Documento di Università sul rossore oculare. Il Pdf esplora le diverse eziologie del rossore oculare, classificando le patologie in benigne e con rischio di deficit visivo, descrivendo congiuntivite, abrasione corneale, orzaiolo, calazio, blefarite e occhio secco.
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L'argomento che si tratta in questa lezione è l'occhio rosso, un temo molto diffuso e di comune impatto. Infatti, qualunque branca si prenda, capiterà sicuramente di dover affrontare dei pazienti con un segno di questo tipo. Esso è un segno estremamente comune che però può significare diverse cose. L'occhio rosso è infatti un segno clinico importante che può essere rappresentativo di differenti entità cliniche con significato molto diverso.
Schematicamente, quindi, si possono distinguere questi due filoni di patologie. Dal punto di vista diagnostico è facile fare diagnosi di "occhio rosso" in quanto è sufficiente osservare il paziente, quello che invece è più complesso, ma necessario fare è definire il corretto inquadramento diagnostico. La prima cosa da fare è capire se questo arrossamento si associa o meno a un deficit visivo. Questo può essere verificato sia tramite l'uso di tavole optometriche (può essere deviante in quanto il pz potrebbe non avere gli occhiali o avere un deficit visivo non diagnosticato) sia più semplicemente raccogliendo l'anamnesi chiedendo al paziente se ha notato se da quando gli si è arrossato l'occhio ha anche un deficit visivo. Successivamente bisogna andare a vedere la localizzazione ovvero quale struttura anatomica è coinvolta, se è presente anche un gonfiore oculare e se è mantenuta la trasparenza. Strutture come iride e camera anteriore sono esplorabili con attrezzatura specialistica, per cui la loro valutazione è più complessa. Infine, è importante valutare anche il riflesso pupillare diretto e consensuale, questo perché, se esso risulta alterato può indirizzare la diagnosi in modo utile.
Congiuntiva Cornea Pupilla Iride Cristallino Palpebra La congiuntiva è una membrana mucosa che riveste la parte anteriore del bulbo oculare tranne la cornea, poi si riflette su stessa andando a tappezzare la faccia interna della palpebra superiore e inferiore; quindi, forma una sorta di sacchetto che si chiama sacco congiuntivale. Nell'immagine, infatti, si vede bene come la congiuntiva rivesta la faccia interna della palpebra, si riflessa su sé stessa in un punto che si chiama fornice congiuntivale e poi va a rivestire la parte anteriore della sclera, ovvero la parte bianca fibrosa del bulbo oculare. Essa si arresa al margine della cornea; questo è fondamentale perché la cornea è trasparente mentre laMedicina e chirurgia - Oculistica #2 - Prof. Maestroni - Rossore oculare congiuntiva no. Quindi, se la congiuntiva invadesse la cornea, come succede in alcune condizioni patologiche, si avrebbe una compromissione della vista. Essa è fondamentale per separare meccanicamente superficie dell'occhio dall'ambiente esterno ricco di agenti patogeni e chimici e fisici che aggrediscono costantemente l'occhio.
La congiuntiva è composta da:
Nella maggior parte dei casi si presenta bilateralmente perché difficilmente un agente infettivo colonizza un'unica congiuntiva (come avere rinite ad una sola narice), essendo due organi contigui esposti allo stesso ambiente e agli stessi contaminanti. Stesso vale per le forme allergiche. I segni tipici sono:
I sintomi tipici invece sono:
Per capire l'eziologia della congiuntivite e quindi fare la corretta diagnosi è utile andare a valutare la qualità del secreto lacrimale e la sua associazione ad altri sintomi:
Alcune forme infiammatorie possono associarsi alla formazione di pseudomembrane, delle secrezioni particolarmente dense con evoluzione cicatrizzante tipiche di alcune forme aggressive di tipo infettivo come il Tracoma Oculare (infezione da Chlamydia trachomatis veicolata dalle mosche che porta a cicatrizzazione dell'intera superfice oculare, compresa la cornea), o di tipo immunologico come il Pemfigoide Cicatriziale (patologia bollosa autoimmune).