Personalità: prospettive psicodinamiche e socio-cognitive, fondamenti biologici

Documento di Università sulla Personalità, esplorando le prospettive psicodinamiche, socio-cognitive e i fondamenti biologici. Il Pdf analizza le teorie di Freud, Eysenck, Gray e Bandura, con focus sui meccanismi di difesa e la struttura della personalità, adatto per Psicologia a livello universitario.

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8 pagine

Psicologia generale I
Personalità
XVI capitolo
Possiamo definire la personalità come il modo distintivo e relativamente duraturo di pensare, sentire e
agire che caratterizza le risposte di una persona alle situazioni della vita. Lo studio della personalità è stato
condotto da diverse prospettive, in particolare da quella psicodinamica, umanistica, biologica,
comportamentale, cognitiva e socioculturale. Queste prospettive forniscono concezioni piuttosto diverse
sulla personalità ma non incompatibili tra di loro.
16.2 La prospettiva psicodinamica
I teorici psicodinamici sostengono che le cause del comportamento sono interazioni dinamiche tra forze
interne della personalità di cui l’individuo non è consapevole.
LA TEORIA PSICOANALITICA DELLA PERSONALITÁ di Freud: la personalità è determinata da
forze inconsce.
Freud diede origine alla sua teoria all’inizio del 900. Credeva che l’esperienza conscia fosse solo l’apice
della struttura psicologica e dell’esperienza, mentre gran parte del comportamento è motivato
dall’inconscio cioè una parte della personalità di cui una persona non è consapevole.
Freud considerava la personalità come un sistema energetico, in cui le pulsioni generano energia psichica
o libido, che è la forza motivazionale che guida il nostro comportamento. Per conoscere la personalità
bisogna svelare l’inconscio, ma poiché il contenuto dell’inconscio non può essere osservato direttamente
è necessario capire i processi inconsci che dirigono il comportamento, cioè impulsi, desideri e sogni. Una
piccola parte dell’inconscio è costituita dal preconscio: contiene materiale non minaccioso e facilmente
riportabile a un livello conscio. La mente conscia invece è costituita dagli eventi mentali di cui si ha
consapevolezza. Freud paragonò la mente a un iceberg, con la mente inconscia che rappresenta la parte
sotto la superficie, molto più ampia di quella visibile in superficie.
2
La struttura della personalità
Freud ha diviso la personalità in Es, Io e Super-Io, tre istanze separate ma interagenti. Queste sono
concezioni astratte di un modello generale di personalità che descrive l’interazione di forze che motivano
il comportamento.
ES: è la parte innata, il nucleo della personalità ed è la fonte di tutta l’energia psichica (libido). Opera in
accordo con il principio di piacere, il cui scopo è l’immediata riduzione della tensione creata da forze
primitive collegate alla fame, al sesso, all’aggressività e agli impulsi irrazionali, e la massimizzazione
della soddisfazione. L’Es non può soddisfare direttamente stesso perché non ha contatti con il mondo
esterno. Si sviluppa una nuova struttura: l’io.
IO: è la parte della personalità che lotta per bilanciare l’Es e la realtà del mondo esterno. È la componente
a contatto con la realtà e funziona a livello cosciente. L’IO prende decisioni, controlla le azioni e permette
di risolvere i problemi. Opera in accordo con il principio di realtà, in cui l’energia istintiva è repressa
(decide quando e in quali condizioni l’Es può scaricare in modo sicuro i suoi impulsi e soddisfare i suoi
bisogni) per mantenere la sicurezza dell’individuo e aiutare l’integrazione della persona nella società.
Possiamo dire che l’IO rappresenta la ragione e la sanità mentale, mentre l’Es rappresenta le passioni
indomite.
SUPER-IO: è l’ultima struttura della personalità a svilupparsi e rappresenta i valori e gli ideali tradizionali
della famiglia e della società. Rappresenta cosa è giusto e cosa è sbagliato. Come l’Io, il Super-io cerca di
controllare gli istinti dell’Es, in particolare gli impulsi sessuali e aggressivi che sono condannati dalla
società; ma mentre l’Io cerca semplicemente rimandare la gratificazione istintuale fino a quando le
condizioni sono sicure, il Super-io, nella sua continua ricerca della perfezione, cerca di bloccare la
gratificazione in modo permanente. A sua volta, è composto da:
COSCIENZA: permette di evitare di avere un comportamento immorale;
IDEALE DELL’IO: motiva a fare ciò che è moralmente corretto.
Il comportamento osservabile rappresenta un compromesso tra motivazioni, bisogni, impulsi e difese.
Quando l’Io affronta impulsi che minacciano di sfuggire al controllo si genera l’ansia. Se i comportamenti
adattivi non sono efficaci nel ridurla, l’Io può ricorrere a meccanismi di difesa, operazioni mentali
inconsce che negano o distorcono la realtà. Ad esempio:
§ REPRESSIONE: l’Io evita che ansia, ricordi, sentimenti e impulsi entrino nella coscienza
reprimendoli nell’inconscio,
ma possono esprimersi
indirettamente ad es. nei sogni.
§ SUBLIMAZIONE: gli impulsi
tabù possono essere incanalati
in comportamenti socialmente
desiderabili e ammirevoli.
I meccanismi di difesa operano in
modo inconsapevole, per cui le
persone non sono consapevoli di
usare l’autoinganno per allontanare
l’ansia.

