Documento sul concetto di costo in economia aziendale. Il Pdf, di livello universitario e inerente all'economia, esplora definizioni, classificazioni (diretti, indiretti, fissi, variabili) e metodologie di allocazione dei costi, con riferimenti a diverse teorie e al diagramma costo-volume.
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Definizione, oggetto del costo, centro di costo e costo pieno Dare una definizione di costo può sembrare semplice ma non lo è affatto in quanto "il concetto di costo è ambiguo perché utilizzato per indicare idee molto diverse tra loro". L'ambiguità nasce dal fatto che nella lingua italiana il termine costo viene utilizzato con più significati. Basta fare un semplice confronto con la lingua inglese per comprendere un po' meglio, in quanto già la distinzione tra cost ("valorizzazione monetaria di una risorsa consumata per un qualche scopo, ad esempio un costo d'acquisto") ed expense ("il concetto di costo di competenza nella specifica accezione contabile") Per dare una definizione iniziale, utilizzando quella riportata da Anthony, Hawkins, Macrì, Merchant (2005) possiamo dire che "il costo è la valorizzazione monetaria delle risorse utilizzate per un qualche scopo". In questa definizione possiamo notare tre punti rilevanti. Innanzitutto il costo rileva in termini monetari l'utilizzo di risorse. Nella produzione di un prodotto gli elementi del costo sono ad esempio i materiali diretti e il costo ci indica la quantità di risorse utilizzate. Il secondo concetto importante riguarda la misura del costo, espressa in termini monetari in quanto la moneta ci permette di sommare quantità di risorse diverse, è come se fosse un denominatore comune. Il terzo concetto da considerare è che la rilevazione del costo ha sempre a riferimento uno scopo: un oggetto del costo. Sempre i quattro autori sostengono che "L'oggetto del costo (cost object) è il termine tecnico per indicare un prodotto, un progetto, un'unità organizzativa o altra attività o scopo del quale si misurano i costi." In base al tipo di rilevazione un oggetto può essere più o meno ampio, ad esempio i prodotti di uno stabilimento in un certo periodo di tempo o anche il singolo prodotto. In questo caso si considererebbe un oggetto del costo molto ristretto e si avrebbe una mole di lavoro eccessiva rispetto all'informazione che si vuole ottenere.
Passiamo alla definizione del costo pieno che verrà ripreso in seguito in maniera più approfondita. "Il termine costo pieno (full cost) comprende tutte le risorse utilizzate per un determinato oggetto del costo Usando la terminologia del cost accounting, i costi diretti sono attribuiti all'oggetto del costo in maniera non ambigua. "I costi indiretti sono elementi di costo: (1) causati congiuntamente da 2 o più oggetti del costo e come tali (2) non riconducibili oggettivamente ad alcun singolo oggetto separatamente" Sempre secondo la terminologia del cost accounting i costi indiretti sono allocati all'oggetto del costo. L'attribuzione e l'assegnazione spesso vengono indicati con assegnazione ma è un termine generico. Nella pratica il problema sorge quando si deve affrontare la questione di calcolare la quota di costi indiretti ragionevolmente allocabile ai diversi oggetti del costo.
Se vogliamo dare un'altra definizione ai concetti di costi diretti e indiretti possiamo analizzare la definizione fornita da Sostero: "Costi diretti: vengono attribuiti in stretta aderenza al principio funzionale, cioè oparando una rigorosa misurazione del contributo offerto all'oggetto di costo. Costi indiretti: vengono attribuiti ispirandosi al principio funzionale, attraverso grandezze convenzionali che non individuano direttamente il contributo, o seguendo definite politiche di calcolo."Nella pratica, per effettuare questa distinzione, "si considerano diretti i costi che vengono attribuiti moltiplicando il prezzo unitario del fattore per i volumi fisici di impiego (rientrano nella definizione, come caso particolare, i costi speciali, che vengono attribuiti semplicemente sulla base del prezzo del fattore: in questo caso il volume fisico di impiego è pari a 1) e si considerano indiretti i costi che vengono attribuiti utilizzando basi o parametri di ripartizione." Nel caso dell'utilizzo di basi o parametri di ripartizione, l'attribuzione può avere luogo in diversi modi:
A parere di Sostero (1991), ancora, "La distinzione tra costi diretti e costi indiretti può servire solo se compiuta dopo l'attribuzione, e vale a riconoscere i procedimenti utilizzati, non a suggerire quelli da applicare." Ciò che genera perplessità è il fatto che "il fulcro della classificazione viene indicato nella diversità tra prezzi unitari e quote unitarie di costo." (come si nota confrontando le procedure di attribuzione diretta e indiretta)
Come già spiegato i costi diretti vengono rimandati direttamente ai prodotti. L'allocazione dei costi generali o indiretti agli oggetti di costo (cioè i prodotti) è composta da due fasi: FASE 1: I costi indiretti (o generali) di produzione di un periodo contabile sono assegnati in via preliminare ai centri di costo di produzione e di servizio (oggetti di costo intermedi). Inoltre, i costi totali indiretti collegati ai centri di costo di servizio sono nuovamente assegnati ai centri di costo di produzione: in questo modo con questa prima fase si hanno tutti i costi indiretti suddivisi solamente tra i centri di costo di produzione. FASE 2: I costi indiretti totali confluiti in ciascun centro di costo di produzione, compresi quelli assegnati dai centri di costo di servizio, vengono ripartiti in base ad un coefficiente di allocazione.
Per diverse ragioni molte ragioni preferiscono l'utilizzo di coefficienti di imputazione predeterminati anziché di coefficienti di imputazione effettivi all'interno dei loro sistemi contabili. Questo perché:
"Per definizione, i costi indiretti di un oggetto del costo devono essere allocati. L'unità di misura di attività o di volume utilizzata a denominatore del coefficiente di allocazione è denominata base di allocazione o base di imputazione (allocation basis)" Con il termine determinante del costo (cost driver) si vuole evidenziare il fatto che la base di imputazione dovrebbe esprimere la causa generante dei costi indiretti, mostrare il rapporto causale tra l'elemento del costo e l'oggetto al quale viene assegnato. Se ad esempio per allocare i costi generali vengono usate le ore di manodopera ma non vi è un nesso causale tra la manodopera diretta e l'origine dei costi generali di produzione, allora i prodotti che necessitano di molta manodopera diretta si faranno carico di un onere immotivato per costi generali e il loro costo sarà più elevato.