I Longobardi e il Potere della Chiesa in Italia: una Presentazione

Slide sui Longobardi e il Potere della Chiesa. Il Pdf, utile per la scuola superiore, esplora l'arrivo e l'insediamento dei Longobardi in Italia, analizzando le ragioni della loro invasione e la rottura dell'unità politica della penisola, con mappe e schemi visivi.

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17 pagine

I LONGOBARDI E IL POTERE DELLA
CHIESA
U 3 cap 9
1. I LONGOBARDI IN ITALIA, UNA POPOLAZIONE POCO INTEGRATA
Dopo la morte di Giustiniano (565) la penisola italica fu teatro di nuove invasioni
barbariche. Nel 568 i Longobardi (lunghe barbe o lunghe lance), che erano una
bellicosa tribù germanica, si stanziarono nel Friuli guidati dal loro re Alboino.
Si trattava di circa 200.000 persone che, dopo una lunga migrazione, nel VI secolo si
erano stabiliti in Pannonia (Ungheria). Da lì, forse spinti dagli Avari provenienti da
est, erano giunti in Italia.
La resistenza bizantina fu debole e, in breve tempo, essi si impossessarono del Friuli,
del Veneto, della Lombardia, del Piemonte, di parte dell’Emilia, della
Toscana, delle Marche, dell’Umbria sino al Meridione dove fondarono i ducati di
Spoleto e di Benevento.
Fu proprio a causa delle invasioni longobarde che alcuni abitanti del Veneto cercarono
rifugio nelle isole lagunari: quelle 12 isole saranno il nucleo di Venezia.

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Anteprima

I Longobardi in Italia, una popolazione poco integrata

U 3 cap 91. I LONGOBARDI IN ITALIA, UNA POPOLAZIONE POCO INTEGRATA . Dopo la morte di Giustiniano (565) la penisola italica fu teatro di nuove invasi barbariche. Nel 568 i Longobardi (lunghe barbe o lunghe lance), che erano ( bellicosa tribù germanica, si stanziarono nel Friuli guidati dal loro re Alboino. . Si trattava di circa 200.000 persone che, dopo una lunga migrazione, nel VI secolo erano stabiliti in Pannonia (Ungheria). Da lì, forse spinti dagli Avari provenienti est, erano giunti in Italia.

  • La resistenza bizantina fu debole e, in breve tempo, essi si impossessarono del Fril del Veneto, della Lombardia, del Piemonte, di parte dell'Emilia, de Toscana, delle Marche, dell'Umbria sino al Meridione dove fondarono i ducati Spoleto e di Benevento.
  • Fu proprio a causa delle invasioni longobarde che alcuni abitanti del Veneto cercarono rifugio nelle isole lagunari: quelle 12 isole saranno il nucleo di Venezia.

Italia Longobarda

ITALIA LONGOBARDA Ducato di Brescia Ducato di Tuscia (Ducato di Lucca) Ducato di Spoleto Ducate Romano Duvato di Bettescito

I motivi di una facile invasione

  • Le carestie e le pestilenze in seguito alla guerra greco-gotica e la stanchezza degli autoctoni;
  • Incapacità strategico-militare dei capi bizantini;
  • Mancanza di unità tra i Bizantini dopo la morte di Giustiniano;
  • I Bizantini consideravano i Longobardi come loro federati e, quindi, non avevano ben protetto il nord-est.
  • Frattura tra la popolazione italica e i Bizantini a causa della durissima pressione fiscale.

La rottura dell'unità politica e territoriale della penisola italica

LA ROTTURA DELL'UNITA' POLITICA E TERRITORIALE DELLA PENISOLA ITALICA . La penisola si trovò divisa in due aree di influenza:

  • La LONGOBARDIA con capitale Pavia (Italia settentrionale senza Liguria e laguna + ducati di Spoleto e Benevento);
  • La ROMA'NIA con capitale Ravenna, sotto i Bizantini.

Il nuovo assetto politico-amministrativo

IL NUOVO ASSETTO POLITICO-AMMINISTRATIVO I Longobardi mirarono all'annullamento del potere della vecchia aristocrazia fondiaria romana attraverso una serie di confische territoriali che non si limitarono a 1/3 delle terre (come avevano fatto gli Ostrogoti) ma si estesero a quasi tutte le proprietà degli Italici.

  • Organizzati in FARE (gruppi di famiglie; ogni famiglia era un CLAN) legate tra loro da un antenato comune: esse costituivano la base dell'esercito e la cellula primitiva della loro organizzazione politica e economica.

. Alcune Fare si insediarono al di fuori delle città conquistate. . Nei centri urbani si insediarono i DUCHI, cioè i comandanti militari alla guida delle Fare più grandi. Essi avevano ampia autonomia sui loro territori. Il re era solo un capo militare.

