Le Merci e gli Imballaggi: classificazione e normative

Documento sulle Merci e gli Imballaggi. Il Pdf esplora la definizione e la classificazione delle merci, con particolare attenzione agli imballaggi e alle normative per le merci pericolose, utile per studenti universitari.

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LE MERCI E GLI IMBALLAGGI
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L’IMBALLAGGIO DELLE MERCI PERICOLOSE
Per l’imballaggio e il trasporto di merci pericolose è necessario conoscere i vari regolamenti che
contemplano una grande varietà di aspetti da prendere in considerazione: classificazione delle
sostanze pericolose, abilitazione dei conducenti, caratteristiche degli imballaggi, modalità di
costruzione di veicoli e cisterne, i casi di esenzione e le unità di trasporto.
Gli aspetti regolamentati dalla normativa sono numerosi, e occorre prestare la massima attenzione
per restare sempre aggiornati sulle più recenti novità. I diversi regolamenti, infatti, vengono
regolarmente aggiornati ogni due anni, ad eccezione di quello per il trasporto aereo. Prima di
addentrarci nello specifico della materia è utile definire cosa si intende con merci pericolose.
Vengono classificate come pericolose tutte quelle sostanze o prodotti che, se non correttamente
maneggiati, possono arrecare danno al driver, al mittente, al destinatario, ad altre spedizioni e
all’ambiente. Di questo argomento si interessano le Nazioni Unite, attraverso un organo detto
Comitato degli esperti dei materiali pericolosi, che pubblica e aggiorna le relative norme. Le norme
ONU prevedono l’identificazione delle merci pericolose con un numero a 4 cifre, da 0001 a 3300,
definito numero ONU. I mezzi di trasporto, adibiti al trasporto di merci pericolose, devono
evidenziare, oltre al numero ONU, che indica la tipologia di merce pericolosa, anche un ulteriore
numero, composto da due o tre cifre, che indica la pericolosità della merce (numero di Kemler o
numero di identificazione del pericolo). Entrambi i numeri vengono riportati in un pannello di
pericolo arancione di dimensione 30 x 40 cm.
La prima cifra del numero di Kemler identifica il pericolo principale e/o anche la classificazione
della materia (classi ADR/RID).
La seconda e terza cifra del numero di Kemler identifica il/i pericolo/i secondari, ovvero pericoli
ulteriori legati alla classe. Quando le prime due cifre sono le stesse, ciò sta ad indicare un
rafforzamento del pericolo principale, mentre quando sono la seconda e terza cifra ad essere
uguali, indica un rafforzamento del pericolo sussidiario.
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Anteprima

LE MERCI E GLI IMBALLAGGI

Definizione di merce

Merce è un termine che significa bene mobile di cui s'intende far commercio, il che comporta che debba essere trasportato. Dal fatto che la merce debba essere tra- sportata consegue che la preparazione dei beni al trasporto deve soddisfare alcuni requisiti, perché il trasporto possa essere sicuro, veloce ed economicamente conveniente. Gran parte di questi requisiti vengono soddisfatti imballando le merci in modo opportuno, ovvero mettendo la merce in contenitori o materiali adatti. Un controllo accurato dell'imballaggio delle merci consente il recapito delle stesse, senza problemi, attraverso tutta la catena logistica. Al contrario, la minima alterazione dell'imballaggio è sintomo di problemi, non- ché della necessità d'adottare provvedimenti correttivi.

