Anatomia dell'occhio, cataratta e glaucoma: struttura, patologie e terapie

Documento universitario sull'anatomia dell'occhio, la cataratta e il glaucoma. Il Pdf, utile per lo studio della biologia a livello universitario, esplora la struttura del bulbo oculare, le patologie e le terapie, con immagini esplicative e uno stile misto discorsivo e puntato.

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43 pagine

L'occhio, o bulbo oculare, ha forma sferoidale, con un diametro di circa 2,5 cm. Nella sua parte anteriore
presenta una porzione con raggio di curvatura minore e più sporgente, la cornea, che è trasparente. Essa
costituisce circa un sesto dell'intero bulbo. La restante porzione, o segmento posteriore, è rappresentata
dalla sclerotica o sclera, che ha raggio di curvatura maggiore ed è di colore bianco.
Essa presenta posteriormente un foro attraverso il quale fuoriesce il nervo ottico, che connette il bulbo
oculare all'encefalo.
Dove è contenuto il bulbo oculare?
Per cercare di proteggere il più possibile la struttura ma allo stesso tempo lasciarla libera di potersi
muovere, nel corso dell'evoluzione si è creata l'orbita.
L'orbita è formata da 7 ossa: sfenoide, frontale, zigomatico, mascellare, platino, etmoide, lacrimare.
FORAMI ORBITARI
Foro ottico
- N. ottico (II)
- Arteria oftalmica
- Fibre simpatiche
Fessura orbitale superiore
- N. oculomotore
- N. trocleare
- N. abducente
- I branca nel n. trigemino (V) cioè n. nasociliare
- Vena oftalmica superiore
Fessura orbitale inferiore
- III branca del trigemino quindi n. zigomatico e n. infraorbitario
- Arteria infraorbitaria
- Vena oftalmica
Il grasso dell’orbita permette di ammortizzare fortemente i colpi. Il paziente molto anziano ha gli occhi
sempre più piccolini, più incavati perché il grasso dell’orbita con il passare degli anni va in atrofia.
In una sezione trasversa vediamo che la protezione grazie al corpo adiposo dell’orbita è notevole.
Una pallina da tennis può portare ad un’esplosione del bulbo oculare ma con difficoltà perché il diametro
della pallina è tale che l’osso frontale e l’osso zigomatico riescono ad ammortizzare in parte il colpo,
probabilmente si avrà una dislocazione del cristallino per il trauma ma non necessariamente un’esplosione
del bulbo. Per esempio però una pallina da golf o altri oggetti più piccoli usati in altri sport possono
provocare un’esplosione perché ovviamente in questo caso ci sono solo le palpebre a proteggere il bulbo
oculare ma le palpebre non danno una resistenza. l’apparato palpebrale è ha funzione di protezione perché
l’apertura e la chiusura delle palpebre permette di avere un’azione di detersione, di distribuzione del film
lacrimale e il film lacrimale si associa ad una protezione di carattere enzimatica ad esempio con il lisozima.
Quindi ci serve sapere quali sono i meccanismi che proteggono l’occhio in maniera passiva, tipo le ossa,
l’apparato dell’orbita, e in maniera attiva, ovvero le palpebre con il loro movimento.
La troclea pur essendo trasparente è la struttura che in assoluto ha la maggiore resistenza percentuale
dell’organismo (anche più dell’osso). La troclea ha un’importante innervazione. Quando c’è un corpo
estraneo si attiva un meccanismo propriocettivo importante, si attiva la lacrimazione.
ANNESSI OCULARI
PALPEBRE
C’è la palpebra superiore e la palpebra inferiore. Nelle palpebre superiori ci sono le ghiandole lacrimali
accessorie che partecipano alla produzione del film lacrimare. Esso è il primo mezzo di protezione
dell’organismo, ha uno spessore di qualche micron e un indice di refrazione, dunque partecipa al potere
diottrico dell’organismo.
Le palpebre permettono un ammiccamento continuo e quindi la distribuzione del film lacrimale, la
lubrificazione dell’occhio e della cornea. Ci sono tantissime patologie dell’occhio secco che possono
derivare da disturbi di carattere tiroideo, disturbi dell’assetto ormonale (dopo la menopausa), patologie
legate all’utilizzo di collirio con conservanti. Nel momento in cui si guarda molto un computer o ancora di più
si guarda spesso un microscopio, dove le lenti del microscopio tolgono parte dello stimolo accomodativo, il
paziente non ammicca e l’occhio si secca. Ogni 20 minuti di lavoro bisognerebbe staccare per 20 secondi e
guardare a circa 6 metri di distanza per rilassare l’apparato muscolare e permettere con un ammiccamento
indotto una migliore lubrificazione.
Le palpebre hanno 4 strati:
- Tessuto cutaneo
- Tessuto muscolare
- Tessuto fibroso
- Tessuto congiuntivale
Quando c’è la sensazione di un corpo estraneo la prima cosa da fare è vedere se è rimasto qualcosa
incastrato nella palpebra superiore, senza strofinarsi l’occhio (perché se c’è una scheggia metallica può
fare molto male).

