Infermieristica clinica nella cronicità e disabilità: disturbi e gestione

Documento di Infermieristica Clinica nella Cronicità e Disabilità. Il Pdf esplora i disturbi della vista e dell'udito, il rischio di caduta negli anziani e le fratture di femore, analizzando modificazioni legate all'invecchiamento e strategie di gestione, utile per lo studio universitario.

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INFERMIERISTICA CLINICA NELLA CRONICITÀ E DISABILITÀ
Infermieristica clinica nella cronicità e nella disabilità
1. DISTURBI DELLA VISTA E DELL’UDITO
L’incidenza dei disturbi sensoriali aumenta con notevolmente con l’invecchiamento: i disturbi della vista e
dell’udito, colpiscono fino ai due terzi della popolazione oltre i sessant’anni di età; i disturbi dell’udito occorrono
fino in misura cinque volte maggiori nel sesso maschile rispetto al sesso femminile. Oltre la me della
popolazione anziana a problemi di equilibrio. La cecicocome la sordità provocano importanti danni sullo
stato di salute dell’anziano: in particolare sono causa di deterioramento cognitivo, delirio, paranoideo,
depressivo.
Occhio Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanila diminuzione dell’acuivisiva sulla base del diagramma
di Snellen si suddivide in ceci (inferiore a 3/60 occhio migliore), danno visivo grave (tra 3/60 e 6/60) e
diminuzione moderata dell’acuità visiva (tra 6/18 e 6/60). La principale conseguenza della perdita della vista è
la presbiopia, ovvero la ridotta capacidi accomodazione nella visione da vicino quale conseguenza della
perdita di elasticità del cristallino da cambiamenti che avvengono soprattutto a carico della sua componente
proteica. Studi osservazionali condotti in soggetti anziani affetti da importanti deficit visivi dimostrano una
correlazione diretta con la mortalità cocome con la disabilità, ancor più quando associati ad ipoacusia.
Modificazioni strutturali A livello delle orbite si ha una perdita progressiva del grasso periorbitale che p
portare ad enoftalmo. A livello delle palpebre si ha una perdita di tono dei muscoli orbitali che pcomportare
la caduta in avanti, lontano dall’occhio, delle palpebre inferiori (ectropion); co come un loro spasmo p
indurre il margine palpebrale a rigirarsi (entropion) portando le ciglia a contatto dell’occhio (trichiasi)
causando irritazione cronica del globo oculare. Le ghiandole lacrimali vanno incontro ad una progressiva
atrofia nella loro componente acinosa, associata a processi di fibrosi per-acinosa e duttale. A livello della
cornea nello strato epiteliale si ha aumento dello spessore, ma non del numero di cellule; nello stroma si ha
aumento dei prodotti di glicazione e delle metallo-proteasi, con alterazione delle fibrille collagene e della
fibronectina; frequente comparsa del cosiddetto “gerontoxon” (o arco corneale lipidico o arco senile) da
deposito ai margini “ad anello” nella membrana di Bowman e Descement di colesterolo e da ialinosi dello stroma;
depositi focali a livello della membrana di Descement che configurano l’aspetto a “buccia di banana”; riduzione
delle fibre nervose nella zona sottobasale. I corpi ciliari con l’evanno incontro a riduzione del numero delle
cellule muscolari, con aumento progressivo di spessore delle fibre elastiche al loro interno e della sostanza
ialina extracellulare. Il cristallino va incontro ad accrescimento continuo durante tutta la durata della vita, con
un aumento progressivo anche di densità, peso, rigidità e contemporanea riduzione della trasparenza; tutte
queste modificazioni costituiscono la base clinica della cataratta. Il corpo vitreo con l’e va incontro a
rarefazione progressiva (sinchisi) per riduzione del volume che inizia dalla parte posteriore con formazione
di lacune; successivamente le fibre collagene che limitano le lacune si spezzano e formano lunghi filamenti
che fluttuano all’interno delle stesse lacune assumendo forme diverse (miodesopsie) che il soggetto vede
come mosche volare, moscerini, ragnatele, capelli. A livello della retina si ha la perdita di cellule gangliari nella