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Anteprima

Psicologia generale I

Personalità
XVI capitolo
Possiamo definire la personalità come il modo distintivo e relativamente duraturo di pensare, sentire e
agire che caratterizza le risposte di una persona alle situazioni della vita. Lo studio della personalità è stato
condotto da diverse prospettive, in particolare da quella psicodinamica, umanistica, biologica,
comportamentale, cognitiva e socioculturale. Queste prospettive forniscono concezioni piuttosto diverse
sulla personalità ma non incompatibili tra di loro.

La prospettiva psicodinamica

I teorici psicodinamici sostengono che le cause del comportamento sono interazioni dinamiche tra forze
interne della personalità di cui l'individuo non è consapevole.
LA TEORIA PSICOANALITICA DELLA PERSONALITÁ di Freud: la personalità è determinata da
forze
inconsce.
Freud diede origine alla sua teoria all'inizio del 900. Credeva che l'esperienza conscia fosse solo l'apice
della struttura psicologica e dell'esperienza, mentre gran parte del comportamento è motivato
dall'inconscio cioè una parte della personalità di cui una persona non è consapevole.
Freud considerava la personalità come un sistema energetico, in cui le pulsioni generano energia psichica
o libido, che è la forza motivazionale che guida il nostro comportamento. Per conoscere la personalità
bisogna svelare l'inconscio, ma poiché il contenuto dell'inconscio non può essere osservato direttamente
è necessario capire i processi inconsci che dirigono il comportamento, cioè impulsi, desideri e sogni. Una
piccola parte dell'inconscio è costituita dal preconscio: contiene materiale non minaccioso e facilmente
riportabile a un livello conscio. La mente conscia invece è costituita dagli eventi mentali di cui si ha
consapevolezza. Freud paragonò la mente a un iceberg, con la mente inconscia che rappresenta la parte
sotto la superficie, molto più ampia di quella visibile in superficie.

