Documento sulla pedagogia come scienza dell'educazione, le sue teorie e gli stadi di sviluppo di Piaget. Il Pdf esplora l'oggetto di studio, i principi fondamentali e le relazioni con altre discipline, utile per lo studio universitario di Psicologia.
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L'oggetto di studio della pedagogia è l'educazione, che si può intendere come il processo attraverso il quale avviene lo sviluppo complessivo della persona.
Il primo assioma della pedagogia è quello dello sviluppo unico e irripetibile dell'essere umano: ogni individuo è differente, originale, singolare. Per questo motivo, il processo di educazione, che si esperisce nell'arco di tutta la vita, è unico per ognuno.
Il termine educazione deriva dal greco, ed è composta da due parti:
In base al "luogo" da cui possiamo apprendere, l'educazione può essere:
In base alle modalità attraverso le quali può avvenire l'educazione, questa si classifica in:
In base al tempo in cui l'educazione si sviluppa, possiamo distinguere un'educazione:
La relazione che si instaura tra chi educa e chi viene educato è un rapporto asimmetrico sul piano delle conoscenze ma simmetrico sul piano umano, per utilizzare le parole di Francesco De Bartolomei è un rapporto "di pareggio non paritario".
L'educazione è anche tecnica e arte. Tecnica perché l'educatore segue modelli, tecniche e strumenti per poter educare, ma allo stesso tempo deve modellare, come fosse un artista, un metodo funzionale per adattare l'insegnamento ad ogni studente.
All'educazione possono essere associati degli aggettivi, l'educazione è un processo:
L'educazione è considerata un evento, in quanto è destinata a cambiare ed evolversi con l'avanzare del tempo, il suo fine ultimo è quello di produrre un cambiamento nell'individuo, l'educazione non è tale se non produce un cambiamento.
La pedagogia nasce successivamente all'educazione. Il concetto di pedagogia è da far risalire all'antica Grecia, dove la pedagogia stessa era limitata in una breve fase della vita del soggetto, oggi, invece, sappiamo che l'educazione accompagna la persona lungo tutta la sua vita. VPer pedagogia non si intente quindi solo il metodo con cui educare, ma è una scienza e sé stante che si occupa di tutte le conoscenze attorno all'educazione e ne sviluppa nuovi modelli con l'avanzare delle epoche. Dewey, autore de "Le fonti di una scienza dall'educazione", individua nella pedagogia un sapere interdisciplinare, una scienza che è tale perché utilizza il metodo di indagine scientifico (ipotesi, tesi, osservazione), prende quindi i metodi delle scienze esatte per applicarli al concetto di educazione.
La pedagogia oltre che scienza può anche essere definita come riflessione teorica, in quanto rende la pratica educativa man mano più efficace nello sviluppo e nella crescita umana. Per questo motivo si parla di rapporto "teoria-prassi", ogni riflessione pedagogica deve avere un fine pratico, quindi un risvolto positivo nello sviluppo nei modelli educativi, questo rapporto è definito a spirale in quanto un aspetto alimenta l'altro, la teoria sviluppa la pratica e viceversa.
La pedagogia, come altre scienze umane, per avvalersi dello status di scienza deve sottostare a dei principi:
La pedagogia dimostra di essere scienza in quanto è capace di formulare costantemente nuove teorie, e di trovare il modo, attraverso il metodo scientifico, di verificare i propri modelli e di individuarne le finalità pratiche. Allo stesso tempo dimostra di essere scienza umana, in quanto la pedagogia non porta a delle tecnologie o a delle istruzioni assolute applicabili ad ogni individuo, ma è anche in grado di adattarsi (arte) alla molteplicità delle differenze individuali.
Oltre che sull'educazione, la pedagogia riflette anche su se stessa. Brezinka parla di metapedagogia, un concetto che intende la pedagogia stessa come una disciplina che studia anche le sue stesse teorie per riformularle e perfezionarle. Distinguiamo quindi una pedagogia che è una riflessione teorica di primo grado quando studia l'evento educativo, e di secondo grado quando riflette sulle sue stesse teorie, ponendo in esame la sua validità.
Per teoria si intende l'insieme di enunciati in grado di fornire spiegazioni coerenti ad un numero elevato di fatti. In pedagogia una teoria non può solo spiegare, ma deve anche essere in grado di dar luogo a comportamenti e metodi, da applicare al contesto educativo, per il perfezionamento delle teorie stesse. Lo sviluppo pedagogico è composto sia da teorizzazione che da pratica.
I quattro requisiti fondamentali della scienza pedagogica:
Dalla teoria può essere elaborato un modello:
La scienza pedagogica è definita nello stesso tempo come patrimonio e promessa. È patrimonio delle conoscenze apprese al fine di una sintesi superiore, ed è la promessa della trasmissione di questo patrimonio.
Il termine "interdisciplinarità" fu introdotto da Dewey, e fa riferimento alla tendenza della pedagogia a "farsi contaminare" da tante altre discipline, ma allo stesso tempo di sviluppare una sua identità e dei propri punti di vista.
Per schema di riferimento pedagogico si intende la struttura in cui sono riportate e collegate tutti gli aspetti educativi degli eventi umani.
Quello della pedagogia non è un linguaggio formale, in quanto scienza che assume e codifica tutte le informazioni desunte dalle altre scienze per renderle progetti educativi. Per comunicare al meglio, la pedagogia ha sviluppato due "alfabeti", un alfabeto teorico e un alfabeto empirico.
Il processo formativo è, in senso pedagogico, la trasformazione dell'individuo nel corso del tempo, si intendono trasformazioni biologiche, psicologiche, fisiologiche, che spesso non sono avvertite dal soggetto.
Il processo formativo avanza in varie fasi dell'età evolutiva:
La relazione è lo strumento base dell'educazione, e la comunicazione è l'elemento centrale della relazione educativa. Tale relazione si crea nel tempo attraverso il cambiamento, i conflitti, i continui scambi tra educatore ed educando, è quindi determinata da condizionamenti biologici, sociali e culturali. Il rapporto educativo è fondato sul NOI. Oltre alla comunicazione verbale la relazione educativa si serve anche di un fitto linguaggio implicito, fondato sull'emozionalità, in particolar modo sull'empatia, come detto da Ricoeur.
Secondo Elia il fine ultimo dell'educazione è la capacità di aprirsi alla società attraverso i confronti con gli altri.
Anche nel contesto scolastico, rispetto al passato, l'educazione ha, oltre che istruire lo studente, un ruolo fondamentale nello sviluppo emotivo di chi è educato. Infatti, oggi, il ruolo dell'insegnante non è solo arricchire il bagaglio culturale dello studente, ma sviluppare in esso delle competenze comunicative e relazionali.