I Trattati: fonti del diritto internazionale e interpretazione

Slide di Università su I Trattati. Il Pdf è una presentazione che esplora le fonti del diritto internazionale, distinguendo tra diritto generale, speciale e derivante da accordi, con un focus sulle riserve e l'interpretazione dei trattati nel Diritto.

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63 pagine

FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
NON ESISTE UNA GERARCHIA TRA LE FONTI
Solo PER COMODITASI POSSONO ORDINARE RISPETTO AI SOGGETTI CUI CIASCUNA FONTE PRODUCE OBBLIGHI
Diritto internazionale generale (efficacia erga omnes) I livello
Consuetudine; Jus cogens
principi generali del diritto riconosciuti dalle Nazioni civili
Diritto internazionale speciale o pattizio (efficacia relativa) II livello
Trattati = accordi = convenzioni internazionali = patti…
Fonti derivanti da accordi III livello
Atti derivati delle organizzazioni internazionali (es. regolamenti/direttive/decisioni UE)
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Anteprima

I Trattati: Fonti del Diritto Internazionale

I TRATTATIFONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

Gerarchia delle Fonti

NON ESISTE UNA GERARCHIA TRA LE FONTI Solo PER COMODITA' SI POSSONO ORDINARE RISPETTO AI SOGGETTI CUI CIASCUNA FONTE PRODUCE OBBLIGHI

Diritto Internazionale Generale (I livello)

  • Diritto internazionale generale (efficacia erga omnes) - I livello Consuetudine; Jus cogens principi generali del diritto riconosciuti dalle Nazioni civili

Diritto Internazionale Speciale o Pattizio (II livello)

  • Diritto internazionale speciale o pattizio (efficacia relativa) - II livello Trattati = accordi = convenzioni internazionali = patti ...

Fonti Derivanti da Accordi (III livello)

  • Fonti derivanti da accordi - III livello Atti derivati delle organizzazioni internazionali (es. regolamenti/direttive/decisioni UE)

L'Accordo Internazionale

2L'ACCORDO INTERNAZIONALE

  • L'incontro della volontà di due o più Stati, dirette a regolare una determinata sfera di rapporti riguardanti questi ultimi.
  • La terminologia utilizzabile è ampia, sono equivalenti all'accordo: il trattato, la convenzione, il patto, la carta, lo statuto, lo scambio di note diplomatiche.

Gli Accordi di Codificazione

3GLI ACCORDI DI CODIFICAZIONE Trattati internazionali che si propongono di trasfondere in testi scritti il diritto internazionale generale

  • Non sempre tutte le norme di un accordo di codificazione riflettono norme consuetudinarie effettivamente esistenti
  • L'esistenza di un accordo di codificazione non toglie natura consuetudinaria alla norma che intende codificare
  • v Talvolta vengono codificate norme delle quali si può ritenere che la formazione sia ancora in corso
  • v Talvolta è possibile che vengano inserite norme non aventi natura consuetudinaria, con lo scopo del progressivo sviluppo del DI
  • V L'accordo di codificazione è pur sempre un trattato internazionale: non è possibile estendere a tutti gli Stati le norme non corrispondenti alle consuetudini

Accordi di Codificazione Promossi dalla CDI

4GLI ACCORDI DI CODIFICAZIONE Accordi di codificazione promossi dalla CDI in materia di diritto dei trattati e questioni connesse:

  • Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 1969 (in vigore dal 1980)
  • Convenzione di Vienna sulla successione degli Stati nei trattati del 1978 (in vigore dal 1996)
  • La Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati tra Stati e organizzazioni internazionali o tra organizzazioni internazionali del 1986

Rapporto tra Fonti

5RAPPORTO TRA FONTI Ius cogens trattati consuetudini

La Formazione del Trattato

6LA FORMAZIONE DEL TRATTATO PROCEDURA IN FORMA SOLENNE E SEMPLIFICATA

Procedura di Formazione "Solenne"

7PROCEDURA DI FORMAZIONE «SOLENNE» Negoziazione Firma Ratifica Scambio/deposito delle ratifiche

Rappresentanti dello Stato

8RAPPRESENTANTI DELLO STATO Art. 7 par. 1 Convenzione di Vienna 1969 Un individuo è considerato rappresentante di uno Stato:

  1. quando presenti i pieni poteri del caso;
  2. se risulta dalla pratica degli Stati interessati che essi avevano l'intenzione di considerare quella persona come rappresentante dello Stato a quei fini e di non richiedere la presentazione dei pieni poteri.

Pieni poteri: documento emanato dall'autorità competente di uno Stato che designa una o più persone a rappresentare lo Stato per la negoziazione, l'adozione, l'autenticazione del testo di un trattato, per esprimere il consenso di uno Stato ad essere obbligato da un trattato. (art. 2, lettera c CdV/69)

9RAPPRESENTANTI DELLO STATO Art. 7 par. 2Convenzione di Vienna 1969: In virtù delle loro funzioni e senza essere tenuti ad esibire pieni poteri sono considerati Rappresentanti dello Stato:

  1. i Capi di Stato, i Capi di Governo ed i Ministri degli affari esteri, per tutti gli atti relativi alla conclusione di un trattato;
  2. i capi di missioni diplomatiche, per l'adozione del testo di un trattato tra lo Stato accreditante e lo Stato accreditatario;
  3. i rappresentanti accreditati degli Stati ad una conferenza internazionale o presso un'organizzazione internazionale o uno dei suoi organi, per l'adozione del testo di un trattato nel corso di detta conferenza, presso detta organizzazione o detto organo.

Negoziazione

10NEGOZIAZIONE

  • La complessità di questa fase è determinata, oltre che dalla materia, dalla numerosità dei partecipanti.
  • Al fine di facilitare il raggiungimento del consenso, la regola dell'unanimità va cedendo il passo al principio della maggioranza.

Art. 9 Convenzione di Vienna 1969:

  1. L'adozione del testo di un trattato si compie con il consenso di tutti gli Stati partecipanti alla sua elaborazione, salvo i casi previsti dal par. 2.
  2. L'adozione del testo di un trattato in una conferenza internazionale si compie con la maggioranza dei due terzi degli Stati presenti e votanti, a meno che detti Stati non decidano, con la stessa maggioranza, di applicare una norma diversa.

Firma

11FIRMA Il negoziato si chiude con la firma da parte dei plenipotenziari. La firma indica l'autenticazione del testo finale dell'accordo, nella procedura normale di formazione non determina un vincolo per lo Stato.

Ratifica

12RATIFICA Manifestazione di volontà ad obbligarsi verso gli altri Stati La competenza alla ratifica per ciascuno Stato è soggetta alla disciplina interna

Ratifica Secondo l'Ordinamento Italiano

13RATIFICA SECONDO L'ORDINAMENTO ITALIANO Art. 87, comma 8, Cost .: indica tra le competenze del Presidente della Repubblica la ratifica dei trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere; Art. 80, Cost: Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi (RISERVA DI LEGGE) Art. 89, Cost: Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.

Scambio o Deposito delle Ratifiche

14SCAMBIO O DEPOSITO DELLE RATIFICHE Il trattato entra in vigore:

  • Al momento stesso del deposito o scambio
  • Al raggiungimento del numero di ratifiche previsto dal trattato stesso La registrazione, prevista dall'art. 102 della Carta ONU, non è vincolante, una sua assenza implica l'impossibilità di invocare il trattato davanti ad un organo delle Nazioni Unite.

Accordi in Forma Semplificata

15ACCORDI IN FORMA SEMPLIFICATA L'accordo in forma semplificata è concluso con la sola sottoscrizione del testo da parte del rappresentante dello Stato, non è quindi prevista la fase di ratifica. Art. 12 Convenzione di Vienna 1969 Il consenso di uno Stato ad essere vincolato da un trattato viene espresso con la firma del rappresentante di tale Stato:

a) quando il trattato prevede che la firma abbia tale effetto; b) quando sia stato accertato che gli Stati che hanno partecipato ai negoziati avevano convenuto che la firma avrebbe avuto tale effetto; o c) quando l'intenzione dello Stato di dare tale effetto alla firma risulti dai pieni poteri del suo rappresentante o sia stata espressa nel corso dei negoziati. E comunque necessario, che emerga una sicura volontà di obbligarsi

Limiti alla Competenza a Stipulare

16ACCORDI IN FORMA SEMPLIFICATA Anche in questo caso, i limiti alla competenza a stipulare dipendono dagli ordinamenti interni a ciascuno Stato In Italia, la possibilità di stipulare accordi in forma semplificata è formalmente da escludere per le materie coperte da RISERVA dell'art. 80 della Costituzione Cosa succede se la riserva non è rispettata?

