Il Mercantilismo e l'evoluzione del pensiero economico

Documento di Università sul Mercantilismo e l'evoluzione del pensiero economico. Il Pdf, un appunto di Economia per l'Università, esplora le teorie di Schumpeter e Veblen, analizzando la crisi del 1929 e le risposte keynesiane, offrendo una panoramica concisa delle principali scuole di pensiero.

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10 pagine

IL MERCANTILISMO:
Dopo la rivoluzione commerciale, i mercanti iniziarono a acquisire sempre più potere. Così
facendo si sviluppò il mercantilismo determinato da alcuni fattori:!
1. La formazione degli Stati nazionali!
2. Ampiezza del mercato -> importazione di nuovi prodotti !
3. Sviluppo delle scienze!
4. Riforma protestante!
Questi fattori determinarono una nuova organizzazione economica caratterizzata dallo sviluppo
dei commerci.!
Lo Stato diventa il centro fondamentale di questi teorici con l’obiettivo di arricchirlo, tramite
esportazioni, espansione dei possedimenti coloniali e una politica monetaria. !
I mercantilisti erano favorevoli all’aumento demograco perché più cittadini sarebbero stati utili
per lo Stato (economico e militare).!
PROTEZIONISIMO: è il fondamento del mercantilismo e si basa su elevati dazi doganali per
proteggere le imprese interne dalla concorrenza straniera.!
18 secolo ci fu una crisi del mercantilismo a causa del rialzo generale dei prezzi e correnti di
pensiero in contrapposizione. !
DAVID HUME: economia adata a un ordine naturale accennando così le teoria successive della
Fisiocrazia e del Liberismo.!
FISIOCRAZIA:
In Francia si sosteneva che ci fosse un ordine economico naturale regolato da leggi siche ed
era compito degli economisti applicare queste leggi.!
I fisiocratici credevano nella libertà di iniziativa economica. !
Lo Stato non deve intervenire con l’attività di privati ma limitarsi allo svolgimento dei suoi
compiti istituzionali. !
L’agricoltura poteva essere l’unica attività economica veramente produttiva.!
Nuova ripartizione sociale:
1. CLASSE PROPRIETARIA: essere titolari esclusivi del bene terra. Ai proprietari spettava il
prodotto netto.!
2. CLASSE PRODUTTIVA: coloro che coltivavano i terreni o allevavano il bestiame. Per la
remunerazione ci si basava sulla produzione !
3. CLASSE STERILE: artigiani, artisti e commercianti che non producevano ricchezza ma si
limitavano a trasformarla tramite le proprie attività !
FRANCOIS QUESNAY: spiegò la suddivisione della ricchezza tra queste classi sociali nel
Tableau economique (quadro economico). !
Tra le varie classi sociali vi é un usso circolare di interscambio. !
La sua opera ottenne grande successo sopratutto per aver individuato le connessioni tra i vari
soggetti economici e aver basato un’economia su scambi reali.!
LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE:
Tra la fine del 18º e l’inizio del 19 secolo in Inghilterra e poi in Europa si diuse la rivoluzione
industriale un fenomeno che portò innovazioni tecnologiche, riorganizzazione del lavoro,
incremento di produzione, intensicazione dei commerci e aumento della domanda interna
assistendo a una crescita demografica. !
=> Tutto ciò portò all’urbanesimo favorendo il lavoro industriale rappresentato dalla fabbrica
che grazie al vapore riuscì a utilizzare i nuovi macchinari.!
Il notevole sviluppo della rivoluzione industriale fu risultato di una serie di eventi:!
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L’enorme sviluppo dei commerci (accumulo di capitali)!
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La rivoluzione agricola!
-
La formazione di una classe di braccianti agricoli che non erano più in grado di sostenersi in
modo autonomo a causa delle recensioni delle terre e quindi erano diventati dipendenti!
-
Le innovazioni tecniche!
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La formazione del proletariato e il fenomeno dell’urbanesimo!
LA SOCIETÀ CAPITALISTA:
La rivoluzione industriale determinò la nascita del capitalismo caratterizzato da:!
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Proprietà privata dei mezzi di produzione!
-
Larga diusione del lavoro salariato!
-
Meccanizzazione dei processi produttivi!
-
Espansione dei mercati!
Elemento centrale nel sistema capitalista è la presenza del capitale, cioè di una ricchezza che,
anziché essere accumulato consumato, viene investito in processi produttivi che generano
nuova ricchezza.!
Nel sistema capitalistico, la società era divisa in:!
-
i capitalisti!
-
i lavoratori o proletari!
-
i proprietari terrieri!
I capitalisti avevano il capitale che lo investirono nelle terre dei proprietari terrieri, in modo tale da
creare le aziende nella quali i proletari potessero dare la loro forza-lavoro.!
LA DIVISIONE DEL LAVORO:
La rivoluzione industriale cambiò fortemente la visone del lavoro di molte persone e questo portò
all’applicazione di una teoria chiamata divisione del lavoro, suddividendo così l’attività produttiva
in diverse fasi adate ciascuna a un solo lavoratore o un gruppo di essi in modo tale da poter
ottenere una maggiore specializzazione e competenza (ADAM SMITH)!
Questo principio venne applicato con il Taylorismo e il Fordismo. !
Il TAYLORISMO = deriva da Frederic Taylor che organizzò il lavoro basandolo sulla divisione in
tante piccole unità semplici e ripetibili senza sprechi di energie di tempo (catena di montaggio).!
Il FORDISMO = deriva dal costruttore di automobili Henry Ford che utilizzò proprio la catena di
montaggio per costruire le auto.!

