogni sequenza
di fotogrammi impressionati in un’unica ripresa.
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Per scrittura cinematografica è da intendersi l'insieme articolato di
elementi visivi e auditivi che compongono un qualsiasi testo filmico.
Alla base dell’espressione filmica stanno:
1) la limitazione spaziale del quadro ripreso e proiettato
(obbliga gli occhi dello spettatore a una limitazione del proprio
campo visivo in modo da concentrarlo su ciò che interessa
all'autore del fil)
2) la distanza variabile e l'angolazione dell'oggetto
dell'inquadratura (Lo stesso oggetto/soggetto da un'angolazione
può esprimere un concetto diverso che da un'altra)
3) l’illuminazione (non è quasi mai fine a stessa ma dà forma
plastica al pensiero e al sentire dell’autore)
4) la colonna sonora: parlato, suoni, rumori
5) l'abolizione della continuità spazio / temporale
La specificità dell'arte cinematografica sta nella CONTINUITÀ di spazio
- tempo - ritmo
Fotogramma: È l’unità minima del linguaggio audiovisivo
Inquadratura: l'insieme di fotogrammi registrati in una unica ripresa
Scena: Un gruppo d’inquadrature che costruiscono un insieme di
azioni ben definite in un'unità di tempo e di spazio del film.
Sequenza: L'insieme di più scene legate da una unità di azione e di
contenuto. può essere paragonata al periodo del discorso di una
lingua.
Film: testo composto attraverso la successione di sequenze.
FASI DI COMPOSIZIONE DEL FILM
Dall'idea si arriva alla composizione dell'audiovisivo, percorrendo le
seguenti fasi:
1. fase letteraria (stesura della sceneggiatura)
2. fase esecutiva delle riprese (creazione delle inquadrature)

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Anteprima

Cos'è il Cinema

  • Il cinema è un linguaggio con le sue regole e le sue tecniche espressive > è l'insieme dei film.
  • Il film è un "testo trascritto" (impressionato) su pellicola / digitale. Intendiamo per "testo" un qualsiasi mezzo comunicativo di senso compiuto.
  • Mentre l'immagine fotografica è data da un solo scatto in un dato istante, l'immagine cinematografica si forma dalla successione di istanti (24 scatti al secondo).
  • François Truffaut definì il Cinema come "La vita ripresa a ventiquattro fotogrammi per secondo."
  • Mediante il film è dunque possibile "trascrivere il fluire del tempo", sia esso reale che ricomposto.
  • Dall'analisi del linguaggio filmico, tutto il cinema è una trascrizione soggettiva, in modo audiovisivo, del pensiero di chi manovra la macchina da presa.
  • La mdp trascrive in maniera visivo-auditiva le idee di chi la manovra, collocandola in un certo modo, e inquadrando quello che ritiene opportuno riprendere, per esprimere il suo pensiero.

. Anche quelli che chiamiamo cinema verità - candid camera - cronaca televisiva, non sono una realtà oggettiva, ma il modo di vedere la realtà di coloro che l'hanno trascritta in pellicola.

Il Linguaggio del Cinema

  • Il film è composto di fotogrammi e inquadrature: il fotogramma è equiparabile alla singola fotografia e l'inquadratura è ogni sequenza di fotogrammi impressionati in un'unica ripresa.
  • Per scrittura cinematografica è da intendersi l'insieme articolato di elementi visivi e auditivi che compongono un qualsiasi testo filmico.
  • Alla base dell'espressione filmica stanno:
    • 1) la limitazione spaziale del quadro ripreso e proiettato (obbliga gli occhi dello spettatore a una limitazione del proprio campo visivo in modo da concentrarlo su ciò che interessa all'autore del fil)
  • 2) la distanza variabile e l'angolazione dell'oggetto dell'inquadratura (Lo stesso oggetto/soggetto da un'angolazione può esprimere un concetto diverso che da un'altra)
  • 3) l'illuminazione (non è quasi mai fine a sé stessa ma dà forma plastica al pensiero e al sentire dell'autore)
  • 4) la colonna sonora: parlato, suoni, rumori
  • 5) l'abolizione della continuità spazio / temporale
  • La specificità dell'arte cinematografica sta nella CONTINUITÀ di spazio - tempo - ritmo
  • Fotogramma: È l'unità minima del linguaggio audiovisivo
  • Inquadratura: l'insieme di fotogrammi registrati in una unica ripresa
  • Scena: Un gruppo d'inquadrature che costruiscono un insieme di azioni ben definite in un'unità di tempo e di spazio del film.
  • Sequenza: L'insieme di più scene legate da una unità di azione e di contenuto. può essere paragonata al periodo del discorso di una lingua.
  • Film: testo composto attraverso la successione di sequenze.

