Linguistica Italiana: Sociolinguistica dell'Italiano Contemporaneo, Università di Ferrara

Slide dall'Università degli Studi di Ferrara su Linguistica Italiana: Sociolinguistica dell'Italiano Contemporaneo. Il Pdf esplora l'italiano standard e neostandard, le dimensioni della variazione linguistica e il polimorfismo, utile per studenti universitari di Lingue.

Mostra di più

17 pagine

a.a. 2024/25
LINGUISTICA ITALIANA
(L-FIL-LET/12)
2 SOCIOLINGUISTICA DELL’ITALIANO
CONTEMPORANEO
Lezione 17 Italiano standard e neostandard
Fabio Romanini Linguistica italiana
17 Italiano standard e neostandard

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Architettura dell'italiano contemporaneo

UNIVE
R
RSITAS
E
13
91
.
JS
ORE
R
Università
degli Studi
di Ferrara
a.a. 2024/25
LINGUISTICA ITALIANA
(L-FIL-LET/12)
2 - SOCIOLINGUISTICA DELL'ITALIANO
CONTEMPORANEO
Lezione 17 - Italiano standard e neostandard[formale]
[colto]
it. formale aulico
it. tecnico
scientifico
it. burocratico
it. standard
letterario
it. neo-standard
(reg. colto medio)
DIAMESIA
[scritto]
it. parlato
colloquiale
comunicazione
"digitale"
it. regionale
popolare
DIAFASIA
Architettura dell'italiano
contemporaneo
Schema adattato da G. Berruto,
Sociolinguistica dell'italiano
contemporaneo (2012)
DIASTRATIA
it informale
trascurato
[incolto]
[informale]
Fabio Romanini - Linguistica italiana
17 - Italiano standard e neostandard

RIAE UNIVERS
· FERRAA
13 - 91
TAS . SO
Università
degli Studi
di Ferrara
[parlato]DIAFASIA
7. Italiano aulico formale
8. Italiano
tecnico-scientifico
1. Italiano standard
scolastico
9. Italiano
aziendale
10. Italiano
digitato
2. Italiano neostandard
giornalistico
PIA
DIAMESIA
DIAT
DIASTRATIA
Italiano
parlato colloquiale
Italiano
informale-trascurato
4. Italiano
regionale
DIATE
6. Italiano
popolare
Fabio Romanini - Linguistica italiana
17 - Italiano standard e neostandard

Schema dell'italiano contemporaneo

ARIAE UNIVER
JERSITA
TAS .
13 / 91
TUS
Università
degli Studi
di Ferrara
. FERRARGaetano Berruto (1987 e 2012) e Giuseppe Antonelli (2014, sullo stesso schema del
predecessore) hanno disegnato uno schema che rappresenta l'architettura
dell'italiano contemporaneo.
Sull'asse delle ascisse si colloca la diamesia, su quello delle ordinate la diastratia, su
una diagonale la diafasia, mentre la diatopia è soggiacente a tutto lo schema.
All'interno dei quadranti sono collocate singole varietà: it. formale e informale,
colloquiale e aulico, burocratico e letterario. Con Antonelli trova diversa collocazione
quello "digitato", che si sposta verso il parlato, e compaiono l'it. aziendale, scolastico,
giornalistico.
Va evidenziata, in entrambi gli schemi, la presenza di varietà chiamate standard e
neostandard. Il nome richiama una varietà "tipica", "normale": una varietà di
riferimento per i parlanti nativi, che la userebbero come punto di partenza per la scelta
di quale italiano usare nella situazione comunicativa in cui si trovano. Le etichette
denunciano già una evoluzione del concetto.
Fabio Romanini - Linguistica italiana
17 - Italiano standard e neostandard

Standard e neostandard

RIAE UNIVERS
· FERRAA
13 / 91
ABOR
Università
degli Studi
di FerraraLa distinzione di una varietà standard e di una varietà neostandard è stata una svolta
decisiva per la linguistica e per l'insegnamento della lingua italiana.
La varietà neostandard è soprattutto parlata, ma anche scritta in testi di bassa e
media formalità. Le sue caratteristiche non sono nuove, ma di diffusione crescente.
L'ITALIANO STANDARD è una varietà senza parlanti nativi: per usarla è necessario
uno specifico addestramento, di dizione e di consapevolezza linguistica. Pertanto, è
quasi esclusivamente scritta.
È un italiano stabile, con cambiamenti minimi e indispensabili, soprattutto
adeguamenti lessicali e sintattici dovuti a scoperte, invenzioni, pochi prestiti.
Storicamente è stata netta la divisione tra prosa e poesia.
Fabio Romanini - Linguistica italiana
17 - Italiano standard e neostandard

