Il Romanzo e la Narrativa Breve: Tristan en prose e Guiron le Courtois

Documento da eCampus Università su Il Romanzo e la Narrativa Breve. Il Pdf esplora le strutture narrative, le tematiche e il contesto storico-letterario di opere come il Tristan en prose e il ciclo di Guiron le Courtois, utile per Letteratura universitaria.

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Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e
Traduzione Interculturale (LM37)
Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza
Numero lezione: 28
Titolo: Gli altri romanzi in prosa: Tristan e Guiron
Il romanzo e la
narrativa breve
Il
Tristan en prose
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Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e
Traduzione Interculturale (LM37)
Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza
Numero lezione: 28
Titolo: Gli altri romanzi in prosa: Tristan e Guiron
Come ha scritto Fabrizio Cigni (in un suo saggio sui tristani francesi e italiani, contenuto nel
volume
Tristano e Isotta. La fortuna di un mito europeo
, a c. di Michael Dallapiazza, Parnaso,
2003, p. 71), la capacità del nuovo genere del romanzo in prosa di «rielaborare e raziona-
lizzare i diversi miti offerti dalla materia bretone permise un recupero pressoché totale della
leggenda tristaniana».
Il
Tristan en prose
riprende una versione della leggenda degli amanti di Cornovaglia
molto vicina a quella di Eilhart von Oberg (che approfondiremo nell’ultima parte del
corso), ampliandola a dismisura e collocandola nella cornice delle narrazioni arturiane e
graaliane. Qui di seguito diamo una rapida sinossi del romanzo:
Il racconto del
Tristan en prose
è tripartito. Perlopiù, esso conserva tutti i tratti caratteristici della
leggenda degli amanti di Cornovaglia, combinandoli con molteplici spunti narrativi ricavati dalla saga
arturiana: ha scritto infatti Cigni (p. 72) che l’autore del romanzo «sembra scrivere la sua opera
tenendo aperto accanto a un libro del
Lancelot en prose
». Una premessa racconta che anche
Tristano ha un’ascendenza graaliana, perché un suo antenato, Sador, è nipote di Giuseppe d’Arima-
tea. La prima parte del romanzo racconta gli episodî della giovinezza di Tristano e dei suoi amori con
Isotta, in un modo rispettoso della leggenda originaria: la sua lotta contro Morholt, il filtro, l’innamo-
ramento, la foresta del Morrois, il matrimonio con Isotta dalle Bianche Mani, la follia; agli episodî
“classici”, sono mescolate avventure che inseriscono Tristano nel contesto della cavalleria arturiana.
La seconda parte si apre con l’esilio di Tristano, analogamente arricchita di avventure e di personaggi
riconducibili al mondo di Artù. La terza e ultima parte innesta la narrazione all’altezza del racconto
della
queste
del Graal, cui prende parte anche Tristano; la sua morte, per una ferita dovuta a una
lancia avvelenata, con la quale è stato colpito da Marco, è pianta da Artù, da Ginevra e da Lancillotto.
Da un punto di vista narrativo, come ha scritto Maria Luisa Meneghetti, nel
Tristan en prose
sembra esserci un gusto per «l’avventura in libertà», all’interno di una cornice narrativa
che è quella del mondo dei cavalieri della Tavola Rotonda; anche la tecnica dell’
entrelace-
ment
, sulla quale si regge il complesso intreccio della
Vulgate
, è spesso sostituita dalla p
semplice tecnica del romanzo con cornice narrativa, all’interno della quale si succe-
dono le avventure dei varî personaggi. Trattandosi della stessa cornice nella quale si svol-
gono le vicende del
Lancelot-Graal
, la sensazione che il lettore può ricavare è quella di un
succedersi monotono di avvenimenti, che presentano «schemi ormai collaudati per far
progredire la narrazione» (Cigni, p. 72), come la partecipazione a tornei, l’abolizione di
malvagi costumi, il soccorso a cavalieri in difficoltà o a damigelle in pericolo, il soggiorno in
qualche prigione, gli scontri con avversari incontrati lungo il proprio percorso.
Un elemento inedito, non sperimentato nella
Vulgate
, è invece quello della sospensione
della narrazione – in momenti topici, ad esempio in casi in cui gli episodî sono caratteriz-
zati da un’intensa emotività attraverso l’inserzione di veri e proprî testi poetici
(epistole,
débats
e
lais
, strutturati molto semplicemente, in
couplets d’octosyllabes
o in
quartine monorime, sempre di ottosillabi) che possono essere lunghi anche qualche centina-
io di versi e che la finzione prevede siano recitati dai personaggi stessi (Tristano, Isotta,