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Anteprima

Il Mercantilismo

  • Dopo la rivoluzione commerciale, i mercanti iniziarono a acquisire sempre più potere. Così facendo si sviluppò il mercantilismo determinato da alcuni fattori:
  1. La formazione degli Stati nazionali
  2. Ampiezza del mercato -> importazione di nuovi prodotti
  3. Sviluppo delle scienze
  4. Riforma protestante
  • Questi fattori determinarono una nuova organizzazione economica caratterizzata dallo sviluppo dei commerci.

. Lo Stato diventa il centro fondamentale di questi teorici con l'obiettivo di arricchirlo, tramite esportazioni, espansione dei possedimenti coloniali e una politica monetaria.

  • I mercantilisti erano favorevoli all'aumento demografico perché più cittadini sarebbero stati utili per lo Stato (economico e militare).

Protezionismo

PROTEZIONISIMO: è il fondamento del mercantilismo e si basa su elevati dazi doganali per proteggere le imprese interne dalla concorrenza straniera.

18 secolo ci fu una crisi del mercantilismo a causa del rialzo generale dei prezzi e correnti di pensiero in contrapposizione.

David Hume e l'Ordine Naturale

DAVID HUME: economia affidata a un ordine naturale accennando così le teoria successive della Fisiocrazia e del Liberismo.

Fisiocrazia

  • In Francia si sosteneva che ci fosse un ordine economico naturale regolato da leggi fisiche ed era compito degli economisti applicare queste leggi.

. I fisiocratici credevano nella libertà di iniziativa economica.

  • Lo Stato non deve intervenire con l'attività di privati ma limitarsi allo svolgimento dei suoi compiti istituzionali.
  • L'agricoltura poteva essere l'unica attività economica veramente produttiva.

Ripartizione Sociale Fisiocratica

Nuova ripartizione sociale:

  1. CLASSE PROPRIETARIA: essere titolari esclusivi del bene terra. Ai proprietari spettava il prodotto netto.
  2. CLASSE PRODUTTIVA: coloro che coltivavano i terreni o allevavano il bestiame. Per la remunerazione ci si basava sulla produzione
  3. CLASSE STERILE: artigiani, artisti e commercianti che non producevano ricchezza ma si limitavano a trasformarla tramite le proprie attività

François Quesnay e il Tableau Economique

FRANCOIS QUESNAY: spiegò la suddivisione della ricchezza tra queste classi sociali nel Tableau economique (quadro economico).

  • Tra le varie classi sociali vi é un flusso circolare di interscambio.

La sua opera ottenne grande successo sopratutto per aver individuato le connessioni tra i vari soggetti economici e aver basato un'economia su scambi reali.

La Rivoluzione Industriale

  • Tra la fine del 18º e l'inizio del 19 secolo in Inghilterra e poi in Europa si diffuse la rivoluzione industriale un fenomeno che portò innovazioni tecnologiche, riorganizzazione del lavoro, incremento di produzione, intensificazione dei commerci e aumento della domanda interna assistendo a una crescita demografica.
  • = > Tutto ciò portò all'urbanesimo favorendo il lavoro industriale rappresentato dalla fabbrica che grazie al vapore riuscì a utilizzare i nuovi macchinari.

Sviluppo della Rivoluzione Industriale

Il notevole sviluppo della rivoluzione industriale fu risultato di una serie di eventi:

  • L'enorme sviluppo dei commerci (accumulo di capitali)
  • La rivoluzione agricola
  • La formazione di una classe di braccianti agricoli che non erano più in grado di sostenersi in modo autonomo a causa delle recensioni delle terre e quindi erano diventati dipendenti
  • Le innovazioni tecniche
  • La formazione del proletariato e il fenomeno dell'urbanesimo

La Società Capitalista

La rivoluzione industriale determinò la nascita del capitalismo caratterizzato da:

  • Proprietà privata dei mezzi di produzione
  • Larga diffusione del lavoro salariato
  • Meccanizzazione dei processi produttivi
  • Espansione dei mercati
  • Elemento centrale nel sistema capitalista è la presenza del capitale, cioè di una ricchezza che, anziché essere accumulato consumato, viene investito in processi produttivi che generano nuova ricchezza.

