Appunti di Filmologia 2022-23, Polato, Università degli Studi di Padova

Documento dall'Università degli Studi di Padova su Appunti lezioni Filmologia 2022-23, Polato. Il Pdf esplora la storia del cinema e l'impatto della tecnologia sui media, con lezioni datate che coprono la nascita della filmologia e la convergenza mediatica, utili per lo studio universitario.

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68 pagine

Appunti lezioni Filmologia 2022-23,
Polato, Unipd
Storia Del Cinema
Università degli Studi di Padova (UNIPD)
67 pag.
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Giulia Pani A.A. 2022/2023
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Filmologia 2022/23
04/10/22
Il termine filmologia è un termine che solitamente fa supporre delle cose che possono non essere vere. La
filmologia storica si interessa al cinema e al film come punta più innovativa di quelli che poi verranno
chiamati strumenti di comunicazione di massa. Il cinema e il film come fenomeni rilevanti di una categoria
più ampia e in continuo divenire. Infatti, già negli anni ’50 i filmologi si interessano alla televisione,
interrogandosi sugli elementi di continuità con il cinema e gli elementi che distinguono un mezzo dall’altro.
In questa prospettiva la filmologia è anche un percorso che si affaccia a quello che è il panorama mediale
attuale e ci interrogheremo rispetto ai cambiamenti che la tecnologia ma anche i modi di utilizzo hanno
portato al presente, come sono cambiati i modi di far circolare le testualità audiovisive. Se nel ‘46/’47 un
film era visibile unicamente in sala, negli anni successivi questa possibilità si ampia. I film passano in
televisione, ma poi ci fu l’avvento delle VHS, i DVD, i file che circolano in rete, ecc.
I film che vedremo saranno analizzati sia nella loro dimensione linguistica, interrogandoci sulle forme del
linguaggio con l’analisi dettagliata di alcune parti del film che poi saranno parte del programma d’esame
(quest’anno i film proposti dal corso verteranno sul pensiero ecologico del cinema e l’ecocinema).
Filmologia storica = si interessa ai film e al cinema con una punta tecnologica attraverso strumenti che poi
verranno chiamati strumenti di comunicazione di massa (ad es. la televisione). La filmologia storica nasce
tra il ‘46 e il ‘47, è un periodo di grande slancio che si accompagna a un desiderio di ricostruzione materiale
e di ricostruzione di civiltà che segue il secondo conflitto mondiale. Ci troviamo a Parigi all’interno di un
contesto universitario.
I corsi di cinema all’interno dell’università vengono introdotti grazie alla legittimazione del cinema come
forma d’arte. Il cinema ha una doppia natura, da un lato è un prodotto, fa parte di un’economia, dall’altro è
un’arte, una forma espressiva. Ma prima di essere legittimata come tale, c’è voluto molto tempo.
La prima proiezione pubblica (anche se molti contestano il fatto che sia la vera prima proiezione) è
avvenuta all’interno di un caffè parigino. I caffè erano luoghi dove erano previste diverse forme di
intrattenimento. Il 28 dicembre 1895 ci fu la proiezione delle vedute Lumière. Con “vedute Lumière” si
intendono scene di vita quotidiana, paesaggi, senza nessun tipo di montaggio.
10/10/22
In sede d’esame una delle prime domande proposte verterà proprio sulla definizione di filmologia, quando
nasce, in che contesto, le sue specificità, quali sono i precedenti e le eredità. Per il corso saranno
fondamentali la definizione di filmologia tratta dall’enciclopedia Treccani, la premessa al volume "L'illusione
filmica. Manuale di filmologia" di Nepoti, gli appunti delle lezioni e le dispense caricate dalla docente su
Moodle.
La fondazione della filmologia: nasce storicamente in Francia, a Parigi, all’università La Sorbonne tra il
1946/47. La cornice universitaria è una cornice istituzionale, che plasma e modella il tipo di conoscenza. Già
negli anni precedenti al ’46 il cinema era un’arte ampiamente legittimata su cui avevano scritto in molti, ma
l’ambizione di far entrare il cinema all’università significa anche modellare la conoscenza in un determinato
modo.
- 1946: viene fondata l’associazione per la ricerca filmologica.
- 1947: viene fondato l’Istituto di Filmologia (Università la Sorbonne, Parigi).
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Filmologia 2022/23