Violazione di Norme Interne sulla Competenza a Stipulare

17LA VIOLAZIONE DI NORME INTERNE SULLA COMPETENZA A STIPULARE Se l'organo interno che stipula l'accordo non ha competenza o viola delle procedure previste dal diritto interno, quali sono le conseguenze sul piano internazionale (rispetto agli altri Stati parte al trattato)? Art. 46 Convenzione di Vienna 1969: Uno Stato deve comunque adempiere ad un trattato anche se il consenso sia stato espresso violando una disposizione del suo diritto interno concernente la competenza a concludere trattati Il trattato esternamente è valido

Eccezione alla Validità del Trattato

18LA VIOLAZIONE DI NORME INTERNE SULLA COMPETENZA A STIPULARE Eccezione Solo se tale violazione sia stata manifesta e concerna una norma di importanza fondamentale del proprio diritto interno che gli altri Stati avrebbero in buona fede dovuto conoscere In questo caso, l'accordo concluso rimane un'intesa priva di carattere vincolante Tuttavia, nella prassi spesso è avvenuto che l'organo estromesso abbia successivamente manifestato il suo assenso con un atto che ha sanato (almeno ex post) l'incongruenza con le norme interne (es. adesione dell'Italia all'ONU)

Trattati e Stati Terzi

19TRATTATI E STATI TERZI

Inefficacia dei Trattati nei Confronti degli Stati Terzi

20L'INEFFICACIA DEI TRATTATI NEI CONFRONTI DEGLI STATI TERZI Le norme pattizie valgono solo per gli Stati si obbligano alle stesse Il trattato, come il contratto nel diritto interno, fa legge solo tra le parti che lo ratificano

Diritti e Obblighi per Stati Terzi

21L'INEFFICACIA DEI TRATTATI NEI CONFRONTI DEGLI STATI TERZI Cosa succede quando, anche se uno Stato non partecipa ad un trattato, emergono singoli diritti a suo favore o singoli obblighi a suo carico? «Pacta tertiis neque nocent neque prosunt» - in genere non sorgono diritti ne obblighi nei confronti o verso i terzi Eccezione: potrebbe esserci un'estensione ai terzi ma è necessaria una manifestazione della volontà di accettazione da parte dello Stato terzo in tal senso (art. 34 CdV 69) La possibilità di accettazione deve essere inoltre prevista dal trattato stesso

Vantaggi per Stati Non Contraenti

22L'INEFFICACIA DEI TRATTATI NEI CONFRONTI DEGLI STATI TERZI Cosa succede quando da un trattato emergono comportamenti che risultano vantaggiosi per uno Stato non contraente (accordi sulla libertà di navigazione, tutela dell'integrità territoriale)? Tali "vantaggi" non rappresentano diritti finche il terzo non partecipa direttamente all'accordo (art. 36 CdV 69) Gli Stati contraenti possono infatti revocare tali vantaggi in qualunque momento, a meno che non ne abbiano previamente stabilita l'irrevocabilità (art. 37 CdV 69)

Incompatibilità tra Norme Convenzionali

23INCOMPATIBILITA FRA NORME CONVENZIONALI

Conseguenze dell'Incompatibilità

24INCOMPATIBILITÀ FRA NORME CONVENZIONALI Se uno Stato si obbliga con trattato internazionale a mantenere un certo comportamento, ma con un diverso trattato stipulato successivamente con Stati non tutti coincidenti con quelli che hanno ratificato il primo si impegna a mantenere un comportamento diverso, cosa accade? Combinazione di due questioni: Successione dei trattati nel tempo Inefficacia dei trattati per i terzi

Clausole di Compatibilità

25INCOMPATIBILITÀ FRA NORME CONVENZIONALI Nella prassi spesso avviene che le parti stabiliscano nel trattato stesso come regolare i rapporti fra trattato posteriore e anteriore tramite una clausola di compatibilità inserita nel trattato stesso ( >>prevale la volontà delle parti) Art. 30 par. 2 della Convenzione di Vienna 1969 Clausole di compatibilità: Quando un trattato precisa che esso è subordinato ad un trattato anteriore o posteriore o che esso non deve essere considerato incompatibile con siffatto trattato, le disposizioni di quest'ultimo prevalgono

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