Documento dal Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia sull'anatomia della cute. Il Pdf, un set di appunti universitari di Biologia, esplora l'epidermide, il derma e l'ipoderma, analizzando cellule, fibre e annessi cutanei. Utile per lo studio autonomo a livello universitario.
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Il prof. ci informa che molto probabilmente le 2 lezioni saltate la prima settimana non verranno recuperate. Informa anche che le sue lezioni dureranno meno di 2 ore, comprese quelle che da calendario durerebbero 3 ore. Ci fornisce il suo indirizzo mail per eventuali questioni: stefano.veraldi@dcim.it. Ci invita a non utilizzare l'indirizzo dell'università. Nel caso in cui qualcuno fosse particolarmente interessato alla dermatologia, consiglia il Core Curriculum. Dermatologia, in caso contrario consiglia semplicemente di seguire le lezioni.
La cute di un essere umano standard, alto 170cm e pesante 70kg, ha le seguenti caratteristiche: - Superficie: 1,5-2 m2 Peso: 2kg (senza il sottocute) - - Spessore: 1,5-4mm La pelle più sottile è quella delle palpebre, seguita da quella del prepuzio; la pelle più spessa è quella del piede nell'adulto. Wallace ha diviso la superficie corporea in 9 settori, secondo la regola del 9 o regola di Wallace: - Capo: 9% - Arti superiori (tranne le mani): 9% ciascuno (+ mani 1%) - Tronco: 36% - Arti inferiori: 18% ciascuno - Genitali: 1% Il colore della pelle dipende da: - Strato corneo: più è spesso più è scuro il colore della pelle - Pigmenti A livello macroscopico si individuano: - Solchi superficiali o dermatoglifi (impronte digitali): il prof trova curioso che si rimarchi sempre che le impronte digitali sono diverse in tutte gli esseri umani, poiché non esistono neanche 2 nasi uguali o 2 dita della mano uguali in due persone diverse. - Rughe: il prof mostra una foto di una signora, apparentemente molto anziana poiché caratterizzata da rughe molto profonde; in realtà ha solo 72 anni ma è stata molto esposta al sole, che è il fattore principale di invecchiamento della pelle (foto-aging), in particolare se l'esposizione avviene tra le 11 e le 17. - Pieghe palmari: gli individui con la pelle scura (o pigmentata) hanno delle pieghe palmari particolarmente iperpigmentate e profonde. - Pori sudoripari - Osti follicolari Dal punto di vista embriologico, la pelle ha derivazione: - Ectodermica: epidermide - Mesodermica: derma e sottocute 9% 9% 9% 18% 1% 18%Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Dermatologia #1 - prof. Veraldi - Anatomia della cute Pag. 2 a 9 Dalla superficie alla profondità è possibile osservare: - Epidermide - Derma - Ipoderma o sottocute Si osservano inoltre gli annessi: - Ghiandole - Peli - Unghie -epidermis dermes Rtcutaneous fibrous fascia skeletal Facendo riferimento alle seguenti immagini, il prof spiega come i bravi istologi siano in grado di riconoscere la sede di provenienza del campione semplicemente osservandone le caratteristiche. Nell'immagine a sinistra, si osservano molti peli e ghiandole sebacee, di conseguenza il campione potrebbe provenire dal cuoio capelluto, dalla fronte, dal torace o dalla spalla. Nell'immagine a destra, si osserva un'epidermide molto spesso, con uno strato corneo particolarmente spesso, un derma con molte fibre; non si individuano invece peli o ghiandole. Potrebbe trattarsi quindi del palmo della mano o della pianta del piede. Nella stragrande maggioranza dei casi, queste regioni non hanno peli. Nei musulmani devoti potrebbe trattarsi anche della parte centrale della fronte, in quanto essi pregano 5 volte al giorno battendo il pavimento con la fronte: nel tempo si forma un callo, in arabo chiamato zebība, che istologicamente potrebbe apparire come questo vetrino. Epidermide (strato iperpigmentato) Peli, con attaccate ghiandole sebacee (se in gran numero, si parla di aree seborroica) Derma Tessuto adiposo del sottocute
L'epidermide è un epitelio pluristratificato caratterizzato dalla presenza di varie cellule. Dalla profondità alla superficie, gli strati sono i seguenti: - Strato basale o germinativo: poggia sulla membrana basale. È caratterizzato da una singola fila di cheratinociti cilindrici (asse maggiore perpendicolare alla membrana basale). - Strato spinoso: costituito da 5-15 file di cheratinociti cuboidali. Sono cellule maturate rispetto allo strato basale, e mano a mano che vanno verso la superficie maturano progressivamente. Sono ben adese le une alle altre grazie ai desmosomi, che appaiono come spine. - Strato granuloso: 2-3 file di cheratinociti appiattiti (asse maggiore parallelo alla superficie cutanea). - Strato lucido: presente solo in regione palmo-plantare; non sono più cheratinociti ma divengono corneociti in quanto hanno perso il nucleo - Strato corneo: molteplici file di corneociti di aspetto lamellare; anche nel caso in cui si intravedano ancora dei nuclei, queste sono a tutti gli effetti delle cellule morte. Strato corneo Strato granuloso Strato spinoso Derma Strato basale, con singola fila di cheratinociti. Il limite inferiore è la membrana basale
