Conversare e narrare con gli strumenti musicali nel XVIII secolo

Documento sulla conversazione e narrazione con gli strumenti musicali. Il Pdf esplora l'evoluzione della musica nel XVIII secolo, analizzando il contesto storico-sociale, l'Illuminismo, il Classicismo Viennese e la forma sonata, utile per studenti universitari di Musica.

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CAPITOLO 16
CONVERSARE E NARRARE CON GLI STRUMENTI MUSICALI
Nella società Europea, nella metà del ‘700, gli antichi assetti feudali cedettero il passo alle prime
manifestazioni organiche del mondo moderno.
Dall’agricoltura (sotto il controllo della nobiltà), il baricentro produttivo cominciò a spostarsi verso
le attività commerciali, imprenditoriali, industriali nei grandi centri urbani.
Inghilterra: nata la vera democrazia parlamentare e affermato il principio del libero commercio
Altrove, gli intellettuali dibattevano su come riformare le strutture politiche e istituzionali
dell’assolutismo monarchico, per favorire lo sviluppo economico e civile della società.
La rivolta dei coloni americani (1776), esausti delle vessazioni fiscali della madrepatria, segnò la fine
del predominio inglese sul Nuovo Mondo e diede inizio all’età delle rivoluzioni.
In Europa il movimento riguardò dapprima la Francia dove erano più forti le tensioni tra le nuove
istanze e gli antichi privilegi feudali e religiosi. La Rivoluzione, innescata dalla presa della Bastiglia
del 14 luglio 1789, travolse la monarchia e in seguito i suoi stessi protagonisti durante il periodo del
Terrore (1793- 1794). Il ritorno all’ordine fu assicurato dall’avvento al potere di Napoleone
Bonaparte, il quale poi riuscì a conquistare buona parte dell’Europa.
Crollato il suo dominio, il Congresso di Vienna del 1815 avrebbe infine sancito il ritorno al potere dei
legittimi sovrani, la Restaurazione.
l’Illuminismo e le nuove istanze egualitarie
Il movimento illuminista (per essendo d’impronta elitaria) riuscì a diffondere le sue idee a tutti i livelli,
dagli ambienti nobiliari a quelli artigiani e operai.
Il nuovo e variegato circuito delle relazioni sociali era costituito da salotti, biblioteche, teatri, caffè e
stampa periodica, fu rilevata l’attività di propaganda dei philosophes francesi (Diderot, d’Alembert,
Voltaire, Rousseau): erano riuniti intorno alla redazione dell’Encyclopedie, 1751- 1766 nel quale si
esaltavano i valori del progresso, della razionalità, dell’emotività individuale, promulgavano l’idea
della dignità dell’uomo e si opponevano all’interpretazione delle differenze di classe in termini di
diritti. Tutti i campi del sapere, dell’astronomia, alla chimica, alla botanica, alle scienze naturali
furono interessati da continue scoperte.
In contrapposizione a Rameau (assertore delle leggi razionali del suono), Rousseau (1712- 1778)
intendeva la musica come un’arte irrazionale per il suo stretto legame con la passione, e come un
linguaggio primordiale che trovava nella melodia la sua più genuina espressione.
Nel pensiero illuminista francese permanevano le antiche riserve sull’autonomia espressiva della
musica strumentale, mentre in area inglese e tedesca il superamento della teoria dell’imitazione e
l’estetica della musica assoluta derivarono dalla maggiore importanza che i generi strumentali stavano
assumendo.
La musica divenne l’incarnazione della “misteriosa corrente che scorre nelle profondità dell’anima
umana” di Wilhelm Wackenroeder (1773- 1798)
Istituzione del concerto pubblico
I rivolgimenti politici, sociali e civili del 18^ secolo incisero anche sulla vita musicale.
Segno di un raggiungimento di benessere e dato dal più vasto consumo musicale determinato dalla
mobilità sociale e dai progressi della borghesia, ansiosa di accedere alla cultura alta, si dispiegavano
lungo le tre direttrici principali alle quali la storiografia musicale riconduce l’avvento del libero
professionismo:
la stampa musicale
la didattica privata
il concerto pubblico
LA STAMPA MUSICALE
Grazie ai progressi tecnologici e ad aggiornate tecniche tipografiche come la litografia, permise una
più ampia diffusione, soprattutto dei lavori a piccolo organico e destinati al consumo domestico
(sonata, divertimento, cassazione, notturno, serenata), nel vasto ambito del dilettantismo musicale
LA DIDATTICA PRIVATA
Essa creò un mercato in continua espansione, legandosi in particolare agli strumenti a tastiera e
all’ascesa del pianoforte.
Già la rivoluzione puritana aveva incentivato l’esercizio domestico, borghese, della musica vocale e
strumentale. Di conseguenza, alla fine del Seicento, in area inglese e olandese, il consumo in ambito
familiare e il concerto erano le due facce complementari della vita musicale metropolitana.
CONCERTO PUBBLICO
A distanza di qualche decennio il concerto pubblico si affermò anche in altri paesi. Nel secondo
Settecento, da Londra a Vienna, da Parigi a Berlino, sottrasse la musica strumentale alla fruizione
distratta dei palazzi nobiliari e le predispose una situazione più idonea all’ascolto attento. Il
concerto pubblico man mano si diffuse in tutta Europa con maggior difficoltà in Italia.
Nel frattempo si espansero gli organici orchestrali. (sempre nella seconda metà del 1700)
L’insieme degli archi associato a due oboi e due corni nel corso del secolo si arricchì di altre coppie di
fiati (flauti, fagotti, trombe e più tardi, clarinetti) e di percussioni (timpani), talora este a piatti,
sonagli e triangoli nella cosiddetta “musica turca”
Una più articolata differenziazione delle parti portò allo sviluppo della sinfonia dai vecchi modelli del
concerto grosso e di gruppo. Il nuovo genere incontrò un successo impressionante, con numeri da
capogiro: si stima che le sinfonie composte tra il 1740 e il 1810 furono circa diecimila.
L’esponenziale crescita di occasioni e sedi in cui eseguire sinfonie e concerti giustifica l’abbondante
produzione di alcuni compositori come Jan Stamic a Mannheim (dove si poteva contare su una
magnifica orchestra, esaltata dai testimoni per impressionanti escursioni dinamiche), Gossec e
Cherubini a Parigi, Johann Christian Bach a Londra, Wagenseil e Dittersdorf a Vienna, Sammartini
a Milano anche se l’Italia rimase nel complesso estranea al fenomeno, determinando l’esodo dei suoi
migliori compositori di musica strumentale (Clementi, Dragonetti, Viotti, Giuliani e Carulli).

