Religione e interazioni sociali: analisi sociologica del fenomeno

Documento di Università su Religione e Interazioni Sociali. Il Pdf esplora l'analisi sociologica della religione, distinguendo sacro e profano secondo Durkheim e analizzando il consumo come pratica sociale, con riferimenti a Marx, Weber e Baudrillard.

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63 pagine

LEZIONE 8 RELIGIONE E INTERAZIONI SOCIALI
1. L’analisi sociologica della religione
La religione viene considerata un argomento, un oggetto di studi tipico di varie discipline,
l'antropologia, la filosofia e non solo quindi la sociologia. Quindi esiste la filosofia della religione,
esiste l'antropologia della religione ed esiste anche la sociologia della religione; quindi, si tratta di
una branca specifica che ha un percorso di analisi teorico ma anche empirico molto ampio nella
storia del pensiero sociologico. Una delle principali caratteristiche che bisogna premettere
all'interno di questo studio, all'interno di questo percorso di analisi teorico ma anche empirico, è
quello di considerare la sociologia in rapporto alla religione staccando ogni prerogativa, ogni
contenuto da ciò che di teologico ci possa essere in merito. La sociologia si occupa appunto della
religione con una finalità specifica che prescinde proprio dall'aspetto legato alla spiritualità, nel
vero senso della parola. Infatti, se partiamo da questa prima slide, ci rendiamo conto quando una
delle prerogative che porta allo studio della sociologia e della religione è che la sociologia e le altre
scienze sociali adottano un metodo analitico e induttivo nello studio della religione. La
sociologia, quindi, tratta la religione come un oggetto di analisi specifico. La religione in particolar
modo la possiamo considerare inglobata dentro al processo di socializzazione. L'istituzione
religiosa o l'agente religioso è parte del processo di socializzazione; quindi, a riprova del fatto che
quando studiamo la religione come oggetto d'analisi sociale dobbiamo tener conto di un metodo e di
un approccio che tenga conto della religione dal punto di vista sociale, dal punto di vista proprio
teorico ed empirico, però con una prospettiva che prescinde da altri approcci. La sociologia non
intende individuare nella religione la verità o non verità dell'oggetto o degli oggetti che il
termine religione circoscrive, ma si limita a considerarla come un fenomeno sociale,
distinguendola da altri fenomeni e oggetti sociali che non sono religiosi. Con il termine religione si
intende un insieme di credenze, valori, simboli e riti che collegano individui e gruppi umani a
entità e forze extraumane ritenute sacre. Ci sono alcune chiavi di lettura interessanti che
dobbiamo prendere in considerazione all'interno di questa definizione, che è una definizione
potremmo dire elementare, di base, che serve proprio a cogliere l'oggetto di studio che ci stiamo
spingendo ad analizzare da un punto di vista sociologico. Quindi insieme di credenze, valori,
simboli e riti: queste quattro componenti sono le componenti fondamentali su cui ruota tutto il
discorso della sociologia e della religione e che sono strettamente connessa alla cultura, quindi al
nesso culturale. Ecco perché è importante questa stretta correlazione che c'è, che si instaura tra la
cultura e la religione. Perché ogni religione, ogni approccio di religione, ogni credo religioso, ha
una sua base culturale di riferimento. Ecco perché di importanza è lo sviluppo di varie religioni, che
chiaramente si pongono nei confronti di varie geografie, vari paesi, vari contesti, varie lingue e al
tempo stesso testi scritti di riferimento, testi che vengono considerati sacri, che hanno quindi un