fovea che progressivamente si appiattisce; si ha una riduzione progressiva del numero di fotorecettori e
delle cellule dell’epitelio pigmentato retinica; si ha un aumento compensatorio delle cellule gangliari di Muller; si
ha riduzione della mielina e perdita cellulare a carico dell’epitelio pigmentato pavimentoso e aumento di
spessore delle membrana di Bruch; si ha la comparsa di depositi di fosfolipidi ossidati nell’area centrale della
retina tra EPR e membrana di Bruch. Infine, il nervo ottico con l’età perde tra 5.000 e 9.000 fibre.
Modificazioni funzionali: riduzione quantitativa del film lacrimale con conseguente aumentata evaporazione
del sottostante strato acquoso che pdivenire responsabile della cosiddetta sindrome dell’occhio secco;
comparsa della presbiopia, ovvero riduzione con l’invecchiamento della capacità di mettere a fuoco da vicino,
causata dalla perdita di elastici del cristallino; aumento della pressione endo-oculare e riduzione del
deflusso uveo-sclerale dell’umor acqueo, ma anche da possibile aumento della sua secrezione; aumento della
reflessività pupillare, sia alla luce che in condizione di oscuramento, da cui maggiore facilità all’abbagliamento
nel passaggio da un ambiente buoi ad uno luminoso e maggiore tempo di adattamento al buio nel passaggio
da un ambiente più buio; riduzione progressiva del campo visivo con una perdita di circa 20°-30°; riduzione della
qualidi luce che arriva alla retina a causa del ridotto diametro pupillare, dell’ingiallimento e dell’opacamento
del cristallo; riduzione della acuità visiva, cioè della capacità di distinguere i dettagli; diminuzione della capaci
di discriminare i colori e di percepire i contrasti dovuti alla perdita a livello della fovea dei recettori responsabili
di queste funzioni (coni).
Quali sono le conseguenze della perdita della vista? La perdita della vista p essere un’esperienza
traumatica, dal momento che tale evento ppeggiorare di molto la qualidella vita di una persona, p
aggravare la sua salute mentale e anche aumentare, addirittura, il rischio di mortalità. Questo può accadere
proprio percla persona risulta essere meno autonoma nelle ADL e IADL, oltre al fatto che a causa della
sua disabilità tende ad avere una mobilità minore, di conseguenza anche una maggiore dipendenza e un
maggior rischio di cadute, che potrebbero causare lesioni, traumatismi e fratture anche mortali.
Qual è l’esperienza delle persone con ipovisione/cecità? Le persone affette da ipovisione/ceci sono
sottoposte a continue esperienze negative, che possono portare ad un peggioramento della loro qualidi
vita ed un aggravamento della loro salute: a questi individui viene ricordato di continuo quali siano i loro limiti,
non solo di carattere fisico, ma anche quelli che derivano dai pregiudizi delle persone vedenti, dal momento
che sono convinte che le persone non vedenti possano pfare le attiviche prima svolgevano in totale
autonomia. Cè parzialmente vero in quanto sicuramente tali persone non potranno psvolgere tutte le
attivi che svolgevano prima, ma in numero ridotto; questo di certo p far desiderare alla persona di
isolarsi ed evitare contatti con altre persone andando coad incidere negativamente anche la sua vita
sociale.
Orecchio Espressione paradigmatica dell’invecchiamento a carico dell’orecchio è la presbiacusia per quanto
riguarda la funzione uditiva e l’elevata frequenza con cui l’anziano presenta disturbi dell’equilibrio per quella
cocleo-vestibolare. L’Organizzazione Mondiale della Sanidefinisce la perdita dell’udito negli adulti come una
soglia dell’udito di 41 dB o più (frequenza 500-4.000 Hz). Circa il 20% delle persone oltre 65 anni e altre il 70% degli
ultra-ottantacinquenni afferma di essere affetto da perdita dell’udito. Molto pcomune è la presbiacusia,
definita come una perdita graduale bilaterale dell’udito dell’orecchio interno per le alte frequenze. Disturbi
dell’udito possono essere causati anche da patologie dell’orecchio esterno o dell’orecchio me dio, come otiti
infettive e allergiche, perforazione della membrana timpanica. Fattori responsabili delle modificazioni che
