Slide da Funzione Pubblica Cgil Formazione Concorsi su Cenni di Normativa sulle Dogane. Il Pdf, utile per concorsi pubblici in Diritto, esamina la normativa di riferimento, le modifiche legislative e i concetti chiave come l'accertamento e i regimi doganali.
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Buongiorno e benvenuti!
In questa lezione accenneremo alla normativa che ha attribuito all'Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) la cura e il coordinamento in materia di Dogane.
In particolare, faremo cenno ai compiti svolti dall'Agenzia e alla normativa che li disciplina, facendo esclusivo riferimento alle Dogane.
Bene non ci resta che cominciare ...
Il funzionamento dell'ADM è regolamentato:
Dapprima occorre citare il Regolamento di amministrazione, che individua le strutture di vertice dell'Agenzia a livello centrale e regionale e definisce il modello organizzativo degli uffici locali.
Abbiamo, poi, lo Statuto che individua, in particolare, la missione, le funzioni e le attività dell'Agenzia, oltre a delineare le competenze del Direttore generale, del Comitato di gestione e del Collegio dei revisori dei conti.
Per quanto riguarda specificamente il settore delle dogane è necessario accennare al sistema normativo che regola importazioni ed esportazioni, partendo dal vecchio "Testo Unico delle Leggi Doganali" per arrivare alla disciplina comunitaria e unionale.
Prima dell'instaurazione della legge comunitaria ogni Stato membro dell'Unione europea aveva infatti una propria disciplina interna per la regolamentazione delle merci in entrata e in uscita dallo Stato. Ogni Stato membro della Comunità aveva infatti una sua specifica legge doganale.
In Italia la legge doganale era precedentemente identificata nel già citato Testo Unico delle Leggi Doganali (TULD) approvato con il DPR n. 43 del 1973, la legge doganale vigente prima di quella Comunitaria, applicabile alle importazioni e alle esportazioni di merci tra la Comunità e i Paesi terzi, contenuta nel Codice Doganale Comunitario, il CDC (Reg. CEE n. 2913/92) e le relative disposizioni attuative (DAC).
Questo codice integra le procedure doganali comuni degli Stati membri e rafforza la convergenza tra i sistemi informatici delle autorità doganali.
Attualmente una parte della legislazione locale, in particolare quella che riguarda le sanzioni, è ancora in vigore e ancora oggi disciplina alcune situazioni a livello locale, purché non in contrasto con la legge comunitaria.
Si è arrivati poi all'emanazione del Codice Doganale Unionale (CDU), adottato con il Regolamento (UE) n. 952/2013 entrato in vigore il 1º maggio del 2016, che disciplina le operazioni doganali che si svolgono nell'ambito dell'Unione europea.
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In particolare, il CDU stabilisce le norme e le procedure generali applicabili alle merci in entrata o in uscita dal territorio doganale dell'Unione, definendo:
Dal 2016 sono state apportate diverse modifiche:
Per capire meglio ciò di cui stiamo parlando, prima di procedere a un approfondimento normativo, vale la pena fornire qualche indicazione preventiva.
Per Dogana si intende un organismo di natura pubblica preposto al controllo dell'entrata e dell'uscita delle merci dal territorio nazionale, sia che si tratti di materiali a seguito dei viaggiatori, sia di trasporto di merci. Le merci che transitano da uno Stato all'altro sono soggette allo sdoganamento, ossia al pagamento di un'imposta e all'espletamento di alcune formalità burocratiche. Per essere sdoganati, i prodotti devono innanzitutto essere conformi alla normativa, pena il sequestro in caso di non conformità.
La merce è sottoposta al controllo di profili tecnici, che dopo averla visionata ne determinano la categoria di appartenenza. Si procede poi alla definizione dei dazi da pagare per la spedizione, calcolati sulla base di un tariffario comunitario (Tariffa Doganale).
Quindi, oltre al controllo delle merci che attraversano i confini di uno Stato, sia in entrata che in uscita, gli uffici doganali ubicati al confine di una Nazione, nei porti, negli aeroporti e nelle stazioni, si occupano di accertare la riscossione dei dazi doganali dovuti per l'import/export e, allo stesso tempo, di garantire la difesa dell'industria e del consumatore dell'Unione Europea.
Ma torniamo a noi, e accenniamo ad alcune delle disposizioni del nuovo Codice Doganale dell'Unione: come abbiamo visto, è operativo il 1º maggio 2016 dopo un lungo percorso iniziato nel 1992, in una delle materie, quella doganale, in cui più che in altre si è manifestata fin dagli albori della Comunità europea un'idea di unità e integrazione continentale.
Il CDU ha introdotto:
Il Codice delinea, innanzitutto, un nuovo ruolo della dogana, visto che il completamento del mercato interno, la riduzione degli ostacoli al commercio e agli investimenti internazionali e l'accresciuta necessità di garantire la sicurezza alle frontiere esterne dell'Unione, hanno trasformato il suo ruolo.
Il CDU, all'art. 3, definisce il ruolo e le responsabilità dell'autorità doganale:
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Il CDU stabilisce, all'art. 6, che tutte le operazioni doganali e commerciali devono essere effettuate mediante procedimenti informatici e i sistemi telematici doganali devono offrire agli operatori economici le stesse possibilità in ciascuno Stato membro.
L'art. 70 stabilisce che il valore in dogana delle merci importate è il valore di transazione, cioè il prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci quando sono vendute per l'esportazione verso il territorio doganale dell'Unione, "eventualmente adeguato".
L'art. 42 detta disposizioni di principio per l'applicazione di sanzioni amministrative in caso di violazione della normativa doganale: manca tuttavia una disciplina armonizzata a livello dell'Unione in materia di sanzioni amministrative doganali.
Le sanzioni previste dal codice devono essere "effettive, proporzionali e dissuasive": sono essenzialmente di carattere pecuniario, ma possono assumere carattere di sanzione penale, revoca, sospensione o modifica di qualsiasi autorizzazione di cui è titolare il responsabile.
Introduciamo adesso alcuni concetti essenziali per l'attività doganale, che approfondiremo via via:
La normativa nazionale stabilisce che si considerano Diritti doganali tutti quei "diritti che la Dogana è tenuta a riscuotere in forza di una legge, in relazione alle operazioni doganali" (art. 34, DPR n. 43/1973). Nell'ambito dei diritti doganali rientrano i cosiddetti diritti di confine, che comprendono le prestazioni di natura più propriamente tributaria, tra le quali figurano i dazi doganali e ogni altra imposta (o sovrimposta) di consumo dovuta in relazione alle operazioni doganali, come l'IVA e le accise applicate sulle importazioni.
I dazi secondo la destinazione delle merci si distinguono in Dazi di importazione e Dazi di esportazione.
I Dazi di importazione colpiscono le merci provenienti da Paesi terzi introdotte definitivamente in un territorio doganale (art. 4 n. 1, CDC).
I Dazi di esportazione colpiscono le merci destinate al consumo in Paesi terzi, e sono applicati nel momento dell'uscita, definitiva ed effettiva, delle merci dal territorio doganale.
I dazi doganali, che hanno natura di entrate fiscali, rientrano tra le cosiddette risorse proprie iscritte nel bilancio generale dell'Unione europea, destinate a garantire le risorse finanziarie per il corretto sviluppo delle politiche dell'Unione.
In particolare, le risorse proprie sono costituite principalmente da:
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