Io
Conscio
Super-Io
Inconscio
Es

La struttura della personalità

Freud ha diviso la personalità in Es, Io e Super-Io, tre istanze separate ma interagenti. Queste sono
concezioni astratte di un modello generale di personalità che descrive l'interazione di forze che motivano
il comportamento.
ES: è la parte innata, il nucleo della personalità ed è la fonte di tutta l'energia psichica (libido). Opera in
accordo con il principio di piacere, il cui scopo è l'immediata riduzione della tensione creata da forze
primitive collegate alla fame, al sesso, all'aggressività e agli impulsi irrazionali, e la massimizzazione
della soddisfazione. L'Es non può soddisfare direttamente sé stesso perché non ha contatti con il mondo
esterno. Si sviluppa una nuova struttura: l'io.
IO: è la parte della personalità che lotta per bilanciare l'Es e la realtà del mondo esterno. È la componente
a contatto con la realtà e funziona a livello cosciente. L'IO prende decisioni, controlla le azioni e permette
di risolvere i problemi. Opera in accordo con il principio di realtà, in cui l'energia istintiva è repressa
(decide quando e in quali condizioni l'Es può scaricare in modo sicuro i suoi impulsi e soddisfare i suoi
bisogni) per mantenere la sicurezza dell'individuo e aiutare l'integrazione della persona nella società.
Possiamo dire che l'IO rappresenta la ragione e la sanità mentale, mentre l'Es rappresenta le passioni
indomite.
SUPER-IO: è l'ultima struttura della personalità a svilupparsi e rappresenta i valori e gli ideali tradizionali
della famiglia e della società. Rappresenta cosa è giusto e cosa è sbagliato. Come l'Io, il Super-io cerca di
controllare gli istinti dell'Es, in particolare gli impulsi sessuali e aggressivi che sono condannati dalla
società; ma mentre l'Io cerca semplicemente rimandare la gratificazione istintuale fino a quando le
condizioni sono sicure, il Super-io, nella sua continua ricerca della perfezione, cerca di bloccare la
gratificazione in modo permanente. A sua volta, è composto da:

  • COSCIENZA: permette di evitare di avere un comportamento immorale;
  • IDEALE DELL'IO: motiva a fare ciò che è moralmente corretto.

Il comportamento osservabile rappresenta un compromesso tra motivazioni, bisogni, impulsi e difese.
Quando l'Io affronta impulsi che minacciano di sfuggire al controllo si genera l'ansia. Se i comportamenti
adattivi non sono efficaci nel ridurla, l'Io può ricorrere a meccanismi di difesa, operazioni mentali
inconsce che negano o distorcono la realtà. Ad esempio:

  • REPRESSIONE: l'Io evita che ansia, ricordi, sentimenti e impulsi entrino nella coscienza
    reprimendoli
    nell'inconscio,
    ma
    possono
    esprimersi
    indirettamente ad es. nei sogni.
  • SUBLIMAZIONE: gli impulsi
    tabù possono essere incanalati
    in comportamenti socialmente
    desiderabili e ammirevoli.
    I meccanismi di difesa operano in
    modo inconsapevole, per cui le
    persone non sono consapevoli di
    usare l'autoinganno per allontanare
    l'ansia.

Meccanismi psicodinamici di difesa dell'Io

TABELLA 16.1 Meccanismi psicodinamici di difesa dell'lo

Meccanismo di difesaDescrizioneEsempio
RifiutoUna persona rifiuta di riconoscere gli aspetti
ansiogeni dell'ambiente; il rifiuto può
riguardare sia le emozioni connesse all'evento
che l'evento stesso
Un uomo a cui è stato detto che ha
un cancro in fase terminale si rifiuta di
considerare la possibilità di non guarire
SpostamentoUn impulso inaccettabile o pericoloso viene
represso e quindi indirizzato verso un
obiettivo sostitutivo più sicuro
Una donna che viene molestata dal suo
capo non prova rabbia sul lavoro, ma poi
torna a casa e maltratta il marito e i figli
IntellettualizzazioneL'emozione legata a un evento sconvolgente
viene repressa e la situazione viene
affrontata come un evento intellettualente
interessante
Una persona che è stata rifiutata in una
relazione importante parla in modo
molto razionale della "interessante
imprevedibilità delle relazioni amorose"
ProiezioneUn impulso inaccettabile viene represso e poi
attribuito (proiettato) ad altre persone
Una donna con un forte desiderio
represso di avere una relazione accusa
continuamente il marito di esserle infedele
RazionalizzazioneUna persona costruisce una spiegazione
o una scusa falsa ma plausibile per un
comportamento o un evento ansiogeno che si
è già verificato
Uno studente sorpreso a imbrogliare in un
esame si giustifica sottolineando che i test
del professore sono ingiusti e che, inoltre,
anche tutti gli altri stavano imbrogliando
Reazione contrariaUn impulso ansiogeno viene represso e la sua
energia psichica trova sfogo in un'espressione
esagerata del comportamento opposto
Una madre che nutre sentimenti di
risentimento nei confronti del figlio li
reprime e diventa iperprotettiva nei suoi
confronti
RepressioneUn processo difensivo attivo che confina
gli impulsi o i ricordi ansiogeni nella mente
inconscia
Una persona che ha subito un abuso
durante l'infanzia sviluppa un'amnesia per
l'evento
SublimazioneUn impulso represso viene liberato sotto
forma di un comportamento socialmente
accettabile o addirittura ammirato
Un uomo con forti impulsi ostili diventa
un reporter investigativo che con le sue
storie rovina le carriere politiche