Divisione Sociale nel Capitalismo

Nel sistema capitalistico, la società era divisa in:

  • i capitalisti
  • i lavoratori o proletari
  • i proprietari terrieri

I capitalisti avevano il capitale che lo investirono nelle terre dei proprietari terrieri, in modo tale da creare le aziende nella quali i proletari potessero dare la loro forza-lavoro.

La Divisione del Lavoro

La rivoluzione industriale cambiò fortemente la visone del lavoro di molte persone e questo portò all'applicazione di una teoria chiamata divisione del lavoro, suddividendo così l'attività produttiva in diverse fasi affidate ciascuna a un solo lavoratore o un gruppo di essi in modo tale da poter ottenere una maggiore specializzazione e competenza (ADAM SMITH)

Questo principio venne applicato con il Taylorismo e il Fordismo.

  • I| TAYLORISMO = deriva da Frederic Taylor che organizzò il lavoro basandolo sulla divisione in tante piccole unità semplici e ripetibili senza sprechi di energie di tempo (catena di montaggio).
  • Il FORDISMO = deriva dal costruttore di automobili Henry Ford che utilizzò proprio la catena di montaggio per costruire le auto.

Il Liberismo e il Pensiero di Smith

Il pensiero liberista si fondava sulla fiducia assoluta nella piena libertà di iniziativa economica, fiducia basata sulla convinzione che le azioni dei singoli, combinate tra loro avrebbero condotto all'armonia sociale e alla crescita economica nazionale.

Adam Smith è ritenuto il fondatore del pensiero classico e riteneva che per aumentare la ricchezza dello Stato fosse necessario non porre ostacoli di alcun tipo alla libera iniziativa economica.

Smith sosteneva che tutti gli uomini fossero egoisti e avessero come obiettivo l'interesse personale e fu per questo motivo che questo sistema crea armonia sociale lasciando essi la massima libertà nell'esercizio delle proprie attività.

Convinzione che = i singoli non dovessero essere ostacolati nelle loro attività e di conseguenza lo Stato dovesse rinunciare al suo ruolo di controllore

La Teoria di Say

Say introdusse l'equilibrio spontaneo del mercato tramite la teoria degli sbocchi che enunciava il principio secondo il quale la domanda globale si adegua sempre all'offerta globale.ogni atto di vendita quindi è sempre seguito dall'acquisto di un altro bene Y= C+I

Y= reddito nazionale C= consumi I= investimenti

L'Analisi Economica di Ricardo

L'analisi di David Ricardo si concentrò sul tema della distribuzione di profitti, salari e rendite suddividendola tra capitalisti, lavoratori e proprietari terrieri.

Secondo quest'ultimo il profitto, ossia la differenza tra il valore dei beni venduti il loro costo di produzione è l'elemento fondamentale del capitalismo, perché consente di accumulare ricchezza ed è destinato a remunerare i possessori di capitale.

Se il profitto realizzato non è adeguato, non ci sarà crescita economica perché i capitalisti non sono disposti a fare investimenti.

I salari ossia le retribuzione dei lavoratori non possono essere che di pura sussistenza perché se scendessero al di sotto i lavoratori deboli morirebbero e diminuirebbe la forza lavoro e i capitalisti si troverebbero costrette ad aumentare il livello salariale.

La sua visione, quindi è strumentale al profitto.

Anche per la rendita, Riccardo segue un'ottica strumentale dicendo che ha importanza solo in relazione al profitto, perché non si potrebbe realizzare senza le terre messe a disposizione dei proprietari. Crea la distinzione tra:

  • rendita assoluta: salario percepito dai proprietari delle terre più fertili
  • rendita differenziale: compenso che spetta a qualunque proprietario

Il Pessimismo di Malthus

Malthus inizio ad avere dei dubbi riguardanti la libertà di iniziativa economica che a suo parere portava benessere non per tutta la collettività, ma solo per una parte, mentre l'altra era destinata alla fame alla miseria e alla morte.

-> non esiste equilibrio tra risorse e popolazione

PRODUZIONE POPOLAZIONE QUANTITÀ TEMPO

Malthus compone diverse opere importanti in cui esprime il principio per cui mentre, la popolazione aumenta secondo una progressione geometrica, le risorse naturali tendono a crescere con ritmo aritmetico.

La Questione Sociale

Il lavoro di fabbrica produsse enormi masse di lavoratori salariati.

L'orario di lavoro era dalle 12 alle 16 ore e i salari erano appena sufficienti per sopravvivere (salari di sussistenza).

