Documento da Università su Genere, Femminismo, Cittadinanza e Potere. Il Pdf, adatto per un ripasso universitario di Storia, esplora la divisione tra gli spettri di genere, il femminismo dagli anni '60, il concetto di cittadinanza e le dinamiche di potere, includendo la violenza sulle donne e le comunità italiane all'estero.
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Per genere è intesa la divisione tra tuttigli spettri di genere esistenti. La storia delle donne può dirsi nata negli Stati Uniti tra gli anni 60" e 70; è interessante notare come fino a quelli anni non ci fosse un vero proprio interesse verso le donne, se non quelle di potere come regine e sante. Tuttavia, attualmente la storia ha fatto diversi progressi grazie alle ricerche e all'introduzione del concetto di genere come costrutto socioculturale della femminilità e della mascolinità. La realtà di tutti i generi cambia fortemente in base a periodo storico e luogo geografico in cui nascono (es. donne e uomini afghani). Non esiste una teoria del gender, Genere come categoria storiografica. Non c'è essenza di femminile e non c'è essenza del maschile.
1963 ->una sociologa e psicologa Betty Friedan scrive "mistica della femminilità", questo libro parla della condizione delle donne americane negli anni 50. è un analisi di un quartiere di New York di ceto medio-basso nel queens. Queste donne di classe media, che hanno una qualità di vita abbastanza buona, manifestano grande insoddisfazione, parlano di un problema a cui non sanno dare un nome. Dall'indagine viene fuori che le donne non sono soddisfatte di essere solo moglie e madri, vogliono studiare, vogliono far carriera. Quel problema senza nome descritto nel libro viene tenuto a freno con sonniferi ,alcol, calmanti.
Questo libro è 1'inizio del movimento femminista, gli apre la strada, Insoddisfazione collettiva, chi ed è che i sia cambiamento nei rapporti tra uomini e donne, cambiamento tra donne, che la società sia meno patriarcale, piè parità tra donne e uomini, che alle donne sia permesso di aver le stesse possibilità degli uomini.
Questo libro è il primo ha riflesso del movimento femminista, apre la strada all'idea del cambiamento nei rapporti tra uomini e donne, cambiamento all'interno della comunità femminile, si comincia a cercare una società meno patriarcale è più paritaria.
1966-> Betty fonda NOW, National Organization for women: prima organizzazione femminista in America. Le donne vogliono parità dal punto di vista giuridico, chiedo il cambiamento delle riforme legislative.
1969: nasce in America , venne fondato da Ellen Willis e Shulamith Firestone dopo lo scioglimento delle New York Radical Women, prese successivamente il nome di Redstocking. Era formato da donne giovani (20-25 anni). Chiedevano la fine della violenza sulle donne che era molto diffusa ma nascosta. Alla fine degli anni 60 chiedono la formazione di centri antiviolenza. Inoltre, chiedono l'interruzione della gravidanza, cioè il diritto d'aborto, diritto alla contraccezione, libera revisione dei concetti bellezza.
Una manifestazione promossa dal New York radical women, che scelse atto simbolico l'installazione di una "pattumiera della libertà" nella quale vennero gettati numerosi indumenti e oggetti simbolici femminili (reggiseni, lacca per capelli, trucco, guaine, corsetti, ciglia finte, spazzoloni, pentole e altri oggetti).
Nei primi anni 70, nelle università americane nascono i primi insegnamenti di "woman's studies". Per superare l'esperienza maschile, bisognava intraprendere la strada dell'interdisciplinarità.
Nel 1972 nasce la rivista Femminist Studies.
Negli anni 60 si afferma anche la storia degli afroamericani, si battono per il riconoscimento dei loro diritti. C'è connessione tra emergere di alcune discipline e i bisogni che vengono dalla società.
Negli anni 80" nasce il paradigma di genere, benché la prima studiosa a parlare di genere fu la storica Natalie Zemon Davis nel 1975. Fu la prima volta in cui il termine fu spigato come omnicomprensivo. Il termine verrà acquisito dalla storiografia solo nella metà degli anni 80, quando la storica Lean Scott scrisse l'articolo " Gender. A Useful Category of Historical Analysis". Il termine gender è utile solo come strumento di interrogazione", indica la direzione verso specifiche ricerche di significati, non è un concetto "dai parametri e dai referenti fissi, da applicare universalmente"; sebbene le venga riconosciuto il merito di aver sviluppato una "teoria del genere", l'autrice precisa di non aver voluto scrivere "un trattato programmatico o metodologico" basato su un quesito. Il saggio viene tradotto in italiano nel 1987. Questo nuovo utilizzo del concetto di genere porta ad una rivalutazione di diverse categorie nella storia delle donne: cittadinanza, potere, sfera pubblica e sfera privata
La cittadinanza è legata ai diritti: cittadinanza civile, cioè avere una propria identità giuridica. Cittadinanza politica: la possibilità di votare e essere votate, diritto attivo e passivo. Cittadinanza sociale: diritti legati all'assistenza contro la povertà, medica, maternità. Erano assenti nel 800.
Il concetto di cittadinanza viene elaborato dal sociologo 'Thomas Marshall 1953, nel libro " Citizenship and Social Class", secondo cui gli uomini hanno acquisito progressivamente i diritti politici, civili e sociali. Non posso dire che gli stessi diritti nel 700, 800 e parte del 900 siano stati vicini alle donne. Nonostante ciò, Thomas ci dice che le donne prima ancora del voto ebbero i diritti sociali.
