Documento di Università su Counseling e Psicoterapia Cognitiva Comportamentale. Il Pdf esplora le differenze tra counseling e psicoterapia, la valutazione delle terapie e l'assertività, con focus su efficacy, effectiveness, effetto placebo e trial clinici, utile per studenti di Psicologia.
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Col termine psicoterapia possiamo comprendere le "varie forme di strategie e tecniche terapeutiche ed i loro presupposti teorici, attualmente utilizzate dagli specialisti per risolvere o alleviare i problemi di carattere psichico o comportamentale" Le diverse psicoterapie sono accomunate da una preparazione specifica e l'esistenza di una teoria di riferimento. Se mal condotta può produrre effetti devastanti nella vita del paziente e della sua famiglia e del suo gruppo di riferimento. È necessario saper identificare segni di possibile peggioramento, rischi di scompenso psicotico e di suicidio. La finalità della psicoterapia si configura pertanto nel contrasto al peggioramento di un disturbo mentale ed in un intervento volto alla risoluzione dello stesso. Invece, l'attività di counseling è diversa da quella tipica della psicoterapia, e si esprime fornendo sollievo, appoggio, a individui sani, o anche a individui con patologie lievi. In questo ultimo caso non prende però in esame le patologie la cui cura è affidata ad altri. Il counseling può essere mirato alla definizione e soluzione di problemi specifici, alla presa di decisioni, ad affrontare i momenti di crisi, a confrontarsi con i propri sentimenti e i propri conflitti interiori o a migliorare le relazioni con gli altri. Le attività tipiche del counseling consentono al paziente di:
Alla luce dell'art 1 della legge che regolamenta la professione di psicologo, l'attività di counseling attiene in modo specifico ed esplicito alla figura professionale dello psicologo con laurea quinquennale. A livello europeo si tratta di attività riservata a laureati che abbiano seguito ulteriori corsi di perfezionamento/specializzazione. Può legittimarsi un counseling offerto da assistenti sociali, sacerdoti e forze dell'ordine, chi lo mette in atto ha comunque un iter formativo di studi e di esperienza assai significativo.
Quindi, la psicoterapia è centrata sul paziente e sulla risoluzione o sul contenimento dell'elemento psicopatologico che costituisce il focus dell'intervento. Il counseling invece si mostra indirizzato a consentire il superamento del bisogno che è riconosciuto come centrale nella richiesta di aiuto tanto che, anche nel caso in cui sia presente un elemento psicopatologico questo viene posto in secondo piano. L'obiettivo è adattivo, ovvero consentire l'adattamento alla situazione. Il mandato del counselor è quindi assai diverso rispetto a quello dato al terapeuta.
Il counselor, ad esempio, può fornire aiuto in ambito della prevenzione primaria, ad esempio per smettere di fumare, adottare stili di vita meno patogeni; prevenzione secondaria, come adattarsi a mutilazioni, accettare tecniche di riabilitazione, fronteggiare la chemioterapia, offrire sostegno a persone con ruoli chiave nei gruppi, insegnare la assertività, migliorare la formazione o le capacità di comunicazione (es. affrontare colloquio di lavoro). Counseling di gruppo per popolazioni particolari: i disoccupati, gli adolescenti, i genitori, i fidanzati, gli ex detenuti, le donne che hanno subito un'operazione al seno, parenti di individui con Alzheimer, le famiglie dei bambini leucemici ecc.
La capacità del counselor deve essere quella di capire quando il paziente ha necessità che vanno oltre quello che lui stesso può offrirgli e inviarlo in terapia, comprendendo la gravità della situazione in tempi brevi. Inoltre, il counselor deve riuscire a fare un buon assesment e riconoscere i sintomi e segnali della psicopatologia.
1LA VALUTAZIONE DELLE PSICOTERAPIE Due concetti chiave alla base della valutazione delle psicoterapie:
Per efficacia di un intervento sanitario o sociosanitario (=efficacy) si intende la sua capacità di modificare il decorso di una malattia o di un problema, e quindi di produrre esiti di salute migliori di quanto non possa avvenire durante il decorso spontaneo della condizione in esame o per effetto delle nuove esperienze vissute spontaneamente dalla persona. Occorre che i miglioramenti siano superiori ai possibili effetti collaterali o indesiderati e a quelli dovuti alla mobilizzazione delle forze psicologiche messe in atto dal paziente per il solo fatto di sentirsi curato, seguito, sostenuto nella lotta contro la malattia, il malessere o il problema (il cosiddetto effetto placebo). Scopo: stabilire l'esistenza di un effetto. Livello di studio: (possibilmente) studio clinico controllato randomizzato (RCT). L'efficacia teorica è studiata in condizioni sperimentali, con soggetti selezionati, spesso in centri di eccellenza, con adeguato investimento di risorse, difficilmente riscontrabili nella struttura ordinaria dei servizi.
Diversamente, nel caso degli studi di efficacia pratica (=effectiveness) lo scopo è stabilire la generalizzabilità, la fattibilità ed il rapporto costi/efficacia di un trattamento che sia già stato dimostrato efficace (teoricamente); relativamente al livello di studio: (prevalentemente) studi di più basso livello, studi "sul campo", studi sugli esiti, ecc., anche senza gruppo di controllo. L'efficacia pratica è studiata nel lavoro giornaliero di routine, non con soggetti selezionati ma con tutti quelli che giungono all'attenzione, senza particolari accorgimenti, con le sole risorse di cui normalmente dispongono i servizi.
Alcuni consigliano la psicoterapia, altri le si affidano sulla base della convinzione che 'male non faccia'. Invece, una psicoterapia inadeguata può essere causa di danno in più modi. Si parla perciò di 'effetto di deterioramento' o effetto iatrogeno. Mentre l'efficacia è al centro di ricerche e discussioni, il deterioramento è poco studiato e poco se ne parla. Infatti, se la terapia è condotta in modo non adeguato, può portare a peggioramento della sintomatologia, manifestarsi di problemi nuovi e diversi (es. agorafobia e disarmonia coniugale, depressione e suicidio), manipolazioni e utilizzi inadeguati (es. identità sessuale), compromissione di un trattamento futuro più adeguato e mancati benefici derivanti dalla procrastinazione del trattamento adeguato.
La valutazione dell'efficacia può essere fatta per mezzo dell'effetto placebo, del RCT ((Randomized Controlled Trial), o Metanalisi (Effect size/Odds ratio):
Tentiamo di rispondere a delle domande che, nell'ordine, sono storicamente da più lontane a più vicine ai nostri giorni: