Abbigliamento dei popoli della remota antichità: evoluzione e funzioni

Documento sull'abbigliamento dei popoli della remota antichità, esplorando l'evoluzione e le funzioni sociali. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Storia, descrive materiali e tecniche di vestiario dalla Preistoria all'Impero Bizantino, con un'organizzazione cronologica chiara.

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lunedì 3 giugno 2024!
ABBIGLIAMENTO POPOLI DELLA REMOTA
ANTICHITà
PREISTORIA
Le prime testimonianze d’intrecci risalgono al IX millennio.altri reperti archeologici
datati dal 7000 - 6000 a.C. mostrano l’impellente bisogno dell’uomo dei primordi di
difendere il proprio corpo dalle interperie, pericoli o eventi nefasti. L’attività di
caccia-raccolta nell’ambiente naturale forniva pietruzze, gusci e semi, bacche,
piume d’uccello, conchiglie, denti e unghie di animali, con cui realizzare monili e
amuleti, che costruiscono la prima forma di ornamento.
Avevano la stessa funzione protettiva, pitture corporali con ocre e terre,
scarificazioni, tatuaggi e cicatrici che si sovrapponevano alla pelle, esibiti con
orgoglio ottenuti spesso con dolorose prove di coraggio che fortificavano lo spirito
e propiziavano il favore agli dei.
Pellicce e pelli decorticate e ammorbidite, forate con punteruoli d’osso, congiunte
con tendini animali, costruirono i primi indumenti. Indossando trofei di caccia,
esibivano le loro abilità nella supremazia sugli animali.
L’abito si evolve e assume un valore simbolico più ampio e si trasforma in un veicolo
di trasmissione dei suoi messaggi. Rinforzando i margini di cucitura delle superfici
tessili con punti ornamentali si arriva a scrivere sulla stoffa.
I ritrovamenti archeologici della Preistoria evidenziano l’uso di fibre ricavate da
erbe palustri, filaccia preoveniente da scorza di alberi accoppite e ritorte con le dita.
Il lino selvatico era già diffuso per la sua resistenza e usato anche nella
fabbricazione delle corde. Con l’aiuto di peli di capre, s’assemblavano reticolati di
fili, con cui si realizzavano stuoie e suppellettili d’uso quotidiano, sandali o
copricapi. La rete, intreccio fatto anche con ortiche, trova molteplici impieghi in
versione rigida o morbida.
La mummia di Tarim, indossava un perizoma in pelle e gambali in pelliccia. L’abito
consiste in una sopraveste formata da strisce di colore chiaro e scuro in pelliccia di
capra, chiusa da una cintura con marsupio. Calza un copricapo a calotta in
pelliccia d’orso.
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Alla lavorazione delle varie fibre vegetali si aggiunge la tecnica della feltratura,
adottata per ricavare una superfice tessile compatta e calda. Con il feltro venivano
realizzati copricapi e calzature. Lo sviluppo della tessistura, incrementò l diffusione
di canapa e lana.
I popoli nordici, indossavano un mantello a forma ellittica o rettangolare, fermata
sul petto da una fibula. Il mantello d’apparato era un tessuto nella lunghezza
desiderata.
L’abbigliamento femminile consiste in una gonna grembiule e stretta in vita da
una cintura in vita, chiusa da un grande disco in bronzo decorato con spirali. Il
busto è stretto da un corpetto dotato di maniche fino al gomito oppure ricoperto
da una blusa con scollo a barca e maniche a kimono. Ai polsi indossavano
braccialetti in bronzo.
SUMERI
I sumeri sono la prima popolazione sedentaria che si stanzia nella Bassa
Mesopotamia. Il numero di statuette votive evidenzia la vita spirituale fervida.
Compostezza, rispetto e devozione sono i valori che trasmettono.
Nel bassorilievo di Out Nina, i personaggi indossano le kaunakes, gonne dalla
superfice decorata a meches. Incontriamo diverse versioni di questo indumento,
variano le lunghezze. Le Meches, assomigliano a dei ciuffi di pelo.
I tessuti in lana a pelo lungo sono prediletti da tutta la popolazione. Il costume
militare è simile a quello civile.
Il re sacerdote,indossa un diadema circolare, ha i capelli lunghi e ondulati, raccolti
in uno chignon. Un segno distintivo è la barba, curata, lunga e squadrata sulla
gola.
Copricapi a calotta o a turbante, sono per ambo i sessi. Regine e sacerdotesse
adottano mantelli per coprire le spalle, aperti sul davanti o messi a forma
assimetrica. Le capigliature femminili, assomigliano a compatte parrucche. Gli
oggetti di orificeria: orecchini e braccialetti sferici in oro, collane in lapisluzzoli e
corniole.
La sovrana, indossava un’acconciatura ornata con file di foglie di gelso in lamina
d’oro e fiori a sbalzo ricoperti di lapisluzzoli.
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Lunedì 3 giugno 2024

