Carie dentaria: classificazione radiologica e processi flogistici periapicali

Slide da Università su Carie dentaria Classificazione radiologica. Il Pdf illustra la classificazione radiologica della carie dentaria, distinguendo tra carie di I e II classe, e descrive i processi flogistici periapicali, come la periodontite apicale acuta e l'ascesso acuto dentoalveolare, con immagini radiografiche esplicative.

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67 pagine

Carie dentaria
Classificazione radiologica
Focolaio localizzato allo smalto,
penetrato per meno della me
dello spessore dello smalto
Rx: area radiotrasparente
triangolare a base esterna
Carie dentaria
Classificazione radiologica
Focolaio localizzato allo smalto,
penetrato oltre la metà dello
spessore dello smalto
Rx: area radiotrasparente
triangolare a base esterna

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Anteprima

Carie Dentaria: Classificazione Radiologica

I Classe

Focolaio localizzato allo smalto, penetrato per meno della metà dello spessore dello smalto Rx: area radiotrasparente triangolare a base esterna

II Classe

Focolaio localizzato allo smalto, penetrato oltre la metà dello spessore dello smalto Rx: area radiotrasparente triangolare a base esterna

III Classe

Focolaio che ha superato lo smalto Rx: area radiotrasparente con morfologia a doppio triangolo, il primo a base esterna, il secondo a base sulla giunzione amelodentinale A

IV Classe

Focolaio che penetra oltre la metà dello spessore dentinale. Eventuale interessamento della camera pulpare (non desumibile Rx) Rx: area radiotrasparente con morfologia irregolare

Sede della Carie Dentaria

  • Interprossimale (diagnosi RX)
  • Occlusale (diagnosi clinica, Rx negativo fino al III grado)
  • Vestibolare/linguale (rilievo clinico, RX scarsamente utile)
  • Radicolare (interessa cemento e dentina, diagnosi Rx: erosioni mal definite della radice)
  • Ricorrente (zone adiacenti un restauro, difficili da riconoscere nelle otturazioni radiotrasparenti: morfologia irregolare, margini sfumati e irregolari)

C 2×3 D A

Carie Ricorrenti

Carie ricorrenti 1 )Restauri radiotrasparenti

Vantaggi e Limiti della Radiologia nella Carie Dentaria

Vantaggi della Radiologia

  • Evidenziazione di carie non visibili all'esame clinico (interprossimali e ricorrenti)

Limiti della Radiologia

  • Mancata visualizzazione di carie iniziali vestibolari e linguali occlusali
  • Valutazione imprecisa delle reali dimensioni della lesione cariosa Necessità di associare sempre Rx a clinical

Patologia della Polpa

  • Pulpite acuta (non visibile Rx)
  • Dentinogenesi secondaria e terziaria
  • Litiasi pulpare, calcificazione della polpa
  • Riassorbimento interno

Pulpite Acuta

Patologia della polpa

Dentinogenesi

Dentinogenesi: apposizione di nuovi strati di dentina

  • Secondaria: conseguenza dell'invecchiamento (riduzione fisiologica nell'anziano delle dimensioni della camera pulpare)
  • Terziaria: dovuta ad azione di fattori chimici, microbici o traumatici. Struttura diversa rispetto alla dentina normale (assenza di tubuli dentinali). Rx: riduzione in ampiezza della camera pulpare e dei canali radicolari fino alla pseudoobliterazione

B Dentinogenesi secondaria (uomo di 80 anni) Dentinogenesi terziaria (trauma a un incisivo centrale alcuni anni prima

Litiasi Pulpare e Calcificazione della Polpa

Litiasi pulpare

  • Concrezioni calcaree radiopache uniche o multiple nella camera pulpare. Morfologia e dimensioni variabili

Calcificazione della polpa

  • Processo degenerativo della polpa associato a agenti irritanti quali carie profonde, ampi restauri, traumi seguito in genere dalla morte della polpa

Litiasi pulpare Calcificazione della polpa

Riassorbimento Interno

Riassorbimento interno

  • Radiotrasparenza ovalare o allungata in continuità con la camera pulpare e i canali radicolari (diagnosi Rx)
  • Polpa vitale!
  • Insulto non letale della polpa: carie profonde, ampi restauri, traumi, invaginazione dello smalto

