Documento da eCampus Università sulla Rivoluzione Demografica Inglese. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Economia, analizza l'aumento della popolazione e il superamento delle trappole malthusiane, correlandolo allo sviluppo industriale.
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Corso di Laurea: Insegnamento: Numero lezione: Titolo: Economia
QUESTO TESTO E' UNA SINTESI DI QUANTO DETTO NELL'AUDIOLEZIONE CONTENUTA IN QUESTA SESSIONE
Una volta chiaro che la rivoluzione industriale sia stato un fenomeno complesso che si presta a diverse interpretazioni è possibile chiarire meglio la dinamica degli eventi.
Gli storici, anche quelli che prediligono un approccio evolutivo, affermano che nell'arco di tempo che va dalla fine del Settecento alla metà dell'Ottocento si sia verificato una concatenazione di cambiamenti che hanno riguardato la popolazione, l'agricoltura fino ad arrivare all'affermazione del sistema di fabbrica.
Volendo seguire una scansione cronologica è possibile analizzare separatamente: rivoluzione demografica, rivoluzione agraria e rivoluzione industriale propriamente detta.
Sia chiaro che le tre "rivoluzioni" fanno parte di un unico cambiamento strutturale dell'economia britannica e che tra di esse vi è una chiara correlazione.
Obiettivo di questa lezione è quello di approfondire la rivoluzione demografica ovvero descrivere il cambiamento dei comportamenti demografici nel periodo considerato.
In Europa, durante il Settecento, vi fu una diffusa tendenza all'aumento della popolazione.
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Si passa da 118 milioni del 1700 a 187 milioni nel 1800.
L'aumento della popolazione può essere un fattore positivo o negativo per il sistema economico complessivo. E' positivo in quanto significa che aumenta uno dei fattori di produzione, ovvero il lavoro. Tuttavia, l'aumento demografico può rappresentare un elemento negativo se il sistema produttivo non cresce proporzionalmente.
Nelle lezioni introduttive è stato fatto cenno del fatto che in tutta l'età moderna si sono alternati periodi di espansione caratterizzati anche dall'aumento della popolazione e periodi di depressione in cui si verificavano le crisi d'ancien régime.
Quindi, l'aumento della popolazione non è un fenomeno nuovo, tutt'altro.
Inoltre, abbiamo detto che si è verificato un incremento demografico in tutta Europa, e non solo in Inghilterra, eppure il caso inglese può essere definito come rivoluzione demografica.
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QUESTO TESTO E' UNA SINTESI DI QUANTO DETTO NELL'AUDIOLEZIONE CONTENUTA IN QUESTA SESSIONE
E' stato osservato che le società europee nel corso dell'Ottocento e Novecento abbiano attraversato diverse tappe evolutive. Tali osservazioni hanno contribuito a formalizzare la teoria della transizione demografica, formulata nel 1945 da Notestein.
La distinzione è il risultato della descrizione del comportamento demografico, che si basa soprattutto sul tasso di natalità o fecondità (il cui aumento corrisponde ad un aumento della popolazione) e su quello di mortalità (il cui aumento corrisponde ad una diminuzione della popolazione). Il saldo della popolazione, quindi, è dato dal saldo tra natalità e mortalità.
In sintesi, la popolazione può aumentare per un aumento del tasso di natalità oppure per una riduzione della mortalità.
In base alla teoria di Notestein vi sono tre fasi del processo di transizione demografica:
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La rivoluzione demografica corrisponde alla fase di "crescita transizionale" della teoria della transizione demografica.
Quindi per rivoluzione demografica indichiamo quel periodo (il Settecento) in cui la popolazione aumentò per effetto di un aumento della natalità, ma ancora di più come conseguenza della riduzione della mortalità.
Alcuni storici hanno osservato come oltre al comportamento demografico (riduzione della mortalità) la rivoluzione demografica possa anche essere definita come un aumento irreversibile della popolazione, nel senso che grazie alla rivoluzione industriale non si verificarono più le crisi d'ancien règime.