2

Lo sviluppo psicosessuale

Freud propone che le esperienze e le difficoltà verificatesi durante uno stadio particolare dell'infanzia
possono predire i tratti della personalità adulta. Egli sosteneva che i bambini passano attraverso una serie
di stadi psicosessuali durante i quali le tendenze dell'Es a ricercare piacere si concentrano su specifiche
aree del corpo sensibili al piacere. Se durante questi stadi si sperimentano privazioni o eccessivi piaceri si
può verificare: la fissazione, uno stato di arresto dello sviluppo in cui gli istinti sono focalizzati su un
particolare tema psichico; o la regressione, cioè il ritiro psicologico a uno stadio psicosessuale precedente.

  1. FASE ORALE (dalla nascita a 12-18 mesi): la bocca è il centro di soddisfazione primaria che si
    verifica durante l'assunzione di cibo, la suzione al senso, del pollice o di altri oggetti. Lo svezzamento
    (cessare l'alimentazione al seno o al biberon) è il principale conflitto durante questa fase: in questo
    stadio la fissazione potrebbe portare a un adulto insolitamente interessato ad attività orali, come
    mangiare o fumare, o a un'eccessiva autoindulgenza e dipendenza.
  2. FASE ANALE (dai 12-18 mesi ai 3 anni): la regione anale è la fonte principale di piacere, i bambini
    ottengono piacere nell'espulsione e nella ritenzione delle feci. Se l'addestramento sfinterico è severo
    può causare una fissazione che produce compulsioni, insistenza ossessiva su regole, un adulto
    eccessivamente severo nel senso dell'ordine oppure, all'opposto, una persona disordinata.
  3. FASE FALLICA (dai 3-4 ai 6 anni): la fonte di piacere è nei genitali. Una difficoltà in questa fase
    potrebbe provocare problemi di tutti i tipi, inclusi comportamenti da ruolo sessuale improprio e
    fallimento nello sviluppo della coscienza. In questa fase avviene anche il complesso di Edipo: il
    bambino maschio comincia a sviluppare interesse sessuale per la madre e vede nel padre un rivale e
    desidera ucciderlo. Questi sentimenti di possessione verso la madre generano senso di colpa e paura
    che il padre, scoprendoli, possa castrarlo. Ciò provoca ansia che poi diviene una repressione nei
    confronti del desiderio per la madre e identificazione (processo per cui si desidera essere il più
    possibile come un'altra persona, imitando il suo comportamento e adottandone pensieri e valori) con
    il padre. Per le ragazze il processo è diverso: il risveglio sessuale è nei confronti del padre e incolpano
    la madre per la mancanza del pene ("invidia del pene"). Credono che per risolvere questo sentimento
    debbano identificarsi con i genitori del loro stesso sesso. Prende il nome di complesso di Elettra.
  4. FASE DI LATENZA (dai 6 anni fino all'adolescenza): è la fase durante la quale le preoccupazioni
    sessuali dei bambini sono temporaneamente messe da parte.
  5. FASE GENITALE (dall'adolescenza all'età adulta): il focus è sulla sessualità matura che Freud
    identifica col rapporto sessuale.

Approcci neoanalitici e delle relazioni oggettuali

I teorici neoanalitici erano psicoanalisti che si sono formati con la teoria freudiana tradizionale ma
successivamente hanno rifiutato alcuni dei suoi punti principali e svilupparono teorie alternative. Tra
questi, vi erano Adler, Horney, Erikson e Jung, che ponevano maggior enfasi alle funzioni dell'Io,
sostenendo che questo possiede più controllo dell'Es nella vita quotidiana. Attribuivano un ruolo più
importante ai fattori sociali e culturali che influenzano la personalità, mentre pongono enfasi minore sul
sesso.
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