Interventi nell'ambito della salute mentale: evoluzione e criticità

Documento sugli interventi nell'ambito della salute mentale. Il Pdf esplora l'evoluzione normativa italiana, le strutture e i percorsi di cura attuali, come i CSM/CPS e le strutture residenziali, analizzando criticità e lacune del sistema. Questo Pdf di Psicologia, adatto per l'Università, è stato prodotto per fornire una panoramica completa sull'argomento.

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10 pagine

METODOLOGIA DI SERVIZIO SOCIALE 3 - Limongelli
Temi:
Interven nellambito della salute mentale
Interven per problemi di dipendenza
Immigrazione e servizio sociale
Il servizio sociale in relazione allambito del penale (adul e minori)
INTERVENTI NELLAMBITO DELLA SALUTE MENTALE
Cosa signica salute mentale?
Abbiamo una visione molto stereopata della salute mentale, piena di pregiudizi.
Se ne parla ancora poco o in maniera poco approfondita.
È importante come futuri operatori avere una conoscenza approfondita, non solo dal punto di vista clinico,
delle diverse pologie di disturbi psichiatrici ma è bene anche conoscere qual è l’impao che un disturbo
può avere sulla vita di tu i giorni delle persone.
LOrganizzazione Mondiale della Sanità (OMS) denisce la salute mentale come “uno stato di benessere in
cui ogni individuo realizza il proprio potenziale, è in grado di far fronte agli even stressan della vita, è in
grado di lavorare in modo produvo e fruuoso ed è in grado di fornire un contributo alla comunità”.
Salute, quindi, non solo come assenza di malaa, ma come capacità di sviluppare il proprio potenziale con
ricadute posive sul contesto sociale nel quale il soggeo è inserito.
In quest’oca, l’OMS riene essenziale un approccio mulseoriale e non limitato soltanto all’ambito
sanitario.
Quali sono i principali disturbi psichici:
Disturbi d’ansia
Depressione (o disturbi depressivi)
Disturbo bipolare
Schizofrenia (i più comuni sono coloro che sentono le voci)
Dipendenze
Disturbi dellalimentazione
Disturbo della personalità borderline (principalmente ne sorono le ragazze)
Tappe principali della normava sulla malaa mentale in Italia
Modello manicomiale > Legge Gioli L. 36/1904
Questa legge istuisce ques centri di reclusione per le persone che vengono denite come “aliena.
Ricovero coao per chi presentava la “manifesta tendenza a commeere violenza contro se stessi o contro
altri”. Queste persone venivano considerate come un pericolo pubblico.
Se una persona viene considerata pericolosa la risposta è la reclusione.
I primi manicomi vengono istui per rispondere ad un bisogno di ordine pubblico e di contenimento,
piuosto che di cura della persona che sore di una specica patologia.
Procedura:
Arrivava una segnalazione che poteva essere di un familiare o di altre persone oppure poteva esserci un
intervento delle autorità che prelevavano una persona e la inserivano in manicomio senza la sua volontà.
Quindi la persona veniva privata della sua libertà e volontà e dopo un periodo di circa un mese, il medico
del manicomio doveva confermare la diagnosi e il tribunale doveva convalidare l’inserimento in manicomio.
Questa è diventata la procedura comune. Raramente le persone entravano volontariamente.
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Ques luoghi dovevano essere struure specializzate ma in realtà si trasformavano in delle vere e proprie
carceri in cui non c’era un protocollo/delle misure dedicate al riprisno e al supporto della persona perché
c’era poca conoscenza su come traare ques disturbi e talvolta venivano fae delle vere e proprie
sperimentazioni in nome del progresso scienco.
Qui le persona vivevano in luoghi poco dignitosi —> in degli stanzoni con più persone insieme e il personale
presente erano più delle guardie piuosto che degli infermieri.
Cerano dei medici ma facevano più che altro degli esperimen/tentavi.
Questo modello manicomiale è diventato sempre più problemaco soprauo a termine delle due Guerre
Mondiali —> aumentavano esponenzialmente le persone che venivano ricoverate, diminuivano le struure
presen e quindi in Italia c’era questo problema di queste enormi struure
- 152 ospedali psichiatrici in Italia con 54 mila persone ricoverate nel 1914
- 142 ospedali psichiatrici con 83 mila ricovera nel 1935
- 78 ospedali psichiatrici con 84 mila ricovera nel 1955
- 92 istu con 96 mila ricovera nel 1965
Samo parlando di pochi pos con un sacco di persone segregate dentro.
Quindi questo ha reso necessario un primo intervento legislavo nel 1968.
Modello riformista > Legge Mario L. 431/1968
I manicomi vengono trasforma in ospedali psichiatrici e devono avere proprio una struura di un ospedale
con repar, numero predenito di pos leo, in cui lavora una equipe specializzata (non ci sono solo
psichiatri ma ci sono anche infermieri e assisten sociali).
Iniziano ad intravedersi due aspe importan:
- Possibilità di ricovero volontario senza restrizioni —> prima il ricovero veniva poi inserito nel casello
giudiziario quindi rimaneva agli a che la persona era stata ricoverata.
Con la riforma questa cosa viene eliminata, viene valorizzata di più la possibilità di essere ricovera
e quindi viene messa in luce la possibilità della persona di scegliere liberamente
- Si inizia a parlare del tema delle cure domiciliari —> non allontanare la persona dalla propria
residenza e dal proprio territorio ma curarlo nella sua casa, nel suo contesto
Modello territoriale > Legge Basaglia L. 180/1978 (in realtà sarebbe la Legge Orsini)
La Legge 180 viene baezzata “Basaglia” in onore del professor Basaglia ma non è stato lui colui che si è
fao portavoce in Parlamento per la sua approvazione.
Con questa legge viene completamente ribaltato l’approccio alla salute mentale:
- Viene eliminato il conceo di pericolosità per sé e per gli altri
- Viene messe l’accento sulla necessità di curare la persona e non di segregarla e di maltraarla
- Viene valorizzata la volontà della persona di farsi curare
- Viene introdoo il disposivo del Traamento Sanitario Obbligatorio (TSO) solo nei casi in cui la
situazione non è più gesbile
Con questa legge vengono chiusi i manicomi e vengono trasforma in comunità e si dà avvio alla
realizzazione dei Centri di Salute Mentale in tuo il territorio nazionale.
In tua Italia vengono chiama Centri di Salute Mentale (CMS) mentre in Lombardia vengono chiama
Centri psico-sociali (CPS).
L’idea è che la persona possa permanere al proprio domicilio e ricevere tue le cure necessarie in maniera
ambulatoriale e che ci sia non soltanto l’aspeo farmacologico ma anche la parte relava alla
risocializzazione e reintegrazione all’interno della società.