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CAPITOLO 16

Conversare e narrare con gli strumenti musicali

Nella società Europea, nella metà del '700, gli antichi assetti feudali cedettero il passo alle prime manifestazioni organiche del mondo moderno.

Dall'agricoltura (sotto il controllo della nobiltà), il baricentro produttivo cominciò a spostarsi verso le attività commerciali, imprenditoriali, industriali nei grandi centri urbani.

Inghilterra: nata la vera democrazia parlamentare e affermato il principio del libero commercio Altrove, gli intellettuali dibattevano su come riformare le strutture politiche e istituzionali dell'assolutismo monarchico, per favorire lo sviluppo economico e civile della società.

La rivolta dei coloni americani (1776), esausti delle vessazioni fiscali della madrepatria, segnò la fine del predominio inglese sul Nuovo Mondo e diede inizio all'età delle rivoluzioni.

In Europa il movimento riguardò dapprima la Francia dove erano più forti le tensioni tra le nuove istanze e gli antichi privilegi feudali e religiosi. La Rivoluzione, innescata dalla presa della Bastiglia del 14 luglio 1789, travolse la monarchia e in seguito i suoi stessi protagonisti durante il periodo del Terrore (1793- 1794). Il ritorno all'ordine fu assicurato dall'avvento al potere di Napoleone Bonaparte, il quale poi riuscì a conquistare buona parte dell'Europa.

Crollato il suo dominio, il Congresso di Vienna del 1815 avrebbe infine sancito il ritorno al potere dei legittimi sovrani, la Restaurazione.

L'Illuminismo e le nuove istanze equalitarie

Il movimento illuminista (per essendo d'impronta elitaria) riuscì a diffondere le sue idee a tutti i livelli, dagli ambienti nobiliari a quelli artigiani e operai.

Il nuovo e variegato circuito delle relazioni sociali era costituito da salotti, biblioteche, teatri, caffè e stampa periodica, fu rilevata l'attività di propaganda dei philosophes francesi (Diderot, d'Alembert, Voltaire, Rousseau): erano riuniti intorno alla redazione dell'Encyclopedie, 1751- 1766 nel quale si esaltavano i valori del progresso, della razionalità, dell'emotività individuale, promulgavano l'idea della dignità dell'uomo e si opponevano all'interpretazione delle differenze di classe in termini di diritti. Tutti i campi del sapere, dell'astronomia, alla chimica, alla botanica, alle scienze naturali furono interessati da continue scoperte.

