Documento di Università sul Mercantilismo e l'evoluzione del pensiero economico. Il Pdf, un appunto di Economia per l'Università, esplora le teorie di Schumpeter e Veblen, analizzando la crisi del 1929 e le risposte keynesiane, offrendo una panoramica concisa delle principali scuole di pensiero.
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. Lo Stato diventa il centro fondamentale di questi teorici con l'obiettivo di arricchirlo, tramite esportazioni, espansione dei possedimenti coloniali e una politica monetaria.
PROTEZIONISIMO: è il fondamento del mercantilismo e si basa su elevati dazi doganali per proteggere le imprese interne dalla concorrenza straniera.
18 secolo ci fu una crisi del mercantilismo a causa del rialzo generale dei prezzi e correnti di pensiero in contrapposizione.
DAVID HUME: economia affidata a un ordine naturale accennando così le teoria successive della Fisiocrazia e del Liberismo.
. I fisiocratici credevano nella libertà di iniziativa economica.
Nuova ripartizione sociale:
FRANCOIS QUESNAY: spiegò la suddivisione della ricchezza tra queste classi sociali nel Tableau economique (quadro economico).
La sua opera ottenne grande successo sopratutto per aver individuato le connessioni tra i vari soggetti economici e aver basato un'economia su scambi reali.
Il notevole sviluppo della rivoluzione industriale fu risultato di una serie di eventi:
La rivoluzione industriale determinò la nascita del capitalismo caratterizzato da:
Nel sistema capitalistico, la società era divisa in:
I capitalisti avevano il capitale che lo investirono nelle terre dei proprietari terrieri, in modo tale da creare le aziende nella quali i proletari potessero dare la loro forza-lavoro.
La rivoluzione industriale cambiò fortemente la visone del lavoro di molte persone e questo portò all'applicazione di una teoria chiamata divisione del lavoro, suddividendo così l'attività produttiva in diverse fasi affidate ciascuna a un solo lavoratore o un gruppo di essi in modo tale da poter ottenere una maggiore specializzazione e competenza (ADAM SMITH)
Questo principio venne applicato con il Taylorismo e il Fordismo.
Il pensiero liberista si fondava sulla fiducia assoluta nella piena libertà di iniziativa economica, fiducia basata sulla convinzione che le azioni dei singoli, combinate tra loro avrebbero condotto all'armonia sociale e alla crescita economica nazionale.
Adam Smith è ritenuto il fondatore del pensiero classico e riteneva che per aumentare la ricchezza dello Stato fosse necessario non porre ostacoli di alcun tipo alla libera iniziativa economica.
Smith sosteneva che tutti gli uomini fossero egoisti e avessero come obiettivo l'interesse personale e fu per questo motivo che questo sistema crea armonia sociale lasciando essi la massima libertà nell'esercizio delle proprie attività.
Convinzione che = i singoli non dovessero essere ostacolati nelle loro attività e di conseguenza lo Stato dovesse rinunciare al suo ruolo di controllore
Say introdusse l'equilibrio spontaneo del mercato tramite la teoria degli sbocchi che enunciava il principio secondo il quale la domanda globale si adegua sempre all'offerta globale.ogni atto di vendita quindi è sempre seguito dall'acquisto di un altro bene Y= C+I
Y= reddito nazionale C= consumi I= investimenti
L'analisi di David Ricardo si concentrò sul tema della distribuzione di profitti, salari e rendite suddividendola tra capitalisti, lavoratori e proprietari terrieri.
Secondo quest'ultimo il profitto, ossia la differenza tra il valore dei beni venduti il loro costo di produzione è l'elemento fondamentale del capitalismo, perché consente di accumulare ricchezza ed è destinato a remunerare i possessori di capitale.
Se il profitto realizzato non è adeguato, non ci sarà crescita economica perché i capitalisti non sono disposti a fare investimenti.
I salari ossia le retribuzione dei lavoratori non possono essere che di pura sussistenza perché se scendessero al di sotto i lavoratori deboli morirebbero e diminuirebbe la forza lavoro e i capitalisti si troverebbero costrette ad aumentare il livello salariale.
La sua visione, quindi è strumentale al profitto.
Anche per la rendita, Riccardo segue un'ottica strumentale dicendo che ha importanza solo in relazione al profitto, perché non si potrebbe realizzare senza le terre messe a disposizione dei proprietari. Crea la distinzione tra:
Malthus inizio ad avere dei dubbi riguardanti la libertà di iniziativa economica che a suo parere portava benessere non per tutta la collettività, ma solo per una parte, mentre l'altra era destinata alla fame alla miseria e alla morte.
-> non esiste equilibrio tra risorse e popolazione
PRODUZIONE POPOLAZIONE QUANTITÀ TEMPO
Malthus compone diverse opere importanti in cui esprime il principio per cui mentre, la popolazione aumenta secondo una progressione geometrica, le risorse naturali tendono a crescere con ritmo aritmetico.
Il lavoro di fabbrica produsse enormi masse di lavoratori salariati.
L'orario di lavoro era dalle 12 alle 16 ore e i salari erano appena sufficienti per sopravvivere (salari di sussistenza).
Non avevano alcun tipo di assistenza di sussidio e di condizioni igieniche ed era tutto troppo pessimo per permettersi di lavorare così tante ore al giorno.
Finalmente arrivarono le prime leggi per tutelare i lavoratori:
Mill si occupò di studiare le condizioni di povertà e miseria del proletariato, dando vita al riformismo che pensava fosse utile che lo Stato intervenisse all'interno dell'economia fornendo alle famiglie povere degli aiuti concreti.
Tutto ciò è possibile introducendo tasse sulle proprietà terriere e sulle successioni per causa di morte.
Si mostrò favorevole anche a una distribuzione più equa della ricchezza con l'obiettivo di realizzare una società volta al benessere e non agli stenti.
Marx fu a favore dei lavoratori salariati sfruttati dai datori di lavoro, sostenendo che le fabbriche avevano diviso la società in due classi:
Marx nominò il profitto come plusvalore e lo definì come un vero e proprio furto che i capitalisti facevano tenendolo tutto per sé.
I lavoratori secondo Marx avrebbero dovuto fare una rivoluzione del proletariato che avrebbe provocato un periodo di dittatura del proletariato necessaria per consentire a alla società di cambiare (creare una società comunista) abbattendo l'uguaglianza e abolendo la proprietà privata. In questo modo, ogni divisione di classe veniva superata e non esisteva più alcuno sfruttamento dell'uomo verso altri individui.
La scuola economica classica si fondavano sul liberismo e individualismo concentrandosi però in particolar modo sulla produzione (lavoro salariato) e sulla distribuzione della ricchezza (profitti, rendite e salari).
1870: nascita della scuola neoclassica con sistema capitalista accompagnata dalla constatazione che si erano rivelate infondate le teorie marxiste più pessimistiche.
Le novità della teoria neoclassica sono:
La fiducia dei neoclassici nel progresso deriva dalla seconda rivoluzione industriale che trasformò notevolmente l'economia grazie anche alle scoperte scientifiche alle innovazioni.
Grazie a tutto ciò vennero introdotte nuove macchine e si fece ricorso ad altre fonti di energia (petrolio ed elettricità) e si verificò una vera e propria trasformazione nel settore dei trasporti e delle comunicazioni che ebbero effetti immediati sulla produzione che si estese a settori sempre più ampi ma anche sulle abitudini di vita che risultarono migliorate.
L'ANALISIDIMARSHALL: Concentra i suoi studi sui concetti di utilità, costi, prezzo, domanda e offerta constatando che la formazione dei prezzi dipendeva dai fattori che influenzavano la domanda e l'offerta.
Secondo Marshall, il prezzo di equilibrio si ottiene attraverso i meccanismi spontanei del mercato. Se viene immessa nel mercato un prodotto a basso prezzo tutti cercheranno di acquistarlo ma molti di esse rimarranno insoddisfatti perché le quantità sono limitate. I venditori così facendo approfitteranno e alzeranno il prezzo fino a livello a cui corrisponde l'uguaglianza tra domanda e offerta. In presenza di un prezzo molto alto ci si troverà di fronte a un'offerta elevata ma una domanda bassa quindi venditori correlano al rischio di rimanere con gran parte della merce invenduta da ridurranno nuovamente il prezzo.
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