L'apprendimento: condizionamento classico, operante e sociale in Psicologia

Documento dall'Università sull'apprendimento, condizionamento classico, operante e sociale. Il Pdf esplora i contributi di Ivan Pavlov, B.F. Skinner e E. Thorndike, analizzando i limiti del comportamentismo e il concetto di apprendimento latente, utile per gli studenti di Psicologia.

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8 pagine

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Gli animali più semplici ereditano dal patrimonio genetico riessi e istinti che gli permettono di
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modicare pensieri e comportamenti in funzione di quello che è accaduto in passato. Anche molti
animali hanno questa capacità ma nessuno a livelli così elevati come l’uomo. Infatti l’uomo è dotato
di strutture cerebrali più complesse e possiede capacità linguistiche e di pensiero notevolmente
differenti dagli animali che rendono l’apprendimento più complesso e, in alcuni casi, più specico.
L’essere umano, a differenza degli animali, quando nasce non sa fare nulla: non è in grado di
camminare, di procurarsi il cibo da solo ecc.. a differenza degli animali. In sostanza non sa adottare
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A questo proposito è utile distinguere:
i comportamenti innati, che sono quelli che possediamo sin dalla nascita, sono spontanei e naturali;
i comportamenti appresi, che sono quelli che acquisiamo nel corso del tempo, non sono spontanei.
Tra i comportamenti innati più signicativi vi sono i riessi, !&
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Esempio: Supponiamo che abbiate fame e che stiate tornando a casa per pranzare. Entrando sentite
l’odore della carbonella del grill che brucia. Immediatamente la bocca vi si riempie di saliva e
cominciate a pensare ad una grigliata mista. Questo è un tipo di condizionamento classico poiché la
carbonella che brucia, in sé, è uno stimolo neutro che non produce salivazione ma poiché avete
assistito a tanti barbecue avete imparato ad associare l’odore della carbonella al senso di sazietà che
ne segue. La conseguenza di questo apprendimento è che in presenza del solo odore, anche se non vi
è traccia di cibo, inizierete ad avere l’acquolina in bocca.
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parte del cane; tuttavia, una volta usato per preannunciare l’arrivo del cibo, sollecitava la salivazione
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Nel condizionamento classico vi sono tre tipi di :
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nel soggetto;
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siologica nel soggettivalo;
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condizionato, tale cioè da evocare la risposta solo “a condizione” di essere associato a uno
stimolo incondizionato.
Forma di apprendimento che consiste nell’associazione ripetuta diuno
stimolo neutro a uno stimolo incondizionato, in modo da produrre uno stimolo condizionato a cui
segue una risposta condizionata.

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Anteprima

L'apprendimento

  1. Esseri umani e animali
    Gli animali più semplici ereditano dal patrimonio genetico riflessi e istinti che gli permettono di
    reagire agi stimoli. Gli esseri umani ereditano la capacità di apprendere dall'esperienza, ossia di
    modificare pensieri e comportamenti in funzione di quello che è accaduto in passato. Anche molti
    animali hanno questa capacità ma nessuno a livelli così elevati come l'uomo. Infatti l'uomo è dotato
    di strutture cerebrali più complesse e possiede capacità linguistiche e di pensiero notevolmente
    differenti dagli animali che rendono l'apprendimento più complesso e, in alcuni casi, più specifico.
    L'essere umano, a differenza degli animali, quando nasce non sa fare nulla: non è in grado di
    camminare, di procurarsi il cibo da solo ecc .. a differenza degli animali. In sostanza non sa adottare
    comportamenti necessari per sopravvivere. Per farlo deve apprendere da qualcun'altro come si fa
    perché il suo patrimonio genetico non contiene queste informazioni. Il patrimonio genetico
    dell'uomo lo mette nelle condizioni di compiere molte operazioni, anche più complesse di quelle
    degli animali ma nulla di più.
  2. Comportamenti innati e appresi
    A questo proposito è utile distinguere:
    i comportamenti innati, che sono quelli che possediamo sin dalla nascita, sono spontanei e naturali;
    i comportamenti appresi, che sono quelli che acquisiamo nel corso del tempo, non sono spontanei.
    Tra i comportamenti innati più significativi vi sono i riflessi, reazioni automatiche e involontarie a
    particolari stimoli. Tra questi vi sono il riflesso di:
    • suzione, ovvero la capacità innata di succhiare il latte, coordinandola con la respirazione;
    • rooting, cioè la rotazione del capo a una stimolazione tattile sulla guancia;
    • prensione, ovvero l'istinto di afferrare un oggetto che gli sfiori il palmo della mano;
    I riflessi sono degli schemi di comportamenti rudimentali che lentamente lasceranno spazio a schemi
    di comportamenti più complessi e strutturati. Il riflesso di prensione, ad esempio, è uno schema
    rudimentale di uno schema più complesso, quello dell'afferrare.
    Nei comportamenti appresi, quindi, è fondamentale l'apprendimento, con cui si intende qualsiasi
    modificazione del nostro modo di comportarci, delle nostre idee o conoscenze che avviene in
    seguito ad una esperienza e che può avere durata temporanea o permanente.
    Apprendimento: qualsiasi modificazione del nostro modo di comportarci, delle nostre idee o
    conoscenze che avviene in seguito ad una esperienza e che può avere durata temporanea o
    permanente.
  3. I tipi di apprendimento
    Gli studiosi che si sono concentrati sull'apprendimento ne hanno riconosciuto due forme:
    • quello associativo, per cui il soggetto apprende perché scattano delle associazioni. Qui
      riconosciamo l'apprendimento che avviene per condizionamento classico e quello che
      avviene per condizionamento operante
    • quello cognitivo, che coinvolge maggiormente l'intelligenza, il ragionamento, l'intuizione e
      permette di acquisire comportamenti complessi
    • quello sociale, che avviene in contesti sociali in cui si verifica un processo di osservazione e
      imitazione di un modello.

