Storia della medicina: Vincenzo Tiberio e la scoperta degli antibiotici

Documento da Università su Storia della Medicina. Il Pdf esplora l'evoluzione della medicina, le tecniche di conservazione del corpo umano e il dibattito etico, utile per lo studio universitario di Storia.

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8 pagine

MATERIA: STORIA DELLA MEDICINA
DATA: 29/05/2025
DOCENTE: D’ANASTASIO
SBOBINATORE: MILANO
CONTROLLORE: CIFANI
Il professore prima di iniziare la lezione fornisce alcuni chiarimenti in merito alla prova d’esame.
Durante la prova verrà consegnato sia un foglio dove saranno presenti le domande a risposta
multipla, sia una griglia dove dovranno essere riportate le risposte scelte. In caso di risposta errata
non verranno sottratti punti di penalità.
In totale saranno 16 domande, dunque l’esame avrà esito positivo rispondendo correttamente ad
almeno 9 domande. Il professore sottolinea che le domande che verranno poste riguardano
unicamente gli argomenti che si trovano sulle slides da loro fornite. Inoltre chiarisce che le date che
vengono citate durante la lezione hanno un’importanza relativa: non è necessario imparare le date di
nascita e morte dei vari personaggi citati, tuttavia bisogna saperli collocare nel corretto periodo
storico. Le uniche date che potrebbero essere richieste sono quelle di opere o eventi particolarmente
importanti: il professore prende in questo caso come esempio l’opera di Vesalio, ‘De humani corporis
fabrica’, considerandola una delle pietre miliari della storia della medicina. Tuttavia precisa che, nel
caso in cui vengano richieste delle date, le domande saranno poste in modo tale da agevolare il
ragionamento proponendo tra le risposte date molto lontane tra loro così da poter individuare quella
corretta ragionando sul periodo storico.
VINCENZO TIBERIO, LA SCOPERTA DEGLI
ANTIBIOTICI
Vincenzo Tiberio fu un medico molisano nato a Sepino in provincia di
Campobasso nel 1869, un piccolo centro ma importante per storia per
la presenza di un’area archeologica di epoca romana. Tiberio nacque
da una famiglia benestante che gli permise di accedere a tutti i livelli
di studio. Data la sua propensione per studi scientifici decise di
iscriversi all’università di Napoli per frequentare la Facoltà di
Medicina.
Durante il suo soggiorno a Napoli per frequentare gli studi, fu ospitato nell’abitazione degli zii.
Tiberio, dotato di curiosità e spirito di osservazione, notò che che l’acqua potabile che veniva presa
dal pozzo causava strani effetti a coloro che la bevevano. Chi beveva l’acqua dal pozzo dopo che
questo veniva ripulito dalle varie muffe formatesi a causa dell'ambiente umido, si ammalavano
spesso di gastroenterite. Tiberio successivamente notò che tali persone ammalate di gastroenterite,
guarivano bevendo l’acqua del pozzo quando le muffe facevano il loro ritorno. Dunque decise di
prelevare dei campioni di muffa e portarli all'Università di Napoli per analizzarli.
Alla fine del ‘800 pubblicò sulla rivista ‘Annali d’igiene sperimentale’ un articolo intitolato ‘Sugli
estratti di alcune muffe’. Tiberio organizzò una coltura di 3 specie di muffe, una di queste era il
Penicillium glaucum, e si accorse che avevano un potere battericida e batteriostatico su alcuni tipi di
microrganismi come ad esempio stafilococchi, bacilli del tifo, streptococchi, responsabili di alcune
malattie diffuse dell’epoca. In questo articolo concludeva che la proprietà di queste muffe erano un
forte ostacolo per la vita e per la proliferazione di batteri patogeni.
E’ per tale motivo che Tiberio ad oggi viene considerato come colui che scoprì l’attività antibiotica di
queste muffe, conducendo anche svariati esperimenti sugli animali per provare le sue tesi.
Tuttavia, non continuando la carriera da ricercatore ma scegliendo quella da Medico in Marina
Militare Italiana, molte delle sue scoperte non vennero prese più in considerazione.
Nonostante questo, Tiberio divenne un personaggio di rilievo nella cura delle epidemie: durante le
varie spedizioni con la Marina Militare, si dedicò allo studio di varie epidemie imponendo anche
diverse vaccinazioni alle persone a bordo salvando tanti marinai da quelle che potevano essere
malattie letali.
Nel 1912 gli venne affidato l'incarico di istituire un laboratorio biochimico sull’Isola della Maddalena,
dove ai tempi oltre ad esserci un'installazione militare vi era una struttura carceraria. Gli italiani
infatti utilizzarono spesso le isole come luoghi di carcerazione: un esempio ne sono le Tremiti o le
Isole della Toscana.
Tiberio proseguì gli studi sugli antibiotici al suo ritorno a Napoli, ma morì prematuramente nel 1915.
Su una foto lasciata alla moglie scrisse “Lunga e difficile la via della ricerca ma alla base di tutto c’è
sempre l’amore”.
Nel 1947, il tenente colonnello della Marina Militare giuseppe Pezzi facendo ricerche su Tiberio in
una biblioteca ritrovò un fascicolo in cui c’era il suo lavoro sperimentale ‘Sugli estratti delle muffe’,
dunque si occupò lui stesso di diffondere tale opera. Intitolò l'articolo riguardante la notizia del
ritrovamento “Un italiano precursore degli studi sulla Penicillina” e lo pubblicò su diverse riviste, tra
le quali ‘Annali di medicina navale e coloniale’ e ‘Pagine di storia della medicina’, diffondendo le
scoperte di Tiberio.
Si sottolinea dunque come la storia della medicina è da sempre stata di grande interesse per i medici,
i quali la utilizzano per condurre riflessioni sull’evoluzione e sui personaggi cardine della propria
disciplina, per appoggiare tesi di illustri personaggi del passato o per confutarle e dimostrare la loro
inesattezza.
Altro aspetto importante su cui soffermarsi è il nome della prima rivista citata, ‘Annali di medicina
navale e coloniale’: il termine coloniale ci riporta al fatto che le colonie per il nostro paese furono
molto importanti. Le colonie possedute e governate in Africa e in Grecia promossero la diffusione di
alcune epidemie tipiche di tali paesi e sconosciute in Italia. Dunque questo consentì ai medici del
tempo di venire a conoscenza e di formarsi anche su alcuni tipi di malattie a loro prima sconosciute.
I medici della Marina, come anche lo stesso Tiberio, partecipavano a missioni anche internazionali le
quali permettevano loro di conoscere malattie e popoli molto diversi da quelli a cui erano abituati.