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Anteprima

Interventi nell'ambito della salute mentale

• Lale • • • INTERVENTI NELL'AMBITO DELLA SALUTE MENTALE moAiCO. : CI e u ere € L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute mentale come "uno stato di benessere in cui ogni individuo realizza il proprio potenziale, è in grado di far fronte agli eventi stressanti della vita, è in grado di lavorare in modo produttivo e fruttuoso ed è in grado di fornire un contributo alla comunità". Salute, quindi, non solo come assenza di malattia, ma come capacità di sviluppare il proprio potenziale con ricadute positive sul contesto sociale nel quale il soggetto è inserito. In quest'ottica, l'OMS ritiene essenziale un approccio multisettoriale e non limitato soltanto all'ambito sanitario.

• • • • • DIp • • Tappe principali della normativa sulla malattia mentale in Italia

Modello manicomiale e Legge Giolitti

  • Modello manicomiale -> Legge Giolitti L. 36/1904 Questa legge istituisce questi centri di reclusione per le persone che vengono definite come "alienati". Ricovero coatto per chi presentava la "manifesta tendenza a commettere violenza contro se stessi o contro altri". Queste persone venivano considerate come un pericolo pubblico. Se una persona viene considerata pericolosa la risposta è la reclusione. I primi manicomi vengono istituiti per rispondere ad un bisogno di ordine pubblico e di contenimento, piuttosto che di cura della persona che soffre di una specifica patologia. Procedura: Arrivava una segnalazione che poteva essere di un familiare o di altre persone oppure poteva esserci un intervento delle autorità che prelevavano una persona e la inserivano in manicomio senza la sua volontà. Quindi la persona veniva privata della sua libertà e volontà e dopo un periodo di circa un mese, il medico del manicomio doveva confermare la diagnosi e il tribunale doveva convalidare l'inserimento in manicomio. Questa è diventata la procedura comune. Raramente le persone entravano volontariamente.Questi luoghi dovevano essere strutture specializzate ma in realtà si trasformavano in delle vere e proprie carceri in cui non c'era un protocollo/delle misure dedicate al ripristino e al supporto della persona perché c'era poca conoscenza su come trattare questi disturbi e talvolta venivano fatte delle vere e proprie sperimentazioni in nome del progresso scientifico. Qui le persona vivevano in luoghi poco dignitosi -> in degli stanzoni con più persone insieme e il personale presente erano più delle guardie piuttosto che degli infermieri. C'erano dei medici ma facevano più che altro degli esperimenti/tentativi. Questo modello manicomiale è diventato sempre più problematico soprattutto a termine delle due Guerre Mondiali -> aumentavano esponenzialmente le persone che venivano ricoverate, diminuivano le strutture presenti e quindi in Italia c'era questo problema di queste enormi strutture

