Storia delle istituzioni educative e la riforma Gentile, Università Pegaso

Documento dall'Università Telematica Pegaso sulla storia delle istituzioni educative cod. 0902412MPED02II. Il Pdf esplora la disciplina storico-pedagogica, il dibattito sulla riforma Gentile e le sue evoluzioni, l'istituzione della scuola di avviamento professionale, utile per lo studio universitario di Storia.

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Storia delle istituzioni educative cod.0902412MPED02II
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STORIA DELLE ISTITUZIONI EDUCATIVE (12 CFU)
Introduzione alla disciplina storico-pedagogica
Il concetto di storia della pedagogia si suddivide in due momenti e fino a questi due
momenti non è possibile dare inizio a nessuna riflessione e mediazione pedagogica:
-
storico finito e composto da forme educative realizzate nella storia e dunque nel
passato;
-
sovrastorico non ancora realizzato, aspira a un ideale educativo perfetto e
universale.
Si ha una spaccatura fra pedagogia e la sua storia, e per ricomporla bisogna condurre
una riflessione epistemologica sulla struttura della storia della pedagogia, evitando tutte
quelle forme di frammentazione che impediscono il raggiungimento della sistematicità del
pensiero pedagogico.
La soggettività dello storico della pedagogia potrebbe influenzare la ricostruzione del
pensiero pedagogico!
Secondo Marc Bloch, lo storico è “colui che somiglia all’orco delle fiabe, là dove fiuta
carne umana, là sa che è la sua preda”, perciò lo storico della pedagogia (sub specie
educationis) è colui che interpreta le idee e i fatti educativi tramite una strumentazione
storiografica.
La ricerca storica avviene tramite la ricerca di fonti e la documentazione del passato (es.
carte degli archivi…). Lo storico invece si serve della documentazione scritta, presente
negli archivi. Lo storico della pedagogia deve tener presente di due dimensioni:
L’interpretrazione critica e pedagogica fine a se stessa, ma proiettata sempre in una
prospettiva educativa valida per il presente e il futuro.
Attraverso Henri Irénée Marrou, si può sostenere che lo storico della pedagogia,
muovendosi tra la “percezione del passato” e “l’avventura personale”, si tiene lontano dal
freddo e indifferente oggetivismo positivista, in modo tale da rendere i pedagogisti e
dunque la pedagogia: una materia viva e vitale fruttuosa per l’educazione
contemporanea.
La soggettività dello storico è una soggettività ermeneutica, ossia interpretativa,
consapevole dei limiti che lo storico ha, non si sostituisce ai documenti scritti, ma se ne
appropria per avviarne il processo di comprensione, in modo da ricevere stimoli e alimento
per nuove domande.
Lo storico ha quindi una soggettività vigile, attenta, con l’obiettivo di andare a far parlare
il documento.
Melissa B.
di 1 64
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Anteprima

Introduzione alla disciplina storico-pedagogica

Il concetto di storia della pedagogia si suddivide in due momenti e fino a questi due momenti non è possibile dare inizio a nessuna riflessione e mediazione pedagogica:

  • storico -> finito e composto da forme educative realizzate nella storia e dunque nel passato;
  • sovrastorico -> non ancora realizzato, aspira a un ideale educativo perfetto e universale.

Si ha una spaccatura fra pedagogia e la sua storia, e per ricomporla bisogna condurre una riflessione epistemologica sulla struttura della storia della pedagogia, evitando tutte quelle forme di frammentazione che impediscono il raggiungimento della sistematicità del pensiero pedagogico.

La soggettività dello storico della pedagogia potrebbe influenzare la ricostruzione del pensiero pedagogico!

Secondo Marc Bloch, lo storico è "colui che somiglia all'orco delle fiabe, là dove fiuta carne umana, là sa che è la sua preda", perciò lo storico della pedagogia (sub specie educationis) è colui che interpreta le idee e i fatti educativi tramite una strumentazione storiografica.

La ricerca storica avviene tramite la ricerca di fonti e la documentazione del passato (es. carte degli archivi ... ). Lo storico invece si serve della documentazione scritta, presente negli archivi. Lo storico della pedagogia deve tener presente di due dimensioni:

  • L'interpretrazione critica e pedagogica -> fine a se stessa, ma proiettata sempre in una prospettiva educativa valida per il presente e il futuro.