Introduzione alla Filmologia

04/10/22 Il termine filmologia è un termine che solitamente fa supporre delle cose che possono non essere vere. La filmologia storica si interessa al cinema e al film come punta più innovativa di quelli che poi verranno chiamati strumenti di comunicazione di massa. Il cinema e il film come fenomeni rilevanti di una categoria più ampia e in continuo divenire. Infatti, già negli anni '50 i filmologi si interessano alla televisione, interrogandosi sugli elementi di continuità con il cinema e gli elementi che distinguono un mezzo dall'altro. In questa prospettiva la filmologia è anche un percorso che si affaccia a quello che è il panorama mediale attuale e ci interrogheremo rispetto ai cambiamenti che la tecnologia ma anche i modi di utilizzo hanno portato al presente, come sono cambiati i modi di far circolare le testualità audiovisive. Se nel '46/'47 un film era visibile unicamente in sala, negli anni successivi questa possibilità si ampia. I film passano in televisione, ma poi ci fu l'avvento delle VHS, i DVD, i file che circolano in rete, ecc.

I film che vedremo saranno analizzati sia nella loro dimensione linguistica, interrogandoci sulle forme del linguaggio con l'analisi dettagliata di alcune parti del film che poi saranno parte del programma d'esame (quest'anno i film proposti dal corso verteranno sul pensiero ecologico del cinema e l'ecocinema).

Filmologia storica = si interessa ai film e al cinema con una punta tecnologica attraverso strumenti che poi verranno chiamati strumenti di comunicazione di massa (ad es. la televisione). La filmologia storica nasce tra il '46 e il '47, è un periodo di grande slancio che si accompagna a un desiderio di ricostruzione materiale e di ricostruzione di civiltà che segue il secondo conflitto mondiale. Ci troviamo a Parigi all'interno di un contesto universitario.

I corsi di cinema all'interno dell'università vengono introdotti grazie alla legittimazione del cinema come forma d'arte. Il cinema ha una doppia natura, da un lato è un prodotto, fa parte di un'economia, dall'altro è un'arte, una forma espressiva. Ma prima di essere legittimata come tale, c'è voluto molto tempo.

La prima proiezione pubblica (anche se molti contestano il fatto che sia la vera prima proiezione) è avvenuta all'interno di un caffè parigino. I caffè erano luoghi dove erano previste diverse forme di intrattenimento. Il 28 dicembre 1895 ci fu la proiezione delle vedute Lumière. Con "vedute Lumière" si intendono scene di vita quotidiana, paesaggi, senza nessun tipo di montaggio.

Fondazione e Contesto della Filmologia

10/10/22 In sede d'esame una delle prime domande proposte verterà proprio sulla definizione di filmologia, quando nasce, in che contesto, le sue specificità, quali sono i precedenti e le eredità. Per il corso saranno fondamentali la definizione di filmologia tratta dall'enciclopedia Treccani, la premessa al volume "L'illusione filmica. Manuale di filmologia" di Nepoti, gli appunti delle lezioni e le dispense caricate dalla docente su Moodle.

La fondazione della filmologia: nasce storicamente in Francia, a Parigi, all'università La Sorbonne tra il 1946/47. La cornice universitaria è una cornice istituzionale, che plasma e modella il tipo di conoscenza. Già negli anni precedenti al '46 il cinema era un'arte ampiamente legittimata su cui avevano scritto in molti, ma l'ambizione di far entrare il cinema all'università significa anche modellare la conoscenza in un determinato modo.

  • 1946: viene fondata l'associazione per la ricerca filmologica.
  • 1947: viene fondato l'Istituto di Filmologia (Università la Sorbonne, Parigi).