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Anteprima

Anatomia del Bulbo Oculare

L'occhio, o bulbo oculare, ha forma sferoidale, con un diametro di circa 2,5 cm. Nella sua parte anteriore presenta una porzione con raggio di curvatura minore e più sporgente, la cornea, che è trasparente. Essa costituisce circa un sesto dell'intero bulbo. La restante porzione, o segmento posteriore, è rappresentata dalla sclerotica o sclera, che ha raggio di curvatura maggiore ed è di colore bianco. Essa presenta posteriormente un foro attraverso il quale fuoriesce il nervo ottico, che connette il bulbo oculare all'encefalo.

Protezione del Bulbo Oculare

L'Orbita Oculare

Dove è contenuto il bulbo oculare? Per cercare di proteggere il più possibile la struttura ma allo stesso tempo lasciarla libera di potersi muovere, nel corso dell'evoluzione si è creata l'orbita. L'orbita è formata da 7 ossa: sfenoide, frontale, zigomatico, mascellare, platino, etmoide, lacrimare.

Orbita di destra, vista anteriormente e un po' di lato Faccia orbitale dell'osso frontale Fori etmoidali posteriore e anteriore Faccia orbitale della piccola ala dello sfenoide Lamina papiracea dell'etmoide Canale (o foro) ottico Osso lacrimale Faccia orbitale della grande ala dello sfenoide Fossa del sacco lacrimale Faccia orbitale dell'osso zigomatico Processo orbitale dell'osso palatino Fessura orbitale inferiore Faccia orbitale dell'osso mascellare Solco infraorbitale

Forami Orbitari

  • Foro ottico - N. ottico (II) - Arteria oftalmica Fibre simpatiche -
  • Fessura orbitale superiore - N. oculomotore - N. trocleare - N. abducente - I branca nel n. trigemino (V) cioè n. nasociliare Vena oftalmica superiore -
  • Fessura orbitale inferiore III branca del trigemino quindi n. zigomatico e n. infraorbitario - - Arteria infraorbitaria - Vena oftalmica

Grasso Orbitale e Traumi

Il grasso dell'orbita permette di ammortizzare fortemente i colpi. Il paziente molto anziano ha gli occhi sempre più piccolini, più incavati perché il grasso dell'orbita con il passare degli anni va in atrofia. Fessura orbitale superiore.In una sezione trasversa vediamo che la protezione grazie al corpo adiposo dell'orbita è notevole. Una pallina da tennis può portare ad un'esplosione del bulbo oculare ma con difficoltà perché il diametro della pallina è tale che l'osso frontale e l'osso zigomatico riescono ad ammortizzare in parte il colpo, probabilmente si avrà una dislocazione del cristallino per il trauma ma non necessariamente un'esplosione del bulbo. Per esempio però una pallina da golf o altri oggetti più piccoli usati in altri sport possono provocare un'esplosione perché ovviamente in questo caso ci sono solo le palpebre a proteggere il bulbo oculare ma le palpebre non danno una resistenza. l'apparato palpebrale è ha funzione di protezione perché l'apertura e la chiusura delle palpebre permette di avere un'azione di detersione, di distribuzione del film lacrimale e il film lacrimale si associa ad una protezione di carattere enzimatica ad esempio con il lisozima. Quindi ci serve sapere quali sono i meccanismi che proteggono l'occhio in maniera passiva, tipo le ossa, l'apparato dell'orbita, e in maniera attiva, ovvero le palpebre con il loro movimento.

Resistenza della Troclea

La troclea pur essendo trasparente è la struttura che in assoluto ha la maggiore resistenza percentuale dell'organismo (anche più dell'osso). La troclea ha un'importante innervazione. Quando c'è un corpo estraneo si attiva un meccanismo propriocettivo importante, si attiva la lacrimazione.

Annessi Oculari

Palpebre

  • PALPEBRE C'è la palpebra superiore e la palpebra inferiore. Nelle palpebre superiori ci sono le ghiandole lacrimali accessorie che partecipano alla produzione del film lacrimare. Esso è il primo mezzo di protezione dell'organismo, ha uno spessore di qualche micron e un indice di refrazione, dunque partecipa al potere diottrico dell'organismo.