Non avevano alcun tipo di assistenza di sussidio e di condizioni igieniche ed era tutto troppo pessimo per permettersi di lavorare così tante ore al giorno.

Finalmente arrivarono le prime leggi per tutelare i lavoratori:

  • Legge sulle fabbriche che limitò l'orario di lavoro a 10 ore per tutti gli operai
  • Si sviluppò luddismo contro le drammatiche condizioni esistenziali dei lavoratori
  • Nel 19 secolo nacquero le prime associazioni di lavoratori tra cui le società di mutuo soccorso, i sindacati e partiti politici che si impegnarono per ottenere le concessioni da parte dei capitalisti di migliorare le condizioni di lavoro

Il Riformismo di Mill

Mill si occupò di studiare le condizioni di povertà e miseria del proletariato, dando vita al riformismo che pensava fosse utile che lo Stato intervenisse all'interno dell'economia fornendo alle famiglie povere degli aiuti concreti.

Tutto ciò è possibile introducendo tasse sulle proprietà terriere e sulle successioni per causa di morte.

Si mostrò favorevole anche a una distribuzione più equa della ricchezza con l'obiettivo di realizzare una società volta al benessere e non agli stenti.

La Critica Marxista

Marx fu a favore dei lavoratori salariati sfruttati dai datori di lavoro, sostenendo che le fabbriche avevano diviso la società in due classi:

  • i capitalisti
  • I proletari

Marx nominò il profitto come plusvalore e lo definì come un vero e proprio furto che i capitalisti facevano tenendolo tutto per sé.

I lavoratori secondo Marx avrebbero dovuto fare una rivoluzione del proletariato che avrebbe provocato un periodo di dittatura del proletariato necessaria per consentire a alla società di cambiare (creare una società comunista) abbattendo l'uguaglianza e abolendo la proprietà privata. In questo modo, ogni divisione di classe veniva superata e non esisteva più alcuno sfruttamento dell'uomo verso altri individui.

La Teoria Neoclassica e il Pensiero Keynesiano

La scuola economica classica si fondavano sul liberismo e individualismo concentrandosi però in particolar modo sulla produzione (lavoro salariato) e sulla distribuzione della ricchezza (profitti, rendite e salari).

1870: nascita della scuola neoclassica con sistema capitalista accompagnata dalla constatazione che si erano rivelate infondate le teorie marxiste più pessimistiche.

  • In questo periodo si erano accumulate grandi quantitativi di denaro, erano aumentati salari e le condizioni di lavoro di vita erano migliorate (marginalistica fenomeno del lasciar fare).

Novità della Teoria Neoclassica

Le novità della teoria neoclassica sono:

  • Lo spostamento dello studio dalla produzione al consumo e elaborando poi dei concetti di utilità marginale e di utilitarismo
  • L'attenzione alla scarsità dei beni rispetto alle esigenze dell'uomo
  • Il superamento della distinzione tra le classi sociali, favorendo i rapporti di scambio tra imprenditori e consumatori
  • La convinzione che il mercato sia equo in relazione al fatto che la ricchezza tende a distribuirsi in modo oggettivo
  • La fiducia nella libertà di iniziativa economica

La fiducia dei neoclassici nel progresso deriva dalla seconda rivoluzione industriale che trasformò notevolmente l'economia grazie anche alle scoperte scientifiche alle innovazioni.

Grazie a tutto ciò vennero introdotte nuove macchine e si fece ricorso ad altre fonti di energia (petrolio ed elettricità) e si verificò una vera e propria trasformazione nel settore dei trasporti e delle comunicazioni che ebbero effetti immediati sulla produzione che si estese a settori sempre più ampi ma anche sulle abitudini di vita che risultarono migliorate.

L'Analisi di Marshall

L'ANALISIDIMARSHALL: Concentra i suoi studi sui concetti di utilità, costi, prezzo, domanda e offerta constatando che la formazione dei prezzi dipendeva dai fattori che influenzavano la domanda e l'offerta.

  • La domanda era condizionata, soprattutto dall'utilità dei beni percepita dai consumatori.
  • L'offerta era legata ai costi sostenuti dalle imprese.
  • L'incontro tra queste due determinava il prezzo.

Secondo Marshall, il prezzo di equilibrio si ottiene attraverso i meccanismi spontanei del mercato. Se viene immessa nel mercato un prodotto a basso prezzo tutti cercheranno di acquistarlo ma molti di esse rimarranno insoddisfatti perché le quantità sono limitate. I venditori così facendo approfitteranno e alzeranno il prezzo fino a livello a cui corrisponde l'uguaglianza tra domanda e offerta. In presenza di un prezzo molto alto ci si troverà di fronte a un'offerta elevata ma una domanda bassa quindi venditori correlano al rischio di rimanere con gran parte della merce invenduta da ridurranno nuovamente il prezzo.

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