Opere di Boccaccio
- Opere
Le opere napoletane
TITOLO
DATA
STRUTTURA
ARGOMENTO
1335-1339
Filostrato
Poema
cavalleresco
in ottave
Tragica storia d'amore fra Troilo, figlio del re di Troia,
e la prigioniera greca Criseida
1336-1338
Filocolo
Romanzo
in 5 libri
Amore ostacolato ma a lieto fine fra Biancifiore,
giovane orfana, e Florio, figlio del re di Spagna
1339-1341
Teseida
Poema epico
in ottave
e in 12 libri
Vicende di guerra e d'amore: Arcita e Palemone
amano entrambi la bella Emilia e si scontrano
in un torneo per decidere chi potrà sposarla
Le opere fiorentine
TITOLO
DATA
STRUTTURA
ARGOMENTO
Elegia
di Madonna
Fiammetta
Romanzo
in prosa
suddiviso
in 9 capitoli
La protagonista è Fiammetta che racconta il suo
amore adulterino per il giovane Panfilo che però
la tradisce. Disperata, la giovane tenta il suicidio
e troverà conforto soltanto nella letteratura
1344-1346
Poemetto
mitologico
in ottave
Ninfale
fiesolano
Narra le origini mitiche di alcuni luoghi ed elementi
naturali attraverso la vicenda amorosa
del pastore Africo e della ninfa Mensola
(che danno i loro nomi a due fiumi fiorentini)
Le opere della maturità
01612 000 10
TITOLO
DATA
STRUTTURA
ARGOMENTO
1349-1351
Raccolta
di 100 novelle
Per sfuggire alla peste che imperversa a Firenze
dieci giovani (sette ragazze e tre ragazzi)
si rifugiano fuori città e trascorrono piacevolmente
il tempo raccontando a turno una novella
1363-1366
Corbaccio
Breve opera
in prosa in
lingua volgare
Il protagonista, preso in giro da una vedova
di cui è innamorato, sogna di incontrare
in un bosco tutti gli uomini caduti nelle trappole
delle donne
Holaroa
Decameron
1343-1344
Le novelle del Decameron
- Le novelle del Decameron
Il linguaggio del Decameron di Boccaccio
Nel Decameron, Boccaccio usa una lingua varia e ricca, perché racconta
tante storie diverse, con personaggi di ogni tipo e situazioni molto varie.
- Più stili e più registri
- Le novelle usano registri linguistici diversi: a volte il linguaggio è
popolare, altre volte nobile o formale, oppure commerciale o
giuridico.
- Boccaccio usa anche parole e modi di dire di diverse regioni d'Italia.
- Questa varietà si chiama pluristilismo: cioè l'uso di tanti stili linguistici
diversi.
- Più simile a Dante che a Petrarca
- Per questa sua varietà di linguaggi, Boccaccio è più vicino a Dante, che
nella Commedia mescola linguaggi alti e bassi.
- Al contrario, Petrarca sceglie uno stile unico, elegante e raffinato.
- Prevale il registro medio
- Anche se ci sono tante differenze, il tono più usato nel Decameron è
"medio": né troppo alto e serio, né troppo basso o volgare.
- Questo registro si adatta al contenuto:
- Più elevato e curato nelle introduzioni, nella cornice e nelle
novelle più serie.
- Più semplice e parlato, con elementi dialettali e popolari, nelle
novelle comiche, come quelle di Calandrino.
- Una lingua nuova e flessibile
- Boccaccio inventa una lingua duttile e vivace, capace di raccontare
tutto, dal sacro al profano, dal tragico al comico.
- Questa lingua sarà un modello per tutta la prosa italiana nei secoli
successivi.
Una novella per i detrattori
- Una novella per i detrattori (Introduzione alla quarta giornata)
Boccaccio, all'inizio della quarta giornata del Decameron, si rivolge
direttamente alle donne, il suo pubblico principale, e risponde alle critiche
ricevute per la sua opera.
