Documento dall'Università degli Studi Roma Tre su Educare al Nido La Rocca. Il Pdf esplora la nascita e lo sviluppo degli asili nido in Italia, le normative e le trasformazioni sociali, con un focus sui modelli di progettazione educativa e l'organizzazione delle attività quotidiane.
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Lo stato italiano si è da sempre disinteressato delle istituzioni per l'infanzia, la cui gestione è sempre stata incaricata ai privati (in genere ordini religiosi). I primi interventi risalgono alla metà dell'ottocento grazie ad alcuni filantropi impietositi dalle condizioni di vita inumane dei bambini e gli alti tassi di mortalità infantile, nel 1850 a Milano fu istituito il primo ricovero per lattanti. Nel 1925 invece avvenne il primo intervento pubblico durante il regime fascista dove fu istituito l'Onmi (Opera nazionale maternità e infanzia) che si proponeva esplicitamente di provvedere alla protezione ed assistenza della donna mediante l'espulsione di quest'ultima dal lavoro e stimolare le madri italiani alla proliferazione. Altri scopi di questa società erano incoraggiare il sorgere di scuole teorico- pratiche di puericultura, ufficiali sanitari e autorità scolastiche, vigilare sull'applicazione delle disposizioni legislative e regolamentari in vigore per la protezione della maternità e dell'infanzia.
Per quanto riguarda il nido, era visto come un servizio della comunità per i figli di lavoratrici o per i bambini di famiglie gravemente impedite di attendere alla loro cura. I nidi Onmi si sono proposti come un'organizzazione con fini puramente assistenziali e di custodia in un'ottica non propriamente positiva, rivolta a chi non può badare al proprio figlio. L'aspetto educativo non viene minimamente considerato, tanto che questo termine non compare mai neppure nel regolamento.
Dopo la guerra: le donne di sinistra si battono per gli interessi dei bambini e ottengono il 26 agosto 1950 con la legge 860 ->
Seconda metà degli anni 50 (1950):
L'Italia vive un periodo di trasformazioni economiche e sociali. Sono questi gli anni del "miracolo economico", dove avviene una consistente crescita della produzione industriale. Il periodo di maggiore trasformazione va dal 1958 al 1963 quando lo sviluppo industriale è rappresentato dalla crescita delle esportazioni e della produzione nel settore degli elettrodomestici. Lo sviluppo industriale provoca dei cambiamenti anche nell'organizzazione della vita sociale, in particolare per la maggiore presenza di manodopera femminile (espulsa dal processo produttivo nell'immediato dopo guerra).
In questo contesto si sviluppa anche la domanda di servizi sociali per la cura dei bambini ed in particolare si rende evidente la richiesta della scuola materna, poiché tali esigenze sono alimentate dalla nuova situazione storica che il paese e la donna stanno vivendo.
Nel 1962 si ebbe il primo governo centro sinistra (Fanfani) dove si attua un piano decennale per la scuola che sarà approvato contemplando indirettamente la nascita della scuola materna statale, che prevede espliciti stanziamenti per la costruzione degli edifici. La scuola materna statale viene istituita con la legge 18 marzo 1968 n 444 dando inizio ad un interesse per i bisogni di cura delle famiglie italiane. All'inizio degli anni 60 risale anche il rinnovato impegno dei comuni nel settore dell'educazione infantile, è il caso di Bologna Document shared on www.docsity.com Downloaded by: cecia-mozzini-1 (giulio142014@gmail.com)dove i comunisti al governo si convincono della necessità di una collaborazione tra classe operaia e piccoli imprenditori cercando di favorirne un'alleanza. Ci fu un netto miglioramento qualitativo delle scuole dell'infanzia che possono avvalersi del contributo di Bruno Ciari (pedagogo proveniente dalla Toscana). Ciari elabora una bozza di progetto di scuola dell'infanzia sperimentale ricoverando alcuni aspetti positivi della tradizione pedagogica italiana e fidando nella "Professionalità collettiva di tutti gli adulti".
