Per Ben Che Siamo Donne: patriarcato e condizione femminile nella storia

Slide sulla condizione femminile nella storia, analizzando l'evoluzione del patriarcato. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Storia, esplora il patriarcato in antropologia, l'influenza del Cristianesimo e del Medioevo, e le trasformazioni sociali dall'Illuminismo all'Ottocento.

Mostra di più

10 pagine

Per ben che
siamo donne…
Il patriarcato
"In antropologia, tipo di sistema sociale in cui vige il 'diritto paterno', ossia il controllo esclusivo
dell'autorità domestica, pubblica e politica da parte dei maschi più anziani del gruppo."
Questo sistema viene dalla volontà degli uomini di assicurare la propria discendenza: le donne
vengono trattate come una "proprietà esclusiva", chiuse nei ginecei dai greci e tenute dai romani
solo come incubatrici, non compagne, per assicurarsi che generino i figli di un solo uomo.
La società patriarcale è un sistema che si autoalimenta, partendo da una maggiore forza fisica
dell'uomo (che doveva servire per cacciare e per proteggere) che invece di essere messa a
servizio della donna (l'unica capace di generare la vita e con le doti per preservarla) viene usata
per controllare la società e creare falsi miti sulla "superiorità" maschile, approfittando del fatto
che la pressione sociale e l’impossibilità di acculturarsi impedisce alle donne di smentirli e
dell'indottrinazione fatta di generazione in generazione.

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Il patriarcato

Per ben che siamo donne ...Il patriarcato "In antropologia, tipo di sistema sociale in cui vige il 'diritto paterno', ossia il controllo esclusivo dell'autorità domestica, pubblica e politica da parte dei maschi più anziani del gruppo." Questo sistema viene dalla volontà degli uomini di assicurare la propria discendenza: le donne vengono trattate come una "proprietà esclusiva", chiuse nei ginecei dai greci e tenute dai romani solo come incubatrici, non compagne, per assicurarsi che generino i figli di un solo uomo. La società patriarcale è un sistema che si autoalimenta, partendo da una maggiore forza fisica dell'uomo (che doveva servire per cacciare e per proteggere) che invece di essere messa a servizio della donna (l'unica capace di generare la vita e con le doti per preservarla) viene usata per controllare la società e creare falsi miti sulla "superiorità" maschile, approfittando del fatto che la pressione sociale e l'impossibilità di acculturarsi impedisce alle donne di smentirli e dell'indottrinazione fatta di generazione in generazione.

Fra Atene e Roma

Anche gli antichi greci, nonostante la loro passione per scienze e filosofia, dedicarono molte strampalate teorie al genere femminile: le donne venivano considerate spesso "uomini imperfetti" che, per i più svariati motivi (secondo Aristotele a causa del sangue più freddo), non si erano sviluppate abbastanza da appartenere al "genere perfetto" (per questo le relazioni omosessuali erano considerate più elevate). Per assicurarsi la fedeltà delle donne di casa era stato loro dedicato uno spazio apposito, il gineceo, in cui rimanevano chiuse, lontano dallo sguardo indiscreto degli estranei: preparavano banchetti a cui non partecipavano ed erano percepite come un "dono" che veniva passato dal padre al marito e, in caso di divorzio, sarebbe stato restituito. L'antica Roma non si dimostrava progressista nei confronti delle donne: non erano compagne di vita ma incubatrici, proprietà prima di un padre, poi di un marito. Molte figlie femmine venivano abbandonate alla nascita dato che erano paragonabili ad un investimento svantaggioso ma, arrivate al matrimonio, in caso di vedovanza avevano una possibilità di libertà (resistendo alle pressioni che gli venivano fatte affinché si risposassero)

Cristianesimo e medioevo

Andando in diretto contrasto con il messaggio di uguaglianza che aveva contraddistinto la prima, clandestina, fase del cristianesimo (durante la quale le donne avevano ricoperto anche ruoli molto importanti), non appena questa religione si impose, si assicurò di affermare senza mezzi termini l'inferiorità della donna. Uno dei principali motivi di questa discriminazione veniva dal rifiuto del cristianesimo della sessualità: in una civiltà in cui astenersi dal piacere vuol dire essere più puri, la donna viene considerata il "varco del demonio". Il Cristianesimo e il medioevo temono la sensualità della donna e preferiscono allontanarla, reputandola intrinsecamente impura (dicono non possieda le virtù più alte) e pericolosa: mentre gli viene negata un'istruzione e vengono costrette (usando e manipolando passi di bibbia e vangelo) a sottomettersi all'uomo, vengono accettate solo della forma idealizzata e angelicata prima dell'amor cortese e poi di Dante e Petrarca.