In contrapposizione a Rameau (assertore delle leggi razionali del suono), Rousseau (1712- 1778) intendeva la musica come un'arte irrazionale per il suo stretto legame con la passione, e come un linguaggio primordiale che trovava nella melodia la sua più genuina espressione.

Nel pensiero illuminista francese permanevano le antiche riserve sull'autonomia espressiva della musica strumentale, mentre in area inglese e tedesca il superamento della teoria dell'imitazione e l'estetica della musica assoluta derivarono dalla maggiore importanza che i generi strumentali stavano assumendo.

La musica divenne l'incarnazione della "misteriosa corrente che scorre nelle profondità dell'anima umana" di Wilhelm Wackenroeder (1773- 1798)

Istituzione del concerto pubblico

I rivolgimenti politici, sociali e civili del 18^ secolo incisero anche sulla vita musicale.

Segno di un raggiungimento di benessere e dato dal più vasto consumo musicale determinato dalla mobilità sociale e dai progressi della borghesia, ansiosa di accedere alla cultura alta, si dispiegavano lungo le tre direttrici principali alle quali la storiografia musicale riconduce l'avvento del libero professionismo:

  • la stampa musicale
  • la didattica privata
  • il concerto pubblico

La stampa musicale

Grazie ai progressi tecnologici e ad aggiornate tecniche tipografiche come la litografia, permise una più ampia diffusione, soprattutto dei lavori a piccolo organico e destinati al consumo domestico (sonata, divertimento, cassazione, notturno, serenata), nel vasto ambito del dilettantismo musicale

La didattica privata

Essa creò un mercato in continua espansione, legandosi in particolare agli strumenti a tastiera e all'ascesa del pianoforte.

Già la rivoluzione puritana aveva incentivato l'esercizio domestico, borghese, della musica vocale e strumentale. Di conseguenza, alla fine del Seicento, in area inglese e olandese, il consumo in ambito familiare e il concerto erano le due facce complementari della vita musicale metropolitana.

Concerto pubblico

A distanza di qualche decennio il concerto pubblico si affermò anche in altri paesi. Nel secondo Settecento, da Londra a Vienna, da Parigi a Berlino, sottrasse la musica strumentale alla fruizione distratta dei palazzi nobiliari e le predispose una situazione più idonea all'ascolto attento. Il concerto pubblico man mano si diffuse in tutta Europa con maggior difficoltà in Italia.

Nel frattempo si espansero gli organici orchestrali. (sempre nella seconda metà del 1700)

L'insieme degli archi associato a due oboi e due corni nel corso del secolo si arricchi di altre coppie di fiati (flauti, fagotti, trombe e più tardi, clarinetti) e di percussioni (timpani), talora este a piatti, sonagli e triangoli nella cosiddetta "musica turca"

Una più articolata differenziazione delle parti portò allo sviluppo della sinfonia dai vecchi modelli del concerto grosso e di gruppo. Il nuovo genere incontrò un successo impressionante, con numeri da capogiro: si stima che le sinfonie composte tra il 1740 e il 1810 furono circa diecimila.

L'esponenziale crescita di occasioni e sedi in cui eseguire sinfonie e concerti giustifica l'abbondante produzione di alcuni compositori come Jan Stamic a Mannheim (dove si poteva contare su una magnifica orchestra, esaltata dai testimoni per impressionanti escursioni dinamiche), Gossec e Cherubini a Parigi, Johann Christian Bach a Londra, Wagenseil e Dittersdorf a Vienna, Sammartini a Milano anche se l'Italia rimase nel complesso estranea al fenomeno, determinando l'esodo dei suoi migliori compositori di musica strumentale (Clementi, Dragonetti, Viotti, Giuliani e Carulli).

La storiografia musicale ha individuato le ragioni per cui, nella patria di Corelli e Vivaldi, non si crearono le condizioni favorevoli all'introduzione delle nuove dimensione concertistica dell'ascolto fine a se stesso, non più legato alle occasioni celebrative del mecenatismo aristocratico.

Non essendosi sviluppata una forte borghesia e i tre canali si sviluppo per il professionismo musicale, quest'ultimo non riuscì a prendere piede.