Con il termine cheratinizzazione si definisce il processo di maturazione di una cellula dell'epidermide, che nasce come cheratinocita nello strato basale, diventa cheratinocita cuboidale dello strato spinoso, poi cheratinocita appiattito dello strato granuloso e, infine, corneocita dello strato lucido e dello strato corneo, per infine desquamare. Questo processo dura circa 4 settimane, quindi un mese fa ciascuno di noi aveva un'epidermide completamente diversa rispetto a quella che abbiamo oggi. Generalmente non ci si può accorgere di questo processo, ma ci può essere un'eccezione a livello del cuoio capelluto di coloro che hanno i capelli, dove il processo di cheratinizzazione può dar luogo alla forfora. I maschi producono più forfora rispetto alle femmine, come chi ha più capelli produce più forfora. Vi sono delle patologie in cui il processo di cheratinizzazione è accelerato: ad esempio, nella psoriasi il processo di cheratinizzazione dura circa 1 settimana, o nella dermatite seborroica in cui dura circa 15 giorni. La seguente immagine mostra in modo schematico il processo di cheratinizzazione. 2 1
Si tratta dell'epitelio che ricopre ad esempio la mucosa orale o dei genitali esterni; rispetto all'epidermide mancano solitamente lo strato corneo e lo strato granuloso. Sono distretti che molti specialisti devono affrontare (ad esempio dermatologi, otorini, dentisti, chirurghi maxillo-facciali per quanto riguarda la mucosa orale), ma generalmente lo fanno senza molto entusiasmo e raramente vi sono specifici esperti di questo argomento. L'immagine mostra un esempio di mucosa geniena, in cui sono assenti lo strato corneo e granuloso (possono essere mantenuti a livello dei colletti gengivali).
Sono cellule di derivazione neuroectodermica, che si trovano a livello dello strato basale e spinoso tra i cheratinociti; il loro numero è 800-2400/mm2. Si possono trovare anche nel derma, negli annessi, nel cavo orale, a livello dei genitali, nell'occhio a livello di sclera, iride e retina, orecchio interno, leptomeningi e mesentere. I melanociti durante lo sviluppo embrionale partono dal neuroectoderma e si distribuiscono a raggiera nei vari tessuti. Questo spiega perché il melanoma, che è una patologia molto importante e in grande crescita, si trova soprattutto a livello cutaneo, ma anche a livello delle meningi, dell'occhio, etc. Come visibile nell'immagine, i melanociti hanno una forma dendritica o stellata, vagamente polipoide, con degli pseudopodi che si attaccano ai cheratinociti con un rapporto variabile.Pag. 4 a 9 Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Dermatologia #1 - prof. Veraldi - Anatomia della cute I melanociti sintetizzano la melanina, che viene portata negli pseudopodi e poi fagocitata dai cheratinociti. Di conseguenza la melanina si trova sia nei melanociti che nei cheratinociti. La differenza tra la pelle chiara e la pelle scura (o pigmentata) non risiede nel numero di melanociti, ma nel fatto che la pelle scura ha un numero maggiore di granuli di melanina all'interno di melanociti e cheratinociti. Gli stimoli alla melanogenesi (detta volgarmente abbronzatura) sono: esposizione ai raggi UV, ACTH, MSH, estroprogestinici. Molte donne hanno una pigmentazione del volto detta melasma o cloasma, piccole chiazze scure, dovuta all'utilizzo della pillola per periodi prolungati; anche ripetute gravidanze possono causarla (tra i dermatologi del passato si diceva: Le suore non fanno cloasma). I raggi ultravioletti d tipo UVA stimolano la melanogenesi più degli UVB: prendendo il sole prima delle 11 del mattino o dopo le 17, ci si abbronza meglio e in modo più sicuro che nelle ore centrali della giornata. Si riscontrano 3 tipi di melanine (non citate dal professore):
Sono cellule molto importanti, di origine midollare: originano come monociti a livello del midollo osseo, poi si spostano attraverso il livello circolatorio, attraversano la parete dei vasi e raggiungono il derma, dove li possiamo chiamare macrofagi, infine superano la membrana basale e a questo punto divengono cellule di Langerhans. Sono localizzate soprattutto nello strato malpighiano (spinoso) e granuloso, ma anche nel derma superficiale. Si occupano di fagocitare tutto ciò che proviene dall'esterno. Hanno una forma dendritica e irregolare.
Sono cellule di origine neuroectodermica, localizzate solo in alcune sedi (polpastrelli, labbra, cavo orale, genitali) in quanto hanno una funzione recettoriale-tattile.
La membrana basale, anche detta in questa sede giunzione dermo-epidermica, è la struttura che separa l'epidermide dal derma sottostante. Non è evidenziabile tramite una colorazione con ematossilina- eosina, ma con altre colorazioni sì. Nell'immagine è lato è la struttura che separa epidermide e derma.