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  • Settembre 1947: Primo Congresso internazionale di Filmologia (il secondo congresso sarà nel 1955). Il congresso e successivamente la rivista sono strumenti per affermare e presentare pubblicamente la filmologia. Impresa promossa dal professore Gilbert Cohen-Seat.
  • 1947-1961: accanto alla fondazione di istituti, associazioni e congressi, viene fondata anche la prima rivista di filmologia, REVUE INTERNATIONALE DE FILMOLOGIE.

Definizione di Filmologia secondo Cohen-Seat

Che cos'è la filmologia? «Una conoscenza ordinata che ha per oggetto un insieme di fenomeni specifici che possono dividersi in due gruppi principali: i fatti filmici e i fatti cinematografici» definita da Cohen-Seat nel suo Essai sur les principes d'une philosophie du cinéma, 1. Introduction générale. Notions fondamentales et vocabulaire de filmologie (1946).

Conoscenza ordinata: la filmologia aspira a entrare all'interno dell'istituzione universitaria. Potremmo anche dire (al posto di ordinata) che la filmologia è una conoscenza metodologicamente fondata o scientificamente connotata.

Bibliothèque de Philosophie Contemporaine Pondde par Felix ALCAN ESSAI SUR LES PRINCIPES D'UNE PHILOSOPHIE DU CINEMA PAR GILBERT COHEN-SEAT Presses Universitaires de France

Bisogna pensare ai processi di acquisizione delle informazioni e delle conoscenze perché i processi non sono tutti uguali, si possono avere dei processi individuali di tipo intuitivo, per esempio, senza che il soggetto sia in grado di elaborare i passaggi che gli permettono di accedere a una conoscenza. Ci possono essere dei processi di acquisizioni di conoscenze attraverso le osservazioni di pratiche.

Invece, in questo caso, è importante soffermarsi sulla dimensione scientifica della conoscenza, che ha a che fare con l'istituzione universitaria. Il termine scientifico è ambiguo a livello universitario perché da un lato qualifica una forma di conoscenza e dall'altro perché tutte le discipline hanno fondamenti scientifici. Ci sono delle procedure condivise per avvalorare o verificare un'ipotesi. Queste procedure saranno diverse da ambito a ambito, l'ipotesi iniziale deve essere validata da un protocollo, da una procedura condivisa, la comunità dei pari deve concordare sul miglior metodo per verificare questa determinata ipotesi.

Scientificamente connotata significa che c'è un metodo, una successione di step, riconosciuti dalla comunità di riferimento (es. Wikipedia non è una fonte scientifica, non ha un comitato alla base che verifica i contenuti, che invece sono verificati dalla comunità stessa).

L'approccio di Cohen-Seat (promotore della filmologia) è quello che il film sia solo una parte di un fenomeno complesso e articolato che è il cinema. Questo fenomeno è così complesso e tocca così tanti aspetti dell'esistenza umana che non è possibile che un singolo studioso possa abbracciare la complessità di questo fenomeno. La filmologia (secondo Cohen-Seat) è quindi un appello alle diverse discipline accademiche perché ciascuna, dalla propria prospettiva di studio, affronti quel pezzettino di complessità del fenomeno generale che è il cinema, con l'ambizione che ad un certo momento tutte queste conoscenze possano dialogare tra loro.

La filmologia è quindi anche un orientamento di studi, perché ha un aspetto corale e multidisciplinare (sociologia, storia, ecc.). Per un sociologo, per esempio, è importante individuare l'aspetto sociologico del cinema: i film possono riflettere le realtà sociali, possono captare l'aria del tempo e restituirla rendendo visibile ciò che non abbiamo visualizzato; rispetto a uno stato della realtà propone dei modelli di struttura sociale; la visione di alcuni film determinano dei modi e dei comportamenti sociali (soprattutto nella fase infantile e adolescenziale); il cinema dà l'opportunità di riunire molte persone (quando si parla di nascita del cinema, infatti, si fa riferimento alla prima proiezione pubblica).