Il Condizionamento Classico

Esempio: Supponiamo che abbiate fame e che stiate tornando a casa per pranzare. Entrando sentite
l'odore della carbonella del grill che brucia. Immediatamente la bocca vi si riempie di saliva e
cominciate a pensare ad una grigliata mista. Questo è un tipo di condizionamento classico poiché la
carbonella che brucia, in sé, è uno stimolo neutro che non produce salivazione ma poiché avete
assistito a tanti barbecue avete imparato ad associare l'odore della carbonella al senso di sazietà che
ne segue. La conseguenza di questo apprendimento è che in presenza del solo odore, anche se non vi
è traccia di cibo, inizierete ad avere l'acquolina in bocca.

Ivan Pavlov e i suoi esperimenti con i cani

  1. Ivan Pavlov e i suoi esperimenti con i caniGli studi sul condizionamento classico furono condotti da un fisiologo russo di nome Ivan Pavlov
    che verso la fine del 1800 si dedicava a ricerche sui riflessi che sono diventate un punto di riferimento
    importante per gli studi sull'apprendimento. In particolare egli conduceva studi sul funzionamento
    delle ghiandole salivari utilizzando come cavie dei cani e, utilizzando appositi strumenti da lui
    ideati, raccoglieva il secreto salivare per misurarne la quantità.
    All'interno di un laboratorio appositamente attrezzato egli raccoglieva la saliva che i cani
    emettevano alla vista del cibo. Dopo ripetuti esperimenti, lo scienziato notò un fatto curioso e non
    previsto: il cane salivava non solo in presenza del cibo, ma anche semplicemente dell'inserviente che
    era solito portarglielo. Era come se quell'uomo in qualche modo preannunciasse l'arrivo del cibo: il
    cane lo associava al momento del pasto.
    Per avere ulteriori conferme Pavlov fece accompagnare la comparsa del cibo ad altri stimoli ed ebbe
    sempre gli stessi risultati.
    Ricorse ad esempio a un campanello: inizialmente il suo suono non suscitava alcuna risposta da
    parte del cane; tuttavia, una volta usato per preannunciare l'arrivo del cibo, sollecitava la salivazione
    dell'animale anche se svincolato dal momento del pasto. In questo caso il campanello funge da
    stimolo neutro, ossia rappresenta uno stimolo che nel cane non produce alcuna risposta naturale.

Il processo di condizionamento

  1. Il processo di condizionamento
    La salivazione prodotta di fronte al cibo, che funge da stimolo incondizionato, viene detta risposta
    incondizionata (RI): non c'è da meravigliarsi se un cane tende a salivare di fronte alla ciotola del
    cibo, è una reazione naturale che avviene appunto in modo spontaneo.
    Salivare in presenza dell'operatore o se suona il campanello è invece una risposta condizionata:
    operatore e campanello sono infatti stimoli condizionati, nel senso che normalmente non inducono
    la salivazione, ma la provocano se vengono associati al cibo.
    Pavlov aveva scoperto così un tipo particolare di apprendimento, che venne chiamato
    condizionamento classico, il quale consiste in un'associazione più o meno meccanica da parte
    dell'individuo di due stimoli (uno incondizionato e l'altro neutro) tale da produrre una medesima
    risposta in entrambi i casi. Operatore e campanello, infatti, inizialmente sono stimoli neutri, ossia
    stimoli che normalmente non inducono alcuna risposta particolare nel cane, ma quando vengono
    associati al cibo diventano stimoli condizionati, per cui capaci di indurre la salivazione.

