Documento di Università su Democrito e l'atomismo. Il Pdf esplora la figura di Democrito e la sua teoria atomistica, analizzando il contesto storico, l'eredità eleatica e la visione cosmologica, con un focus sulla filosofia per l'Università.
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Democrito è un altro dei grandi pensatori della filosofia presocratica, infatti egli fu un fisico pluralista. Egli viene generalmente collocato, dunque, nel periodo storico in cui vissero Empedocle e Anassagora.
Ricordiamo che Empedocle, in particolare, elaborò la legge dell'amore e dell'odio:
In realtà Democrito è tuttavia un post-socratico: sebbene la sua riflessione sia dominata dal problema della natura, si mostra aperta anche ai problemi della morale, della storia e del linguaggio, e caratterizzata da una certa tendenza enciclopedica.
Democrito fu amico di un medico, chiamato Leucippo di Mileto, ideatore della primordiale teoria atomica da cui prenderà spunto il filosofo. Leucippo fu il primo a pensare che la materia fosse costituita da tante minuscole parti indivisibili, osservando il corpo umano, e che solo in seguito Democrito chiamerà atomi (che significa, appunto, indivisibile, dal greco atomos).
Al tempo, in Europa, i corpi non si potevano aprire per studiare l'anatomia umana, soprattutto se la persona che faceva da cavia era già morta, in quanto il suo corpo era privo dell'anima e doveva soltanto essere seppellito; se l'individuo era vivo si cercava di ricucire a mano le ferite, il tutto rigorosamente senza anestesia.
Leucippo fu discepolo degli eleati, fondò la propria scuola ad Abdera e scrisse un'opera, una Grande Cosmologia, di cui però non abbiamo moltissime informazioni.
Democrito nacque ad Abdera; egli vivrà molto a lungo, o almeno si presume che sia morto centenario. Era molto ricco, infatti visse tra gli agi e le ricchezze.
Nella prima metà della sua vita, Democrito viaggerà moltissimo per scoprire come andava il mondo, cioè conoscere quali erano le leggi che regolavano l'universo - successivamente smette di viaggiare, diventa più riflessivo, e avrà dei discepoli.
Verso la vecchiaia si accecherà perchè non voleva più vedere con gli occhi - voleva scoprire la realtà del mondo che lo circondava senza essere distratto dalla vista e dagli altri sensi, per pensare concentrandosi al massimo.
Democrito scrisse diverse opere: una Piccola Cosmologia e i saggi Sulla natura, Sulle forme degli atomi e Sulle parole. Egli fu capace di spaziare tra diversi campi, tanto che la sua filosofia fu definita una vera e propria enciclopedia del sapere.
La morte del filosofo conferma ulteriormente la sua visione della natura. Vivendo con la sorella, deciderà, in punto di morte, di versare in una vasca del miele caldo, per poi immergercisi. Fece ciò perché desiderava ardentemente vedere la sua fine: infatti Democrito, supponendo che il miele caldo avrebbe rallentato lo svanimento dell'anima, sarebbe stato in grado di osservare attentamente quando si fosse spento. La spiegazione è che essendo l'anima composta da atomi leggeri, sarebbe stata ostacolata dal miele, anch'esso caldo e leggero, dando un po' di tempo al filosofo per analizzare la morte di un uomo.
Democrito riprende dalla cultura eleatica la distinzione tra apparenza e realtà: egli si ispira a Parmenide e afferma che la verità, cioè la realtà autentica delle cose, dimora nel profondo.