La caccia alle streghe

Dall'illuminismo all'800

Con l'arrivo dell'età dei lumi si ripensa alla figura della donna: non viene più vista come un uomo imperfetto ma le viene comunque riconosciuta una diversa sfera d'appartenenza. L'uomo trovava il suo posto nella cultura e la donna nella natura: le donne erano caratterizzate da passionalità e immaginazione ma, proprio per questo, ridotte ad uno stadio quasi infantile (e inadatte alle attività intellettuali). Ancora una volta gli uomini decisero che le donne dovevano limitarsi a rimanere a prendersi cura di casa e famiglia, rimanendo nuovamente escluse dalla vita pubblica; da questo pensiero si sarebbe arrivati all'immagine dell' "angelo del focolare".

L'isteria

Le donne europee dell'800, oltre ad occuparsi del focolare domestico, lavoravano: gli veniva richiesto un lavoro pari (se non superiore) a quello dell'uomo e la fedeltà (a cui l'uomo non era costretto), continuando ad essere considerate inferiori e a non avere diritti. Mentre nessuno si preoccupava delle pietose condizioni delle lavoratrici inglesi, spesso in balia di mariti violenti e dipendenti dall'alcool (o abbandonate a loro stesse se ragazze madri), i medici si interrogavano sulla natura dell' "isteria": questo malessere, che veniva incolpato di qualunque sintomo accusato dalle donne (ansia, dolore, malumore, nausea, allucinazioni, eccessiva allegria), aveva lasciato perplesse diverse popolazioni nel corso della storia (dagli egiziani ai romani) ed era attribuito ad un eccesso di stimoli forniti dall'epoca moderna (specialmente quelli intellettuali) e ad un utero che, secondo le fantasiose teorie mediche, si sarebbe spostato nel grembo. Le fragili donne per guarire dovevano essere private di ogni stimolo oppure portate a sfogarli tutti insieme con il parossismo isterico.

Suffragette

Uno dei diritti fondamentali che mancava alle donne era proprio il diritto del voto: diventate una parte fondamentale della forza lavoro, le donne inglesi erano riuscite ad ottenere il diritto di votare per le elezioni locali nel 1835, ma puntavano alle elezioni nazionali. Nel 1869 arrivò il movimento delle suffragette a chiedere il diritto di voto; in un primo momento riscosse pochi successi (dato che gli uomini non volevano saperne di appoggiare queste richieste), ma le proteste continuarono costanti, con cassette della posta incendiate, finestre rotte, la scritta "votes for women" stampata ovunque possibile e manifestazioni pacifiche soffocate con la violenza. Queste proteste iniziarono a farsi sentire in tutto il mondo: in America Susan Anthony, condannata nel 1873 a pagare una multa di 100 dollari per aver tentato di votare, rispondeva alle accuse: "Sì, vostro onore, ma sono leggi fatte dagli uomini, interpretate da uomini e amministrate da uomini in favore degli uomini e contro le donne".

Le grandi guerre

Ad aiutare la causa dell'emancipazione femminile fu proprio la guerra: quando gli uomini dovettero partire per il fronte, a gestire i paesi che lasciavano rimasero le donne. Lavori che fino ad allora erano stati esclusivamente maschili erano adesso portati avanti dalle donne, che dimostrarono di essere perfettamente in grado di ricoprire quei ruoli. Tornata la pace le cose erano cambiate per tutti: gli uomini tornano, traumatizzati dagli orrori della guerra, in una società in cui non sono più indispensabili e le donne vengono costrette a fare un passo indietro, nuovamente limitate, ma non per molto. Dopo la seconda guerra mondiale alle donne viene finalmente riconosciuto il diritto di voto e un ruolo nella società non limitato a quello di moglie e madre.

Verso il giorno d'oggi

Interessante è vedere il cambiamento dell'immagine della donna nel corso della storia contemporanea: a seconda di ciò che succede nel corso dei decenni del 900 si prende come modello una donna più formosa (quando viene proposta come casalinga perfetta o nei periodi di carestia e di rinascita) o più magra e "adolescenziale" (quando si propone un ruolo femminile in cui maternità e cura della casa non sono centrali e quando ci si rivolta contro questi modelli tradizionali)

1900

1910's

1920's

1930's

1940's

1950's

1960's

1970's

1980'S

1990's

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.