Le Accuse
Boccaccio racconta che alcune persone lo criticano per diversi motivi:
- Dedica troppe attenzioni alle donne
- Parla d'amore nonostante la sua età
- Sceglie argomenti leggeri, non seri
- Guadagna scrivendo storie, come se fosse una cosa negativa
La Risposta di Boccaccio
Per difendersi, Boccaccio scrive una breve novella che racconta in prima
persona (è l'unica del Decameron raccontata così).
La storia è questa:
- Filippo Balducci, rimasto vedovo, si ritira con il figlio piccolo in un luogo
isolato.
- Cresce il bambino lontano dalla società, insegnandogli solo a pregare
e vivere per Dio.
- Quando il figlio diventa grande, chiede al padre di andare con lui a
Firenze.
- In città, il ragazzo è meravigliato da tutto, ma resta incantato dalle
donne.
- Chiede al padre chi siano quelle "creature celestiali".
- Il padre, imbarazzato, gli dice che sono solo "oche" e che fanno male.
- Ma il figlio non gli crede: l'attrazione è troppo forte.
Il Significato della Novella
Questa storia mostra che:
- Reprimere gli istinti naturali (come l'amore o il desiderio) non
funziona.
- Anche se si prova a controllare l'essere umano con divieti e regole, la
natura vince sempre.
- Per questo motivo, secondo Boccaccio, parlare o scrivere d'amore non
è sbagliato, anzi, è qualcosa di naturale e giusto.
La novella di Chichibio e la gru
- La novella di Chichibio e la gru
La novella racconta una storia comica e leggera, che ha per protagonisti un
cuoco astuto e un nobile signore.
Trama - Comprensione
Currado Gianfigliazzi, un nobile generoso, un giorno uccide una gru e
ordina al cuoco Chichibio di cucinarla.
Mentre la gru cuoce, il suo profumo attira la serva Brunetta, di cui Chichibio
è innamorato.
Lei gli chiede una coscia dell'animale, e Chichibio gliela dà, anche se non
dovrebbe.
Quando Currado si accorge che la gru ha una coscia sola, si arrabbia e
chiede spiegazioni.
Chichibio mente dicendo che le gru hanno una sola zampa. Currado, anche
se furioso, decide di verificare.
Il giorno dopo vanno insieme vicino a un fiume, dove ci sono delle vere gru
che dormono su una sola zampa.
Currado grida, e le gru si svegliano mostrando entrambe le zampe.
Ma Chichibio risponde subito:
"Eh, ma ieri sera non avete gridato alla gru arrostita!"
La battuta è così divertente che Currado scoppia a ridere e perdona
Chichibio.
Analisi e interpretazione della novella
La storia è divisa in tre parti, con ambientazioni e toni diversi:
- In cucina
- Protagonisti: Chichibio e Brunetta
- Linguaggio semplice e popolare (quasi in dialetto)
- Regole non scritte dell'amore: Chichibio cede alla serva per
conquistarla
- In sala da pranzo
- Protagonisti: Currado e Chichibio
- Tono più serio e rispettoso, seguendo le regole della gerarchia
sociale
- In campagna
- Protagonisti: sempre Currado e Chichibio
- Dialogano in modo più diretto e informale
- Il rapporto si fa più personale e umano
Temi principali della novella
- Fortuna vs ingegno:
Chichibio non è davvero furbo, ma si salva grazie a una battuta
fortunata.
- Regole sociali e amore:
- Chichibio è diviso tra il dovere verso il padrone e il desiderio di
piacere a Brunetta
- Currado è diviso tra la rabbia e il dovere di essere cortese
davanti agli ospiti
- Commedia e rapporti sociali:
Il racconto mette a confronto due classi sociali diverse (il cuoco e il
nobile), ma alla fine mostra un momento di comprensione e simpatia.
Frate Cipolla e i carboni di San Lorenzo
- Frate Cipolla e i carboni di San Lorenzo
Trama - Comprensione
Ogni anno, Frate Cipolla va a Certaldo per raccogliere elemosine.
Un giorno annuncia che mostrerà ai fedeli una reliquia speciale: una penna
dell'arcangelo Gabriele.
