Egizi: storia e moda nell'Antico Egitto, un documento universitario

Documento universitario sulla civiltà egizia, la sua storia e l'evoluzione della moda. Il Pdf esplora i periodi Antico, Medio e Nuovo Regno, con focus sull'abbigliamento maschile e femminile, materiali e colori, evidenziando le differenze sociali e le influenze culturali.

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10 pagine

1. EGIZI (3000 a.C. - 300 a.C.)
La Civiltà Egizia è considerata una delle più anche ed evolute della storia. Determinante è stata la
posizione in cui si è sviluppata: una sole striscia di terra ferle che si distende lungo le rive del Nilo, dove
le pianure, periodicamente inondate dal ume, rappresentarono l’ambiente ideale per il formarsi di
numerosi insediamen agricoli. Si disnguono un Basso Egio, che corrisponde alla zona del delta del Nilo,
e un Alto Egio che comprende le aree più a sud in prossimità delle sponde del grande ume.
La storia egizia è scandita dal susseguirsi di varie dinase ed è suddivisa in diversi periodi, dei quali
disnguiamo tre fondamentali:
1. ANTICO REGNO (2.660 al 2.180 a.C.): dalla III no alla VI dinasa si sviluppa il sistema di governo
teocraco che vede al verce l’autorità assoluta del Faraone, considerato divino in quanto incarnazione
sulla terra del dio-falco Horus; in questo periodo vengono anche costruite le grandi piramidi di Cheope,
Chefren e Micerino e codicate le regole dell’arte egizia, che per lungo tempo non verranno mai messe in
discussione a causa del loro legame con i sacri ri funerari. Alla ne dell’Anco Regno la civiltà egizia
araversa una fase di crisi di circa duecento anni, che conduce ad un frazionamento polico tra
-dinase del Nord, con capitale Men
-dinase del Sud, con capitale Tebe.
2. MEDIO REGNO (1.990-1.780 a.C.): il paese viene riunito nuovamente dai faraoni della XI dinasa, che
diedero inizio al Medio Regno. Una nuova epoca di splendore e di espansione, con la colonizzazione della
Nubia, la tutela della Palesna e diverse spedizioni in Asia minore; conquiste necessarie poiché l’Egio era
più che altro una civiltà agricola, produrice di grano, lino, malto e papiro, e doveva importare molte
materie prime come legni pregia del Libano, piante ocinali da Creta, oro e avorio dalla Nubia (auale
Eopia). Successivamente una nuova fase di debolezza interna si fece strada e il paese venne minacciato da
popoli guerrieri limitro, ma i sovrani di Tebe della XIII dinasa (Kamose e Ahmosis I) cacciarono gli invasori
e diedero inizio al Nuovo Regno.
3. NUOVO REGNO (1.560-1.069 a.C.)
In tuo questo arco di tempo rimane sempre nea la divisione in classi sociali: uno schema piramidale che
vedeva in cima il faraone, dio sceso in terra, seguito dai sacerdo, dai funzionari di corte, dagli scribi, dai
militari e da argiani (poveri ma con conoscenze e abilità tecniche che tramandavano da padre in glio) e i
contadini (che durante il periodo delle inondazioni, da luglio a novembre, venivano impiega dal faraone
per costruire edici o come solda), le classi sociali più basse. Ai margini più estremi della società troviamo
gli schiavi: considera ogge prima di persone, erano prigionieri di guerra, di proprietà del faraone,
costre ai lavori più duri e umilian.
Questa divisione così rigida della società determina i diversi modi di abbigliarsi, che tra un periodo e l'altro
non mostrano cambiamen signicavi essendo l'ideale di bellezza nell’Anco Regno mai stato modicato.
Tale ideale di bellezza prevedeva gure slizzate con indosso i pici abi aderen che, così come erano sta
rappresenta, a volte sembravano impedire i movimen. Se però nell’arte le ves erano slizzate e
seguivano un gusto arcaizzante per comunicare informazioni precise, tra i reper archeologici sono sta
ritrova esemplari più morbidi e larghi. Si è perciò inclini a pensare che tali rappresentazioni fossero
semplici slizzazioni poiché il lino, più che aderire al corpo, crea tessu che tendono ad aosciarsi.
Per sapere come si vesvano gli anchi egizi dobbiamo prendere in considerazione specialmente le