Fasi di Composizione del Film

  • Dall'idea si arriva alla composizione dell'audiovisivo, percorrendo le seguenti fasi:
  1. fase letteraria (stesura della sceneggiatura)
  2. fase esecutiva delle riprese (creazione delle inquadrature)

23. fase di edizione dell'audiovisivo (detta anche impropriamente di post-produzione, produzione dopo la ripresa)

Movimenti di Macchina

  • I movimenti della mdp si eseguono o con la macchina montata su cavalletto o su teste panoramiche, carrelli o attrezzature semoventi, oppure con la mdp a spalla.
  • Panoramica orizzontale -> È analoga al movimento dell'osservatore che stando fermo si guarda intorno ruotando il suo corpo a destra (panoramica verso destra) o a sinistra (panoramica verso sinistra).
  • Panoramica verticale -> È analoga al movimento dell'osservatore che alza o abbassa la testa, guardando su o giù, stando fermo sul suo corpo.
  • Carrellata orizzontale -> È analoga alla vista si un osservatore che, stando fermo su di un carrello, è trasportato da questo.
  • Carrellata verticale > È analoga alla vista si un osservatore che sale o scende con un ascensore con pareti trasparenti posto su una vista di un paesaggio.
  • Carrellata ottica "zoom" > Si esegue variando l'ingrandimento dato all'immagine dell'obiettivo durante la ripresa con macchina ferma.
  • Dolly o gru > la mdp è posta all'estremità di un braccio mobile, sostenuto da una piattaforma munita di ruote, in modo tale che allo spostamento lungo il piano, reso possibile dalla piattaforma, si può associare anche quello in verticale e in orizzontale effettuato muovendo il braccio. Di fatto con questo tipo di supporto si riesce a passare da un'inquadratura molto ravvicinata, come quella di un dettaglio, a un campo lunghissimo.
  • Ripresa a mano: la mdp è in spalla a un operatore, in modo da seguirne gli stessi movimenti. Se l'operatore si muove velocemente, le immagini risulteranno mosse e traballanti.

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  • Steadycam: come nella ripresa a mano, la mdp è disposta sul corpo - ma proprio per evitare i sobbalzi tipici della ripresa a mano - viene fissata al corpo con un'intelaiatura, ammortizzata.
  • Skycam: Si realizzava (prima dei droni) per le riprese aeree. Si agganciava la macchina a un cavo di acciaio e comandandola a distanza (monitor) attraverso impulsi elettronici.

Campi

  • Il campo > la quantità di spazio mostrata dall'inquadratura.
  • Il campo è usato spesso per costruire forti effetti drammatici e se ne intuisce la presenza e la natura per mezzo delle espressioni dei personaggi o dei movimenti di macchina.
  • Lunghissimo: quando abbraccia, nelle riprese degli esterni, un grandissimo spazio e offre una visione di insieme del luogo, sicché le figure umane o non sono presenti o appaiono a notevole distanza, distinguendosi a malapena.
  • Lungo: quando negli esterni la figura umana resta di dimensioni limitate;
  • Medio: quando la figura, pur avendo maggior rilievo, non arriva a toccare con testa e piedi i margini superiore e inferiore del quadro;
  • Il campo è totale, quando si riporta la totalità di un interno con tutti i personaggi che vi agiscono (p.es. il totale di una piazza o di uno studio)
  • fuori campo è tutto ciò che, escluso dal campo, ma si intuisce tuttavia essere presente nei 6 luoghi intorno al campo e cioè: ai quattro lati del campo, dietro la scenografia, dietro la cinepresa.
  • Campo/controcampo: tecnica della ripresa e del montaggio consistente nel far seguire a un'inquadratura un'altra analoga, ma presa dall'angolo opposto. È usata spesso nella ripresa di un dialogo, di un duello, ecc. per contrapporre un personaggio all'altro.
  • Nella realtà ognuno di noi ha una visione limitata dello spazio in cui si trova: vede secondo il campo visivo dei suoi occhi. I suoni percepiti,

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invece, ci provengono da ogni direzione, anche se le loro sorgenti sono escluse dal nostro sguardo, purché ci siano relativamente vicine.

  • Nella finzione filmica, per la ragione sopra accennata, i suoni uditi possono provenire anche da fonti sonore che non sono in campo, ma supposti nel fuori campo.

Colonna Sonora

  • Vi sono almeno tre tracce (o colonne) che formano la colonna sonora:

1) La colonna del parlato contiene i dialoghi, le voci fuori campo, tutto ciò che attiene alla voce. Durante l'esecuzione del montaggio si possono sfruttare più track, anzi normalmente se ne adoperano almeno due, una per ciascun "dialogante".

2) La traccia degli effetti sonori sono tutti quei rumori realizzati in presa diretta o aggiunti in post-produzione.