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Più volte abbiamo descritto le crisi d'ancien régime. Analizzare la rivoluzione demografica, come è stato detto, significa anche comprendere il motivo per cui la popolazione, crescendo, non andò più incontro a fenomeni accidentali quali guerre, epidemie, carestie che riportavano la popolazione al trend stazionario.
Vedremo quindi come la rivoluzione demografica sia strettamente connessa con la rivoluzione industriale, non in un rapporto causa-effetto, ma di correlazione.
Le crisi d'ancien régime sono state adeguatamente studiate da Thomas Robert Malthus (1766-1834), e per questo definite anche come "trappole malthusiane".
Malthus era un pastore anglicano e nel 1803 pubblicò un saggio sulla popolazione che aveva l'obiettivo di osteggiare le poor laws, leggi sui poveri.
Introdotte nel XVI secolo, queste leggi assistenziali prevedevano che le parrocchie garantissero un reddito minimo a coloro che, a causa di avanzata età o malattia, non erano in grado di auto-sostentarsi. Alla fine del Settecento tali privilegi furono estesi anche ai lavoratori che percepivano un salario ritenuto al di sotto del limite minimo di sussistenza.
Secondo Malthus queste leggi dovevano essere abolite in quanto favorivano l'aumento della popolazione, considerato in accezione negativa, oltre al limite massimo che una società avrebbe potuto permettersi date le capacità produttive.
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L'analisi di Malthus giunse alla conclusione che l'incremento demografico poteva essere ritardato da freni repressivi, come guerre, epidemie o carestie (crisi d'ancien régime) o da freni preventivi come la restrizione morale.
Proprio per questo esortava soprattutto i poveri a limitare le nascite attraverso l'astensione dal matrimonio e chiedeva l'abrogazione delle leggi sui poveri, in quanto la carità poteva essere considerata come un incentivo all'incremento di popolazione.
Quando Malthus pubblicò il suo saggio la popolazione era notevolmente aumentata e quindi temeva che si verificassero nuovi freni repressivi.
Formalizzando l'analisi, Malthus partì dalla constatazione che è necessario mettere in relazione la popolazione e le risorse economiche disponibili.
Queste crescono a diverse velocità:
Quando la popolazione raggiunge un livello insostenibile in rapporto alle risorse disponibili si verificano le crisi di ancien régime che riportano la popolazione al trend stazionario. Di conseguenza, secondo Malthus, bisognava scoraggiare un ulteriore aumento della popolazione, che cresceva già da un secolo.
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Cornice esterna: freno repressivo Cornice interna: freno preventivo
Mortalità + Reddito reale Nuzialità + . Fecondità + - + Prezzi alimentari Popolazione
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Paradossalmente, quando Malthus scriveva il suo saggio, temendo freni repressivi per la popolazione, l'Inghilterra stava compiendo la rivoluzione industriale. Grazie ad essa migliorò la produttività e a parità di risorse si riuscì ad ottenere maggiori quantità di beni finali.
Ciò comportò, per riprendere l'analisi di Malthus, che anche la produzione complessiva aumentasse ad un ritmo pari, se non superiore, a quello della popolazione.
Quindi grazie alla rivoluzione industriale la popolazione poté crescere senza andare incontro alla trappole malthusiane.
Anche se si può analizzare separatamente la rivoluzione demografica è opportuno mettere in evidenza come questa sia in correlazione con la rivoluzione industriale.
Si osservi che: L'aumento demografico (inizio '700) inizia prima della rivoluzione industriale (fine '700); ciò potrebbe indurre a ritenere erroneamente che la rivoluzione demografica fu causa della rivoluzione industriale. Invece tra i due fenomeni vi è correlazione: l'aumento della popolazione (fattore lavoro) favorì la crescita economica e quest'ultima consentì che la prima continuasse a crescere senza andare incontro a freni repressivi.
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