decorazioni e la piura tombale rinvenu all'interno delle piramidi e nella Valle dei re. Molte tesmonianze
provengono anche dai rappor degli scribi di corte. Il Nuovo Regno è il periodo che ha fornito agli studiosi la
più completa tesmonianza sugli abi ulizza, grazie anche a ricchissimi ritrovamen quali la tomba di
Tutankhamon nel 1922.
Per quanto i dipin e le sculture della civiltà egizia giun no a noi siano davvero numerosi per una civiltà
così lontana, risulta comunque dicile comprendere a pieno le pologie di abbigliamento egizie, poiché
manca una precisa corrispondenza tra gli abi rappresenta e quelli ritrova durante gli scavi archeologici,
che non si sa come venissero esaamente indossa. In conclusione lo sle dell'abbigliamento degli anchi
Egizi era fao di pochi e semplici elemen dai materiali leggeri, e dall'aspeo schemaco e geometrico (che
verranno supera nel periodo ellenico) impreziosito da ricchi gioielli.
-MATERIALI:
-LINO: Essendo il clima caldo e afoso, il po di abbigliamento che indossavano era composto da pochi e
semplici indumen, avvolgen, scolla e di materiali leggeri e traspiran (specialmente lino e cotone).
Inoltre la quasi totalità dei capi d'abbigliamento indossa dagli egizi erano realizza con il lino proveniente
dalle colvazioni lungo il Nilo (poi esportate anche in Europa dopo la conquista romana): un tessuto fresco e
traspirante che si prestava perfeamente al caldo clima egiziano. Le bre del lino sono dicili da ngere e
per questa ragione i loro abi erano generalmente bianchi, ravviva da accessori variopin.
-COLORI: i colori erano importan perché ricchi di signica.
- l'AZZURRO rappresentava il magico e l'oltretomba, perciò spaventava i nemici
- il ROSSO era il colore degli dei
- l'ORO era il simbolo di sovranità. Nell’Anco Regno nsi usavano nte unite, mentre più avan
cominciarono a usare diverse fantasie, oenute ricamando e stampando i movi o usando la tecnica degli
arazzi. In genere venivano usate nte sobrie.
1. ANTICO REGNO:
MODA MASCHILE:
-ASTUCCIO PENICO: nel periodo predinasco gli uomini portavano una semplice cintura intorno alla
vita dalla quale pendeva una specie di custodia, il cosiddeo astuccio penico. Questo astuccio
penico è visibile per esempio nella Tavolozza di Narmer del periodo predinasco, dove è indossato
dai “porta sandalidietro al faraone. I nemici vin del sovrano sono nudi o indossano una semplice
cintura, con qualche laccio pendente sul davan. Eun indumento pico del periodo predinasco
che durante l’Anco Regno connuò ad essere ulizzato solamente da pescatori, raccoglitori di
papiri, schiavi e adde a lavori di faca.
-PERIZOMA: sostuì l’astuccio penico. Realizzato in lino, è un triangolo di stoa avvolto intorno ai
anchi, con due capi lega sul dietro e il terzo passato tra le gambe e annodato sul davan
-PANO: anche questo indumento sostuì l’astuccio penico e consisteva in un gonnellino tenuto
fermo da una cintura annodata sul davan o da una specie di fermaglio, ed era spesso ripiegato
come una gonna a portafoglio, con il sormonto squadrato, arrotondato o plisseato. In genere era
portato a torso nudo, ma poteva essere indossato abbinato ad un busno con bretelle. A seconda
della classe sociale che lo indossava, poteva avere una lunghezza che variava da metà coscia a sopra
alle ginocchia.
-le classi sociali più basse ne indossavano uno molto semplice, aderente, confezionato con cuoio,
bre intrecciate o tessuto grezzo e liscio, senza plisseature o decori, corto all’incirca a metà coscia,
sia per facilitare i movimen che per la dicoltà di reperire le stoe. Nel passato infa i tessu
sono sempre sta considera dei beni preziosi, visto lo sforzo, il tempo e le materie prime richies
per produrli.
-le classi sociali superiori ne indossavano uno più ampio, lungo, svasato e arricchito da alcune par
plisseate
-i solda indossavano un corto gonnellino bianco, con un lembo centrale pendente più lungo, e una
fascia bianca in testa; in mano lance e scudi per difendersi. Oltre ai solda egizi, sono giun no a
noi modellini rappresentan arcieri nubiani con un corto perizoma con pendente centrale lungo