Processi Flogistici Periapicali

Alla flogosi pulpare, in assenza di trattamento, può far seguito un processo necrotico che porta alla flogosi inizialmente della regione periapicale e poi delle strutture vicine

  • Perioodontite apicale acuta
  • Ascesso acuto dentoalveolare
  • Periodontite apicale cronica
  • Granuloma
  • Cisti radicolo-dentaria
  • Osteomielite

Periodontite Apicale Acuta

  • Prima alterazione osservabile radiologicamente
  • Slargamento della porzione periapicale del legamento periodontale (ispessimento edemigeno del legamento e accumulo di essudato)

Ascesso Acuto Dentoalveolare

  • Interessamento flogistico dell'osso alveolare periapicale
  • Lacuna omogenea a margini sfumati in sede periapicale (con clinica di infiammazione acuta) 1

Periodontite Apicale Cronica

  • Slargamento del legamento periodontale cui si associano aree di osteosclerosi periapicali, indicative del carattere cronicizzante della lesione

Granuloma

  • Lesione secondaria ad infezione pulpare ad andamento cronicizzante
  • Molto spesso periapicale, può osservarsi anche in sede latero-radicolare e interradicolare
  • Il dente è in genere sensibile alla percussione assiale
  • Rx: immagine di radiotrasparenza semilunare in sede periodontale che in seguito assume un aspetto globoso
  • Può comportare rizolisi e riassorbimento del tessuto alveolare circostante

Cisti Radicolo-Dentaria

  • Evoluzione del granuloma se l'infiammazione persiste; degenerazione cistica con formazione di una raccolta liquida rivestita da epitelio stratificato
  • Diagnosi di cisti impossibile sulla base del solo aspetto radiologico (conven- zionalmente vengono conside-rate cisti le lesioni superiori a 1cm di diametro): l'elemento che orienta verso la cisti è il rilievo di un orletto radiopaco circondante la radiotrasparenza 850

Osteomielite Acuta

  • Rara evenienza clinica grave dovuta alla diffusione del processo infettivo agli spazi osteomidollari che vanno incontro a necrosi
  • Segni e sintomi precoci: febbre, dolore locale sordo che si acuisce con la palpazione, dolorabilità dei denti viciniori, tumefazione, adenopatia regionale
  • Quadro Rx (segni tardivi): lisi ossea rapidamente confluente; l'osso necrotico si separa dall'osso sano e compare il sequestro B

Osteomielite Cronica

  • Flogosi localizzata e persistente dell'osso che decorre con un quadro clinico attenuato
  • Quadro Rx: ee radiotrasparenti alternate ad aree osteosclerotiche o da immagini di opacità marmorea ben delimitate a contatto con la radice che può andare incontro a "ipercementosi" assumendo un aspetto arrotondato, globoso a "bacchetta di tamburo"

Ipercementosi

  • Ispessimento del cemento in seguito a processi flogistici cronici o degenerativi.
  • Rx: zone periradicolari di radiopacità che possono conferire alle radici un tipico aspetto a "bacchetta di tamburo"

Malattia Parodontale

Sede della Malattia Parodontale

  • Parodonto superficiale
  • Gengiva
  • Parodonto profondo
  • Osso alveolare
  • Legamento parodontale
  • cemento

Eziopatogenesi: Tartaro

Eziopatogenesi: tartaro Rx: immagini spiculari che originano dal contorno radicolare

Gengivite

Gengivite C Rx negatHo!

Lesioni Ossee nella Malattia Parodontale

  • Lesioni iniziali: perdita di densità della corticale ossea con conseguente aspetto sfumato della cresta alveolare; arrotondamento dell'angolo tra la cresta alveolare e la lamina dura
  • Lesioni moderate: perdita orizzontale dell'osso (alveolisi orizzontale con recessione della cresta alveolare; difetti ossei
  • Lesioni avanzate: lisi ossea ad andamento verticale con perdita del tessuto osseo che riveste le radici (formazione di tasche ossee) e tra le radici dei denti

Malattia parodontale C B

Ascesso Parodontale

  • Consegue alla occlusione coronale di una tasca profonda
  • Distruzione ossea ampia e rapida che può estendersi oltre l'apice della radice come nell'ascesso periapicale Sede più frequente: molari