Abbigliamento dei popoli della remota antichità

Preistoria

Le prime testimonianze d'intrecci risalgono al IX millennio.altri reperti archeologici datati dal 7000 - 6000 a.C. mostrano l'impellente bisogno dell'uomo dei primordi di difendere il proprio corpo dalle interperie, pericoli o eventi nefasti. L'attività di caccia-raccolta nell'ambiente naturale forniva pietruzze, gusci e semi, bacche, piume d'uccello, conchiglie, denti e unghie di animali, con cui realizzare monili e amuleti, che costruiscono la prima forma di ornamento.

Avevano la stessa funzione protettiva, pitture corporali con ocre e terre, scarificazioni, tatuaggi e cicatrici che si sovrapponevano alla pelle, esibiti con orgoglio ottenuti spesso con dolorose prove di coraggio che fortificavano lo spirito e propiziavano il favore agli dei.

Pellicce e pelli decorticate e ammorbidite, forate con punteruoli d'osso, congiunte con tendini animali, costruirono i primi indumenti. Indossando trofei di caccia, esibivano le loro abilità nella supremazia sugli animali.

L'abito si evolve e assume un valore simbolico più ampio e si trasforma in un veicolo di trasmissione dei suoi messaggi. Rinforzando i margini di cucitura delle superfici tessili con punti ornamentali si arriva a scrivere sulla stoffa.

I ritrovamenti archeologici della Preistoria evidenziano l'uso di fibre ricavate da erbe palustri, filaccia preoveniente da scorza di alberi accoppite e ritorte con le dita. Il lino selvatico era già diffuso per la sua resistenza e usato anche nella fabbricazione delle corde. Con l'aiuto di peli di capre, s'assemblavano reticolati di fili, con cui si realizzavano stuoie e suppellettili d'uso quotidiano, sandali o copricapi. La rete, intreccio fatto anche con ortiche, trova molteplici impieghi in versione rigida o morbida.

La mummia di Tarim, indossava un perizoma in pelle e gambali in pelliccia. L'abito consiste in una sopraveste formata da strisce di colore chiaro e scuro in pelliccia di capra, chiusa da una cintura con marsupio. Calza un copricapo a calotta in pelliccia d'orso.

1Alla lavorazione delle varie fibre vegetali si aggiunge la tecnica della feltratura, adottata per ricavare una superfice tessile compatta e calda. Con il feltro venivano realizzati copricapi e calzature. Lo sviluppo della tessistura, incrementò l diffusione di canapa e lana.

I popoli nordici, indossavano un mantello a forma ellittica o rettangolare, fermata sul petto da una fibula. Il mantello d'apparato era un tessuto nella lunghezza desiderata.

L'abbigliamento femminile consiste in una gonna grembiule e stretta in vita da una cintura in vita, chiusa da un grande disco in bronzo decorato con spirali. Il busto è stretto da un corpetto dotato di maniche fino al gomito oppure ricoperto da una blusa con scollo a barca e maniche a kimono. Ai polsi indossavano braccialetti in bronzo.

Sumeri

I sumeri sono la prima popolazione sedentaria che si stanzia nella Bassa Mesopotamia. Il numero di statuette votive evidenzia la vita spirituale fervida. Compostezza, rispetto e devozione sono i valori che trasmettono.