Classificazione delle merci

La merce può essere classificata in modo diverso a seconda dello stato: possiamo distinguere in solido, liquido, gassoso e polverulento (per esempio sabbie). |fig. 2.1| Un'altra classificazione è in funzione della temperatura a cui è consigliato che la merce venga conservata: possiamo distinguere merce alla temperatura ambiente, prodotti surgelati (da -20 a -30 ℃), prodotti freschi (da 0 a 4 ℃) e a tempera- tura controllata come per esempio il cioccolato (15-25 ℃). |fig. 2.2| Questi due fattori condizionano la scelta della tipologia di imballaggio oppor- tuno (per esempio per un materiale allo stato gassoso è assolutamente necessario un contenitore a tenuta stagna mentre per uno allo stato liquido non è sempre necessario) senza contare che la merce non può essere spedita, salvo rare eccezio- ni, così come si trova alla produzione. A volte è troppo minuta per poter essere maneggiata in modo conveniente (pensiamo per esempio a penne, chiodi, viterie e altre minuterie metalliche). In altri casi si presenta troppo grande per essere trasferita, come accade per i mac- chinari industriali, le presse ecc. In questi casi l'imballaggio e la suddivisione in unità d'imballaggio maneggevoli consentono di procedere alla spedizione in con- dizioni normali, senza l'aggravio di condizioni speciali. Inoltre occorre proteggere la merce per il tragitto, affinché non si danneggi per le sollecitazioni che subisce durante il trasporto. Le merci subiscono sollecitazioni meccaniche o chimiche di vario genere e un imballaggio non idoneo non consente il recapito in condizioni perfette. È bene anche ricordare che l'imballaggio offre un certo grado di prote- zione contro gli ammanchi, almeno quando si tratta di ammanchi all'interno del collo. È praticamente impossibile effettuare rapidamente un piccolo furto all'in- terno di un collo ben sigillato senza alterarne visibilmente l'aspetto, ma nessuno avrebbe difficoltà a farlo in un collo aperto. Nel caso di merci classificate come pericolose, in gran parte dei casi, l'imballaggio deve rispettare rigide prescrizioni e collaudi ed essere omologato, salvo quando il quantitativo è limitato o il pericolo è ridotto.

L'IMBALLAGGIO DELLE MERCI PERICOLOSE

Per l'imballaggio e il trasporto di merci pericolose è necessario conoscere i vari regolamenti checontemplano una grande varietà di aspetti da prendere in considerazione: classificazione delle sostanze pericolose, abilitazione dei conducenti, caratteristiche degli imballaggi, modalità di costruzione di veicoli e cisterne, i casi di esenzione e le unità di trasporto. Gli aspetti regolamentati dalla normativa sono numerosi, e occorre prestare la massima attenzione per restare sempre aggiornati sulle più recenti novità. I diversi regolamenti, infatti, vengono regolarmente aggiornati ogni due anni, ad eccezione di quello per il trasporto aereo. Prima di addentrarci nello specifico della materia è utile definire cosa si intende con merci pericolose. Vengono classificate come pericolose tutte quelle sostanze o prodotti che, se non correttamente maneggiati, possono arrecare danno al driver, al mittente, al destinatario, ad altre spedizioni e all'ambiente. Di questo argomento si interessano le Nazioni Unite, attraverso un organo detto Comitato degli esperti dei materiali pericolosi, che pubblica e aggiorna le relative norme. Le norme ONU prevedono l'identificazione delle merci pericolose con un numero a 4 cifre, da 0001 a 3300, definito numero ONU. I mezzi di trasporto, adibiti al trasporto di merci pericolose, devono evidenziare, oltre al numero ONU, che indica la tipologia di merce pericolosa, anche un ulteriore numero, composto da due o tre cifre, che indica la pericolosità della merce (numero di Kemler o numero di identificazione del pericolo). Entrambi i numeri vengono riportati in un pannello di pericolo arancione di dimensione 30 x 40 cm.

Numero di Kemler: pericolo principale e classe della materia

La prima cifra del numero di Kemler identifica il pericolo principale e/o anche la classificazione della materia (classi ADR/RID).

NumeroPERICOLO PRINCIPALECLASSE DELLA MATERIA
2Gas2
3Liquido infiammabile3
4Materia solida infiammabile4.1; 4.2; 4.3
5Materia comburente o perossido organico5.1; 5.2
6Materia tossica6.1; 6.2
7Materia radioattiva7
8Materia corrosiva8
9Materia pericolosa diversa9

Numero di Kemler: pericoli secondari

La seconda e terza cifra del numero di Kemler identifica il/i pericolo/i secondari, ovvero pericoli ulteriori legati alla classe. Quando le prime due cifre sono le stesse, ciò sta ad indicare un rafforzamento del pericolo principale, mentre quando sono la seconda e terza cifra ad essere uguali, indica un rafforzamento del pericolo sussidiario.

