Documento di Anatomia Patologica che copre esame macroscopico, campionamento citologico e immunoistochimica. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Biologia, descrive patologie come candidosi, leucoplachia e lichen, con dettagli clinici e istologici.
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ANATOMIA PATOLOGICA L'anatomia patologica studia le lesioni che colpiscono organi e tessuti, con l'obiettivo di diagnosticare le patologie attraverso esami anatomici e istologici.
Esame Macroscopico, L'analisi macroscopica di una lesione include la valutazione di:
Dopo la valutazione macroscopica, si passa all'Esame Istologico o all'esame Citologico, scegliendo la tecnica più adeguata:
CAMPIONAMENTO CITOLOGICO Il campionamento citologico è la raccolta di cellule da una lesione per eseguire un esame citologico. Si effettua in diversi modi, a seconda del tipo di lesione:
Il campionamento citologico è rapido e poco invasivo, ma fornisce solo informazioni sulle caratteristiche delle singole cellule, senza mostrare l'architettura del tessuto.
Fissazione del Tessuto Dopo il prelievo, il campione deve essere fissato rapidamente per prevenire la degenerazione cellulare (necrosi). I fissativi stabilizzano il tessuto sostituendosi all'acqua nelle cellule.
La colorazione istologica è essenziale per studiare i tessuti al microscopio. Prima di essere analizzato, un tessuto deve essere trattato con dei coloranti che ne evidenziano le strutture. La colorazione più comune è quella con ematossilina-eosina: l'ematossilina colora di blu il nucleo delle cellule, mentre l'eosina colora di rosa il citoplasma.
L'immunoistochimica invece si basa sul legame antigene-anticorpo per identificare specifiche proteine cellulari. Serve per confermare diagnosi, individuare tumori occulti e micrometastasi, distinguere sottotipi tumorali, identificare accumuli patologici e verificare l'infiltrazione tumorale. Ad esempio, le cellule epiteliali producono citocheratine, i muscoli contengono actina e miosina, mentre il tessuto connettivo è caratterizzato dalla fibronectina. Un particolare marcatore, la vimentina, è tipico delle cellule primitive, ma può ricomparire in alcuni tumori molto aggressivi.
INFIAMMAZIONE ACUTA. L'infiammazione acuta è una risposta repentina del corpo a un danno o a un'infezione. Il suo scopo è eliminare la causa del danno e riparare i tessuti. Può essere scatenata da agenti fisici (es. traumi, ustioni), chimici (es. sostanze tossiche) o biologici (es. batteri, virus). Se il processo infiammatorio non si risolve in breve tempo, può trasformarsi in un'infiammazione cronica, che invece di proteggere il tessuto, ne amplifica il danno. L'infiammazione acuta si sviluppa in tre fasi principali:
a. Stasi ematica e marginazione: Con la vasodilatazione, il flusso del sangue rallenta e i globuli rossi si concentrano al centro del vaso, mentre i leucociti vengono spinti verso la parete interna del vaso sanguigno (endotelio). b. Rotolamento e adesione: I leucociti "rotolano" lungo l'endotelio, interagendo con le sue cellule finché trovano un punto adatto per aderire saldamente. Per farlo, cambiano forma, emettendo delle estensioni chiamate pseudopodi, che permettono loro di insinuarsi tra le cellule endoteliali e attraversare la membrana basale. c. Chemiotassi: I leucociti si dirigono verso il sito del danno grazie a segnali chimici rilasciati da batteri, cellule danneggiate e altre cellule immunitarie. Questo meccanismo, chiamato chemiotassi, funziona come un "richiamo" per i leucociti, guidandoli fino alla zona dell'infiammazione.
Fagocitosi e distruzione Una volta arrivati sul posto, i leucociti devono eliminare l'agente patogeno o i detriti cellulari. Questo avviene in tre fasi:
INFIAMMAZIONE CRONICA Non sempre l'infiammazione Acuta riesce ad uccidere l'agente lesivo, quando questo accade solitamente si ha il passaggio ad uno stato di infiammazione cronico. L'infiammazione cronica è una risposta tissutale prolungata all'agente lesivo che può durare settimane o mesi e non sempre deriva da un episodio acuto; può infatti insorgere in casi come nell'aterosclerosi o nelle patologie reumatiche. A differenza dell'infiammazione acuta, dove predominano edema e neutrofili, in quella cronica la risposta è caratterizzata principalmente dalla presenza di linfociti, monociti, plasmacellule e istiociti. Questo processo Cronico non solo mira a combattere l'agente dannoso, ma anche alla distruzione del tessuto circostante (per assicurarsi la morte del patogeno) seguita da processi di riparazione.
Riparazione del danno Nonostante i processi di riparazione, qui non è assicurata la Restituitio ad Integrum, che può avvenire solo se sono state conservate le cellule nello strato germinativo (primo strato epiteliale sulla membrana basale) (i processi di riparazione prevedono sostituzione del tessuto originario con un connettivo) La riparazione è a carico dei fibroblasti, progenitori dei fibrociti, generano fibrille reticolari che, addensandosi, formano bande reticolari. Con il tempo, queste bande evolvono nel collagene, portando alla fibrosi o alla cicatrizzazione.
ISTOCITI Gli istiociti, agiscono sia distruggendo l'agente patogeno sia eliminando i detriti cellulari (attività fagocitaria). Quando la quantità di materiale da eliminare è elevata, gli istiociti possono fondersi formando cellule giganti multinucleate, aumentando così l'efficienza della fagocitosi. Conseguenze del tessuto Connettivale: Il tessuto connettivo inizialmente giovane, costituito da una componente cellulare (fibroblasti e fibrociti) e da fibrille reticolari, subisce modificazioni con l'invecchiamento: diminuisce la componente cellulare e le fibrille reticolari si trasformano in collagene omogeneo ed eosinofilo, determinando la perdita di elasticità e, in certe aree, la formazione di rughe.
vari tipi di infiammazione cronica:
PATOLOGIE IMMUNITARIE E PRE-CANCEROSI In alcuni casi, nonostante l'eliminazione dell'agente lesivo, l'infiammazione persiste (ad es. nelle patologie autoimmuni), con risposta immunitaria che continua a danneggiare il tessuto. Negli ultimi anni, l'infiammazione cronica è stata anche considerata un fattore predisponente allo sviluppo del cancro, in quanto le modificazioni cellulari indotte dall'infiammazione possono aumentare il rischio di trasformazione neoplastica. Questo evidenzia come l'infiammazione cronica non sia solo una risposta difensiva, ma un meccanismo complesso che può condurre a danni tissutali permanenti e contribuire a patologie gravi a lungo termine.