Evoluzione dell'italiano standard

ARIAE UNIVERS
· FERRAR
Università
degli Studi
di Ferrara
13 Ve 91
TUS .
ABORCosì, si sono avuti vari casi di polimorfismo: cuore-core, devo-deggio, voleva-
volea, dove la prima forma è prosastica e la seconda poetica. Ma anche nella
sola prosa ci sono varianti fonetiche e morfologiche: sacrificio-sagrifizio, lacrima-
lagrima, offrì-offerse, ecc. Momento decisivo fu l'ed. 1840-42 dei Promessi sposi
di Manzoni, che ridusse il polimorfismo dell'italiano a poche forme residuali:
tra/fra, ci/vi, visto/veduto, mentre con la poesia la svolta fu segnata da Pascoli e
d'Annunzio.
Negli anni Venti del Novecento le grammatiche scolastiche codificarono una
norma, che si impose e diede vita alla varietà dell'italiano scolastico, basata
sull'italiano letterario. Lo standard rappresenta dunque il polo normativo della
lingua, ma è anche il parametro della normalità? Le deviazioni sono giudicate
negative dalla comunità dei parlanti, solitamente.
Fabio Romanini - Linguistica italiana
17 - Italiano standard e neostandard

Caratteristiche dell'italiano standard

ARIAE UNIVERS
· FERRAR
13 Ve 91
TUS .
ABOR
Università
degli Studi
di FerraraGli "errori", tuttavia, si collocano su diversi gradi di gravità. Lo standard è poco o anzi
minimamente marcato su tutti gli assi di variazione, e ciò perché gli è concesso un
privilegio extralinguistico: una questione di prestigio sociale. E una variante "buona
per tutte le stagioni", ma per ciò stesso artificiale.
Tuttavia, lo standard negli ultimi anni si mostra non del tutto condiviso: si diffonde la
pronuncia con /z/ di casa, diminuisce il raddoppiamento fonosintattico (non si usa più
/akkasa/, ma /a kaza/), ed è in declino la pronuncia aperta del dittongo in piède.
Invece, sono poli conservativi l'ortografia e la morfologia soprattutto; e comunque si
mantiene una decisa distanza tra la norma grammaticale insegnata nelle scuole e gli
usi effettivi dei parlanti.
Fabio Romanini - Linguistica italiana
17 - Italiano standard e neostandard

Italiano dell'uso medio e neostandard

ARIAE UNIVERS
· FERRAR
Università
degli Studi
di Ferrara
13 Ve 91
TUS .
ABORNel 1985 Francesco Sabatini introdusse l'etichetta di ITALIANO DELL'USO MEDIO per
indicare la varietà più diffusa, nel parlato e nello scritto, per diverse situazioni
comunicative.
Le quasi contemporanee indagini di Gaetano Berruto lo portarono invece a definire, nel
1987, la varietà del repertorio che chiamò NEOSTANDARD, così chiamata per la sua
opposizione allo standard linguistico, o meglio per la sua ridefinizione.
Entrambe le definizioni partono dalla constatazione delle diversità tra la norma imposta
e l'uso effettivo dei parlanti. Per Sabatini questa differenza impone di considerare l'uso
della lingua, verificandone i tratti caratterizzanti; per Berruto prevale la componente di
cambiamento, e la percezione dei parlanti dell'accettabilità di alcune forme non
standard.
Fabio Romanini - Linguistica italiana
17 - Italiano standard e neostandard

Tratti caratterizzanti dell'italiano neostandard

ARIAE UNIVERS
· FERRAR
13 Ve 91
TUS .
ABOR
Università
degli Studi
di FerraraSabatini identificò dapprima 35 tratti caratterizzanti, che poi ridusse a 14.
Vediamoli nel dettaglio:

  1. Lui, lei, loro usati come soggetto. I pronomi obliqui usati come soggetto
    sostituiscono i tradizionali egli, ella, essi, esse, quasi del tutto scomparsi dall'uso.
    Già nei Promessi sposi si possono trovare questi usi;
  2. Il pronome obliquo gli può valere anche 'a lei' e anche 'a loro': ho visto Elena
    e gli ho dato il libro; ho incontrato Paola e Marco e gli ho detto di venire alla festa;
  3. Può essere usata la forma del partitivo non solo per soggetti e complementi
    diretti, ma anche nei complementi indiretti: vado al cinema con degli amici;
  4. Sono consentite dislocazioni a destra e a sinistra del tema, e il tipo sintattico a
    me mi piace, di pane non ne ho più, con uso pleonastico di pronomi;

Fabio Romanini - Linguistica italiana
17 - Italiano standard e neostandard

Continuazione dei tratti caratterizzanti

· FERRAR
ARIAE UNIVERS
Università
13 Ve 91
degli Studi
di Ferrara
TUS .
ABOR5 - La congiunzione CHE può introdurre subordinate di varia natura (CHE
POLIVALENTE), e in particolare può avere valore temporale: dal giorno che ti ho
visto;

  1. Il pronome relativo PER CUI assume valore di connettivo frasale: non ho tempo,
    per cui ci sentiamo domani;
  2. Il pronome interrogativo Che cosa? può essere sostituito dal semplice Cosa ?;
  3. E, ma, allora, comunque possono essere usati a inizio assoluto di frase;
  4. In alcune costruzioni subordinate il congiuntivo è sostituito dall'indicativo: credo
    che hai torto; se lo sapevo venivo;
  5. Si trova impiegata la concordanza ad sensum: mi sono venuti a trovare una
    decina di amici (soggetto singolare ma collettivo, verbo plurale);

Fabio Romanini - Linguistica italiana
17 - Italiano standard e neostandard

Ulteriori tratti caratterizzanti

ARIAE UNIVERS
· FERRAR
13 Ve 91
TUS .
ABOR
Università
degli Studi
di Ferrara11 - Si diffonde il soggetto postverbale, sul tipo non ci sono soldi, oppure niente
soldi !;

  1. Il verbo è impiegato in forma pronominale per indicare la partecipazione
    affettiva: ho voglia di mangiarmi un gelato;
  2. Si usa la "frase scissa": è lui che mi ha fatto cadere;
  3. Si nota l'impiego del ci "attualizzante": mi dispiace, ma non c'ho tempo; non ci
    capisco niente.
    Tra gli usi grammaticali e quelli qui indicati non sussiste più, nei parlanti, una
    netta linea di demarcazione tra correttezza e scorrettezza. C'è piuttosto un'area
    di confine, una zona di transizione nella quale hanno importanza le diverse
    sensibilità dei parlanti stessi. Soprattutto, il paradigma tende a semplificarsi: non si
    usano tutti i modi e i tempi verbali, tutte le possibili strutture, tutto il possibile lessico,
    ecc.

Fabio Romanini - Linguistica italiana
17 - Italiano standard e neostandard

Ristandardizzazione in atto

ARIAE UNIVER
· FERRAR
JERSITAS . SAI
13 1/ 91
ABOR
Università
degli Studi
di FerraraTRATTI CARATTERISTICI DELLA RISTANDARDIZZAZIONE IN ATTO
I tratti sopra elencati non sono particolarmente soggetti né alla variazione diatopica,
né alla variazione diamesica, ma sono comuni a tutti i parlanti. E dunque in atto una
ridiscussione dei tratti dello standard, vale a dire una ristandardizzazione.
Riguardo ai pronomi, si espande l'uso delle forme complemento su quelle soggetto:
te hai letto il libro?, oltre a lui/lei/loro. Si tratta, in tutti i casi mostrati, di strutture
soggiacenti da secoli allo standard letterario, e da sempre marcate come colloquiali,
che però ora trovano riconoscimento. Dell'artificiosità di loro rispetto a gli parla già
Raffaello Fornaciari, un grammatico di fine Ottocento. Ella e Loro come allocutivi di
cortesia sono scomparsi, e anche vi sembra ormai definitivamente sostituito da ci.
Riveste interesse il fenomeno, tipico del parlato ma in espansione nello scritto,
definito come risalita del clitico: Mario si deve operare invece di Mario deve operarsi.
Il divario diamesico sta diminuendo.
Fabio Romanini - Linguistica italiana
17 - Italiano standard e neostandard

ARIAE UNIVER
· FERRAA
JERSITA
13 Ve 91
Università
degli Studi
di Ferrara
TUS .
ABOR

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.