percorso storico specifico. Quindi questo è un po' un punto di partenza necessario per cogliere il
significato appunto della religione dal punto di vista sociologico.
Una delle funzioni, una delle caratteristiche ma anche delle finalità che la sociologia della religione,
che quindi il sociologo della religione ha quando si appresta a studiare la religione, è quella di
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studiare queste componenti che servono a tenere unite le cose, se andiamo all'origine proprio del
significato etimologico, diciamo classico della parola, tenere unite le cose e quindi la religione
viene vista dal punto di vista sociologico in particolar modo rapportata quindi all'individuo, al
gruppo, all'insieme di persone che diciamo si rapportano a delle forze extraumane che vengono
considerate sacre, a delle divinità, al sacro. Quindi una delle basi, dei punti di partenza che è
necessario tenere sempre in considerazione quando si parla di religione è che la religione non viene
vista dal sociologo, non viene osservata, studiata empiricamente per altre ragioni.
Dal punto di vista sociologico, quindi:
Le religioni riguardano credenze, cioè idee che gli uomini si fanno intorno alla natura della
realtà terrena e ultraterrena;
Il sociologo prende queste credenze come dati di fatto che è necessario spiegare nella loro
genesi. Egli non si chiede se queste credenze siano vere o false; la sociologia non può dire nulla in
merito alla verità o falsità delle credenze religiose, perché queste credenze hanno a che fare con una
realtà non empirica che sfugge agli strumenti della conoscenza scientifica
La sociologia della conoscenza studia come l’attività conoscitiva sia influenzata dalle credenze
e dagli interessi dello studioso che si collocano al di là e al di fuori della sfera conoscitiva.
Al centro di questo rapporto, di questa relazione che si viene a instaurare tra l'individuo e il sacro, il
sociologo si inserisce con la sua analisi, con la sua osservazione scientifica, quindi con lo sviluppo
di approcci teorici, ma soprattutto sviluppando un una ricerca che può essere di tipo qualitativo,
quantitativo, ma finalizzata prettamente a queste due strutture, l'individuo da un lato, il sacro
dall'altro. È da queste premesse che parte l'analisi dei processi religiosi, che chiaramente si inserisce
dentro i processi culturali perché, come dicevamo poco anzi, c'è una stretta correlazione tra il sacro
e il nesso culturale.
2. Sacro e profano nell’analisi di Durkheim
Durkheim, padre della sociologia francese, del funzionalismo, è stato uno dei primi ad analizzare il
fenomeno religioso e lo ha fatto con una prospettiva interessante che ancora oggi viene presa in
considerazione perché ci fa capire il rapporto che c'è tra il sociologo e il sacro, il rapporto che c'è tra
il sociologo e l'ultraterreno, lo spirituale proprio per eccellenza. Quando Durkheim evidenzia che
una delle caratteristiche comuni a tutte le religioni è l'opposizione tra il sacro e il profano. Secondo
questo sociologo, le varie religioni, si differenziano tra loro a seconda del modo in cui questa
opposizione si articola, cioè tutto il discorso della analisi sociologica della religione per Durkheim
ruota intorno a questa contrapposizione sacro e profano.
Nella sua prospettiva:
Il sacro è tutto ciò che incute timore reverenziale e profondo rispetto. Possiede qualità
straordinarie, soprannaturali e spesso pericolose e generalmente si accosta a esso solo attraverso un
certo rituale;
Il profano è tutto ciò che si crede faccia parte del mondo comune e non di quello soprannaturale e
che in quanto tale abbia il potere di indebolire, di rendere impuro, di corrompere.
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Anteprima