Noi abbiamo una concezione del potere molto maschile, parlandone spesso come di un aspetto negativo della nostra vita. Ma in realtà esso può avere molti aspetti positivi, ciò che la maggior parte delle volte da una connotazione negativa a questo termine e il modo in cui viene utilizzato. Può avere positive se lo intendiamo, potere esercitato con qualcuno non su qualcuno.
Empowerment: in italiano spesso tradotto come "potenziamento" o "acquisizione di potere", è un processo di crescita, sia individuale che collettiva, che mira a dare alle persone più controllo sulla propria vita e a far emergere il loro potenziale. Si tratta di aumentare la consapevolezza di sé attraverso l'autoefficacia e l'autodeterminazione, così da permettere alle persone di prendere decisioni e agire in modo più attivo per raggiungere i propri obiettivi e migliorare le proprie condizioni di vita.
Nel panorama italiano, nella ricerca Istat del 1994 viene preso in riferimento il libro di Donata Francescato e Burattini, "Empowerment contatti psicoambientali di donne e uomini d'oggi" (1997), è un tema che si concentra sull'importanza dell'emancipazione, sia a livello individuale che sociale, e sulla necessità di riconoscere e valorizzare le interazioni psicologiche e ambientali che influenzano il benessere di uomini e donne. Questo concetto sottolinea come le persone possano prendere il controllo delle proprie vite, migliorando le proprie condizioni di vita e contribuendo a una società più equa e inclusiva.
Uno studio della Francescato Mostra come la partecipazione da parte delle donne a programmi di sviluppo del Terzo Mondo contribuisca ad accrescere il senso di empowerment.
Nel *800 moltissime donne lavoravano (sfera pubblica), benché in lavori settorializzati, soprattutto nelle fabbriche (USA. UK, ITA), in particolar modo entrano ad entrare nelle fabbriche dopo la seconda rivoluzione industriale.
(Ritorna il concetto di donna come madre e moglie. Le contadine non consideravano il loro ruolo un lavoro, ma parte delle cure domestiche)
Molte donne iniziano a fare politica, nel 1848 negli USA le donne iniziano a chiedere il voto. Negli USA e nel UK le donne entrarono nei movimenti antischiavista e si batterono contro l'uso e l'abuso degli alcolici, questo perché soprattutto incentivavano la violenza domestica. In questo momento nasce il concetto di Sisterhood, chiamata in italiano sorellanza, è un concetto che sottolinea la forza e il supporto reciproco tra donne, che si contrappone alla competizione e all'isolamento spesso presenti nella società. La sorellanza promuoveva un'idea di femminilità più inclusiva e positiva, dove le donne si supportano a vicenda e celebrano le loro differenze.
Nel 1889 in Italia nasce la Società italiana delle Storiche, si proponeva di valorizzare la soggettività femminile e la presenza delle donne nella storia; di fornire chiavi di lettura e nuove categorie interpretative, con particolare riferimento al genere. Inoltre, di innovare la ricerca e l'insegnamento e di promuovere la divulgazione del patrimonio scientifico e culturale prodotto dalle storiche, al fine di modificare l'attuale e unilaterale trasmissione dei saperi contribuendo alla costruzione di una cultura che intrecci parità e differenza®
Da una parte, infatti, il movimento femminista cercava la parità giuridica con gli uomini, ma dall'altra parte veniva chiesta anche la valorizzazione della differenza di genere.
In Italia, la storia di genere ha avuto un ruolo pionieristico già dagli anni '60 con studi fondamentali sul movimento femminile e cattolico, e con la nascita di riviste multidisciplinari come "Donna, Woman, Femme" e "Memoria", che hanno integrato la pratica politica femminista nella storiografia.
Il concetto di genere si è affermato come categoria analitica essenziale perché supera la mera differenza biologica (sesso) per includere le differenze socioculturali, mostrando come identità e ruoli cambino nel tempo e nello spazio. Questo concetto, spesso intrecciato con la categoria di intersezionalità elaborata da Kimberlé Crenshaw, permette di comprendere come oppressioni e discriminazioni si sovrappongano in modi diversi a seconda di razza, classe, etnia, orientamento sessuale, religione, età e altre caratteristiche.
Il concetto di genere, essendo relazionale e cercando di mettere uomini e donne sullo stesso piano, rischia di diluire o trascurare le specificità dell'esperienza femminile, in particolare quella delle donne appartenenti a minoranze etniche, sociali e sessuali (afroamericane, ispaniche, lesbiche, madri single povere, ecc.). Queste donne vivono oppressioni multiple e intersecate, che non possono essere comprese appieno se si analizza il genere in modo troppo generalizzato o astratto.
Per superare questi limiti si è sviluppato il concetto di intersezionalità, che mette in luce come le discriminazioni e gli svantaggi non agiscano mai su un solo piano, ma si sovrappongano e si intreccino. Per esempio, una donna afroamericana può essere discriminata sia per il suo genere sia per la sua razza, e questa doppia oppressione crea una realtà unica e complessa.
La dichiarazione di Seneca Falls del 1848, ispirata alla Dichiarazione d'Indipendenza americana e con un forte richiamo religioso, affermava che tutti gli esseri umani sono stati creati uguali e hanno diritto alla