subisce l’orecchio con l’età sono la diversa suscettibilità delle sue componenti anatomiche all’invecchiamento
“di per sé”, la cronica esposizione durante la vita lavorativa a sorgenti particolarmente rumorose, il tipo di
alimentazione, soprattutto, per quanto riguarda l’abuso di sostanze tossiche (alcool), l’aver assunto farmaci
ototossici (streptomicina, salicinati, cisplatino, gentamicina, aspirina, chinino).
Per sordità si intende la perdita totale delle capaciuditive, mentre per compromissione dell’udito/ipoacusia
si intende la perdita parziale delle capacità uditive, con livelli che vanno da leggero (se si è in grado di sentire e
ripetere parole con tono di voce normale alla distanza di un metro), a moderata (se si è in grado di sentire e
ripetere paro e con tono di voce elevato alla distanza di un metro), grave/severa (se si è in grado di sentire
alcune parole quando vengono urlate nell’orecchio), profonda (quando non si è in grado di percepire niente).
Modificazioni strutturali A livello dell’orecchio esterno si verifica: un assottigliamento delle pareti del canale
uditivo esterno e maggior secchezza del rivestimento cutaneo (causa frequente di prurito); riduzione del
numero delle ghiandole ceruminose e dell’attività delle ghiandole sudoripare, ciò aumenta la probabili che si
accumuli; ispessimento e allargamento della membrana timpanica. A livello dell’orecchio medio si verifica una
sclerosi articolare della catena degli ossicini. A livello dell’orecchio interno si verifica: degenerazione delle cellule
ciliate della coclea, pfrequente a livello delle cellule ciliare esterne rispetto a quelle interne; degenerazione
delle cellule nervose nel ganglio spirale, spesso associata a perdita delle cellule ciliate della coclea basale,
accompagnata da perdita di fibre nervose mieliniche uditive; atrofia della componente vascolare e
connettivale della coclea; riduzione del numero degli otoliti dell’utricolo e nel sacculo, che vanno in contro anche
a processi degenerativi che ne modificano la forma; riduzione delle cellule ciliate vestibolari con inclusione di
lipofucsina e deformazione della forma; riduzione delle fibre nervose vestibolari. A livello del sistema
nervoso centrale si verifica: perdita neuronale modesta ne centri uditivi più bassi, maggiore nei centri uditivi
conici, degenerazione dendritica dei neuroni corticali piramidali; perdita neuronale nel complesso dei nuclei
vestibolari, in particolare nei nuclei mediale, laterale ed inferiore.
Modificazioni funzionali Per quanto riguarda l’apparato acustica si verifica: una perdita progressiva della
capacità di percepire i toni puri nel range delle alte frequenze, più pronunciata nei soggetti a lungo esposti al
rumore; aumento della latenza e riduzione dell’ampiezza dei potenziali uditivi evocati; riduzione dell’abili a
sentire le consonanti con conseguente ridotta capacidi comprendere il linguaggio altrui; riduzione dell’abili
a localizzare le sorgenti sonore, particolarmente per le alte frequenze. Per quanto riguarda l’apparato
vestibolare si verifica: riduzione della sensibiliai cambiamenti di postura come conseguenza della ridotta
capaci di stimolare i riflessi vestibolo-spinali; riduzione della capaci di compensare eventuali danni
vestibolari da noxae patogene, cui consegue la persistenza per più lunghi periodi di tempo o indefinitamente
di disturbi vertiginosi.
Quali sono le conseguenze della perdita di udito? La perdita dell’udito per una persona pcomportare una
situazione che è difficile da accettare e a cui non è facile adattarsi: tale condizione provoca un’alterazione
nella comprensione, nell’orientamento e nella percezione di cche sta intorno e, di conseguenza, la persone
presentedifficolcomunicative, tendead evitare situazioni di vita sociale, si isoleper non dover
affrontare situazioni che possono risultare difficili e imbarazzanti; per questo motivo è a maggiore rischio
di depressione; sa più soggetta a cadute o incidenti accidentali, dal momento che non è in grado di
riconoscere le fonti sonore o i suoni ambientali. Tale persona, soprattutto se anziana, va incontro con