Attraverso Henri Irénée Marrou, si può sostenere che lo storico della pedagogia, muovendosi tra la "percezione del passato" e "l'avventura personale", si tiene lontano dal freddo e indifferente oggetivismo positivista, in modo tale da rendere i pedagogisti e dunque la pedagogia: una materia viva e vitale fruttuosa per l'educazione contemporanea.

La soggettività dello storico è una soggettività ermeneutica, ossia interpretativa, consapevole dei limiti che lo storico ha, non si sostituisce ai documenti scritti, ma se ne appropria per avviarne il processo di comprensione, in modo da ricevere stimoli e alimento per nuove domande.

Lo storico ha quindi una soggettività vigile, attenta, con l'obiettivo di andare a far parlare il documento.

Passaggio dalla soggettività alla soggettività ermeneutica

Il passaggio dalla semplice soggettività ad una soggettività ermeneutica (tendenzialmente oggettiva), prevede le seguenti tappe:

  1. La lettura e schedatura delle fonti
  2. Focalizzazione del tema centrale
  3. Lavoro interpretativo
  4. Scrittura del testo

La scelta del tema centrale da seguire varia in base a cosa lo storico vuole indicare e dimostrare. Si ha quindi l'intuizione, attraverso la quale lo storico rintraccia il tema da analizzare. Esso è personale e scaturisce dalla cultura e dall'esperienza dello storico, però deve comunque essere sostenuta da prove.

Da qui si ripercorrono le tappe sulle quali il pedagogista matura le sue idee di pedagogista, nascendo così il bisogno di seguire una doppia linea di lettura: diacronica e sincronica. Esse inoltre possono influire sulla scrittura della storia della pedagogia, scaturendo una struttura narrativa ad intreccio.

  • Diacronica -> coglie lo sviluppo del pensiero dei pedagogisti = interpretazione. Inoltre serve a mostrare l'evolversi del pensiero pedagogico = narrazione.
  • Sincronica -> coglie le intersezione che il pensiero intrattiene con le idee pedagogiche che si sviluppano nello stesso tempo = interpretazione. Ma evidenzia anche le strutture portanti del pensiero pedagogico = narrazione.

Per poter ricostruire il pensiero è importante che il pedagogista congetturi, interpreti e giudichi.

  • Congetturare = fare ipotesi, interpretare per avanzare i punti di vista, giudicare e dunque valutare.

Paul Ricoeur sosteneva che nella documentazione si ha un'oggettività e una soggettività necessaria, che non può essere oggettiva, in quanto lo storico è sempre condizionato dalla soggettività.

Storia e storiografia della scuola e delle istituzioni educative

La storia della scuola e di ogni altra istituzione ha caratteri propri, che risalgono alla funzione specifica. Nel caso la funzione della scuola è nella società, questo perché la scuola è pienamente inserita all'interno della società, inoltre deve essere una scuola funzionale alla società.

La società deve essere o semplice o primitiva, in quanto le funzione che la tengono unita e operante sono poche, ossia comportamenti e azioni regolati dal costume.

Inoltre, le società devono essere complesse in quanto la cultura viene arricchita, le occupazione produttive si arricchiscono e modernizzano, ottenendo così la necessità di organizzare in maniera più stabile ed efficiente la società.

Per questo le scuole diventano sempre più numerose, durano a lungo e si differenziano sempre di più, richiedendo insegnanti maggiormente specializzati.

Le scuole, che erano private, inizialmente furono frequentate da classi sociali dirigenti. La restante parte della popolazione si limitava ad apprendere quello che gli bastava per vivere nella società e imparavano attraverso la pratica.

Si ha uno sviluppo delle scuole nel XVII secolo, portando ad:

  • aumento di nuove occupazione -> erano richiesti molti più lavoratori preparati a svolgere determinate mansioni;
  • lotte sociali -> in modo da assicurare alle classi popolari una maggiore cultura, così da poter difendere i loro diritti civili e politici.

La scuola ha una funzione importante, perché grazie alla scuola si da la possibilità di eliminare l'alfabetizzazione, ma anche di avere soggetti che abbiano la capacità di essere cittadini consapevoli, in grado di vivere con la responsabilità, l'onere di portare avanti una società che non è più primitiva.