NumeroIndicazioni di pericoli secondari
0Non possiede pericoli secondari e non è molto pericolosa
2Emanazione di gas
3Infiammabilità liquida o gassosa (se segue il 2 )
4Infiammabilità solida
5Attivazione della combustione ( favorisce l'incendio)
6Tossicità
7Radioattività
8Corrosività
9Pericolo di reazione violenta spontanea (instabile)

Quando il numero d'identificazione del pericolo è preceduto dalla lettera "X" significa che la sostanza reagisce violentemente con acqua. Vediamo alcuni esempi: 33 indica un liquido molto infiammabile (punto di infiammabilità inferiore a 21°C); 338 indica un liquido molto infiammabile e corrosivo, 266 indica un gas molto tossico.

33 Numero KEMLER di Identificazione del Pericolo (NIP) 1088 Numero ONU di Identificazione della Materia (NIM) Figura. Pannello di pericolo sui mezzi di trasporto

Data la natura di questi prodotti gli imballaggi giocano un ruolo fondamentale nel prevenire i rischi legati al loro trattamento. Le merci pericolose possono essere imballate utilizzando imballaggi in cartone o casse in legno che siano omologati per i trasporti via terra (RID/ADR), via mare (IMDG) o via aerea (IATA). Tutte le casse o le scatole, infatti, devono essere collaudate e certificate secondo determinati standard; sono generalmente dotate di profili metallici per rinforzare gli angoli e devono essere conformi alle normative IPPC (ISPM15) per poter essere esportate in tutto il mondo. Per garantire una maggiore sicurezza e solidità degli imballi di fondamentale importanza è l'utilizzo di regge e film estensibili. Gli imballaggi di riempimento dei vuoti sono invece efficaci per eliminare la mobilità dei prodotti durante il trasporto, e proteggerli da eventuali urti improvvisi. Per il trasporto di sostanze liquide è opportuno utilizzare la vermiculite per prevenire l'eventuale fuoriuscita di liquido. Questo materiale, infatti, è in grado di assorbire fino a quattro volte il proprio peso e trattenere in maniera sicura sostanze liquide come vernici, acidi e solventi di varia natura. La vermiculite è inoltre un prodotto inerte, sterile ed esente da impurità. Inoltre data la sua origine minerale è incombustibile e imputrescibile.

IMBALLAGGIO CON UTILIZZO DELLA VERMICULITE

Gli imballaggi (primario, secondario e terziario)

Come visto nel paragrafo precedente, le merci vanno imballate, al fine di ren- derle idonee alla movimentazione, stoccaggio, trasporto, vendita, utilizzazione e consumo. Secondo il Decreto Legislativo 5/2/1997 n. 22 detto anche "Decreto Ronchi" l'imballaggio è "il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gü articoli a perdere usati allo stesso scopo". Spesso si parla indistintamente di imballaggio o packaging. In realtà occorre fare una distinzione: il packaging comporta due categorie di interventi che hanno delle finalità diverse e che è bene considerare separatamente. Esse sono:

  • confezionamento: orientamento al consumatore (consumer packaging);
  • imballaggio: orientamento alla distribuzione (distribution packaging).

IMBALLAGGIO PRIMARIO

Imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto vendita, un'unità di vendita per l'utente finale o per il consumatore. Si tratta, nel caso dei beni di largo consumo, dell'unità di vendita destinata al consumatore finale, per esempio: la bottiglia d'acqua, la lattina di birra, la scatola di zucchero ecc.

IMBALLAGGIO SECONDARIO

Imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all'utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterare le caratteristiche. Esempi di imballaggi secondari sono: cassette, scatoloni, film plastico che racchiude più confezioni (fardello) ecc.

IMBALLAGGIO TERZIARIO

Imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione e il trasporto di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione e i danni connessi al trasporto. Il sistema più diffuso è il pallet (o bancale), ma ne esistono altri quali, casse di legno, cassoni, roll-container ecc.

Caratteristiche dell'EUROPALLET

Si tratta di un pallet piatto a quattro vie con nove blocchetti uniti a gruppi di tre per mezzo di traverse dello spessore di 22 mm poste nel senso della dimensione maggiore, riutilizzabile, realizzato sulla base di un preciso capitolato tecnico che stabilisce le caratteristiche degli elementi, le tolleranze dimensionali, la posizione dei chiodi, l'umidità del legno e tanti altri vincoli/requisiti tecnici.

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