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Esame di Storia della Medicina

Il professore prima di iniziare la lezione fornisce alcuni chiarimenti in merito alla prova d'esame. Durante la prova verrà consegnato sia un foglio dove saranno presenti le domande a risposta multipla, sia una griglia dove dovranno essere riportate le risposte scelte. In caso di risposta errata non verranno sottratti punti di penalità. In totale saranno 16 domande, dunque l'esame avrà esito positivo rispondendo correttamente ad almeno 9 domande. Il professore sottolinea che le domande che verranno poste riguardano unicamente gli argomenti che si trovano sulle slides da loro fornite. Inoltre chiarisce che le date che vengono citate durante la lezione hanno un'importanza relativa: non è necessario imparare le date di nascita e morte dei vari personaggi citati, tuttavia bisogna saperli collocare nel corretto periodo storico. Le uniche date che potrebbero essere richieste sono quelle di opere o eventi particolarmente importanti: il professore prende in questo caso come esempio l'opera di Vesalio, 'De humani corporis fabrica', considerandola una delle pietre miliari della storia della medicina. Tuttavia precisa che, nel caso in cui vengano richieste delle date, le domande saranno poste in modo tale da agevolare il ragionamento proponendo tra le risposte date molto lontane tra loro così da poter individuare quella corretta ragionando sul periodo storico.

Vincenzo Tiberio e la scoperta degli antibiotici

Vincenzo Tiberio fu un medico molisano nato a Sepino in provincia di Campobasso nel 1869, un piccolo centro ma importante per storia per la presenza di un'area archeologica di epoca romana. Tiberio nacque da una famiglia benestante che gli permise di accedere a tutti i livelli di studio. Data la sua propensione per studi scientifici decise di iscriversi all'università di Napoli per frequentare la Facoltà di Medicina.

Biografia di Vincenzo Tiberio

Vincenzo Tiberio Sepino 1869 - Napoli 1915

Durante il suo soggiorno a Napoli per frequentare gli studi, fu ospitato nell'abitazione degli zii. Tiberio, dotato di curiosità e spirito di osservazione, notò che che l'acqua potabile che veniva presa dal pozzo causava strani effetti a coloro che la bevevano. Chi beveva l'acqua dal pozzo dopo che questo veniva ripulito dalle varie muffe formatesi a causa dell'ambiente umido, si ammalavano spesso di gastroenterite. Tiberio successivamente notò che tali persone ammalate di gastroenterite, guarivano bevendo l'acqua del pozzo quando le muffe facevano il loro ritorno. Dunque decise di prelevare dei campioni di muffa e portarli all'Università di Napoli per analizzarli.