Nel bassorilievo di Out Nina, i personaggi indossano le kaunakes, gonne dalla superfice decorata a meches. Incontriamo diverse versioni di questo indumento, variano le lunghezze. Le Meches, assomigliano a dei ciuffi di pelo.

I tessuti in lana a pelo lungo sono prediletti da tutta la popolazione. Il costume militare è simile a quello civile.

Il re sacerdote,indossa un diadema circolare, ha i capelli lunghi e ondulati, raccolti in uno chignon. Un segno distintivo è la barba, curata, lunga e squadrata sulla gola.

Copricapi a calotta o a turbante, sono per ambo i sessi. Regine e sacerdotesse adottano mantelli per coprire le spalle, aperti sul davanti o messi a forma assimetrica. Le capigliature femminili, assomigliano a compatte parrucche. Gli oggetti di orificeria: orecchini e braccialetti sferici in oro, collane in lapislazzuli e corniole.

La sovrana, indossava un'acconciatura ornata con file di foglie di gelso in lamina d'oro e fiori a sbalzo ricoperti di lapislazzuli.

2Assiro Babilonesi

Tra il Tigri e L'Eufrate si scontrano 2 popoli: Assiri e Babilonesi a partire dal II millennio a.C.

I rilievi sulle stele in pietra, testimoniano che si coprivano con pesantissime stoffe. I tessitori producevano una discreta quantità di lana e lino. Babilonia era famosa per i suoi pepli: grandi tappezzerie colorate con scene di guerra, caccia o animali.

Il sovrano, vestiva suntuosamente sia quando era a caccia e sia alle cerimonie. Consiste nella Kandis, lunga tunica con colori vivaci, con maniche corte, sovrapposta da un largo scialle frangiato, sostenuto da un'altra fascia di tessuto. Una bretella incrociata sul davanti regge sulla schiena la feratra piena di freccie . Gli abiti dei sacerdoti ed eunuchi, sono dello stesso genere ed eguagliano l'abito reale. Gli scialli erano molto apprezzati a Roma.

Gli assiro-babilonesi, avevano i capelli crespi e neri, curavano molto le capigliature e la barba, che acconciavano in trecce e treccine.

Usavano i sandali a suola liscia, rialzata sul dietro, con una correggia trasversale sulle dita e legacci sul collo del piede.

Egizi

La civiltà degli Egizi, prospera sul Nilo. Coltivano lino e costruiscono piramidi. La spiritualità religiosa influenzò il tipo di abbigliamento, si adattava al clima secco e temperato, limitandosi a variare in lunghezza e negli accessori.

La Kalasiris, era un ampia veste in lino pieghettato e aderiva bene al corpo; si infilava dalle spalle e ricadeva a pighe a organetto, fermate da un nodo sotto il seno.

Le stoffe erano di origine vegetale perchè la lana era considerata impura. Predominava il colore bianco con rare strisce azzurre e rosse.

Le portatrici di offerte, usavano le tuniche a guaina, sorrette da larghe bretelle e fittamente decorate da perline colorate o intrecciate o realizzate con tasselli in cuoio. L'indumento maschile prediletto è lo schentis, un corto gonnellino pieghettato con una cintura policroma da cui pende un pannello triangolare rigido.

3I servitori indossavano un perizoma, il pano. La testa era protetta dal claft, fazzoletto a righe poggiato sulla fronte e legato alla nuca.

Le donne indossavano parrucche scure. I piedi sono scalzi o calzano leggeri sandali infradito dalla punta arcuta con fibre di papiro o palma.

L'accostamento di amuleti, contribuiva a palesare la gerarchia su cui reggeva l'organizzazione del lavoro.