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eCAMPUS UNIVERSITÀ

Corso di Laurea e Insegnamento

Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e Traduzione Interculturale (LM37) Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza Numero lezione: 28 Titolo: Gli altri romanzi in prosa: Tristan e Guiron Lettere

Il romanzo e la narrativa breve

Il Tristan en prose

C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10-22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS UNIVERSITÀ Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e Traduzione Interculturale (LM37) Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza Numero lezione: 28 Titolo: Gli altri romanzi in prosa: Tristan e Guiron Lettere Come ha scritto Fabrizio Cigni (in un suo saggio sui tristani francesi e italiani, contenuto nel volume Tristano e Isotta. La fortuna di un mito europeo, a c. di Michael Dallapiazza, Parnaso, 2003, p. 71), la capacità del nuovo genere del romanzo in prosa di «rielaborare e raziona- lizzare i diversi miti offerti dalla materia bretone permise un recupero pressoché totale della leggenda tristaniana». Il Tristan en prose riprende una versione della leggenda degli amanti di Cornovaglia molto vicina a quella di Eilhart von Oberg (che approfondiremo nell'ultima parte del corso), ampliandola a dismisura e collocandola nella cornice delle narrazioni arturiane e graaliane. Qui di seguito diamo una rapida sinossi del romanzo:

Struttura del Tristan en prose

Il racconto del Tristan en prose è tripartito. Perlopiù, esso conserva tutti i tratti caratteristici della leggenda degli amanti di Cornovaglia, combinandoli con molteplici spunti narrativi ricavati dalla saga arturiana: ha scritto infatti Cigni (p. 72) che l'autore del romanzo «sembra scrivere la sua opera tenendo aperto accanto a se un libro del Lancelot en prose». Una premessa racconta che anche Tristano ha un'ascendenza graaliana, perché un suo antenato, Sador, è nipote di Giuseppe d'Arima- tea. La prima parte del romanzo racconta gli episodî della giovinezza di Tristano e dei suoi amori con Isotta, in un modo rispettoso della leggenda originaria: la sua lotta contro Morholt, il filtro, l'innamo- ramento, la foresta del Morrois, il matrimonio con Isotta dalle Bianche Mani, la follia; agli episodî "classici", sono mescolate avventure che inseriscono Tristano nel contesto della cavalleria arturiana. La seconda parte si apre con l'esilio di Tristano, analogamente arricchita di avventure e di personaggi riconducibili al mondo di Artù. La terza e ultima parte innesta la narrazione all'altezza del racconto della queste del Graal, cui prende parte anche Tristano; la sua morte, per una ferita dovuta a una lancia avvelenata, con la quale è stato colpito da Marco, è pianta da Artù, da Ginevra e da Lancillotto.