In realtà è solo una piuma di pappagallo, usata per impressionare i
contadini.
Due giovani burloni, però, decidono di scherzare con lui.
Mentre il servo del frate è distratto, entrano nella sua stanza e sostituiscono
la piuma con dei carboni.
Quando il frate apre la cassetta davanti ai fedeli, scopre l'inganno.
Ma non si perde d'animo:
inizia a parlare lo stesso, con un discorso spettacolare.
Dice che si tratta dei carboni con cui è stato arrostito San Lorenzo, e che
è stata la volontà di Dio a volerlo, visto che la festa del santo è vicina.
Aggiunge che chi si farà segnare con quei carboni, per un anno non brucerà
anche se cadrà nel fuoco!
I contadini, entusiasti, si fanno segnare e donano tante elemosine.
Analisi e interpretazione della novella di Frate Cipolla
- Intelligenza e parola
- Frate Cipolla usa la parola con furbizia.
- Riesce a trasformare l'errore in un'occasione per guadagnare
consensi e soldi.
- Come tutti i personaggi della sesta giornata, vince grazie alla
prontezza di spirito.
- Gli ascoltatori
- I contadini sono ingenui: credono a tutto, non capiscono di essere
presi in giro.
- Solo i due beffatori, più intelligenti, capiscono la verità.
- Alla fine ammirano il frate e si riconoscono in lui: fanno parte dello
stesso mondo furbo.
- Religione e critica sociale
- Boccaccio non attacca con rabbia la religione, ma si diverte a
mostrare la finta santità di certe reliquie false.
- Prende in giro la credulità popolare e la messa in scena delle
prediche.
- Critica i frati ciarlatani, ma senza odio: fa ridere, più che accusare.
- Città vs campagna
- Frate Cipolla rappresenta la civiltà urbana, furba e astuta.
- I contadini sono rustici e ignoranti, facilmente ingannabili.
- È un tema ricorrente nel Decameron: chi vive in città è visto come più
sveglio.
Calandrino e il maiale
- FACOLTATIVO: Calandrino e il maiale
TRAMA - Comprensione
Ogni anno Calandrino, un uomo ingenuo e un po' sciocco, uccide e sala un
maiale per mangiarlo in inverno.
Un giorno lo mostra con orgoglio ai suoi amici Bruno e Buffalmacco, che
decidono di fargli uno scherzo.
- Calandrino non vuole vendere il maiale, per paura della moglie.
- Così, i due amici, con l'aiuto di un prete complice, lo fanno ubriacare.
- Di notte, gli rubano il maiale.
- Il giorno dopo, fingono di non credergli: secondo loro, il maiale non è
mai esistito!
- Per smascherare il ladro, propongono di usare pillole magiche allo
zenzero: chi è colpevole non riuscirà a inghiottirle.
- A Calandrino danno pillole con aloe amara, così le sputa davanti a
tutti e sembra proprio lui il ladro!
- Alla fine, per togliersi dai guai, Calandrino regala ai due amici due
capponi, e loro se ne vanno felici.
- Bruno e Buffalmacco mangeranno per mesi maiale e capponi, alle
spalle di Calandrino.
ANALISI E INTERPRETAZIONE della novella di Calandrino
- Un personaggio ingenuo
- Calandrino è un personaggio reale, era davvero un pittore.
- In questa novella è rappresentato come sciocco e credulone.
- Viene beffato più volte e non capisce mai gli inganni.
- Tema centrale: la stupidità
- Boccaccio non lo giustifica: lo descrive in modo comico e impietoso.
- A differenza di altri protagonisti del Decameron, Calandrino non usa
mai l'ingegno.
- Per questo motivo viene punito, mentre gli astuti (Bruno e
Buffalmacco) sono premiati.
- Il divertimento del lettore
- Il tono della novella è comico e ironico.
- Il lettore si diverte a vedere Calandrino cadere sempre nei tranelli,
senza capire mai nulla.
- La ripetitività della beffa (succede più volte in altre novelle) rende
Calandrino quasi un "personaggio da barzelletta".