Ricordiamo alcuni "Cervelli in fuga": il violoncellista Boccherini (si stabilì a Madrid); il pianista Clementi (si stabilì nel Regno Unito); il clavicembalosta Domenico Scarlatti (si trasferì a Lisbona)

Luigi Boccherini (1743-1805)

  • Dopo essere stato a Milano, a Vienna e a Parigi, si stabilì a Madrid nel 1768, preferendo la sicurezza di un posto a corte alle nuove attrattive del libero professionismo.
  • A servizio prima dell'infante Don Luis (fratello di Carlo III) e poi alla famiglia Benavente, coltivò pure il canale delle composizioni a piccolo organico e a destinazione domestica, interessante da altrettanto vasta diffusione. Oltre a una trentina di sinfonie, produsse svariati concerti solistici.

Verso l'autonomia della musica strumentale

La musica strumentale stava mettendo a punto un proprio linguaggio autonomo, con l'individuazione di strategie compositive e articolazioni formali volte a sollecitare sempre più la mente dell'ascoltatore, lavorando sulla memoria.

Alla bravura manuale dello strumentista si andò lentamente associando un interesse di tipo più intellettuale.

Nella prima metà del '700 vi fu il progressivo passaggio dalla continuità dei motivi del linguaggio musicale barocco al raggruppamento di frasi concluse e all'entità tematica: elementi melodici, timbrici, ritmici, armonici, di tessitura, di intensità, di peso sonoro, venivano combinati insieme secondo una fraseologia regolare per creare un' unità individuale, un carattere, un affetto.

Ciò è presente nei concerti di Giuseppe Tartini (1692- 1770) e nelle sonate di Domenico Scarlatti (1685- 1757).

Domenico Scarlatti (1685-1757)

  • Figlio del celebre Alessandro Scarlatti
  • Dopo essersi cimentato nel genere operistico ed essere stato maestro della Cappella Giulia in Vaticano, nel 1719 si trasferì a Lisbona ed entrò a servizio della corte di Giovanni V di Portogallo.
  • Insegnante di cembalo dei rampolli reali Antonio e Maria Barbara.
  • Dieci anni dopo, Maria Barbara sposò l'infante di Spagna (Ferdinando VI di Spagna), Scarlatti la seguì a Siviglia e successivamente a Madrid dove rimase per il resto della sua vita componendo varie cantate da camera e più di 500 "esercizi" per clavicembalo, una raccolta di sonate che rappresenta un unicum nella storia della musica per originalità e numero. Sono state pubblicate per lo più postume, tranne una trentina, nacquero per offrire alle regale dilettante di musica occasioni di svago dall'austero clima di corte e per valorizzare l'ottima perizia esecutiva. La libertà dai fini commerciali permise a Domenico Scarlatti di dar sfogo alla sua creatività, concentrandosi su determinati aspetti tecnici come rapide note ribattute, trilli, scale, ottave, salti e incroci della mani. Tendenzialmente erano in un solo movimento e bipartite e sfruttavano intensamente le potenzialità di minimali strutture melodiche, armoniche, ritmiche e timbriche che convergono in superiori entità tematiche e conservano la propria riconoscibilità. L'intento didattico di partenza dà così luogo a geniali quadretti musicali, combinando modalità espressive dell'opera italiana, forme contrappuntistiche, suggestioni di folklorismo musicale spagnolo e dello stile galante, con una scrittura atta a sorprendere l'ascoltatore mediante salti melodici, effetti timbrici e d'eco, repentine deviazioni ritmiche e armoniche.

Lo stile galante

Intorno alla metà del Settecento, il bisogno di razionale chiarezza e di natura espressione del sentimento imposero in tutta Europa un atteggiamento condiviso, detto stile galante.

Stile Galante:

  • insofferente delle complicazioni contrappuntistiche e armoniche, privilegiava il melodizzare spontaneo, piacevole, regolare ed elegante, ravvivato dal gusto per gli abbellimenti
  • accompagnamento: semplice ed essenziale, come si presenta ad esempio il tipico "basso albertino" (dal nome del cembalista veneziano Domenico Alberti) che consiste in accordi spezzati.
  • la facilità di esecuzione serviva a soddisfare le aspettative del sempre più folto mercato editoriale dei dilettanti. Intorno alla metà del secolo le loro esigenze didattiche furono appagate da una significativa fioritura di metodi. Celebri trattati per flauto di Joachim Quantz, per violino Leopold Mozart, per chitarra Bernard Merchi, per tastiera Carl Philipp Emanuel Bach: testi fondamentali per conoscere la prassi esecutiva del Settecento.

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