La pubblicazione "Sugli estratti di alcune muffe"

Alla fine del '800 pubblicò sulla rivista 'Annali d'igiene sperimentale' un articolo intitolato 'Sugli estratti di alcune muffe'. Tiberio organizzò una coltura di 3 specie di muffe, una di queste era il Penicillium glaucum, e si accorse che avevano un potere battericida e batteriostatico su alcuni tipi di microrganismi come ad esempio stafilococchi, bacilli del tifo, streptococchi, responsabili di alcunemalattie diffuse dell'epoca. In questo articolo concludeva che la proprietà di queste muffe erano un forte ostacolo per la vita e per la proliferazione di batteri patogeni.

E' per tale motivo che Tiberio ad oggi viene considerato come colui che scoprì l'attività antibiotica di queste muffe, conducendo anche svariati esperimenti sugli animali per provare le sue tesi. Tuttavia, non continuando la carriera da ricercatore ma scegliendo quella da Medico in Marina Militare Italiana, molte delle sue scoperte non vennero prese più in considerazione.

Tiberio e la cura delle epidemie

Nonostante questo, Tiberio divenne un personaggio di rilievo nella cura delle epidemie: durante le varie spedizioni con la Marina Militare, si dedicò allo studio di varie epidemie imponendo anche diverse vaccinazioni alle persone a bordo salvando tanti marinai da quelle che potevano essere malattie letali.

Nel 1912 gli venne affidato l'incarico di istituire un laboratorio biochimico sull'Isola della Maddalena, dove ai tempi oltre ad esserci un'installazione militare vi era una struttura carceraria. Gli italiani infatti utilizzarono spesso le isole come luoghi di carcerazione: un esempio ne sono le Tremiti o le Isole della Toscana.

Tiberio proseguì gli studi sugli antibiotici al suo ritorno a Napoli, ma morì prematuramente nel 1915. Su una foto lasciata alla moglie scrisse "Lunga e difficile la via della ricerca ma alla base di tutto c'è sempre l'amore".

La riscoperta del lavoro di Tiberio

Nel 1947, il tenente colonnello della Marina Militare giuseppe Pezzi facendo ricerche su Tiberio in una biblioteca ritrovò un fascicolo in cui c'era il suo lavoro sperimentale 'Sugli estratti delle muffe', dunque si occupò lui stesso di diffondere tale opera. Intitolò l'articolo riguardante la notizia del ritrovamento "Un italiano precursore degli studi sulla Penicillina" e lo pubblicò su diverse riviste, tra le quali 'Annali di medicina navale e coloniale' e 'Pagine di storia della medicina', diffondendo le scoperte di Tiberio.

Si sottolinea dunque come la storia della medicina è da sempre stata di grande interesse per i medici, i quali la utilizzano per condurre riflessioni sull'evoluzione e sui personaggi cardine della propria disciplina, per appoggiare tesi di illustri personaggi del passato o per confutarle e dimostrare la loro inesattezza.

Importanza delle colonie per la medicina

Altro aspetto importante su cui soffermarsi è il nome della prima rivista citata, 'Annali di medicina navale e coloniale': il termine coloniale ci riporta al fatto che le colonie per il nostro paese furono molto importanti. Le colonie possedute e governate in Africa e in Grecia promossero la diffusione di alcune epidemie tipiche di tali paesi e sconosciute in Italia. Dunque questo consentì ai medici del tempo di venire a conoscenza e di formarsi anche su alcuni tipi di malattie a loro prima sconosciute. I medici della Marina, come anche lo stesso Tiberio, partecipavano a missioni anche internazionali le quali permettevano loro di conoscere malattie e popoli molto diversi da quelli a cui erano abituati.

La nascita dei musei scientifici

Il professore sottolinea come questo sia un argomento più specifico della Storia della Medicina, che si può definire come il risultato finale di tutti gli studi eseguiti. I musei scientifici sono infatti luoghi che ospitano il racconto del percorso che è stato compiuto nella storia della medicina.

Definizione e ruolo dei musei

Un Museo si basa sulla raccolta di oggetti che poi successivamente prendono il nome di collezione. Questo perché le raccolte tenute all'interno di un museo devono essere utilizzate per scopi culturali e di pubblica utilità. L'ente che collega tutti i musei del mondo è l'ICO, International Council of Museums, il quale ha stabilito che i musei devono essere istituzioni permanente, che operano senza scopo di lucro, che siano a servizio della società, aperti al pubblico e che siano il quanto più possibile inclusivi. Devono offrire inoltre il servizio maniera coinvolgente e appassionata.

Il collezionismo nell'antichità

Fin dall'antichità l'uomo ha amato collezionare oggetti, sia per un senso di apprezzamento della bellezza ma anche per dimostrare il proprio potere e prestigio.