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Anteprima

DISTURBI DELLA VISTA E DELL'UDITO

L'incidenza dei disturbi sensoriali aumenta con notevolmente con l'invecchiamento: i disturbi della vista e dell'udito, colpiscono fino ai due terzi della popolazione oltre i sessant'anni di età, i disturbi dell'udito occorrono fino in misura cinque volte maggiori nel sesso maschile rispetto al sesso femminile. Oltre la metà della popolazione anziana a problemi di equilibrio. La cecità così come la sordità provocano importanti danni sullo stato di salute dell'anziano: in particolare sono causa di deterioramento cognitivo, delirio, paranoideo, depressivo.

Occhio e Acuità Visiva

Secondo l'organizzazione Mondiale della Sanità la diminuzione dell'acuità visiva sulla base del diagramma di Snellen si suddivide in cecità (inferiore a 3/60 occhio migliore), danno visivo grave (tra 3/60 e 6/60) e diminuzione moderata dell'acuità visiva (tra 6/18 e 6/60). La principale conseguenza della perdita della vista è la presbiopia, ovvero la ridotta capacità di accomodazione nella visione da vicino quale conseguenza della perdita di elasticità del cristallino da cambiamenti che avvengono soprattutto a carico della sua componente proteica. Studi osservazionali condotti in soggetti anziani affetti da importanti deficit visivi dimostrano una correlazione diretta con la mortalità cosi come con la disabilità, ancor più quando associati ad ipoacusia.

Modificazioni Strutturali dell'Occhio

A livello delle orbite si ha una perdita progressiva del grasso periorbitale che può portare ad enoftalmo. A livello delle palpebre si ha una perdita di tono dei muscoli orbitali che può comportare la caduta in avanti, lontano dall'occhio, delle palpebre inferiori (ectropion), così come un loro spasmo può indurre il margine palpebrale a rigirarsi (entropion) portando le ciglia a contatto dell'occhio (trichiasi) causando irritazione cronica del globo oculare. Le ghiandole lacrimali vanno incontro ad una progressiva atrofia nella loro componente acinosa, associata a processi di fibrosi per-acinosa e duttale. A livello della cornea nello strato epiteliale si ha aumento dello spessore, ma non del numero di cellule, nello stroma si ha aumento dei prodotti di glicazione e delle metallo-proteasi, con alterazione delle fibrille collagene e della fibronectina, frequente comparsa del cosiddetto "gerontoxon" (o arco corneale lipidico o arco senile) da deposito ai margini "ad anello" nella membrana di Bowman e Descement di colesterolo e da ialinosi dello stroma; depositi focali a livello della membrana di Descement che configurano l'aspetto a "buccia di banana", riduzione delle fibre nervose nella zona sot tobasale. I corpi ciliari con l'età vanno incontro a riduzione del numero delle cellule muscolari, con aumento progressivo di spessore delle fibre elastiche al loro interno e della sostanza ialina extracellulare. Il cristallino va incontro ad accrescimento continuo durante tutta la durata della vita, con un aumento progressivo anche di densità, peso, rigidità e contemporanea riduzione della trasparenza, tutte queste modificazioni costituiscono la base clinica della cataratta. Il corpo vitreo con l'età va incontro a rarefazione progressiva (sinchisi) per riduzione del volume che inizia dalla parte posteriore con formazione di lacune, successivamente le fibre collagene che limitano le lacune si spezzano e formano lunghi filamenti che fluttuano all'interno delle stesse lacune assumendo forme diverse (miodesopsie) che il soggetto vede come mosche volare, moscerini, ragnatele, capelli. A livello della retina si ha la perdita di cellule gangliari nella fovea che progressivamente si appiattisce, si ha una riduzione progressiva del numero di fotorecettori e delle cellule dell'epitelio pigmentato retinica, si ha un aumento compensatorio delle cellule gangliari di Muller, si ha riduzione della mielina e perdita cellulare a carico dell'epitelio pigmentato pavimentoso e aumento di spessore delle membrana di Bruch, si ha la comparsa di depositi di fosfolipidi ossidati nell'area centrale della retina tra EPR e membrana di Bruch. Infine, il nervo ottico con l'età perde tra 5.000 e 9.000 fibre.