- 152 ospedali psichiatrici in Italia con 54 mila persone ricoverate nel 1914 - 142 ospedali psichiatrici con 83 mila ricoverati nel 1935 - 78 ospedali psichiatrici con 84 mila ricoverati nel 1955 - 92 istituti con 96 mila ricoverati nel 1965 Stiamo parlando di pochi posti con un sacco di persone segregate dentro. Quindi questo ha reso necessario un primo intervento legislativo nel 1968.

Modello riformista e Legge Mariotti

  • Modello riformista -> Legge Mariotti L. 431/1968 I manicomi vengono trasformati in ospedali psichiatrici e devono avere proprio una struttura di un ospedale con reparti, numero predefinito di posti letto, in cui lavora una equipe specializzata (non ci sono solo psichiatri ma ci sono anche infermieri e assistenti sociali). Iniziano ad intravedersi due aspetti importanti:

- Possibilità di ricovero volontario senza restrizioni -> prima il ricovero veniva poi inserito nel casello giudiziario quindi rimaneva agli atti che la persona era stata ricoverata. Con la riforma questa cosa viene eliminata, viene valorizzata di più la possibilità di essere ricoverati e quindi viene messa in luce la possibilità della persona di scegliere liberamente - Si inizia a parlare del tema delle cure domiciliari -> non allontanare la persona dalla propria residenza e dal proprio territorio ma curarlo nella sua casa, nel suo contesto

Modello territoriale e Legge Basaglia

  • Modello territoriale -> Legge Basaglia L. 180/1978 (in realtà sarebbe la Legge Orsini) La Legge 180 viene battezzata "Basaglia" in onore del professor Basaglia ma non è stato lui colui che si è fatto portavoce in Parlamento per la sua approvazione. Con questa legge viene completamente ribaltato l'approccio alla salute mentale:

- Viene eliminato il concetto di pericolosità per sé e per gli altri - Viene messe l'accento sulla necessità di curare la persona e non di segregarla e di maltrattarla - Viene valorizzata la volontà della persona di farsi curare - Viene introdotto il dispositivo del Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) solo nei casi in cui la situazione non è più gestibile Con questa legge vengono chiusi i manicomi e vengono trasformati in comunità e si dà avvio alla realizzazione dei Centri di Salute Mentale in tutto il territorio nazionale. In tutta Italia vengono chiamati Centri di Salute Mentale (CMS) mentre in Lombardia vengono chiamati Centri psico-sociali (CPS). L'idea è che la persona possa permanere al proprio domicilio e ricevere tutte le cure necessarie in maniera ambulatoriale e che ci sia non soltanto l'aspetto farmacologico ma anche la parte relativa alla risocializzazione e reintegrazione all'interno della società.La legge è stata poi integrata nella Riforma Sanitaria e questa sua integrazione ha previsto che fosse importante la collaborazione e il lavoro in rete con gli altri servizi del sistema sanitario nazionale -> questo perché si riconosce l'importanza della salute mentale non solo come aspetto relativo all'area medica ma anche a tutte le altre area psico-sociali e viene data enfasi alla collaborazione col territorio (avviare interventi sempre più in collaborazione con i membri della comunità, con le associazioni del terzo settore, con le cooperative proprio per dare risposte sempre più complete alla persona che non sta bene ma anche alla famiglia e alle persone che si trovano vicino alla persona con problemi di salute mentale).