Conclusioni sulla Radiologia nella Malattia Parodontale

Utilità della Radiologia

  • Valutazione delle condizioni dell'osso
  • Monitoraggio dell'evoluzione della malattia (valutazione della terapia)

Limiti della Radiologia

  • Non evidenziabili le alterazioni delle parti molli
  • Lesioni ossee iniziali spesso non evidenziabili
  • Non valutabile con precisione la profondità delle tasche ossee
  • Mal evidenziabili i difetti ossei sui lati linguale e vestibolare del dente
  • Densità della radice maschera le lesioni ossee iuxtaradicolari

Tomografia Computerizzata

a card Pellicola Immagine radiografica bidimensionale V Il corpo è 3D D SD Immagine radiografica bidimensionale V Il corpo è 3D V Difficoltà nel discriminare i tessuti molli (scarsa risoluzione di contrasto) V Impossibile attuare misure quantitative di assorbimento della radiazione X nella regione di interesse Pb BaSO4 Osso Muscolo Sangue Fegato Grasso Aria

Valori TC

TC 80 Sangue Fegato Milza Pancreas 40 Grigia Bianca Surrene 0 Acqua -100 Grasso -200 Polmone -400 -1000 Contrasti natural Aria 1000 Osso Nc Rene

Principi Fondamentali della Tomografia Computerizzata

TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA I principi fondamentali per la ricostruzione delle immagini tomografiche possono essere fatti risalire a quando, nel 1917, Johan Radon mostrò come un oggetto a due o tre dimensioni poteva venire ricostruito mediante una serie (infinita) di tutte le sue proiezioni. Radon J. Über die Bestimmung von Funktionen durch ihre. Integralwerte längs bestimmter Mannigfaltigkeiten, Ber. Verb. Sächs. Akad. Wiss. Leipzig, Math. - Nat. KI., 69 (1917), pp. 262-277 1 J. H. RADON , 1917 1.1 ..- 114 a = ( 주 )· [Fds $ 1 0)a's

Primo Scanner per Uso Clinico

TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA Primo scanner per uso clinico EMI Mark I scanner, Londra 1971 V Dedicato allo studio del cranio Tempo di scansione: 4 minuti V Tempo di ricostruzione: 20 minuti

TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA Primo scanner per uso clinico EMI-scanner, Londra 1971 V Dedicato allo studio del cranio Tempo di scansione: 4 minuti V Tempo di ricostruzione: 20 min u Primo esame (1971)

Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina

TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA Premio Nobel per la fisiologia e la medicina a G. Hounsfiel e A.M. Cormack nel 1979

Impatto della TC sulle Altre Metodiche

TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA Impatto della TC sulle altre metodiche 1200 1000 800 Unità TC istallate 600 400 200 0 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979

TC Dentascan

Protocollo d'Indagine TC

TC Dentascan V Protocollo d'indagine TC (Schwarz, 1987) V Acquisizione di immagini assiali ad alta definizione delle arcate dentarie Ricostruzioni multiplanari curve ed ortoradiali Proiezione degli artefatti da restauri e protesi metalliche sulle corone. Valutazione ottimale dell'osso e della porzione radicolare dei denti Schwarz MS, Int J Oral Maxillofac Implants 2:143-148, 1987

Applicazioni della TC Dentascan

TC Dentascan V Protocollo sviluppato inizialmente per problematiche implantologiche Ampie applicazioni per lo studio di tutta la patologia di interesse odontoiatrico V Pianificazione e valutazione del posizionamento di impianti v Patologia infiammatoria v Fistole sinusali Disodontiasi e denti inclusi V Localizzazione di corpi estranei v Patologia espansiva benigna e maligna v Patologia traumatica

Tecnica d'Indagine TC Dentascan

TC Dentascan - tecnica d'indagine V TC convenzionale, spirale, multidetettore v Scansioni ad alta definizione, spessore di strato <1.5mm V FOV: 120mm mascella, 100mm mandibola Matrice 512, 25-100mA, 120kV V Filtri di ricostruzione ad alta definizione Finestra: 2000HU, centro 400HU Piano si scansione: piano occlusale Estensione sufficiente a comprendere i recessi alveolari dei seni mascellari per lo studio del mascellare superiore ed il margine mandibolare per l'arcata inferiore

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