Ebrei

Le notizie sul loro guardaroba provengono dai testi biblici. L'abito, era totalmente identico per uomini e donne. La tunica e il copricapo erano gli indumenti basilari e le varianti erano costituite da colore, stoffa. Il tessuto poteva essere di lana, lino o cotone in base alle disponibilità economiche. Espressamente proibito era l'uso contemporaneo di abiti in fibra di lino, cotone e lana, l'impiego di tessuti a componente mista. L'uomo indossava, una camicia azzurra ricamata disegni geometrici e un indumento intimo simile a un perizoma. La tunica maschile, il colore bianco era dritta e più corta di quella femminile, arrivava la caviglia. Aveva maniche lunghe una serie di coulisse verticali. I bordi interni alla scollatura potevano essere ricamati con motivi che identificavano regione o villaggio di provenienza. Un cordone annodato cingeva la vita, separava la parte alta del corpo da quella bassa. Gli uomini più ricchi usavano il kaftan,una sopravveste con maniche corte. Nelle regioni fredde avvolgevano il corpo in un pesante tessuto di lana, il sindon, fungeva da mantello-coperta. Nelle zone temperate era adottata un'ampia vestaglia con le maniche larghe. I profeti e nazirei indossavano semplici mantelli di pelliccia animale. I sefarditi indossavano il caperone, un soprabito di lana. Il re indossava l'adderet, riccamente decorato. Ai piedi calzavano sandali dalla suola di cuoio con lacci hanno dati intorno alla caviglia. Per i più poveri calzature e mantello erano facoltativi. Gli uomini portavano capigliature lunghe e fluenti e lunghe barbe. La tunica femminile, spesso di colore blu, aveva la scollatura a V con ricami lungo i bordi. Sotto di essa la donna indossava il petigil, un pettorale per sostenere il seno e pantaloni che arrivavano al ginocchio. Alla tunica era sovrapposto un kaftan dalle maniche ampie. L'uso delle frange a scopo decorativo era ricorrente. Le donne nobili nascondevano il volto sotto un velo, ai piedi indossavano sandali di pelle fatti con una cinghietta tra l'alluce e il secondo dito che passa poi intorno al calcagno. Anche la donna usava il mantello. Le donne

4si profumavano utilizzando l'essenza alla mirra e il profumo di incenso e usavano belletti. Indossavano orecchini e cavigliere arricchite da sonagli.

Fenici

Il Mediterraneo orientale è popolato da Fenici, Ittiti e Ciprioti. Esperti naviganti, divenuti abili anche nelle tecniche di tintura, i Fenici commerciarono a lungo in tessuti e coloranti, trasformando il succo del murex in uno tra i prodotti più costosi e più apprezzati di tutto il Mediterraneo. La porpora divenne sinonimo di raffinatezza e ricchezza, emblema del potere politico e religioso. Il costume fenicio, composto da una lunga tunica dall'ampio scollo, in lino in lana, fitte pieghe morbide, invita formano un rimborso ottenuto da una cintura. Troviamo anche corti gonnellini ispirazione egizia e ampi mantelli, oppure tuniche aderenti che arrivano al ginocchio. Stesse influenze culturali, si ritrovano in amuleti, maschere e oggetti di piccola artigianato, evidenziando abilità tecniche nella lavorazione del vetro e dei metalli punto indossano spesso, pendenti e piccole ampolle di vetro, orecchini a forma di croce e collane in filigrana d'oro. Tutti calzavano sandali con fasce colorate. L'uso di alti copricapo rigidi, rettangolari o conici, soprattutto il lebbade, un semplice cappello in feltro, fermato sotto il mento da una striscia di cuoio. Le donne, impaziente attesa, portavano semplici diademi sulla fronte, a trattenere le ciocche che ricadevano sulle spalle. Il sarmat, Un'acconciatura formata da una mitria piramidale, fascia decorata sulla fronte, orecchini pendenti e due enormi dischi laterali, catene d'oro con pendagli sul petto.

Ittiti

Il primo stato ittita sorse in Anatolia. Utilizzare uno strumento in ferro, nella cui fabbricazione eccellevano. Conoscevano l'incisione, lo sbalzo, l'incastonatura e il modellamento dei metalli. A Yazilikaya, in un santuario rupestre del XIII secolo a.C. È scolpita la sagoma del re Tudkhalya, abbigliato con un lungo mantello e un copricapo a calotta. Altre immagini tramandate, raffigurano l'incontro tra Teshub e Khebat, lei indossa una lunga tunica con manica pipistrello, trattenuta in vita da una cintura a nastro, e un altro copricapo cilindrico. lui calcia una tiara conica con motivi decorativi in rilievo. In un'altra immagine, collocata nella porta dei Re di

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