Il consolidamento del regno longobardo

2. IL CONSOLIDAMENTO DEL REGNO LONGOBARDO . Alboino fu ucciso nel 572. Gli successe Clefi che non riuscì a imporre la sua autorità sui duchi e fu a sua volta ucciso (574). · Dal 574 al 584 ci fu un decennio di ANARCHIA (scorrerie, saccheggi, massacri, faide ... ) . Per evitare che di tale situazione se ne approfittassero i Bizantini, desiderosi di riconquistare i loro territori, i duchi elessero un nuovo re, AUTARI (figlio di Clefi), al quale cedettero la metà dei loro possedimenti: aveva dunque un patrimonio sufficiente per esercitare il potere e amministrare lo Stato. · Il RAFFORZAMENTO DEL POTERE REGIO era l'unico modo, secondo i Longobardi, per far sopravvivere i loro domini.

La conversione dei Longobardi al cattolicesimo

LA CONVERSIONE DEI LONGOBARDI AL CATTOLICESIMO · Successore di Autari fu suo cognato Agilufo. Egli proseguì nella centralizzazione della struttura statale servendosi dei gastaldi (funzionari di sua nomina che avevano ampi poteri giudiziari e militari). · Agilufo sposò la vedova di Autari, TEODOLINDA, che lo convinse ad abbracciare il cattolicesimo: i Longobardi erano ariani. · Agilufo, quindi, battezzò suo figlio con rito cattolico e si avvicinò a papa Gregorio Magno e abolì la legge che prevedeva la pena di morte per i longobardi che si fossero convertiti al cattolicesimo: in tal modo ottenne due vantaggi:

  • Miglioramento dei rapporti tra Longobardi e Italici;
  • Riconoscimento del predominio longobardo in Italia da parte dell'Impero bizantino.

L'Editto di Rotari

L'EDITTO DI ROTARI Rotari (636-652) fu il sovrano longobardo che emanò una delle prime raccolte di leggi scritte in un latino rozzo (segno, però, del processo di integrazione col popolo e la cultura italica) in cui furono raccolte le consuetudini giuridiche longobarde (sino ad allora trasmesse solo oralmente). . L'EDITTO di ROTARI (643) introdusse al suo interno principi del diritto romano, come ad es. la TERRITORIALITA' DELLE LEGGI (leggi di uno stato devono essere rispettate da tutti quelli che lo abitano, siano essi autoctoni o stranieri). . Con i suoi 388 capitoli, tale editto mirava alla pace interna e a indebolire i duchi. . Fu annullata la FAIDA e sostituita dal guidrigildo (pena pecuniaria) che veniva commisurato a seconda della condizione giuridica e dell'estrazione sociale della vittima( un sevo che arrecava danno a un uomo libero pagava di più rispetto alla situazione inversa).

Il Papa, i Franchi e l'origine del potere temporale della Chiesa

3. IL PAPA, I FRANCHI E L'ORIGINE DEL POTERE TEMPORALE DELLA CHIESA · Rimaste prive dell'apparato amministrativo e dell'organizzazione militare romana, le città erano sopravvissute grazie al fatto che il potere civile era stato assunto dai vescovi. · Il prestigio della Chiesa, dunque, era cresciuto e così il suo patrimonio. Primo tra i vescovi era il papa. · La crescente potenza del papato favorì la conversione al cattolicesimo di alcuni popoli barbari, ad es. i Franchi e i Visigoti. Giustiniano aveva tentato di esercitare il controllo sul papato (cesaropapismo) ma non ci riuscì. I bizantini furono scalzati dai Longobardi e la Chiesa di Roma aumentò la propria autonomia rispetto all'Impero d'Oriente.

Il Papato di Gregorio Magno e il Patrimonio di San Pietro

IL PAPATO DI GREGORIO MAGNO E IL PATRIMONIO DI SAN PIETRO . Gregorio Magno fu eletto papa nel 590. Abilissimo diplomatico, contrastò l'avanzata longobarda nell'Italia centrale e nel Lazio. Sfruttando l'indebolimento bizantino acquisì il governo dei territori di Roma e del Lazio (formalmente sotto i bizantini). Riorganizzo la gestione e l'amministrazione delle proprietà fondiarie accumulate nei secoli dalla chiesa: tali proprietà furono il nucleo originario del PATRIMONIO DI SAN PIETRO (diventerà Stato della Chiesa).