Cambiamenti dalla Legge 180 ad oggi

Cos'è cambiato dalla Legge 180 ad oggi? Sicuramente i CMS/CPS sono il primo servizio che si occupa di salute mentale. Una critica che viene fatta ancora oggi alle Legge 180 è che molto spesso le persone e le famiglie si sentono lasciate sole -> alcuni CMS/CPS non adempiono a pieno a quello che è previsto dalla legge e dalle varie riforme successive rispetto alla possibilità di garantire un intervento che vada 7 giorni su 7, garantire almeno 8 ore al giorno di apertura, possibilità di fare interventi domiciliari ...

> Non sempre questo è stato possibile per diverse ragioni: - Il sistema sanitario nazionale prevede che poi ogni regione attui le indicazioni nazionali in base alla propria struttura, alle proprie risorse (ogni regione ha un ordinamento a sé) - C'era molta fretta di fare questa legge quindi è stata fatta in poco tempo e lo stesso Basaglia ha "sofferto" perché non era proprio quello che prevedeva l'esperienza che Basaglia e il suo gruppo aveva maturato in Friuli Venezia Giulia -> da questa esperienza avevano portato diverse sperimentazioni che però poi non sono state incluse in tutto e per tutto in questa legislazione Di fatto è stata una legge che ha stravolto il sistema della salute mentale in Italia ma ancora oggi ci sono delle lacune che non sono state superate e alcune cose previste dalla legge sono rimaste inattuate. ـملطـ Dinart sostituita un detto. Ha funzioni di programmazione Sottoil dame • a di Sucre I pazienti cho vare in Posto servizio • Indi eaucatomyL'SPDC accoglie le persone nella fase più acuta della loro malattia, li aiuta a gestire questa fase e si occupa di fare una prima diagnosi e in alcuni casi anche di stilare un programma terapeutico. Al termine vengono inviati presso altri servizi, principalmente al CPS.

Day hospital psichiatrico (DH)

  • Day hospital psichiatrico (DH) Hanno la funzione di evitare il ricovero delle persone. Si possono rivolgere qui persone su invio dal CPS o a seguito dell'SPDC per ricevere alcune cure o comunque per proseguire l'attività di diagnosi. SPDC e Day hospital hanno più funzione di attivarsi con delle cure a carattere medico.

Centro Diurno

  • Centro Diurno Può essere affiancato al CPS (in alcuni casi condividono proprio gli stessi spazi), in alcuni casi è collocato all'interno dell'ospedale, in alcuni casi è all'esterno nel territorio e può essere gestito da enti del terzo settore. Il focus non è posto solo sulla cura, ma è posto più che altro sulla riabilitazione -> vengono svolte attività a carattere principalmente educativo

- Attività per la riacquisizione delle competenze relative alla gestione della quotidianità e della socialità - Attività propedeutiche all'inserimento lavorativo Attività che fanno stare bene la persona (hanno un fine terapeutico) ma di fatto servono per imparare a stare con altre persone, a fare delle attività.

Strutture residenziali

  • Strutture residenziali Sono principalmente di 4 tipi:

- Comunità riabilitative = si occupano di gestire persone che si trovano in una fase grave della loro sintomatologia/malattia - Comunità protette = hanno più un carattere assistenziale - Residenzialità leggera = si occupano principalmente di far si che le persone acquisiscano le competenze e le abilità sociali per poter vivere in maniera autonoma - REMS Strutture residenziali in Lombardia: DGR 28 febbraio 2007, 8/4221 Esistono 3 categorie di strutture residenziali. Possono essere tutte strutture appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale ma nella realtà, soprattutto in Lombardia, sono tutte appaltate da enti del terzo settore. Queste strutture devono inserirsi all'interno di contesti particolari dal punto di vista urbano: Devono essere strutture non degradate ma belle esteticamente e inserite in un contesto verde (questo fa parte proprio del percorso terapeutico). Questa caratteristica della bellezza è inserita nella legge 180 infatti i CPS non dovrebbero essere dei luoghi degradati, ma nella realtà sono per la maggior parte osceni. Può sembrare un aspetto secondario ma il luogo in cui vengono curate le persone fa estremamente la differenza.

Strutture di area riabilitativa

  • Strutture di area riabilitativa Sono strutture dedicate principalmente per i casi più gravi e cioè persone che sono nella fase acuta e che hanno bisogno di essere curate e poi si inizia col programma di riabilitazione. Il focus è più sull'area medica quindi c'è principalmente personale sanitario, ma al suo interno è presente anche personale educativo e sociale per 24 ore al giorno. I programmi possono avere una durata massima di 18 mesi (estendibile per altri 6 mesi)

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