Le ingiustizie della storia: Leonardo Sciascia e Elsa Morante, Presentazione

Slide da Hub Scuola su Le ingiustizie della storia: Leonardo Sciascia e Elsa Morante. Il Pdf esplora le opere dei due autori, analizzando i racconti-inchiesta e il romanzo giallo di Sciascia come strumenti di indagine sociale e politica, per la scuola superiore di Letteratura.

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15 pagine

Le ingiustizie della storia:
Leonardo Sciascia e
Elsa Morante
La forza degli uomini e il diritto
degli uomini

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Anteprima

Le ingiustizie della storia: Leonardo Sciascia e Elsa Morante

Le ingiustizie della storia: Leonardo Sciascia e Elsa MoranteLa letteratura [ ... ] per me [ ... ] è la più assoluta forma che la verità possa assumere L. Sciascia, Nero su nero La forza degli uomini e il diritto degli uomini

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Una letteratura che risvegli la coscienza

Leonardo Sciascia

Elsa Morante

Contenuto

  • parte da vicende minori della cronaca siciliana per creare allegorie con cui giudicare la situazione socio- politica italiana
  • racconta gli effetti tragici degli eventi della storia sulla vita delle persone comuni e i loro tentativi di sottrarsene
  • critica e rivolta contro le strutture sociali e gli apparati dello Stato
  • assume una prospettiva individuale e introspettiva: ribellione esistenziale ai soprusi della storia nei confronti dei più deboli

Forma e stile

  • si ispira al romanzo-saggio settecentesco, modello di brevità e chiarezza argomentativa
  • stile limpido, essenziale e razionale
  • si ispira al romanzo ottocentesco
  • molteplicità di registri stilistici e influenza del linguaggio popolare

Ruolo della letteratura

  • fiducia nella letteratura come strumento di conoscenza, emancipazione e risveglio di uno spirito critico
  • al centro ci sono i contenuti, che devono essere comprensibili a tutti, quindi trasmessi da una forma chiara e semplice
  • visione tragica della storia, ma senza nichilismo: bisogna cercare forme di opposizione e ribellione a livello collettivo (Sciascia) e individuale (Morante)
  • letteratura nasce dall'intreccio tra finzione narrativa e realtà storica

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Leonardo Sciascia: la vita in 3 tappe

  1. LA GIOVINEZZA
  2. LA POLITICA
  3. GLI ULTIMI ANNI

Nasce a Racalmuto, in provincia di Agrigento nel 1921. Nel corso degli anni '30 sviluppa una forte coscienza antifascista. Diplomato alle scuole magistrali, per alcuni anni insegna alle scuole elementari.

Nel 1975 viene eletto nelle liste del PCI del comune di Palermo, ma dopo due anni lascia l'incarico per contrasti interni al partito. Dal 1979 al 1983 è deputato della Repubblica con i Radicali. Nel 1978 pubblica l'Affaire Moro, un atto d'accusa all'intero apparato del potere italiano, utilizzando come documenti le lettere scritte da Moro durante la prigionia.

Negli ultimi anni inasprisce i toni polemici nei confronti delle istituzioni, rivestendo il ruolo di intellettuale libero e controcorrente. Nel 1987 finisce al centro di polemiche per un articolo in cui mette in discussione alcuni comportamenti del pool antimafia. Muore a Palermo il 20 novembre del 1989, lo stesso giorno in cui esce il suo ultimo libro, Una storia semplice.

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Leonardo Sciascia: tra illuminismo e sicilitudine

Il valore etico della letteratura

L'opera di esordio è Favole della dittatura (1950), che esprime la visione della storia come sopraffazione del forte sul debole, il cui riferimento più immediato è il fascismo. Scegliendo il genere della favola Sciascia vuole affermare il valore etico e universale della letteratura: essa serve a riconoscere i mali della storia, denunciarli e cercare di opporvisi.

Riscrittura de Il lupo e l'agnello di Fedro: il lupo divora subito l'agnello, senza pretesti, dicendo di conoscere già tutte le sue obiezioni.

I modelli

Sciascia unisce un profondo legame con le tradizioni culturali siciliane e una formazione internazionale. I suoi modelli sono:

  • Pirandello, in cui ritrova l'essenza della mentalità siciliana
  • gli illuministi francesi, per la lucida razionalità
  • Manzoni, per l'attenzione alla storia

La Sicilia

La Sicilia di Sciascia è sia il luogo reale sia una metafora per l'analisi dei problemi di tutta l'Italia. Sciascia pensa sia in atto una "sicilizzazione" dell'Italia, ovvero un'espansione delle tare della Sicilia nel resto della Penisola, in particolare dei legami tra mafia e politica.

Sciascia pone per la prima volta l'accento sulla questione della mafia, che inizia ad entrare anche nel dibattuto pubblico (1963 formazione della prima Commissione parlamentare sul tema mafia).

Sciascia ambienta la maggior parte delle sue opere in Sicilia. Alla Sicilia dedica i saggi della raccolta Corda pazza (1970) e Occhio di capra (1984)

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I racconti-inchiesta

Prendendo a modello Storia della Colonna Infame di Manzoni, Sciascia scrive dei brevi racconti-inchiesta fondati sull'uso di documenti ufficiali e caratterizzati da una struttura narrativa avvincente. In questi racconti i fatti non interessano in sé, ma come spunto per lo svolgimento di tematiche politiche e morali.

