Il Verismo: movimento letterario italiano e la poetica di Grazia Deledda

Slide sul Verismo, un movimento letterario italiano influenzato dal Positivismo e dal Naturalismo. Il Pdf esplora la figura di Grazia Deledda, premio Nobel, e la sua poetica, evidenziando gli elementi veristi nelle sue opere, come l'ambientazione regionale e i personaggi popolari, per la materia di Letteratura nella Scuola superiore.

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IL VERISMO
Il Verismo è un movimento letterario che nasce in Italia nella seconda metà
dell’Ottocento sotto l’influsso filosofico del Positivismo e subisce l’influenza del
Naturalismo francese, in particolare di Emile Zola.
Che cos'è il Positivismo?
Il Positivismo è il movimento filosofico e culturale incentrato sull'esaltazione della
scienza. Secondo i filosofi positivisti:
- la scienza è lunica conoscenza possibile e il metodo scientifico è l’unico valido;
- la religione e la metafisica sono mezzi inadeguati a consocere la realtà, perché non
sono basati sull'esperienza oggettiva;
- il progresso tecnico e scientifico migliorerà le sorti dell'umanità (ottimismo).
I principi filosofici del Verismo

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Anteprima

I principi filosofici del Verismo

Il Verismo è un movimento letterario che nasce in Italia nella seconda metà dell'Ottocento sotto l'influsso filosofico del Positivismo e subisce l'influenza del Naturalismo francese, in particolare di Emile Zola.

Che cos'è il Positivismo?

Il Positivismo è il movimento filosofico e culturale incentrato sull'esaltazione della scienza. Secondo i filosofi positivisti:

  • la scienza è l'unica conoscenza possibile e il metodo scientifico è l'unico valido;
  • la religione e la metafisica sono mezzi inadeguati a consocere la realtà, perché non sono basati sull'esperienza oggettiva;
  • il progresso tecnico e scientifico migliorerà le sorti dell'umanità (ottimismo).

Emile Zola e il Naturalismo

Il Naturalismo si afferma in Francia negli anni settanta dell'Ottocento. Il retroterra culturale e filosofico del Naturalismo è il Positivismo, che esalta il progresso e la tecnologia, portatori di benessere.

Il maggior esponente del Naturalismo è lo scrittore francese Emile Zola.

Secondo Zola la letteratura doveva descrivere la realtà oggettiva in maniera scientifica, senza far ricorso a storie di fantasia o troppo sentimentali (rifiuto del Romanticismo).

Per questo il narratore doveva essere impersonale, cioé non doveva intervenire commentanto i fatti narrati (il narratore è un osservatore imparziale delle vicende, come uno scienziato che analizza un fenomeno).

Gli scrittori naturalisti raccontano in maniera realistica le vicende di uomini e donne appartenenti alla borghesia o al proletariato (la Francia era in piena rivoluzione industriale).

G. Molteni, Spazzacamino, 1838

Il Verismo italiano

Il Verismo italiano si ispira al Naturalismo francese, nonostante alcune differenze.

Come il Naturalismo, il Verismo afferma la necessità di descrivere in maniera oggettiva e scientifica la realtà attraverso il romanzo; di conseguenza il narratore dev'essere impersonale.

I protagonisti dei racconti veristi sono gli esponenti delle classi umili, soprattutto del sud Italia: contadini, minatori, ecc.

L'assenza di personaggi provenienti dal mondo operaio è dovuta all'arrettratezza economica dell'Italia rispetto alla Francia, già industrializzata.

Altra differenza fondamentale tra le due correnti letterarie è la visione sul progresso umano. Secondo i naturalisti il progresso scientifico e tecnologico può aiutare le classi umili a migliorare il proprio tenore di vita. I veristi, al contrario, sono pessimisti: le condizioni sociali e ambientali delle classi umili ne determinano in maniera spietata il loro misero destino.

Giovanni Verga (1840-1922)

Giovanni Verga è il massimo esponente del Verismo, di cui fu anche uno dei principali teorici.

I protagonisti delle sue opere (novelle e romanzi) provengono dalle classi sociali più umili e diseredate della Sicilia, la regione di cui era originario.

Le più importanti opere di Verga

  • raccolte di novelle: Vita dei campi (1880) e Novelle rusticane (1883)
  • i romanzi: I Malavoglia (1881) e Mastro don Gesualdo (1889), due romanzi che avrebbero dovuto far parte di un più ampio ciclo, ciclo dei vinti, che però non fu mai condotto a termine.

Il linguaggio, pur allontanandosi dalla lingua nazionale, è ricco di espressioni dialettali siciliane e di modi di dire e proverbi popolari.

Grazia Deledda (1871-1936)

Originaria di Nuoro, Grazia Deledda è stata l'unica italiana a vincere il premio Nobel per la Letteratura (1926).

Per questo motivo risulta tuttora la scrittrice sarda più famosa nel mondo.

Tra le opere più celebri spicca "Canne al vento", il romanzo più letto e tradotto della Deledda.

"Avrò tra poco vent'anni, a trenta voglio avere raggiunto il mio sogno radioso quale è quello di creare da me sola una letteratura completamente ed esclusivamente sarda."

La poetica di Deledda

Nelle sue opere Deledda presenta una Sardegna selvaggia, arcaica e popolata da personaggi fragili, sempre in bilico tra il bene e il male, in perenne oscillazione tra il peccato e il senso di colpa.

Anche se la Sardegna è protagonista delle vicende dei suoi romanzi, Deledda non è una scrittrice estranea alle mode e alle influenze della letteratura nazionale e internazionale.

Le opere di Deledda, infatti, subiscono sia l'influenza delle correnti letterarie italine (Verismo e Decadentismo), sia degli scrittori russi.

Il Verismo di Deledda

Nonostante le caratteristiche originali della poetica di Deledda, nelle sue opere si ritrovano elementi del Verismo:

  • L'ambientazione regionale: i romanzi di Deledda sono ambientati in Sardegna (Verga, l'esponente principale del Verismo, abientava le sue opere in Sicilia)
  • Personaggi del popolo: i personaggi dei romanzi fanno parte delle classi più umili (pastori, contadini, ecc.)

Inoltre nelle vicende narrate da Deledda è presente il tema del pessimismo: le famiglie popolari sono spesso destinate a finire in disgrazia (come I Malavoglia di Verga)

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