Negli anni 60-70 è molto importante il movimento delle donne : molte di loro fecero la prima esperienza militante partecipando alla contestazione studentesca. Nel 1971 vengono approvate due leggi molto importanti per le donne e per i bambini:
Un altro obiettivo importante viene raggiunto con la legge sul divorzio approvata nel dicembre 1970. Le forze moderate e conservatrici non accettano e provocano un referendum abrogativo svolto nel 1974 ma la maggioranza degli italiani, invece, vota a favore del mantenimento della legge. Il movimento delle donne si rafforza anche con l'approvazione del nuovo diritto di famiglia in cui viene abolito il capo famiglia rendendo la parità ai due coniugi. Tale legge vale anche per la condizione dell'infanzia in quanto i genitori oltre che a mantenere, educare ed istruire i figli devono tener conto delle capacità e delle aspirazioni degli stessi. Fondamentale per il riconoscimento ed identità femminile è l'introduzione dell'aborto che , dopo molte controversie, diventa legge nel giugno 1978. Infine si ha l'emanazione della legge 903/1977 che introduce il principio di parità di trattamento tra uomini e donne sul campo di lavoro.
La legge 1044 del 1971 è molto importante e afferma che i nidi devono:
Un'altra legge del 1983 stabilisce con chiarezza che gli asili nido sono servizi a domanda individuale e che Le famiglie devono contribuire economicamente con una retta mensile.
Inizialmente gli asili nido si sono sviluppati nelle regioni dell'Italia centrale e settentrionale, mentre sono quasi assenti nella realtà meridionale. I costi condizionano anche la composizione sociale dei frequentanti i nidi, poiché per accedervi occorre pagare delle rette elevate. Nel corso degli anni Novanta gli asili nido non sono aumentati molto da un punto di vista numerico, anche se hanno migliorato il livello della loro qualità. Questo processo di sviluppo della qualità ha portato anche a delle nuove consapevolezze riguardo la sua finalità educativa. Gli studi sulla socializzazione infantile dell'ultimo ventennio rilevano come il bambino abbia un bisogno essenziale di stare con gli altri, per crescere nel confronto con gli altri e per costruire il proprio sapere sulle relazioni. Anche i genitori sono riconosciuti come attori importanti del processo educativo realizzato nel nido. Si Document shared on www.docsity.com Downloaded by: cecia-mozzini-1 (giulio142014@gmail.com)acquisisce consapevolezza dell'importanza della presenza dei genitori nel nido fin dai primi giorni di frequenza del bambino, così come, con il passare del tempo, cresce l'idea che il nido può essere un contesto utile per il bambino ma anche per la crescita dei genitori.
Emerge inoltre con sempre maggiore chiarezza l'idea che il nido non può essere l'unica risposta ai bisogni di cura ai bambini più piccoli e che ad esso andranno affiancati altri servizi in grado di dare risposte alle esigenze delle famiglie e di consentire ai bambini di vivere importanti esperienze di vita sociale.
Anni 70 e 80: si sviluppano i nidi pubblici Anni 90: nasce l'offerta privata, prevalentemente in convenzione con i comuni.
Le principali tipologie di servizio educativo per la prima infanzia che si sono sviluppate negli ultimi vent'anni sono rappresentate dai servizi integrativi, più flessibili rispetto al nido e sono:
In tempi ancora più recenti si sono sviluppate esperienze di:
I nuovi servizi sono stati rinominati servizi integrativi.
Negli ultimi decenni si sono verificati cambiamenti rilevanti:
La presenza di questi servizi non ha ridotto la lista di attesa perché i nidi e i servizi stessi si rivolgono ad esigenze diverse. Viene evidenziata una malleabilità di organizzazioni:
Molto importante è il calendario di apertura nell'anno e l'orario nella giornata: la Document shared on www.docsity.com Downloaded by: cecia-mozzini-1 (giulio142014@gmail.com)