Documento di Patristica su lettura e interpretazione dei testi. Il Pdf, un insieme di appunti universitari di Religione del 2024, esplora concetti come il testo masoretico, la Vulgata e l'esegesi alessandrina, con schemi visivi per illustrare relazioni teologiche.
Mostra di più10 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Patristica - lettura testi
Prof. Don Sincero Mantelli
27/09/2024
Elaborato che deve essere corretto nella forma, con attenzione a come viene fatta la bibliografia,
che anche se piccola deve essere fatta bene, con coerenza.
Patristica è teologica commentando la Scrittura.
TM è testo masoretico, cioè la bibbia ebraica
LXX è la Bibbia dei 70, traduzione greca dell'antico testamento ebraico (non è la traduzione in
greco del Testo Masoretico, perché si vede che i 70 hanno tradotto in greco un testo ebraico dal
testo ebraico del testo masoretico).
Veteres - Vulgata sono due traduzioni latine.
NTG è il Nuovo Testamento in greco.
Se io prendo un testo patristico, quando dicono la Vulgata si riferiscono alla Bibbia greca dei 70.
In ambito latino, hanno tradotto non il testo ebraico, ma il testo greco, e si sono formate le Veteres.
Poi da dopo Girolamo viene chiamata Vulgata la Bibbia scritta da Girolamo (che ha tradotto anche
dall'ebraico) in latino, che ha soppiantato le Veteres.
Girolamo pensava che la Bibbia ebraica avesse qualcosa in più che la traduzione greca, ma al suo
tempo erano pochi d'accordo con lui. Ad esempio ci sono lettere tra Agostino e Girolamo che
discutono su questo, perché Agostino dice a Girolamo di smetterla di tradurre dall'ebraico, perché il
greco è più autorevole e la sua traduzione sta creando problemi in alcune comunità.
La Chiesa Cattolica considera ispirata la traduzione che si legge nella Liturgia, perché quello che si
fa nella liturgia sono normativi e trasmettono la dottrina teologica. I padri ragionavano così.
Partivano dalla Liturgia per capire la dottrina. Se una cosa c'è nel culto vuol dire che è anche
fondato dottrinalmente.
Nella Scrittura non c'è mai scritto in modo chiaro e distinto che lo Spirito Santo è Dio, eppure è
sopravvissuto il concetto che lo Spirito sia Dio perché, nella Liturgia battesimale, si battezzava nel
nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e quindi, dato che si faceva nella liturgia, era
scontato che lo Spirito fosse Dio.
9/10/2024
I padri della Chiesa sono i testimoni più antichi dell'esegesi rabbinica. Le fonti che noi abbiamo più
antiche sono i padri della Chiesa che citano il commento ebraico alla Scrittura (perché erano
d'accordo o per andare contro a quanto scritto nel commento).
Omelie su Isaia, vere e proprie omelie di Origene, siamo a metà del 3' secolo. Nell'epoca patristica,
la maggior parte delle opere teologiche non sono sintesi dogmatiche, ma omelie, lettere, commenti
della Scrittura. La teologia patristica e monastica è un commento della Scrittura.
3 generi letterali principali che compongono la teologia dei Padri:
Isaia 6, 1-10 -+ vocazione di Isaia, divinità che appare nel tempio con a fianco i serafini. È
trasportato nel mondo divino un modo di rappresentare la divinità che è tipica del mondo di
allora, mondo egizio con le sfingi ecc ...
Il testo della vocazione di Isaia è il testo che prevalentemente viene discusso nel testo delle omelie
di Girolamo su Isaia. Chi sono questi due serafini intorno al trono? Che missione hanno? Che
identità hanno?
Prendiamo il testo delle omelie, consegnato la volta scorsa.
Dice Prima visione, ma non è la prima visione, è la terza del testo di Isaia. Questa è la prima visione
di Isaia perché dopo questa è diventata davvero profeta, secondo l'interpretazione di Mantelli,
tenendo conto che per i maestri ebrei funzionava così, cioè dicevano prima visione secondo questa
logica qua (cioè che dopo questa è diventata profeta).
Avvenne nell'anno in cui morì il re Ozia che vidi il Signore sul trono. Cioè finché il re Ozia era in
vita c'era un impedimento a vedere Dio. Qui la Bibbia dice che Isaia ha avuto questa visione
quando è morto il re Ozia, era una data, mentre invece il commentatore alessandrino (Origene),
molto attento ad ogni parola del testo, ne evince il fatto che Ozia fosse un impedimento a Dio. Ozia
era un impedimento a vedere Dio perché faceva ciò che è male agli occhi di Dio.
Ozia, con la lebbra, divenne immondo, cioè inabile al culto. Non è un giudizio morale, è il fatto che
il sangue rende impuro, il morto rende impuro. Non sono notazioni che nascono morali, ma qui, con
Origene, diventano morali. Si sposta subito l'attenzione sull'ambito spirituale.
Già in queste poche battute si vedono bene le caratteristiche dell'esegesi alessandrina: la Scrittura
non ha solamente un autore umano (Isaia e collaboratori) ma Dio. Si parte dal presupposto che la
Bibbia ha Dio per autore e quindi "una parola ha detto Dio, due ne ho udite", perché la parola di
Dio è più ampia di quello che appare, bisogna scavare in profondità, non fermarsi al significato
letterale o storico, ma cercare il significato spirituale.
Come si fa a cogliere il significato spirituale? Si procede per allegoria. Questa immagine dice altro,
come la statua di una donna con in mano una bilancia, che rappresenta la Giustizia.
Questo procedimento è nato in Alessandria d'Egitto per i testi omerici - contesto ellenistico.