3) La colonna della musica, che costituisce un commento al film, è generalmente eseguita espressamente, prima, durante o dopo la sua realizzazione. Ci possono essere musiche eseguite "in scena", cioè eseguire sul set, durante la ripresa.

  • Sonoro ON (oppure IN): se le emittenti sonore sono effettivamente inquadrate nel campo di ripresa.
  • Sonoro OFF: se si suppone che le fonti sonore siano poste nel fuori-campo.
  • Sonoro OVER: se la provenienza di parlato, suoni, rumori, non può ritenersi proveniente da alcuno spazio fisico in campo o fuori campo, supposto reale, ma dal pensiero di persone inquadrate o no, oppure da voci narranti fuori campo (voice over). Si definiscono anche OVER le musiche non provenienti da fonti sonore, però presenti nel film (musiche di accompagnamento).
  • Per fuori campo si intende una qualsiasi battuta o commento che avviene fuori dalla portata visiva della mdp: può essere anche una battuta recitata mentre inquadrano il personaggio che la sta ad ascoltare (piano di ascolto). Quest'ultimo caso è frequentissimo > la

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maggior parte delle battute sono recitate a cavallo tra una inquadratura e l'altra, se non addirittura su un piano d'ascolto.

  • La colonna sonora, ma soprattutto la colonna del parlato, può essere realizzata in presa diretta o doppiata.

. Negli Stati Uniti i film si girano, normalmente, in presa diretta; ciò vuol dire che mentre si eseguono le riprese delle immagini, si riprendono anche i rumori meno impegnativi (passi, ecc.) e i dialoghi. Questa pratica si è diffusa anche in Europa ed ormai è pratica comune realizzare un film in presa diretta.

  • Tuttavia, in alcuni casi (p.e. quando un film prevede l'impiego d'attori non professionisti) è possibile girare un film prevedendo un doppiaggio finale.

Piani

. Il Piano è una inquadratura in cui predomina l'elemento umano. I piani sono di diverso tipo:

  • Primissimo piano, quando compare solo il volto dell'attore o un oggetto molto ravvicinato;
  • Primo piano, quando appare il volto e una parte del busto dell'attore
  • Mezza figura, quando l'attore è ripreso dalla cintola in su.
  • Figura intera, quando l'attore tocca i margini superiore e inferiore del quadro;
  • Piano americano, quando la figura è ripresa dalle ginocchia in su (tipica nei duelli dei film western);
  • Particolare, quando appare solo un particolare del corpo umano
  • Dettaglio, quando compare solo un particolare di un oggetto o di un animale.
  • Il «piano sequenza» è un'unica inquadratura che segue il soggetto in modo uniforme, senza tagli o stacchi di ripresa: in tal modo si evita il montaggio in moviola. Tempo cinematografico e tempo reale coincidono. Il termine piano-sequenza individua una tecnica

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cinematografica che prevede la costruzione di una sequenza attraverso un'unica inquadratura: di norma, di lunghezza sufficiente a svolgere il ruolo di un'intera scena. Si tratta di una tecnica che rifiuta la "frammentazione" del montaggio, in quanto si articola su un unico ed autonomo segmento che non prevede soluzioni di continuità (i cosiddetti «stacchi»). L'espressione piano-sequenza (plan-séquence) è di André Bazin e spiega la scelta registica, che rompe del tutto le regole del cinema classico. Permette di allontanarsi dalla mera riproduzione di situazioni, e di trasmettere allo spettatore la continuità percettiva del reale: rinunciando esplicitamente all'artificio del montaggio, si riesce a creare un maggiore coinvolgimento dello spettatore, assoggettandolo ad un lavoro di interpretazione che, di solito, viene facilitato dal montaggio stesso.

Il Tempo

. Il film nasce per frammenti di riprese, che abbiamo chiamato inquadrature, la continuità dello spazio e del tempo viene ricreata dalla composizione e dalla messa in sequenza delle inquadrature. Per cui spazio e tempo filmici non ricalcano spazi e tempi reali, ma sono ricreati e modellati in modo autonomo ed interno al racconto del film.

. Il tempo, inoltre, può essere rallentato, accelerato, saltato, bloccato o addirittura fatto scorrere all'indietro, modificando la cadenza e lo scorrimento della pellicola.

  • L'arresto del tempo si ottiene col fermo del fotogramma (fermo-immagine) ovvero, bloccando l'inquadratura e ripetendo un unico fotogramma per un tempo stabilito.
  • Il fluire all'indietro del tempo si ottiene se si riprende l'azione facendo scorrere a marcia indietro la pellicola nella cinepresa.
  • L'accelerazione del tempo si ottiene riprendendo dei fotogrammi intervallati nel tempo. In tal modo è possibile, proiettando poi alla normale velocità di proiezione, vedere l'evoluzione di un'azione non percepibile dall'occhio umano (sbocciare un fiore).

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