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Anteprima

Egizi: Civiltà e Periodi Storici

1. EGIZI (3000 a.C. - 300 a.C.) La Civiltà Egizia è considerata una delle più antiche ed evolute della storia. Determinante è stata la posizione in cui si è sviluppata: una sottile striscia di terra fertile che si distende lungo le rive del Nilo, dove le pianure, periodicamente inondate dal fiume, rappresentarono l'ambiente ideale per il formarsi di numerosi insediamenti agricoli. Si distinguono un Basso Egitto, che corrisponde alla zona del delta del Nilo, e un Alto Egitto che comprende le aree più a sud in prossimità delle sponde del grande fiume. La storia egizia è scandita dal susseguirsi di varie dinastie ed è suddivisa in diversi periodi, dei quali distinguiamo tre fondamentali:

  1. ANTICO REGNO (2.660 al 2.180 a.C.): dalla III fino alla VI dinastia si sviluppa il sistema di governo teocratico che vede al vertice l'autorità assoluta del Faraone, considerato divino in quanto incarnazione sulla terra del dio-falco Horus; in questo periodo vengono anche costruite le grandi piramidi di Cheope, Chefren e Micerino e codificate le regole dell'arte egizia, che per lungo tempo non verranno mai messe in discussione a causa del loro legame con i sacri riti funerari. Alla fine dell'Antico Regno la civiltà egizia attraversa una fase di crisi di circa duecento anni, che conduce ad un frazionamento politico tra
    • dinastie del Nord, con capitale Menfi
    • dinastie del Sud, con capitale Tebe.
  2. MEDIO REGNO (1.990-1.780 a.C.): il paese viene riunito nuovamente dai faraoni della XI dinastia, che diedero inizio al Medio Regno. Una nuova epoca di splendore e di espansione, con la colonizzazione della Nubia, la tutela della Palestina e diverse spedizioni in Asia minore; conquiste necessarie poiché l'Egitto era più che altro una civiltà agricola, produttrice di grano, lino, malto e papiro, e doveva importare molte materie prime come legni pregiati del Libano, piante officinali da Creta, oro e avorio dalla Nubia (attuale Etiopia). Successivamente una nuova fase di debolezza interna si fece strada e il paese venne minacciato da popoli guerrieri limitrofi, ma i sovrani di Tebe della XIII dinastia (Kamose e Ahmosis I) cacciarono gli invasori e diedero inizio al Nuovo Regno.
  3. NUOVO REGNO (1.560-1.069 a.C.)

Classi Sociali e Abbigliamento nell'Antico Egitto

In tutto questo arco di tempo rimane sempre netta la divisione in classi sociali: uno schema piramidale che vedeva in cima il faraone, dio sceso in terra, seguito dai sacerdoti, dai funzionari di corte, dagli scribi, dai militari e da artigiani (poveri ma con conoscenze e abilità tecniche che tramandavano da padre in figlio) e i contadini (che durante il periodo delle inondazioni, da luglio a novembre, venivano impiegati dal faraone per costruire edifici o come soldati), le classi sociali più basse. Ai margini più estremi della società troviamo gli schiavi: considerati oggetti prima di persone, erano prigionieri di guerra, di proprietà del faraone, costretti ai lavori più duri e umilianti. Questa divisione così rigida della società determina i diversi modi di abbigliarsi, che tra un periodo e l'altro non mostrano cambiamenti significativi essendo l'ideale di bellezza nell'Antico Regno mai stato modificato. Tale ideale di bellezza prevedeva figure stilizzate con indosso i tipici abiti aderenti che, così come erano stati rappresentati, a volte sembravano impedire i movimenti. Se però nell'arte le vesti erano stilizzate e seguivano un gusto arcaizzante per comunicare informazioni precise, tra i reperti archeologici sono stati ritrovati esemplari più morbidi e larghi. Si è perciò inclini a pensare che tali rappresentazioni fossero semplici stilizzazioni poiché il lino, più che aderire al corpo, crea tessuti che tendono ad afflosciarsi. Per sapere come si vestivano gli antichi egizi dobbiamo prendere in considerazione specialmente le decorazioni e la pittura tombale rinvenuti all'interno delle piramidi e nella Valle dei re. Molte testimonianze provengono anche dai rapporti degli scribi di corte. Il Nuovo Regno è il periodo che ha fornito agli studiosi la più completa testimonianza sugli abiti utilizzati, grazie anche a ricchissimi ritrovamenti quali la tomba di Tutankhamon nel 1922. Per quanto i dipinti e le sculture della civiltà egizia giunti fino a noi siano davvero numerosi per una civiltà così lontana, risulta comunque difficile comprendere a pieno le tipologie di abbigliamento egizie, poiché manca una precisa corrispondenza tra gli abiti rappresentati e quelli ritrovati durante gli scavi archeologici,che non si sa come venissero esattamente indossati. In conclusione lo stile dell'abbigliamento degli antichi Egizi era fatto di pochi e semplici elementi dai materiali leggeri, e dall'aspetto schematico e geometrico (che verranno superati nel periodo ellenico) impreziosito da ricchi gioielli.