11/10/2024
Dopo la conferenza di Prinzivalli (a cui dobbiamo andare perché sarà materia d'esame), ci saranno
4 lezioni in cui saremo noi i professori, su 4 testi scelti dal professore. Ci dividiamo in 4 gruppi e
dobbiamo fare una presentazione in cui dobbiamo dire che fonte è, presentare il testo,
contestualizzarlo e poi farne una esegesi, cioè dire perché è importante, che cosa aggiunge al
dibattito del Concilio di Nicea, al suo contesto ecc ...
Prima dell'esame dobbiamo produrre un elaborato, massimo 10 pagine, meglio meno, in cui uno
introduce il testo, le cose che abbiamo detto a lezione, e poi qualche nota. Saranno minimali le note,
non dobbiamo scrivere chissà chè. Fare nostro il contenuto e presentarlo bene.
ToDo: Leggere il testo, approfondirlo, contestualizzarlo. Presentazione di 45 min dove tutti i
componenti del gruppo intervengono. Tutti devono avere una parte attiva. Fatta la presentazione,
fare l'elaborato, breve, corretto e ordinato. 10 pagine, interlinea 1.5 punti. Sintesi con buoni
contenuti e metodologia corretta: dimostrare bene qualcosa - ho il testo e devo dire che riflessione
porta avanti quel testo, con qualche nota. Se trovo un articolo che ne parla lo posso citare. Alla fine
nella bibliografia deve esserci il riferimento a questo testo (edizione che ci ha consegnato il prof) e
riferimenti ad altri testi utilizzati in approfondimento (studi, commenti, riflessioni a proposito di
questo testo che abbiamo citato nel nostro elaborato).
All'esame poi verranno chiesti anche gli altri testi fatti a lezione.
L'esame di patristica e di letture patristiche di solito vengono fatti insieme, nello stesso appello
d'esame.
Testi segnati con crocetta a matita, su cui fare la presentazione in una delle 4 date indicate dal prof.
È un lavoro di gruppo, tutto viene fatto in gruppo, anche l'elaborato! Tutti firmano lo stesso
lavoro, bisogna lavorare insieme.
Si presenta il testo, si fa vedere la struttura, si approfondiscono alcuni punti che vanno approfonditi.
Non è chiesto di fare un lavoro di ricerca ma di compilazione. Leggere il testo, approfondirlo,
mettere in luce aspetti importanti e far vedere quello che precede e quello che segue.
Riprendiamo la lettura della nostra Omelia I.
Ci sono sempre 2 chiavi di lettura di un testo: lettera (senso letterale), allegoria (significato
nascosto, perché c'è Dio come autore). Origine questo lo ha teorizzato, ha fatto un'opera teorica in
cui spiega l'allegoria e il suo metodo per interpretare la Bibbia. Dice che per la Scrittura avviene
qualcosa di simile in quello che accade nell'incarnazione: elemento corporeo, aspetto materiale,
abitato dalla divinità, e questo è il senso spirituale a cui si attinge attraverso l'allegoria.
L'allegoria veniva già usata dai maestri alessandrini, per interpretare i poemi omerici. Come aveva
già fatto Filone di Alessandria, Origine applica questo metodo alla Scrittura. Anche la Scrittura ha a
volte un modo di presentare le cose, di presentare Dio, che è problematico. Si chiama defectus
litterae: la lettera è deficitaria, mancante. Io leggo il testo e il testo mi appare inaccettabile,
deficitario.
La Scrittura ha una progressione, c'è una pedagogia in Dio, e anche l'immagine di Dio cresce nel
tempo, perché la persona cresce, l'umanità cresce, c'è una progressione. Cristo ha dato una luce
diversa. Dove la lettera è inaccettabile, specialmente lì, bisogna intervenire con una interpretazione
allegorica: il testo vuol dire qualcos'altro. Le cose non vogliono sempre dire quello che appare a
prima vista, c'è un significato nascosto che si riferisce al velo compimento di quel testo.
L'antico testamento è come un'ombra, è come vedere l'ombra proiettata, ma la realtà è quella che
proietta l'ombra, cioè Cristo, e quello che viene prima è ombra di Cristo, è preparazione a Cristo.
La logica è questa prospettiva del compimento.
Perchè noi possiamo mangiare l'animale con l'unghia divisa? Perchè è stato tutto allegorizzato.
Origene dice che l'animale con l'unghia divisa si può mangiare perché rappresenta le due nature di
Cristo, umana e divina. A noi può sembrare arbitraria questa interpretazione, ma dobbiamo
riconoscere che dietro c'è una metodologia coerente.
Poi c'è stata una scuola ad Antiochia che ha cercato di riequilibrare, cioè non esagerare con
l'allegoria come facevano invece gli alessandrini.
Origene dice "In te vive Ozia o Faraone", la parola di Dio ha un valore per il tuo presente. L'esegesi
è uno sforzo ascetico, è una attualizzazione, che non è arbitraria. Origene cita Faraone perché in
questo ti aiuta a spiegare la Bibbia con la Bibbia, un passo della Bibbia con altri passi della Bibbia.
Questo deriva dal metodo degli alessandrini, che spiegavano Omero con Omero.
Origene ti dice che Ozia era di impedimento alla profezia perché anche il Faraone fa così, perché il
popolo ha iniziato a far salire il suo grido fino a Dio quando un faraone è morto.
Per capire una vicenda, trovo dei suoi paralleli.
Autori che avevano una conoscenza della Bibbia profondissima, riuscivano a far interagire tutto il
corpo della Bibbia.
!!!
Questa dinamica del peccato che rende impossibile la visione di Dio e la comunione con Dio viene
dal far regnare il piacere (qua si vede il platonismo di Origene). Applicazione contemporanea: non
pensiate che quelli che pensano ai piaceri sono i pagani, ma proprio voi seminaristi! Origene applica