In particolare, Democrito delinea due tipi di conoscenza:
La dottrina di Leucippo e Democrito viene indicata con il termine atomismo, perché descrive l'universo come costituito dall'aggregarsi di un numero infinito di atomi, particelle indivisibili di materia. L'atomismo rappresenta una sorta di fisicizzazione del non essere e dell'essere:
Leucippo e Democrito erano del tutto privi di strumenti scientifici appropriati, perciò giunsero ad elaborare l'idea di atomo soltando conla ragione, riflettendo sul problema della divisibilità all'infinito sollevato da Zenone, con i suoi numerosissimi paradossi. Gli atomisti affermano della divisibilità all'infinito vale soltanto in campo logico-matematico, ma non in campo realistico: non è possibile pensare di dividere all'infinito la realtà, in quanto quest'ultima si dissolverebbe nel nulla. Perciò esistono sicuramente degli elementi ultimi di materia, cioè delle particelle piccolissime e non ulteriormente scomponibili, ovvero gli atomi. Essi sono indivisibili: è possibile separare due atomi ma non gli atomi stessi.
La teoria di Democrito, risalente a 2500 anni fa, era veramente notevole: oggi, però, sappiamo che anche gli atomi sono divisibili in particelle più piccole, dette particelle subatomiche, ossia gli elettroni, i protoni e i neutroni.
Anche l'idea dello spazio vuoto viene dedotta per via razionale - se c'è il movimento deve per forza esserci il vuoto in cui gli atomi si spostano.
Democrito individua negli atomi, che non si vedono ad occhio nudo, la parte più piccola della materia, come i semi di Anassagora - dopo gli atomi c'è solo l'antimateria.
Per la sua teoria sullo spazio in cui si muovono gli atomi, che Democrito considera vuoto, egli può essere persino paragonato ad Albert Einstein, e alla sua teoria sull'universo.
Gli atomi hanno delle caratteristiche molto particolari, che riprendono quelle dell'essere parmenideo:
Tra gli atomi, a differenza dei semi di Anassagora, ci sono differenze non più qualitative, ma solo quantitative: perciò si distinguono l'uno dall'altro per grandezza e forma geometrica - non sono uguali ma simili.
Democrito riprende la teoria dell'aggregazione e della disgregazione di Eraclito:
Il loro movimento è molto particolare:
Siccome per Democrito gli atomi sono infiniti, così come le loro possibilità di combinazione, anche i mondi che essi generano sono infiniti: possono essere mondi senz'acqua e quindi privi di esseri viventi, oppure mondi con più soli e più lune, ma anche mondi simili al nostro.
L'infinità dei mondi elaborata da Democrito era simbolo della sua grandissima modernità - anticipa la teoria che non esiste soltanto il nostro pianeta, riprendendo Anassimandro (scuola di Mileto)
Anche l'universo era per Democrito spazialmente infinito, poiché egli riteneva impensabile un limite oltre il quale non si potesse procedere. Il poeta latino Lucrezio, del I sec. a.C., cercherà di visualizzare questo concetto con l'immagine di un arciere divino, che scagliando una freccia si rende conto che il mondo non ha confini, in quanto quest'ultima sarà sempre in grado di attraversarli, perché la freccia andrà sempre più lontano.
Il movimento di cui Democrito parla non indica soltanto la capacità della materia di spostarsi, bensì la vita. La materia si trasforma continuamente, nulla resta uguale a se stesso: essa perciò deve per forza muoversi perchè il movimento è vita. Si riprende dunque il pensiero eracliteo: nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Tutto ciò che esiste viene da qualcosa che lo ha preceduto: perchè nulla viene dal nulla e nulla torna al nulla.
o Connessa al materialismo è una particolare forma di ateismo: sebbene Democrito creda negli dei del pantheon greco, egli non attribuisce loro alcun ruolo fondamentale nella genesi e nel governo del mondo; riteneva che non esistesse alcuna intelligenza ordinatrice, nessun nous come quello ipotizzato da Anassagora, andando contro la sua teoria -> Dante nella Divina Commedia definirà Democrito come colui che il mondo a caso pone.
Gli atomisti furono perciò i primi a voler spiegare la natura con la natura stessa, senza ricorrere alle idee popolari di: volontà degli dei, amore e odio e di nous, che venivano giudicate convinzioni quasi mitologiche.