L'analisi sociologica della religione

La religione viene considerata un argomento, un oggetto di studi tipico di varie discipline, l'antropologia, la filosofia e non solo quindi la sociologia. Quindi esiste la filosofia della religione, esiste l'antropologia della religione ed esiste anche la sociologia della religione; quindi, si tratta di una branca specifica che ha un percorso di analisi teorico ma anche empirico molto ampio nella storia del pensiero sociologico. Una delle principali caratteristiche che bisogna premettere all'interno di questo studio, all'interno di questo percorso di analisi teorico ma anche empirico, è quello di considerare la sociologia in rapporto alla religione staccando ogni prerogativa, ogni contenuto da ciò che di teologico ci possa essere in merito. La sociologia si occupa appunto della religione con una finalità specifica che prescinde proprio dall'aspetto legato alla spiritualità, nel vero senso della parola. Infatti, se partiamo da questa prima slide, ci rendiamo conto quando una delle prerogative che porta allo studio della sociologia e della religione è che la sociologia e le altre scienze sociali adottano un metodo analitico e induttivo nello studio della religione. La sociologia, quindi, tratta la religione come un oggetto di analisi specifico. La religione in particolar modo la possiamo considerare inglobata dentro al processo di socializzazione. L'istituzione religiosa o l'agente religioso è parte del processo di socializzazione; quindi, a riprova del fatto che quando studiamo la religione come oggetto d'analisi sociale dobbiamo tener conto di un metodo e di un approccio che tenga conto della religione dal punto di vista sociale, dal punto di vista proprio teorico ed empirico, però con una prospettiva che prescinde da altri approcci. La sociologia non intende individuare nella religione la verità o non verità dell'oggetto o degli oggetti che il termine religione circoscrive, ma si limita a considerarla come un fenomeno sociale, distinguendola da altri fenomeni e oggetti sociali che non sono religiosi. Con il termine religione si intende un insieme di credenze, valori, simboli e riti che collegano individui e gruppi umani a entità e forze extraumane ritenute sacre. Ci sono alcune chiavi di lettura interessanti che dobbiamo prendere in considerazione all'interno di questa definizione, che è una definizione potremmo dire elementare, di base, che serve proprio a cogliere l'oggetto di studio che ci stiamo spingendo ad analizzare da un punto di vista sociologico. Quindi insieme di credenze, valori, simboli e riti: queste quattro componenti sono le componenti fondamentali su cui ruota tutto il discorso della sociologia e della religione e che sono strettamente connessa alla cultura, quindi al nesso culturale. Ecco perché è importante questa stretta correlazione che c'è, che si instaura tra la cultura e la religione. Perché ogni religione, ogni approccio di religione, ogni credo religioso, ha una sua base culturale di riferimento. Ecco perché di importanza è lo sviluppo di varie religioni, che chiaramente si pongono nei confronti di varie geografie, vari paesi, vari contesti, varie lingue e al tempo stesso testi scritti di riferimento, testi che vengono considerati sacri, che hanno quindi un percorso storico specifico. Quindi questo è un po' un punto di partenza necessario per cogliere il significato appunto della religione dal punto di vista sociologico.

Una delle funzioni, una delle caratteristiche ma anche delle finalità che la sociologia della religione, che quindi il sociologo della religione ha quando si appresta a studiare la religione, è quella di 1studiare queste componenti che servono a tenere unite le cose, se andiamo all'origine proprio del significato etimologico, diciamo classico della parola, tenere unite le cose e quindi la religione viene vista dal punto di vista sociologico in particolar modo rapportata quindi all'individuo, al gruppo, all'insieme di persone che diciamo si rapportano a delle forze extraumane che vengono considerate sacre, a delle divinità, al sacro. Quindi una delle basi, dei punti di partenza che è necessario tenere sempre in considerazione quando si parla di religione è che la religione non viene vista dal sociologo, non viene osservata, studiata empiricamente per altre ragioni.

Prospettiva sociologica sulla religione

Dal punto di vista sociologico, quindi:

  • Le religioni riguardano credenze, cioè idee che gli uomini si fanno intorno alla natura della realtà terrena e ultraterrena;
  • Il sociologo prende queste credenze come dati di fatto che è necessario spiegare nella loro genesi. Egli non si chiede se queste credenze siano vere o false; la sociologia non può dire nulla in merito alla verità o falsità delle credenze religiose, perché queste credenze hanno a che fare con una realtà non empirica che sfugge agli strumenti della conoscenza scientifica

· La sociologia della conoscenza studia come l'attività conoscitiva sia influenzata dalle credenze e dagli interessi dello studioso che si collocano al di là e al di fuori della sfera conoscitiva. Al centro di questo rapporto, di questa relazione che si viene a instaurare tra l'individuo e il sacro, il sociologo si inserisce con la sua analisi, con la sua osservazione scientifica, quindi con lo sviluppo di approcci teorici, ma soprattutto sviluppando un una ricerca che può essere di tipo qualitativo, quantitativo, ma finalizzata prettamente a queste due strutture, l'individuo da un lato, il sacro dall'altro. È da queste premesse che parte l'analisi dei processi religiosi, che chiaramente si inserisce dentro i processi culturali perché, come dicevamo poco anzi, c'è una stretta correlazione tra il sacro e il nesso culturale.

Sacro e profano nell'analisi di Durkheim

Durkheim, padre della sociologia francese, del funzionalismo, è stato uno dei primi ad analizzare il fenomeno religioso e lo ha fatto con una prospettiva interessante che ancora oggi viene presa in considerazione perché ci fa capire il rapporto che c'è tra il sociologo e il sacro, il rapporto che c'è tra il sociologo e l'ultraterreno, lo spirituale proprio per eccellenza. Quando Durkheim evidenzia che una delle caratteristiche comuni a tutte le religioni è l'opposizione tra il sacro e il profano. Secondo questo sociologo, le varie religioni, si differenziano tra loro a seconda del modo in cui questa opposizione si articola, cioè tutto il discorso della analisi sociologica della religione per Durkheim ruota intorno a questa contrapposizione sacro e profano.