Materiali e Colori nell'Abbigliamento Egizio

  • MATERIALI:
  • LINO: Essendo il clima caldo e afoso, il tipo di abbigliamento che indossavano era composto da pochi e semplici indumenti, avvolgenti, scollati e di materiali leggeri e traspiranti (specialmente lino e cotone). Inoltre la quasi totalità dei capi d'abbigliamento indossati dagli egizi erano realizzati con il lino proveniente dalle coltivazioni lungo il Nilo (poi esportate anche in Europa dopo la conquista romana): un tessuto fresco e traspirante che si prestava perfettamente al caldo clima egiziano. Le fibre del lino sono difficili da tingere e per questa ragione i loro abiti erano generalmente bianchi, ravvivati da accessori variopinti.
  • COLORI: i colori erano importanti perché ricchi di significati.
    • l'AZZURRO rappresentava il magico e l'oltretomba, perciò spaventava i nemici
    • il ROSSO era il colore degli dei
    • l'ORO era il simbolo di sovranità. Nell'Antico Regno nsi usavano tinte unite, mentre più avanti cominciarono a usare diverse fantasie, ottenute ricamando e stampando i motivi o usando la tecnica degli arazzi. In genere venivano usate tinte sobrie.

Moda Maschile nell'Antico Regno

1. ANTICO REGNO: MODA MASCHILE:

  • ASTUCCIO PENICO: nel periodo predinastico gli uomini portavano una semplice cintura intorno alla vita dalla quale pendeva una specie di custodia, il cosiddetto astuccio penico. Questo astuccio penico è visibile per esempio nella Tavolozza di Narmer del periodo predinastico, dove è indossato dai "porta sandali" dietro al faraone. I nemici vinti del sovrano sono nudi o indossano una semplice cintura, con qualche laccio pendente sul davanti. E' un indumento tipico del periodo predinastico che durante l'Antico Regno continuò ad essere utilizzato solamente da pescatori, raccoglitori di papiri, schiavi e addetti a lavori di fatica.
  • PERIZOMA: sostituì l'astuccio penico. Realizzato in lino, è un triangolo di stoffa avvolto intorno ai fianchi, con due capi legati sul dietro e il terzo passato tra le gambe e annodato sul davanti
  • PANO: anche questo indumento sostituì l'astuccio penico e consisteva in un gonnellino tenuto fermo da una cintura annodata sul davanti o da una specie di fermaglio, ed era spesso ripiegato come una gonna a portafoglio, con il sormonto squadrato, arrotondato o plissettato. In genere era portato a torso nudo, ma poteva essere indossato abbinato ad un bustino con bretelle. A seconda della classe sociale che lo indossava, poteva avere una lunghezza che variava da metà coscia a sopra alle ginocchia.
    • le classi sociali più basse ne indossavano uno molto semplice, aderente, confezionato con cuoio, fibre intrecciate o tessuto grezzo e liscio, senza plissettature o decori, corto all'incirca a metà coscia, sia per facilitare i movimenti che per la difficoltà di reperire le stoffe. Nel passato infatti i tessuti sono sempre stati considerati dei beni preziosi, visto lo sforzo, il tempo e le materie prime richiesti per produrli.
    • le classi sociali superiori ne indossavano uno più ampio, lungo, svasato e arricchito da alcune parti plissettate
    • i soldati indossavano un corto gonnellino bianco, con un lembo centrale pendente più lungo, e una fascia bianca in testa; in mano lance e scudi per difendersi. Oltre ai soldati egizi, sono giunti fino a noi modellini rappresentanti arcieri nubiani con un corto perizoma con pendente centrale lungofino alle ginocchia, decorati con motivi geometrici rossi e verdi, e sempre una fascia bianca sulla fronte.