Tecniche narrative del Tristan en prose

Da un punto di vista narrativo, come ha scritto Maria Luisa Meneghetti, nel Tristan en prose sembra esserci un gusto per «l'avventura in libertà», all'interno di una cornice narrativa che è quella del mondo dei cavalieri della Tavola Rotonda; anche la tecnica dell'entrelace- ment, sulla quale si regge il complesso intreccio della Vulgate, è spesso sostituita dalla più semplice tecnica del romanzo con cornice narrativa, all'interno della quale si succe- dono le avventure dei varî personaggi. Trattandosi della stessa cornice nella quale si svol- gono le vicende del Lancelot-Graal, la sensazione che il lettore può ricavare è quella di un succedersi monotono di avvenimenti, che presentano «schemi ormai collaudati per far progredire la narrazione» (Cigni, p. 72), come la partecipazione a tornei, l'abolizione di malvagi costumi, il soccorso a cavalieri in difficoltà o a damigelle in pericolo, il soggiorno in qualche prigione, gli scontri con avversari incontrati lungo il proprio percorso. Un elemento inedito, non sperimentato nella Vulgate, è invece quello della sospensione della narrazione - in momenti topici, ad esempio in casi in cui gli episodî sono caratteriz- zati da un'intensa emotività - attraverso l'inserzione di veri e propri testi poetici (epistole, débats e lais, strutturati molto semplicemente, in couplets d'octosyllabes o in quartine monorime, sempre di ottosillabi) che possono essere lunghi anche qualche centina- io di versi e che la finzione prevede siano recitati dai personaggi stessi (Tristano, Isotta,

C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10 -22060 Novedrate (Co)- C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS UNIVERSITÀ Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e Traduzione Interculturale (LM37) Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza Numero lezione: 28 Titolo: Gli altri romanzi in prosa: Tristan e Guiron Lettere Kaherdin, Palamedes, Artù, etc.), con il comun denominatore della tematica amorosa; tale modalità è destinata ad avere successo, e ad essere replicata con analoghe modalità, ad esempio, nel Guiron le Courtois.

Redazioni del Tristan en prose

Il complesso dipanarsi della trama del Tristan en prose è stato magistralmente riassunto in un'opera monumentale curata dallo studioso norvegese Eilert Løseth (Le roman de Tristan en prose, le roman de Palamède et la compilation de Rusticien de Pise, 1891), che suddi- vise il contenuto del Tristan in 619 paragrafi (cui si aggiungono i contenuti di altre due prose arturiane: la compilazione di Rustichello da Pisa e il Roman de Palamedes, altro nome del Guiron le Courtois). Nel centinaio di manoscritti che compongono la tradizione del romanzo, sono state individuate le tracce di quattro redazioni distinte, di lunghezza va- riabile, composte tra 1230 e 1235; tra queste, si devono ricordare:

  • una prima redazione, definita come "breve", e da attribuire a un certo Luce, signore del castello del Gat (o del Gast; così egli si nomina nel prologo del romanzo); Luce decide di scrivere in francese ciò che è contenuto nel livre du latin (espressione ricorrente, con cui nel romanzo si identifica il complesso delle sue fonti) a proposito di Tristano, il più grande cavaliere del tempo di re Artù insieme a Lancillotto;
  • una seconda redazione, detta anche Vulgata o "redazione lunga", è caratteriz- zata da varie interpolazioni di intere sequenze della Queste del Saint Graal; secondo Løseth, si tratta della redazione più nota ai lettori del tardo XIII secolo e dell'inizio del XIV; la seconda redazione sarebbe da attribuire a un Hélie de Boron, parente di Robert de Boron, che nell'epilogo dichiara di essere il continuatore dell'opera di Gautier Map (autore del Lancelot-Graal) e di Luce del Gat.

Autenticazione e personaggi

Entrambi i nomi dichiarati nel testo del Tristan en prose sono, ovviamente, fittizi, e sono funzionali - come nel caso di Gautier Map per il Lancelot-Graal - a una procedura di autenticazione della storia. Dal punto di vista narrativo, rispetto ai romanzi in versi di Beroul e Thomas diminuisce il peso della storia amorosa dei due amanti e la stessa figura di Isotta, rispetto alle versioni della seconda metà del XII secolo, ha un ruolo limitato, come contrappunto delle azioni, preponderanti, di Tristano. Un peso decisivo, nella rovina del regno di Cornovaglia (che qui è visto come terra sfortunata, rispetto al modello ideale del regno di Artù), lo avran- no gli eventi legati alla queste del Graal e le azioni malvage di re Marco. Un altro elemento di novità, infine, è legato alla presenza di un personaggio che svolge il ruolo di "voce" del narratore: si tratta di Dinadan, personaggio che oscilla tra leggerezza e senso pratico, e che ha una funzione di critica della cavalleria e dell'eccessivo (talvolta) fanatismo legato al senso dell'onore.

