
Esempio Enfant Sauvage - Bambino selvaggio: isolamento sociale protratto per anni (esempio che mette in evidenza il rapporto natura e cultura)
Rapporto tra natura e cultura
- Ragazzo selvaggio dell’Aveyron riguarda un bambino Victor di circa dodici anni ritrovato in Francia nel 1798 nei boschi, dopo aver vissuto per
molti anni in isolamento, nello stato più selvaggio e per questa ragione del tutto incapace di comunicare e relazionarsi a qualsiasi livello con
i suoi simili.
- Riabilitato in un istituto in cui operava il giovane medico Jean-Marc-Gaspard Itard (1774-1838).
- Apprendimento del linguaggio verbale risultava impossibile per Victor, tuttavia il bambino riusciva a comunicare e a interagire con Itard e la
sua governante utilizzando il linguaggio gestuale che nei due testi del medico francese viene definito “pantomimico”. L’unca cosa che il
bambino riuscì ad apprendere era la parola Lait + qualche articolo.
- Quindi questo ci mette in evidenza che il linguaggio non dipende solo da fattori biologici.
Esiste un periodo critico per l’apprendimento del linguaggio?
Il caso di Genie o di Victor
- Bambini come loro, che subiscono abbandono, abuso e non sono esposti al linguaggio per molti anni, raramente riescono a parlare
normalmente.
- Alcuni esperti linguisti hanno ipotizzato che casi simili testimoniano l’esistenza di un periodo critico per lo sviluppo del linguaggio, ma altre
questioni rendono ambigua questa ipotesi: questi soggetti potrebbero soffrire di possibili deficit neurologici e gravi traumi emotivi. Quindi
è difficile stabilire un’unica ipotesi veritiera. Questo ci porta sempre di più a tenere aperto il dibattito natura-cultura e concepire questi due
aspetti in maniera integrata, e non da vedere in modo selettivo per comprendere un fenomeno.
Periodo critico
- Un periodo di tempo fisso durante il quale alcune esperienze possono avere un effetto di lunga durata nello sviluppo; dopo il quale imparare
risulta difficile se non impossibile. Ma è un concetto spesso ancora messo in discussione.
Approccio interazionista
- Supporta l’idea che la biologia e l’esperienza contribuiscano entrambe allo sviluppo linguistico.
- Jerome Bruner psicologo americano sostiene (1983, 1996) che il contesto socio-culturale sia fondamentale (similitudini teoria di Vygotskij).
- Sottolinea il ruolo dei genitori e degli insegnanti nella costruzione del sistema di supporto per l’acquisizione del linguaggio – language
acquisition support system LASS.
- Somiglia alla zona di sviluppo prossimale.
- Processo dinamico a basi neurobiologiche, mediato da interazioni sociali e comunicative di routine (format di attenzione e attenzione
condivisa).
- Chomsky aveva negato questa importanza dell’interazione.
LINGUAGGIO E COGNIZIONE
La cognizione è necessaria al linguaggio? Il linguaggio è necessario alla cognizione?
- Dibattito da sempre aperto sia in ambito psicologico che filosofico.
- Esistono prove dei legami tra linguaggio e pensiero.
- Studi sulla discrepanza tra QI e abilità espressive verbali (Sindrome di Williams che è una sindrome genetica che ha un fenotipo clinico
specifico e un fenotipo linguistico particolare).
- Gli studi su questa sindrome ci suggeriscono la possibilità che pensiero e linguaggio non siano poi così tanto collegati.
- Cioè che il pensiero può influenzare il linguaggio e il linguaggio può influenzare il pensiero.
- Ovvero entrambi possono essere intesi come parti di un sistema cognitivo singolo e automatizzato, che si evolvono come elementi della
mente separati, modulari e biologicamente predisposti.
- Linguaggio alla base del pensiero e del ragionamento.
- Quindi questi soggetti con questa sindrome con un QI al di sotto della norma (anche oltre le 2 deviazione standard), nonostante questo gli
individui riescono ad avere delle modalità espressive adeguate. Cosa che farebbe pensare che effettivamente sia un processo sganciato dal
cognitivo, tuttavia le posizioni rispetto a questo sono molto dibattute in quanto si possono verificare delle situazioni in cui il ritardo cognitivo
può comportare anche un ritardo del linguaggio. E spesso questo si nota nelle disabilità intellettive.
- Vygotskij sosteneva che i bambini usano il linguaggio non solo per comunicare, ma anche per pianificare, guidare e monitorare il loro stesso
comportamento.
- Parla di Linguaggio interiore: un importante strumento di pensiero durante la prima infanzia, rappresenta la transizione più precoce verso
una maggiore comunicatività a livello sociale (mentre secondo Piaget questo linguaggio è egocentrico e immaturo).
- Sostiene l’indipendenza tra pensiero e linguaggio.
- Pensiero e linguaggio hanno radici diverse ed il passaggio dall’uno all’altro non è automatico.
- Il loro sviluppo è inscindibile dal contesto sociale.
- Piaget sosteneva che il linguaggio dipende dal pensiero.
- Il linguaggio fa la sua comparsa verso i 18 mesi insieme ad altre forme di pensiero, quando lo stadio sensomotorio si conclude ed inizia una
forma di intelligenza di tipo rappresentativo.
- Il linguaggio sarebbe reso possibile da un più generale sviluppo cognitivo e dalla concomitante comparsa della funzione simbolica.
- La sua natura è individuale.
- Essendo subordinato al pensiero, inizialmente si tratta di un linguaggio egocentrico, immaturo.
- Sviluppo solo più tardi, superando l’egocentrismo, diverrà comunicativo e assumerà una funzione sociale.
IMPORTANZA DELLE TAPPE DI SVILUPPO
Utile conoscere le tappe dello sviluppo del linguaggio al fine di:
- Identificare ritardi o disturbi del linguaggio (dopo i 3 anni – età prescolare). Valutare com’è la qualità e lo sviluppo del linguaggio.