Modificazioni Funzionali della Vista

Modificazioni funzionali: riduzione quantitativa del film lacrimale con conseguente aumentata evaporazione del sottostante strato acquoso che può divenire responsabile della cosiddetta sindrome dell'occhio secco; comparsa della presbiopia, ovvero riduzione con l'invecchiamento della capacità di met tere a fuoco da vicino, causata dalla perdita di elasticità del cristallino, aumento della pressione endo-oculare e riduzione del deflusso uveo-sclerale dell'umor acqueo, ma anche da possibile aumento della sua secrezione, aumento della reflessività pupillare, sia alla luce che in condizione di oscuramento, da cui maggiore facilità all'abbagliamento nel passaggio da un ambiente buoi ad uno luminoso e maggiore tempo di adattamento al buio nel passaggio da un ambiente più buio, riduzione progressiva del campo visivo con una perdita di circa 20°-30; riduzione della qualità di luce che arriva alla retina a causa del ridotto diametro pupillare, dell'ingiallimento e dell'opacamento del cristallo, riduzione della acuità visiva, cioè della capacità di distinguere i det tagli, diminuzione della capacità di discriminare i colori e di percepire i contrasti dovuti alla perdita a livello della fovea dei recettoriresponsabili di queste funzioni (coni).

Conseguenze della Perdita della Vista

Quali sono le conseguenze della perdita della vista? La perdita della vista può essere un'esperienza traumatica, dal momento che tale evento può peggiorare di molto la qualità della vita di una persona, può aggravare la sua salute mentale e anche aumentare, addirittura, il rischio di mortalità. Questo può accadere proprio perché la persona risulta essere meno autonoma nelle ADL e IADL, oltre al fatto che a causa della sua disabilità tende ad avere una mobilità minore, di conseguenza anche una maggiore dipendenza e un maggior rischio di cadute, che potrebbero causare lesioni, traumatismi e fratture anche mortali.

Esperienza delle Persone con Ipovisione/Cecità

Qual è l'esperienza delle persone con ipovisione/cecità? Le persone affette da ipovisione/cecità sono sottoposte a continue esperienze negative, che possono portare ad un peggioramento della loro qualità di vita ed un aggravamento della loro salute: a questi individui viene ricordato di continuo quali siano i loro limiti, non solo di carattere fisico, ma anche quelli che derivano dai pregiudizi delle persone vedenti, dal momento che sono convinte che le persone non vedenti possano più fare le attività che prima svolgevano in totale autonomia. Ciò è parzialmente vero in quanto sicuramente tali persone non potranno più svolgere tutte le attività che svolgevano prima, ma in numero ridotto, questo di certo può far desiderare alla persona di isolarsi ed evitare contatti con altre persone andando cosi ad incidere negativamente anche la sua vita sociale.

Orecchio e Presbiacusia

Orecchio Espressione paradigmatica dell'invecchiamento a carico dell'orecchio è la presbiacusia per quanto riguarda la funzione uditiva e l'elevata frequenza con cui l'anziano presenta disturbi dell'equilibrio per quella cocleo-vestibolare. L'organizzazione Mondiale della Sanità definisce la perdita dell'udito negli adulti come una soglia dell'udito di 41 dB o più (frequenza 500-4.000 Hz). Circa il 20% delle persone oltre 65 anni e altre il 70% degli ultra-ot tantacinquenni afferma di essere affetto da perdita dell'udito. Molto più comune è la presbiacusia, definita come una perdita graduale bilaterale dell'udito dell'orecchio interno per le alte frequenze. Disturbi dell'udito possono essere causati anche da patologie dell'orecchio esterno o dell'orecchio medio, come otiti infettive e allergiche, perforazione della membrana timpanica. Fattori responsabili delle modificazioni che subisce l'orecchio con l'età sono la diversa suscettibilità delle sue componenti anatomiche all'invecchiamento "di per sé", la cronica esposizione durante la vita lavorativa a sorgenti particolarmente rumorose, il tipo di alimentazione, soprattutto, per quanto riguarda l'abuso di sostanze tossiche (alcool), l'aver assunto farmaci ototossici (streptomicina, salicinati, cisplatino, gentamicina, aspirina, chinino).