Talvolta, sul davanti, portavano una specie di GREMBIULE/PENDAGLIO, di forma triangolare o trapezoidale, che poteva essere di tessuto semplice ma reso rigido tramite l'inserimento di fili metallici o perché inamidato.

  • SKENTIS: un gonnellino più lungo formato da due lembi arrotondati e pieghettati che si riuniscono al centro trattenuti da una cintura, con un pannello centrale più lungo che sbuca al centro sotto gli altri due, sempre pieghettato. Era tenuto fermo da una cintura con nastri colorati e da una protezione metallica. Era indossato dal faraone, dagli scribi e in determinate occasioni, poteva essere indossato anche dai nobili che agivano in rappresentanza del re.
  • MANTELLO DEL GIUBILEO REALE: (in egiziano Heb Sed ovvero 'la festa sed'), era un manto cerimoniale attillato e incrociato sul petto che avvolgeva l'intero corpo ed era indossato dal faraone in occasione dei festeggiamenti con i quali si celebravano i primi trent'anni di governo. Dopo il primo giubileo, la cerimonia veniva ripetuta ogni tre anni. Sempre in contesti rituali il sovrano portava una coda di toro, spesso raffigurata pendente dai gonnellini, simbolo di virilità; oppure indossava elaborati pendagli-grembiuli di perline, oro, e cinture preziose.
  • PELLE DI PANTERA/LEOPARDO: Talvolta il faraone veniva rappresentato con una pelle di pantera, leopardo o una sua imitazione, quando veniva raffigurato nella sua funzione sacerdotale. La pelle di pantera o leopardo, conciata ma non cucita, completa di zampe, coda e testa e portata su una spalla, era prerogativa della classe sacerdotale. Era considerata portatrice di energie di matrice celeste, perché le macule erano assimilate alle stelle e quindi al firmamento celeste. La ritroviamo anche indosso alla principessa Nefer Tibet come indumento usato in ambito cerimoniale e funerario. Oltre alla pelle di leopardo, i sacerdoti non potevano utilizzare indumenti e calzature di fibre animali, anche se non è vero che, come affermava Erodoto, gli egizi ritenessero la lana insalubre. Diversi reperti archeologici dimostrano infatti che la lana, sia in ambito domestico che funerario, era molto più utilizzata di quanto si pensasse, soprattutto per confezionare mantelli e probabilmente per indumenti destinati a proteggere dal freddo.
  • GONNA VISIR: Il visir (alto funzionario di corte) indossava una lunga e liscia gonna i cui lembi superiori coprivano e si incrociavano sul petto, ed erano sostenuti da una corda che passava intorno al collo.
  • GIOIELLI:
    1. HOSCH, collare semicircolare che copriva petto e spalle sia degli uomini che delle donne. Per le classi inferiori poteva essere confezionato con stoffa ricamata o dipinta, mentre quello del faraone e delle classi abbienti era invece composto da diversi fili di perle in oro, pietre preziose e smalti. Il collare poteva essere così pesante da richiedere un pendaglio posteriore, che fungeva da contrappeso.

Simboli del Potere e Calzature

Tra gli elementi distintivi del faraone erano i simboli del potere tenuti nelle mani:

  • HEKAT/HAQA, lo scettro tenuto nella mano destra che consisteva in un bastone con la sommità ricurva, come il pastorale dei vescovi
  • SCETTRO UAS era uno dei più antichi simboli del potere regale e in origine era un feticcio a forma di canide, con la parte inferiore biforcuta, rappresentante uno spirito benefico e protettivo.
  • FLAGELLO NELHEKH, tenuto nella mano sinistra, consisteva in un bastone con tre fruste all'estremità, entrambi legati inizialmente a pratiche agropastorali.
  • CALZATURE: TAB-TEBS: si camminava prevalentemente a piedi nudi, ma talvolta venivano calzati

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