Dalla lotta iconoclasta alla Donazione di Sutri

DALLA LOTTA ICONOCLASTA ALLA DONAZIONE DI SUTRI . Nel corso dell'VIII secolo i contrasti tra la Chiesa di Roma e l'Impero d'oriente si acuirono a causa della questione del culto delle icone. · Tale culto era molto diffuso ed era fonte di guadagno per i monaci che le conservavano nei monasteri (pellegrinaggi, offerte). · Nel 730 l'imperatore bizantino Leone III l'Isaurico promosse I'ICONOCLASTIA (immagine/spezzo): il papa Gregorio II condannò tale dottrina eretica. . Di tale situazione ne approfitto il re longobardo Liutprando che aveva come obiettivo la cacciata dei Bizantini dalla penisola. Ottenute diverse vittorie era pronto a marciare su Roma ma fu convinto a non farlo dal papa. In segno di pace il re gli donò la città di Sutri (c/o Viterbo) e i territori circostanti. . La DONAZIONE DI SUTRI (728) è considerata come l'atto di fondazione del POTERE TEMPORALE dei papi e dello Stato della Chiesa (oggi monarchia assoluta). I contrasti tra il papato e l'impero ripresero dopo la morte di Liutprando. Il suo successore, Astolfo, riprese la politica espansionistica occupando Ravenna e l'Esarcato. Inutili furono i tentativi di mediazione di papa Stefano II. Ecco perché il papa cercò un aiuto contro i Longobardi rivolgendosi al popolo dei Franchi.

Le origini del Regno Franco: la dinastia Merovingia

LE ORIGINI DEL REGNO FRANCO: LA DINASTIA MEROVINGIA · I Franchi si erano convertiti al cattolicesimo alla fine del V secolo sotto il re merovingio Clodoveo. · Alla sua morte (511) la corona fu suddivisa tra i figli secondo il costume franco (i territori del regno erano proprietà personale del sovrano). I nuovi re (di Neustria, di Austrasia e di Borgogna, vedi pag. 189), però, non furono in grado di controllare efficacemente i loro territori e il potere finì per frammentarsi e concentrarsi nelle mani dei grandi signori fondiari. · Si era affermata, in particolare, l'autorità dei maestri di palazzo cioè di esponenti dell'alta aristocrazia che, formalmente erano dei funzionari del sovrano ma che iniziarono a governare in modo autonomo.

Il Regno dei Franchi sotto i Merovingi

IL REGNO DEI FRANCHI SOTTO I MEROVINGI TURINGIA AUSTRASLA AQUITANIA

L'affermazione dei Pipinidi e l'accordo con il Papato

L'AFFERMAZIONE DEI PIPINIDI E L'ACCORDO CON IL PAPATO · L'incapacità dei sovrani merovingi permise al maestro di palazzo di Austrasia Pipino di Heristal di emergere: egli guidò l'Austrasia alla conquista della Borgogna e della Neustria. Inoltre fece approvare una norma che trasformava la sua carica da elettiva a ereditaria. Iniziò la dinastia dei PIPINIDI che poi sarà detta CAROLINGIA (da Carlo Magno, celebre esponente). · Alla morte di Pipino salì al potere suo figlio Carlo Martello (piccolo Marte: detto così a causa delle grandi abilità belliche). Ad es. nel 732 fermò l'avanzata degli Arabi a Poitiers allargando, così, il proprio regno alla Provenza (tolta agli Arabi) e dei territori a est. . Il figlio di Carlo Martello, Pipino il Breve (era basso), fu artefice della politica di reciproco appoggio con il papato (al quale garantì PRIVILEGI FISCALI) e della diffusione del cattolicesimo (fece convertire le popolazioni assoggettate dal padre). Nel 751 si verificò un evento importante, che cambiò le sorti del regno franco: durante un'assemblea di tutti i nobili Pipino fece dichiarare deceduto l'ultimo re merovingio e si fece proclamare re. Finì la dinastia merovingia e iniziò quella carolingia. L'investitura fu consacrata dal papa (consacrazione pontificia) secondo il rito della UNZIONE. A Parigi, infatti, Pipino fu dichiarato «patrizio e protettore dei Romani» dal delegato papale. Tale titolo, sino ad allora, era stato attribuito al solo imperatore d'Oriente.

La fine del Regno Longobardo

LA FINE DEL REGNO LONGOBARDO · Nel 754 Pipino scese nella penisola italica chiamato da papa Stefano II e sconfisse il re longobardo Astolfo. · Astolfo fu costretto a cedere l'Esarcato al papa che, così, aumentò il Patrimonio di san Pietro. · L'alleanza tra papato e Franchi produsse vantaggi per entrambi:

  • il papa vide formalizzato il suo potere temporale anche grazie alla DONAZIONE DI COSTANTINO: rivendicava al pontefice il possesso di quei territori;
  • a Pipino venne riconosciuta la sacralità della propria autorità.

Pavia REGNO DITALIA Genova . Bologna ·Ravenna Esarcato MAD Lucca . Tuscia Spoleto Ducato . di Spoleto ADRIAN Corsica Rieti Roma CONTEA DI CAPUA DUCATO DI BENEVENTO Capua .Benevento n. b. la Donazione di Costantino è un falso storico, un fake.

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