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Paradigmi Teorici del Cinema

Uno studioso italiano, Francesco Casetti, filmologo, tripartisce tre grandi paradigmi teorici del cinema: approccio ontologico, metodologico e teorie semiotiche (che studia il linguaggio cinematografico, l'inventore è Christian Metz):

  • Approccio ontologico: Andre Bazin scrive "Che cos'è il cinema?". Bazin è l'emblema dell'approccio ontologico, cioè che si interroga su quale sia l'essenza del cinema, su che cos'è il cinema. Cerca una risposta che caratterizza il cinema, distinguendolo dalle altre arti. Un filmologo avrebbe risposto che il cinema è un fattore complesso e che comprende diverse prospettive, tante discipline.
  • Approccio metodologico: per cominciare a vedere questa complessità, si cerca di porre un metodo, di distinguere e dare delle categorie, che servono per riflettere, non sono delle etichette.

Fatti Filmici e Fatti Cinematografici

La complessità si può scomporre in due categorie principali (come dice Cohen-Seat nella sua definizione): i fatti filmici e i fatti cinematografici.

  • Fatti filmici: è il film come testo, riportato nei manuali del film, analizzato nelle sue strutture, ma anche l'esperienza dello spettatore in sala (nel '46 l'esperienza era solo in sala). Per esempio, è un fatto filmico è anche la reazione, anche corporea, dello spettatore durante la visione del film. I filmologi iniziano a chiedersi l'impressione di realtà, la risposta motoria dello spettatore in sala.
  • Fatto cinematografico: tutto ciò che l'esistenza del fatto filmico mette in moto. Tutto ciò che esiste per il fatto che esiste il fatto filmico. Si può tripartire il fatto cinematografico in: prima del fatto filmico, dopo il fatto filmico e attorno (non durante perché sarebbe lo stato filmico stesso).
    • Prima: tutte quelle strutture che permettono al fatto filmico di esistere e che hanno declinazioni diversificate che interroga il fatto cinematografico nel suo punto di vista (anche quello tecnologico).
    • Dopo: è l'impatto sulla società, per esempio.
    • Attorno: tutto il resto. Lo star system, per esempio, un modo per aumentare l'attrattività del film, puntare non solo sulla testualità del film, ma anche sulla capacità attrattiva di un determinato attore. Per esempio, anche lo studio delle sale cinematografiche nei loro cambiamenti rispetto alla struttura urbana (centro storico e periferie). Un altro esempio di fatto cinematografico è la necessità di normare le professioni cinematografiche.

Quindi, un primo intervento importante per la filmologia è questa divisione tra fatto filmico e fatto cinematografico. Un secondo intervento fondamentale rispetto a questa prospettiva metodologicamente fondata è l'istituzione di un vocabolario. Esistevano già dei termini per parlare di cinema, esisteva già anche una manualistica professionale, quello che non esisteva era un vocabolario condiviso all'interno dell'accademia, è il primo passo per avviare una conoscenza metodologicamente fondata. I termini si declinano a seconda del contesto a cui fanno riferimento (es. il significato del termine scena cambia se si fa riferimento al teatro o al cinema). I termini possono cambiare nel tempo e quindi le definizioni possono essere sostituite. L'elemento importante per una conoscenza scientifica, ordinata e metodologicamente fondata è che nel momento in cui parliamo tutti intendiamo la stessa cosa. Questo è un passo fondamentale per il rigore metodologico a cui la filmologia aspira, è la condizione necessaria per essere accolti nel contesto universitario.

Visione: Sherlock Junior di Buster Keaton (La palla numero 13, 1924): visione sonorizzata e non.

Istituzioni e Autorevolezza della Filmologia

11/10/22 Le azioni per dare un carattere di presenza alla filmologia sono le fondazioni di una serie di istituzioni (congressi, istituti e rivista), sono elementi che danno autorevolezza e sono strumenti che permettono ai filmologi di confrontarsi.

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