Inoltre è importante conoscere la storia della scuola, in modo da ricostruire la storia della società e della cultura italiana.

La storia d'Italia nasce durante il periodo della Roma antica, alcuni storici, invece, sostengono che essa sia verso l'età comunale (Volpe), oppure alla proclamazione del Regno d'Italia sabaudo 1961 (Croce). Questi momenti si ha un'identità italiana che si riesce a manifestare o nel momento in cui si ha il Regno d'Italia e il suo processo di unificazione.

La vera storia della scuola nasce nel momento in cui si parla di una SCUOLA STATALE e non più di una scuola confessionale. Queste scuole statali partono dal 700 e sono scuole obbligatorie.

Passaggi storici fondamentali per l'istituzione delle scuole

Passaggi storici fondamentali che hanno portato all'istituzione delle scuole:

  1. Diritti civili, sociali e politici che a sua volta hanno portato al diritto all'istruzione. La politica è importante perché deve guardare al "bene di tutti" in quanto uguali sul piano dei diritti.
  2. Suffragio universale è collegato all'obbligo scolastico, in quanto se tutti devono votare, tutti devono essere in grado di leggere e scrivere.
  3. Costituzione italiana del 1948 dichiara che l'istruzione è una via per ridurre le disuguaglianze sociali e per realizzare una scolarizzazione di massa, che permette ai più meritevoli di studiare all'università. Perciò l'istruzione è vista come un investimento individualistico e privatistico.

Cenni di storia della scuola nella tradizione occidentale: l'antichità

La storia della scuola nella civiltà occidentale (GRECIA) ha una nascita tardiva, ma si ha una formazione ed educazione volta a formare soggetti nel loro "status sociale" e di consentire loro di svolgere funzioni per la loro sopravvivenza. Questo era dedicato solamente agli uomini, mentre le donne erano relegate nell'amministrazione familiare.

Infatti, la prima educazione nel mondo greco è dedicata solamente alla classe dirigente e alla nobiltà, in quanto solo i nobili avevano la possibilità economica per pagare gli insegnanti -> formazione privata.

I meno abbienti, invece, apprendono tramite l'imitazione e il lavoro (artigiano e contadino). I poeti, però assumono un ruolo fondamentale, in quanto era il cantore delle gesta, dove riportava/enfatizzava la voce del potere

Nei poemi omerici, come nell'ILIADE, si dice che ad Achille da parte di varie figure venisse insegnato:

  • centuaro Chirone -> sport ed esercizi cavallereschi;
  • vecchio Fenice -> l'arte della guerra e del parlare.

Questo permette di vedere l'educazione del guerriero e dell'eroe, come un modello sociale alto.

Nell'ODISSEA con Telemaco:

  • Atena -> sollecita a lasciare i giochi infantili per dedicarsi ad attività virili;

Nei riferimenti educativi in Omero sono importanti, in quanto l'alunno è predestinato a grandi cose e a diventare re. Mentre chi gli insegna ciò, ovvero il sapiente, è considerato una figura eccezionale o un uomo vecchio che ha accumulato nozioni ed esperienze.

La formazione poteva essere:

  • Spartana (agoghé) = conservatrice e guerriera, con forte senso di gerarchia e di solidarietà al gruppo di appartenenza, con rapporti omoerotici (omosessuali). Inoltre, si da importanza all'educazione fisica, la musica e il canto. Per poi avere un'educazione di Stato, dove dai 7 ai 20 anni lo spartiate veniva tolto dalla famiglia ed educato, da un poidonomos, alla vita militare, con lo scopo di creare individui devoti alla polis e soggetti alle sue leggi. Le donne, invece, avevano maggiori libertà, ma dovevano essere fecondatrici di figli e pronte ai sacrifici.
  • Ateniese = meno militaresca, volta allo sport, alla formazione musicale, poetica e letteraria, fondata su un rapporto pederastico tra maestro-allievo.

Inoltre, veniva loro insegnata la virtù/il valore (areté) a livello fisico e di conoscenza. Nella seconda metà del V secolo si ha la comparsa dei Sofisti, ad Atene, i quali si facevano pagare per insegnare ai ceti più abbienti e sono coloro che inventano le scuole, insegnando ai propri allievi a prevalere tramite l'arte della parola. Quindi nascono dei "cursus" scolastici, dove si faceva dialettica e retorica.

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