Stimoli e risposte nel condizionamento

2.1 Stimoli e risposte nel condizionamento
Nel condizionamento classico vi sono tre tipi di stimoli:

  • lo stimolo neutro, ossia quello stimolo che di per sé non produce alcuna risposta fisiologica
    nel soggetto;
  • lo stimolo incondizionato, ossia quello stimolo che naturalmente provoca una risposta
    fisiologica nel soggettivalo;
  • lo stimolo condizionato, ossia quello stimolo neutro che diventa condizionato in sseguito alla
    sua associazione ripetuta con uno stimolo incondizionato
Le risposte a questi stimoli, dunque sono:
  • la risposta incondizionata, ossia quella risposta spontanea, "senza condizioni" in quanto
    biologicamente naturale, dell'individuo a un determinato stimolo
  • la risposta condizionata, ossia quella indotta che l'individuo dà in presenza di uno stimolo
    condizionato, tale cioè da evocare la risposta solo "a condizione" di essere associato a uno
    stimolo incondizionato.
condizionamento classico Forma di apprendimento che consiste nell'associazione ripetuta di uno
stimolo neutro a uno stimolo incondizionato, in modo da produrre uno stimolo condizionato a cui
segue una risposta condizionata.1. PRIMA DEL CONDIZIONAMENTO
2. PRIMA DEL CONDIZIONAMENTO
RISPOSTA
SUONO
NESSUNA SALIVAZIONE
STIMOLO
INCONDIZIONATO
RISPOSTA
INCONDIZIONATA
STIMOLO
NEUTRO
NESSUNA
RISPOSTA
3. DURANTE IL CONDIZIONAMENTO
4. DOPO IL CONDIZIONAMENTO
C
+
RISPOSTA
D
RISPOSTA
0
SUONO
CIBO
SALIVAZIONE
SALIVAZIONE
RISPOSTA
INCONDIZIONATA
STIMOLO
CONDIZIONATO
RISPOSTA
CONDIZIONATA
STUDIO-SANAVIO
CONDIZIONAMENTO CLASSICO
ESEMPIO
1:
Cibo (SI)
acquolina
in bocca
(RI)
Odore
carbonella
(SN) +
Cibo (SI) =
odore
carbonella
(SC)
Odore
carbonella
(SC)
acquolina
in bocca (RC)
ESEMPIO 2: La paura delle siringhe
Dolore (SI) ----- Pianto (RI)
Siringa (SN) + Dolore (SI) = Siringa (SC)
Siringa (SC) -
Pianto (RC)

Estinzione e recupero spontaneo

  1. Estinzione e recupero spontaneo
    La fase in cui avviene il condizionamento vero e proprio prende il nome di acquisizione che, però, è
    reversibile: se si smette di presentare lo stimolo condizionato insieme allo stimo incondizionato (il
    cibo) la risposta condizionata progressivamente svanisce. Se al cane si smette di presentare il cibo
    quando suona il campanello, la salivazione dopo un po' non si manifesterà più. In questo caso si è
    verificata quella che viene chiamata estinzione.
    Se però, si lascia riposare il cane e gli si ripresenta il suono abbinato al cibo, si verifica di nuovo
    salivazione, ossia si manifesta quello che viene definito "recupero spontaneo". Questo dimostra che
    una risposta estinta non viene completamente sradicata ma la si può recuperare.

La generalizzazione

  1. La generalizzazione
    Nei suoi esperimenti, Pavlov notò anche che il cane che aveva appreso una risposta condizionata
    salivava anche quando veniva emesso un suono leggermente più alto o più basso rispetto a quello
    originario. Questo perché si era verificata una generalizzazione ossia un'estensione della risposta a
    stimoli simili a quello originario.

Gli studi del comportamentista Watson

  1. Gli studi del comportamentista Watson
    I meccanismi associativi che aveva scoperto Pavlov studiando i cani furono di grande interesse per
    Watson, che cercò di testarne la validità per l'essere umano. Egli condusse pertanto una serie di
    esperimenti sulle risposte emotive di base dell'uomo (rabbia, paura, amore ... ), nella convinzione che
    anche queste, come la salivazione dei cani, fossero "condizionabili".
    A questo proposito, l'esperimento considerato maggiormente emblematico fu quello effettuato su
    Albert, un bambino di nove mesi che amava giocare con i ratti senza mostrare segni di paura,
    mentre era spaventato, come molti bambini della sua età, dai rumori forti e improvvisi. Watson fece
    in modo di produrre un rumore molto intenso ogni volta che Albert si avvicinava al ratto per giocare.
    Dopo qualche giorno il bambino cominciò a piangere e a mostrare timore alla sola vista del ratto.
    Non solo: cominciò a spaventarsi anche alla vista della barba bianca dello sperimentatore che
    lavorava con lui, perché la associava al pelo bianco del ratto. Albert aveva sviluppato una forma di
    generalizzazione, cioè di estensione della risposta (la paura) a stimoli diversi da quelli originari.
    Tale esperimento, sebbene abbia fatto molto discutere per le sue implicazioni etiche, in quanto
    indirizzato a suscitare volontariamente la paura in un bambino, dimostrò non solo che il
    comportamento dell'uomo può essere il prodotto di condizionamenti ambientali ma anche che,
    sfruttando tali condizionamenti, la condotta dell'individuo può essere in qualche modo orientata
    dall'esterno.
    RISPOSTA
    00
    CIBO
    SALIVAZIONE
    SUONO

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