Morte dell'Inquisitore

1964

  • omicidio di un inquisitore da parte dell'eretico da lui interrogato
  • l'Inquisizione rappresenta il potere come forma di oppressione e la legge stessa è vista un ingranaggio nel meccanismo della violenza

I Pugnalatori

1976

  • microstorie definite da lui "cronachette" che narrano una serie di attentati a Palermo nel 1862
  • i fatti sono posti come un'anticipazione della strategia della tensione

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Il romanzo giallo

Sciascia inaugura un nuovo tipo di romanzo giallo inteso come strumento di indagine sociale e politica legata all'attualità. Sceglie il giallo perché è un genere popolare e in questo modo più comunicare ad una platea più ampia possibile i suoi contenuti:

  • denuncia della collusione Stato-mafia e della corruzione nelle istituzioni
  • profondo pessimismo nei confronti della sistema giudiziario e della realtà.

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Un giallo senza colpevole

ribellione dell'investigatore contro i poteri forti

investigatore depositario di intelligenza e senso di giustizia

Inchiesta poliziesca nel giallo di Sciascia

impossibilità di trovare o punire il colpevole

esemplificazione degli insegnamenti dell'Illuminismo

  • sovverte dall'interno delle regole del genere: Giorno della civetta (1960): si riesce a risolvere il caso ma le indagini vengono insabbiate
  • A ciascuno il suo (1966), Contesto (1971): gli investigatori vengono uccisi
  • Todo Modo (1974): non si trova né la soluzione né il colpevole

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Elsa Morante: la vita in 3 tappe

  1. LA GIOVENZZA
  2. LA MATURITÀ
  3. IL SUCCESSO E GLI ULTIMI ANNI

Nasce a Roma nel 1912 nel quartiere popolare del Testaccio. Finito il liceo va a vivere da sola scrivendo articoli e racconti per giornali e riviste per mantenersi. Questo tipo di apprendistato le permette di conoscere e padroneggiare gli stilemi della letteratura di genere e del romanzo d'appendice che elaborerà poi nei suoi romanzi, sviluppando versatilità linguistica.

Nel 1941 sposa Moravia, da cui si separerà nel 1962. Si afferma al pubblico con la pubblicazione di Menzogna e sortilegio nel 1948 e L'isola di Arturo nel 1957. Nel 1868 pubblica l'opera in versi Il mondo salvato dai ragazzini. La Morante imposta una chiave linguistica diversa per ogni romanzo, subordinando sempre il linguaggio all'espressione di una verità.

Nel 1974 pubblica il suo romanzo più venduto e discusso, La Storia. Nel 1982 pubblica il suo ultimo romanzo, Aracoeli. L'anno successivo tenta il suicidio, ma viene salvata dalla governante e ricoverata in ospedale. Muore nel 1985.

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Menzogna e sortilegio (1948)

Il genere

Utilizza i moduli del romanzo cavalleresco sovrapposti a quelli del romanzo familiare ottocentesco, entrambi subordinati al modo di trattare lo spazio e il tempo tipici del romanzo del Novecento.

I temi

  • menzogne: illusioni d'amore, nobiltà e ricchezza che sostituiscono una realtà che non si vuole accettare e diventano l'unica ragione di vita
  • denuncia dell'ipocrisia del modello di vita borghese

La trama

Il romanzo è ambientato in Sicilia tra Otto e Novecento e racconta la storia della famiglia di Elisa, che è la voce narrante. La madre di Elisa, Anna è innamorata del cugino Edoardo, ma sposa per necessità un altro uomo, Francesco. Quando scopre il Edoardo è morto di tisi Anna impazzisce. Alla morte dei genitori Elisa viene affidata a Rosaria, ex- prostituta da sempre innamorata di suo padre.

Lo stile

  • tono enfatico
  • impostazione volutamente letteraria unita in modo originale ai modi e alle forme della letteratura popolare

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L'isola di Arturo (1957)

I temi e le novità

Il tema attorno al quale ruota tutto il romanzo è il passaggio dall'adolescenza all'età adulta e la perdita dell'innocenza. La Morante prende a modello il romanzo di formazione ottocentesco ma lo innova dall'interno: il passaggio all'età adulta non è un'evoluzione naturale attraverso una serie di esperienze, ma è visto solo come perdita e rottura.

La trama

Arturo Gerace, bambino orfano di madre, vive sull'isola di Procida, dipinta con tratti fiabeschi. La serenità viene interrotta dal ritorno sull'isola del padre di Arturo con la nuova moglie, Nunziata, di due anni più grande di Arturo, che in quel momento è quattordicenne. Arturo aveva idealizzato la figura del padre mentre era assente, ma ora ne scopre la natura mediocre. Nel frattempo inizia a essere attratto dalla matrigna, ma non può vedere realizzata il suo desiderio. Compiuti sedici anni lascia per sempre l'isola. A narrare tutta la storia è Arturo stesso, adulto.

Lo stile

  • lingua ricercata ma limpida
  • comprende inserti dialettali
  • più breve rispetto al romanzo precedente

Con questo romanzo Elsa Morante è stata la prima donna vincitrice del premio Strega.

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Gli anni sessanta

permette di esprimere la realtà autentica

riflessione sul ruolo dell'intellettuale

La letteratura è salvifica

VS

Il mondo salvato dai ragazzini (1968): raccolta di poesie, canzoni, commedie in cui si esalta la purezza, la gioia, la fantasia e la libertà di poeti e bambini

mondo dominato dalla disintegrazione e dall'irrealtà, risultati della sopraffazione

lo scrittore grida la verità a fianco degli oppressi

Morante inizia ad accentuare i tratti anarchici della sua critica all'autorità

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