Le palpebre permettono un ammiccamento continuo e quindi la distribuzione del film lacrimale, la lubrificazione dell'occhio e della cornea. Ci sono tantissime patologie dell'occhio secco che possono derivare da disturbi di carattere tiroideo, disturbi dell'assetto ormonale (dopo la menopausa), patologie legate all'utilizzo di collirio con conservanti. Nel momento in cui si guarda molto un computer o ancora di più si guarda spesso un microscopio, dove le lenti del microscopio tolgono parte dello stimolo accomodativo, il paziente non ammicca e l'occhio si secca. Ogni 20 minuti di lavoro bisognerebbe staccare per 20 secondi e guardare a circa 6 metri di distanza per rilassare l'apparato muscolare e permettere con un ammiccamento indotto una migliore lubrificazione.

Strati delle Palpebre

Le palpebre hanno 4 strati:

  • Tessuto cutaneo - Tessuto muscolare - Tessuto fibroso Tessuto congiuntivale -

Quando c'è la sensazione di un corpo estraneo la prima cosa da fare è vedere se è rimasto qualcosa incastrato nella palpebra superiore, senza strofinarsi l'occhio (perché se c'è una scheggia metallica può fare molto male).

Apparato Lacrimale

  • APPARATO LACRIMALE Il film lacrimale ha una: - Componente siero-acquosa - Componente mucinica - Componente sebacea o lipidica

Il film lacrimale è una lente a tutti gli effetti, se è alterato cambia la refrazione. Svolge diverse funzioni: lubrifica l'occhio creando una superficie liscia sulla cornea su cui possono scorrere le palpebre; nutre la cornea; protegge l'occhio da infezioni batteriche e ne asporta le sostanze di rifiuto perché le impurità provenienti dall'ambiente esterno defluiscono attraverso il film lacrimale verso la componente escretoria dell'apparato lacrimale, ovvero le vie lacrimali. La ghiandola lacrimale principale sta nell'angolo superotemporale, nella fossetta lacrimale dell'osso frontale e secerne la parte acquosa del film lacrimale. È responsabile della lacrimazione riflessa (quando l'occhio si irrita perché è presente un corpo estraneo, per il vento o la luce eccessiva, o quando si taglia la cipolla) ed emozionale. Le ghiandole lacrimali accessorie secernono la parte mucinica e lipidica del film lacrimale. Esse sono situate nella palpebra superiore ovvero nel tarso medio e nella congiuntiva. Sono responsabili del 5-10% circa della secrezione lacrimale. Nel 1991 in Germania è stato dimostrato che quelle ghiandole hanno un'innervazione e sono sensibili ad un certo tipo di stimoli. La parte sebacea è quella maggiormente responsabile dei calazi: le ghiandole si aprono sulla rima palpebrale; le ciglia sono colonizzate da batteri. Questi batteri possono andare indietro per via retrograda e dalla rima palpebrale passare alla ghiandola infettandola. Se non si agisce immediatamente sull'infezione si crea un granuloma da corpo estraneo. Quindi qualora si abbia un calazio da infiammazione si deve andare subito dall'oculista perché se trattato rapidamente con una cura antibiotica si può recuperare altrimenti poi diventa granuloma e va operato. L'apparato lacrimale comprende la ghiandola lacrimale, le ghiandole lacrimali accessorie, le vie lacrimali o vie escretrici, il sacco lacrimale e il condotto nasolacrimale. Una volta che il film lacrimale viene prodotto dal concomitante effetto della ghiandola lacrimale principale, dalle ghiandole accessorie del tarso superiore e di quelle che sono sulla congiuntiva deve poi defluire attraverso le vie escretrici che sono formate in primo luogo dal puntino lacrimale superiore ed inferiore (quello che si ottura più frequentemente è quello inferiore infatti la maggior parte dei detriti si depositano nella parte inferiore per gravità). Quindi le lacrime si raccolgono nell'angolo interno dell'occhio e attraverso i puntini lacrimali passano nei condotti lacrimali, si versano nel sacco lacrimale e poi nelle cavità nasali.