Un esempio di raccolte di oggetti dell'antichità sono gli oggetti conservati nelle tombe dei faraoni dell'Antico Egitto: le preziose collezioni dei faraoni venivano conservate nelle rispettive tombe e vi erano delle pene esemplari, tra le quali lo scatenare l'ira funesta degli Dei, per chiunque tentasse di saccheggiarle.

Anche in epoca greca e romana c'era l'usanza di collezionare, in genere i Templi erano le strutture che ospitavano gli oggetti più preziosi. In Grecia specialmente vi il concetto per cui venivano collezionate statue o opere d'arte solo per il fine di poterne godere: si ricorda a tal proposito che i Greci furono infatti i fautori del concetto di estetica e della filosofia che discuteva i canoni della bellezza.

Il collezionismo nel Medioevo

Nel periodo del medioevo il collezionismo privato subì un arresto in quanto divenne la Chiesa il principale luogo di conservazione di beni. Venivano create delle camere, aperte al pubblico solo in determinate occasioni, dove venivano esposti gli oggetti religiosi che venivano donati alla Chiesa. Tali oggetti preziosi venivano conservati in stanze apposite chiamate per l'appunto 'Stanze del Tesoro'.

Le Wunderkammern del Rinascimento

La prima vera esposizione scientifica prende il nome di Wunderkammern, termine tedesco tradotto come "stanza delle meraviglie". Dei collezionisti non religiosi ma per lo più laici e nobili dell'epoca del Rinascimento, allestivano nei loro castelli stanze dove venivano raccolti oggetti particolari e caratteristici: opere d'arte, statue greche, animali imbalsamati, armi, conchiglie, coralli, fossili. L'ordine di esposizione non seguiva una regola ben precisa, era a seconda del gusto di chi esponeva. Nonostante questo si può comunque parlare di vere e proprie esposizioni in quanto erano aperte ad un pubblico, seppur selezionato. Molti artisti infatti riportarono per iscritto la descrizione di diverse Wunderkammern: a poter partecipare erano Uprincipalmente amici nobili di chi organizzava la mostra, personaggi illustri e di una certa importanza nella società.

Il fenomeno di queste esposizioni iniziò a diffondersi anche in altri Paesi d'Europa, come in Inghilterra dove tali mostre presero il nome di "Cabinet", questo proprio per intendere una piccola stanza secondaria. Si diffuse anche in Italia con il nome di "Gabinetto delle curiosità". La diffusione di tale fenomeno ha permesso la raccolta di moltissimi reperti e di molti fossili ad oggi conservati.

I musei universitari del '600

Nel '600, nelle università si decise di istituire dei musei per accompagnare e forgiare la formazione degli studenti e ci furono per tal motivo le prime costruzioni di espositori per le mostre.

Aldrovandi (1522-1602), fu un personaggio di origini bolognesi che diede una grande svolta a tale iniziativa preoccupandosi di creare il primo settore scientifico dell'Università di Bologna, istituendo un museo naturalistico presso la sua dimora aristocratica dove erano esposte numerosi reperti naturalistici come piante, animali e oggetti di interesse scientifico.

Sull'esempio di Aldrovandi, vennero istituiti altri importanti Gabinetti a Verona, il Museo di Ferrante Imperato a Napoli e il museo di Ole worm a Copenhagen.

Cataloghi e frontespizi dei musei

Una caratteristica importante di queste esposizioni era la presenza di cataloghi che illustrano i vari oggetti presenti nelle mostre. Tali libri erano fortini di frontespizi, ovvero un'immagine che sintetizza tutto il contenuto del libro.

Nell'immagine viene riportato il frontespizio del catalogo del Museo di Ferrante Imperato: analizzandolo si nota come ci sia ancora l'idea di "stanza delle meraviglie", infatti viene rappresentata una stanza piccola ma con l'intenzione di stupire chi la guarda. Nonostante questo, nel caso riportato, si tratta di una esposizione scientifica e ci sono molti oggetti legati all'ambiente marino. Un aspetto importante da notare è la presenza del coccodrillo sul soffitto: questo perché nel Medioevo vi era la credenza secondo la quale se veniva posto un coccodrillo in alto mentre una persona malata vi era sdraiata al di sotto, tale animale avrebbe curato la persona in questione dalle eventuali malattie dalle quali era affetta. Vi era questa credenza era stato osservato che i coccodrilli feriti avevano la capacità di rigenerare le proprie ferite sdraiandosi al sole e recuperando in poco tempo la propria condizione di salute. Per tale motivo si pensava potessero avere un effetto benefico sull'uomo e venivano imbalsamati e posizione sul soffitto di varie strutture, possono essere infatti anche presenti in diverse Chiese dell'epoca Gotica e Medievale.

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