La prospettiva di Durkheim

Nella sua prospettiva:

  • Il sacro è tutto ciò che incute timore reverenziale e profondo rispetto. Possiede qualità straordinarie, soprannaturali e spesso pericolose e generalmente si accosta a esso solo attraverso un certo rituale;
  • Il profano è tutto ciò che si crede faccia parte del mondo comune e non di quello soprannaturale e che in quanto tale abbia il potere di indebolire, di rendere impuro, di corrompere.

2Nella prospettiva durckeimiana, il sacro è qualcosa che incute timore, reverenza, rispetto, ha delle qualità straordinarie, fuori dall'ordinario. Se pensiamo invece al profano, il profano è l'opposto, è l'altra parte, cioè è quello che però non appartiene all'ultraterreno, dice Durkheim, che non appartiene ad una dimensione spirituale, ma è qualcosa quindi che è tipica del mondo che viviamo cioè tipica della nostra quotidianità. Quindi, far parte di una realtà contemporanea può spingere a indebolire e a rendere impuro un comportamento, un'azione, un atteggiamento che invece nella prospettiva sacra, ha una sua identificazione molto più rigida, molto più inquadrata.

La visione weberiana

Max Weber, altro padre della sociologia, si concentra sul ruolo attivo della religione, questa forte concomitanza tra la religione e la vita e in particolar modo all'interno dei suoi studi si concentra su alcuni punti: Carisma, il primo e l'etica protestante.

  • il carisma nella prospettiva weberiana è una forza dirompente e rivoluzionaria che sovverte valori su cui si fondavano le vecchie consuetudine tradizioni religiose. Significa che quella figura è una figura che riesce a imporre, bonariamente o negativamente, a seconda delle situazioni, di seguire alcuni percorsi perché dotata di particolari doti comunicative, perché dotata di particolari atteggiamenti, perché dotata di particolari competenze che sa sposare bene con la realtà in cui opera.
  • l'etica protestante trasferisce l'idea di vocazione dall'ambito religioso a quello professionale, forgiando il nuovo spirito del capitalismo (costituito da razionalità, dedizione al lavoro, inclinazione al risparmio per l'investimento) che ha cambiato il volto dell'economia e della cultura tradizionale. Ecco, questo è interessante, ecco perché è importante il rapporto tra la sociologia, l'organizzazione e la religione, perché la prospettiva weberiana è una prospettiva che studia l'oggetto di analisi alla stessa maniera di Durkheim, cioè studia l'oggetto di analisi proprio in maniera specifica come se la religione fosse un oggetto sociale da analizzare, da osservare appunto per gli effetti che può provocare nelle relazioni sociali, nei rapporti interazionali dentro un contesto particolare ma al tempo stesso cosa fa? Lui rapporta quindi questo aspetto religioso, quindi l'idea di vocazione che noi oggi interpretiamo in maniera diversa dall'ambito religioso a quello professionale, forgiando il nuovo spirito del capitalismo costituito da razionalità, dedizione al lavoro, inclinazione al risparmio, per l'investimento, che ha cambiato il volto dell'economia e della cultura tradizionale. Webber utilizza la chiave religiosa per spiegare il rapporto con il mondo del lavoro.

Religione e sociologia

C'è un approccio di fenomenologia della religione sviluppato da Berger, dove ciò che si evidenzia è che la religione ha un ruolo fondamentale nel forgiare un mondo significativo e nel proteggere il nomos, cioè l'ordine sociale, da ogni forza disgregatrice. Ecco, questo richiama un po' il significato iniziale della parola religione, dell'oggetto, dell'analisi di studio della sociologia delle religioni. Quindi la sociologia, nella prospettiva di Berger studia e cerca di capire il modo in cui la religione riesce, quindi, il credere in qualcosa, quindi questo rapporto tra individuo e religione, come riesce a tutelare e coprire e proteggere, mettere a riparo l'ordine sociale da qualcosa che invece vuole distruggere questo ordine sociale. Qualsiasi religione consideriamo, dato che la sociologia della 3

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