Muscoli Oculari

  • MUSCOLI Il prof li ha solamente nominati MUSCOLI EXTRAOCULARI m. obliquo sup m. retto sup m. retto lat m. retto med m. retto inf- m. obliquo inf m. elevatore palp.sup m. retto med -m. retto sup m. obliquo sup. - m. retto lat Anello di zinn m. obliquo sup m. obliquo inf

Struttura del Bulbo Oculare

BULBO OCULARE Il bulbo oculare è costituito da due segmenti di sfera con diverso raggio di curvatura: un segmento anteriore, la cornea, è un segmento posteriore, la sclera. Il diametro anteroposteriore che passa per il centro della cornea e quello della sfera, è l'asse anatomico *. Il tratto dell'asse anatomico compreso fra il centro della cornea e la retina si definisce asse ottico. *In anatomia si usano convenzionalmente tre assi principali, detti appunto assi anatomici: asse antero- posteriore, medio-laterale e verticale

Membrane del Bulbo Oculare

Il bulbo oculare è rivestito da tre membrane sovrapposte dette tonache o tuniche:

  • Quella più superficiale è la tonaca fibrosa e comprende nella parte anteriore la cornea, in quella posteriore la sclera.
  • Internamente alla tonaca fibrosa c'è la tonaca vascolare composta dall'uvea che comprende iride, corpo ciliare e coroide. La tonaca vascolare nella sua porzione posteriore, la più estesa e la più regolare, corrisponde alla coroide, mentre nella sua porzione anteriore più complessa si estrinseca nel corpo ciliare e nell'iride. La coroide serve al trasporto attivo e attraverso osmolarità delle sostanze nutritive.
  • Internamente alla tonaca vascolare c'è la tonaca nervosa ovvero la retina. Dal segmento posteriore della retina origina il nervo ottico. Per questo motivo tale segmento assume il nome di parte visiva o ottica della retina. La parte anteriore della retina invece concorre alla formazione del corpo ciliare e dell'iride.

Camere Oculari e Umore Acqueo

La cornea e l'iride delimitano uno spazio chiamato camera anteriore dell'occhio ripieno di un liquido trasparente detto umore acqueo. Dietro l'iride si trova una struttura a forma di lente biconvessa, il cristallino o lente, connesso al corpo ciliare per mezzo della zonula ciliare formata da fibre sottili dette fibre zonulari. Lo spazio compreso tra iride, corpo ciliare e cristallino viene denominato camera posteriore dell'occhio, anch'essa ripiena di umore acqueo. Lo spazio rimanente del bulbo oculare è occupato da una sostanza gelatinosa incolore, il corpo vitreo. Ricapitolando la camera anteriore va dalla faccia anteriore dell'iride a quella posteriore della cornea, la camera posteriore va dalla faccia posteriore dell'iride fino alla faccia anteriore del cristallino. Infine c'è una camera vitrea o corpo vitreo.

Apparato Diottrico e Difetti Visivi

Il corpo vitreo, il cristallino, l'umore acqueo e la cornea costituiscono nell'insieme l'apparato diottrico dell'occhio, una sorta di lente convergente dotata di ampio potere refrattivo. La diottria è l'unità di misura che indica il potere refrattivo di una lente o di un sistema ottico (in altre parole il termine indica la capacità che ha una lente di intercettare e deviare i raggi luminosi provenienti da un oggetto). A seconda del difetto visivo le diottrie delle lenti degli occhiali o delle lenti a contatto possono essere positive, negative o toriche. Positive l'ipermetropia, negative quando correggono l'occhio miope e toriche per l'astigmatismo. Le dimensioni del bulbo oculare sono essenziali per i difetti delle anisometropie, ovvero i difetti refrattivi, perché un bulbo oculare può essere più corto del normale e quasi sempre abbiamo una condizione di ipermetropia, oppure può essere più lungo del normale e quindi si avrà una condizione di miopia. La cornea è la seconda lente dell'organismo, perché la prima abbiamo detto che è il film lacrimale (che ha un indice di refrazione e uno spessore).

Potere Diottrico e Correzione

Potere diottrico Il film lacrimale possiede 0,50 - 0,75 diottrie. La cornea ha circa 42-43 diottrie quindi il potere più forte di tutto l'occhio e il cristallino dalle 20 alle 22 diottrie. Le immagini vengono messe a fuoco sulla macula in particolare sulla fovea. La lunghezza media dell'occhio è di circa 23,2 - 23,3 mm. Ogni millimetro in più di lunghezza dell'occhio vale circa 3 diottrie di miopia. Se un paziente ha un occhio di 30 mm significa che ha una miopia molto elevata. In questo caso si modifica la curvatura della cornea, quindi da 43-44 diottrie viene portata attraverso il laser a 38-40 diottrie. La cornea è l'unica che possiamo modificare dall'esterno con il laser, a meno che si tratti di un paziente con cataratta e a questo punto si può cambiare il cristallino, sostituirlo con un cristallino compensativo (ad esempio se il paziente ha 10 diottrie di miopia (quindi ha bisogno di compensare la miopia togliendo 10 diottrie) al posto del cristallino di 22 se ne mette uno di 12 diottrie).

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