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Il Guiron le Courtois

Il romanzo e la narrativa breve

C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10-22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS UNIVERSITÀ Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e Traduzione Interculturale (LM37) Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza Numero lezione: 28 Titolo: Gli altri romanzi in prosa: Tristan e Guiron Lettere

Struttura del Guiron le Courtois

Ultimo grande ciclo romanzesco in prosa, il Guiron le Courtois fu composto tra 1235 e il 1240. La sua struttura, come hanno dimostrato gli studi di Nicola Morato (Il ciclo di Guiron le Courtois: strutture e testi nella tradizione manoscritta, 2010) è articolata in tre bran- ches costituite da tre romanzi: a un Roman de Meliadus, segue un Roman de Guiron e una Suite Guiron (= "seguito del Guiron"). Sia il Meliadus sia il Guiron furono probabil- mente pensati come romanzi non ciclici, e successivamente strutturati in modo ciclico come avvenuto per i romanzi del Lancelot-Graal.

Autenticazione e contesto del Guiron

Anche per questo ciclo, è adottata una forma di autenticazione della storia che prevede la menzione, nel prologo del Roman de Meliadus, di un Hélie de Boron, nome fittizio che si dichiara continuatore delle precedenti esperienze di Robert de Boron, Gautier Map e Luce del Gast: abbiamo in questo, dunque, un indizio di seriorità del Guiron rispetto agli altri due romanzi in prosa; Helie de Boron, si noti, è lo stesso nome fittizio che compare come presunto autore della "versione lunga" del Tristan en prose. Tecnicamente, si tratta di un prequel delle storie arturiane raccontate nei romanzi in prosa che l'hanno preceduto, sul modello di quanto avvenuto per i cicli epici, e sintetizzabile nella formula coniata da Jean Frappier "i figli hanno generato i padri": in realtà, come scrive Maria Luisa Meneghetti (Il romanzo, p. 84), «nessuno di questi padri è di fatto un pa- dre», dato che i personaggi principali del romanzo (Pellinor, padre di Perceval, Ban, padre di Lancelot, Meliadus, padre di Tristano, e altri ancora) sono fotografati in un'epoca in cui i loro celebri figli non erano ancora stati generati. L'epoca in cui è ambientato il romanzo è quella dei primissimi anni del regno di Artù, quando il re non aveva ancora portato a termine le sue conquiste ed era ancora un cavaliere celibe, così come tutti gli altri personaggi rappresentati nel Guiron: un'epoca, si noterà, non descritta nell' Historia regum Britan- niae di Goffredo di Monmouth (e nemmeno, dunque, nel Roman de Brut), una situazione che lasciava ampio margine di elaborazione narrativa. Accanto a personaggi presenti solo in questo ciclo, sono presenti anche "personaggi ponte", che agganciano cioè la narrazione del Guiron alle altre narrazioni in prosa: come Morholt, zio di Isotta, gigantesco cavaliere irlandese che Tristano ucciderà all'inizio delle sue avventure, e Palamèdes, futuro innamorato rifiutato da Isotta.

Roman de Meliadus e Roman de Guiron

Il Meliadus racconta la storia degli antenati dei cavalieri della Tavola Rotonda, e in parti- colare di Meliadus, signore di Leonois e padre di Tristano; il romanzo racconta le guerre in cui Meliadus è coinvolto, e i suoi rapporti prima con Uterpendragon, padre di Artù, e poi con Artù stesso: raccordando la narrazione - idealmente, ma con un ampio margine di autono- mia narrativa - con le vicende raccontate nel Tristan en prose. Più articolato è il Roman de Guiron, nel quale il gioco della finzione narrativa porta l'autore (o gli autori) del Guiron a raccontare non solo le vicende dei padri dei cavalieri della Tavola Rotonda, ma anche a spo- stare la narrazione ancora più indietro, alla generazione ancora precedente: quella di Uter-

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