Sordità e Ipoacusia

per sordità si intende la perdita totale delle capacità uditive, mentre per compromissione dell'udito/ipoacusia si intende la perdita parziale delle capacità uditive, con livelli che vanno da leggero (se si è in grado di sentire e ripetere parole con tono di voce normale alla distanza di un metro), a moderata (se si è in grado di sentire e ripetere paro e con tono di voce elevato alla distanza di un metro), grave/severa (se si è in grado di sentire alcune parole quando vengono urlate nell'orecchio), profonda (quando non si è in grado di percepire niente).

Modificazioni Strutturali dell'Orecchio

Modificazioni strutturali A livello dell'orecchio esterno si verifica: un assottigliamento delle pareti del canale uditivo esterno e maggior secchezza del rivestimento cutaneo (causa frequente di prurito), riduzione del numero delle ghiandole ceruminose e dell'attività delle ghiandole sudoripare, ciò aumenta la probabilità che si accumuli, ispessimento e allargamento della membrana timpanica. A livello dell'orecchio medio si verifica una sclerosi articolare della catena degli ossicini. A livello dell'orecchio interno si verifica degenerazione delle cellule ciliate della coclea, più frequente a livello delle cellule ciliare esterne rispetto a quelle interne, degenerazione delle cellule nervose nel ganglio spirale, spesso associata a perdita delle cellule ciliate della coclea basale, accompagnata da perdita di fibre nervose mieliniche uditive, atrofia della componente vascolare e connettivale della coclea, riduzione del numero degli otoliti dell'utricolo e nel sacculo, che vanno in contro anche a processi degenerativi che ne modificano la forma, riduzione delle cellule ciliate vestibolari con inclusione di lipofucsina e deformazione della forma, riduzione delle fibre nervose vestibolari. A livello del sistema nervoso centrale si verifica: perdita neuronale modesta ne centri uditivi più bassi, maggiore nei centri uditivi conici, degenerazione dendritica dei neuroni corticali piramidali, perdita neuronale nel complesso dei nuclei vestibolari, in particolare nei nuclei mediale, laterale ed inferiore.

Modificazioni Funzionali dell'Apparato Uditivo

Modificazioni funzionali per quanto riguarda l'apparato acustica si verifica: una perdita progressiva della capacità di percepire i toni puri nel range delle alte frequenze, più pronunciata nei soggetti a lungo esposti al rumore, aumento della latenza e riduzione dell'ampiezza dei potenziali uditivi evocati, riduzione dell'abilità a sentire le consonanti con conseguente ridotta capacità di comprendere il linguaggio altrui, riduzione dell'abilità a localizzare le sorgenti sonore, particolarmente per le alte frequenze. per quanto riguarda l'apparato vestibolare si verifica: riduzione della sensibilità ai cambiamenti di postura come conseguenza della ridotta capacità di stimolare i riflessi vestibolo-spinali, riduzione della capacità di compensare eventuali danni vestibolari da noxae patogene, cui consegue la persistenza per più lunghi periodi di tempo o indefinitamente di disturbi vertiginosi.

Conseguenze della Perdita di Udito

Quali sono le conseguenze della perdita di udito? La perdita dell'udito per una persona può comportare una situazione che è difficile da accettare e a cui non è facile adattarsi: tale condizione provoca un'alterazione nella comprensione, nell'orientamento e nella percezione di ciò che sta intorno e, di conseguenza, la persone presenterà difficoltà comunicative, tenderà ad evitare situazioni di vita sociale, si isolerà per non dover affrontare situazioni che possono risultare difficili e imbarazzanti, per questo motivo è a maggiore rischio di depressione, sarà più soggetta a cadute o incidenti accidentali, dal momento che non è in grado di riconoscere le fonti sonore o i suoni ambientali. Tale persona, soprattutto se anziana, va incontro con

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